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Posts Tagged ‘Ureach’

Considerazioni notturne…

14 agosto 2013 9 commenti

Volevo condividere con voi un pensiero che, grazie anche alla complicità dello stato di coscienza alterata dovuto all’ora tarda, mi ha fatto ridacchiare da solo come un deficente.

Ho ripreso a parlare di Ureach da meno di millecinquecento parole e già sta facendo la predica a qualcuno. Non c’è che dire, per rompere le scatole al prossimo il ragazzo ha un vero talento, abbastanza da permettergli di aggiudicarsi:

L’Oscar della Pigna in Culo!

Pignona

Stay Tuned.

Il Bandito ed il Campione

28 maggio 2012 4 commenti

Quando ho deciso di volermi proporre ad un editore, per intraprendere la strada della pubblicazione, la prima difficoltà è stata selezionare una storia adeguata: non volevo nulla di troppo complesso od articolato, pensavo ad un volume leggero che potesse fungere da presentazione per me ed introduzione all’ambientazione. Il mio obiettivo non è quello di creare una saga incentrata su un unico argomento o su un singolo gruppo di personaggi, desidero piuttosto presentare la storia, l’evoluzione e la fine di un mondo seguendo i passi di coloro che, in vari luoghi ed in diverse epoche, ne hanno definito il destino.

Trattandosi di un’ambientazione quanto meno colorita, per poter rimanere fedele all’idea di introduzione, ho pensato di dedicare questo primo *cof*ro *cof*man *cof*zo a vicende riguardanti la stirpe più simile alla razza umana. Pur non avendo velleità di ammantare la narrazione di alcuna reale attinenza storica, ho cercato di creare una struttura sociale e culturale realistica (o per lo meno credibile senza ricorrere ad eccessiva sospensione dell’incredulità), cercando di dare un punto di vista “umano” e quindi più abbordabile ad un mondo molto al di fuori degli schemi della logica e della realtà di tutti i giorni.

Una volta stabilito di usare gli “umani” come chaperon, scegliere l’evento da narrare è stata una naturale conseguenza: in un popolo tanto dipendente dalla religiosità nulla poteva aver maggior rilevanza del periodo di passaggio dal politeismo al monoteismo. La zona geografica mi era chiara ed anche gli eventi nel loro svolgersi generale, non avevo che da definire le cose più nel dettaglio e delineare i protagonisti. Incrociando appunti, time-line, mappe, logica e ragion pura sono giunto ad una società di montanari non troppo dissimile da quelle risalenti alla tarda età del bronzo; tra loro è nata una piccola mandria di coprotagonisti, spalle e comparse capeggiata dai due protagonisti della vicenda: Ureach e Leyhod.

Nella costruzione di questi due personaggi ho cercato di rendere palpabili le loro similitudini, poiché parte di un piccolo gruppo di comunità sorte in una valle molto isolata dovevano partire da un background comune, ed allo stesso tempo di rendere ben chiare le differenze. Ureach, granitico nella propria moralità e dotato di una fede adamantina, contrapposto a Leyhod, uno zelota della sopravvivenza e disposto ad ogni astuzia pur di raggiungere gli obiettivi che si prefigge. Due individui legati da uno scopo comune ma diversi come l’alba ed il tramonto.

Avevo appena dato le ultime pennellate ad Ureach, il valente Campione di Arhim Eritz e mi accingevo a far altrettanto con lo scapestrato Leyhod quando il destino ci ha messo lo zampino e mi sono trovato ad ascoltare la canzone di de Gregori “Il Bandito e il Campione”. Un secondo più tardi stavo lavorando di cesello per far si che Leyhod fosse “Bandito” quanto Ureach era “Campione”, una piccola soddisfazione per il mio io infantile, un modesto omaggio alla splendida canzone di de Gregori ed una nota di colore per un personaggio che ha tutta la mia simpatia.

Stay Tuned.

Piccoli Ureach crescono …

11 aprile 2012 2 commenti

Ieri ho finalmente ripreso a scrivere e mi sono imbarcato nella descrizione di un rito funebre. Fatta eccezione per un paio di passaggi che mi sono costati maggior fatica, le parole si sono susseguite con naturalezza ed il risultato mi ha abbastanza soddisfatto (come tutto andrà revisionato, ma per ora, fedele alla mia decisione iniziale, non ho nemmeno riletto).

All’interno della scena vi è un breve flashback in cui Ureach ricorda una discussione avuta con Chajus (padre della sua promessa sposa e quindi futuro suocero), si tratta di poche righe ma sono veramente curioso di scoprire quale sarà la reazione dei valenti revisori quando si troveranno a leggerle.

Fino a quel momento mi crogiolerò nel pensiero che il piccolo Ureach sta cominciando a crescere.

Stay Tuned

I dilemmi del dialogo II. Le Disquisizioni Teologiche

Ureach, uno dei protagonisti indiscussi de “Il Primo Re” (e certamente il personaggio più largamente detestato da parte dei revisori), si trova ad affrontare una profonda discussione teologica, che rischia di minare le sue adamantine convinzioni in fatto di fede.

Al di là del piacere che questa sua condizione di difficoltà potrà suscitare in coloro che non lo amano particolarmente, vi è l’immane sofferenza che provo io nel portare avanti il dialogo! Due individui assolutamente granitici e con una volontà ben oltre la norma umana si fronteggiano nell’argomento che più preme ad entrambi: la religione.

Dover passare a sostenere posizioni diametralmente opposte, argomentandole  secondo la logica stringente di due individui che danno alle loro convinzioni un valore maggiore di quello della vita stessa … mi sembra d’essermi cacciato in un’impresa più grande di me.

Per un istante sono anche stato colto dalla tentazione di sfumare l’intero dibattito e lasciare all’immaginazione di ognuno la forma precisa di quanto si fossero detti, trovo però che l’importanza di questo evento sia per l’evoluzione dei personaggi che per quella della storia sia troppo elevata per lasciarlo nella penombra.

In due giorni ho portato a conclusione il primo round, due pagine di sofferenza che andranno sicuramente rivisitate e migliorate, ora però le posizioni dei due dovrebbero essere chiare e questo dovrebbe permettermi di lasciare in secondo piano i loro successivi dialoghi, limitando la citazione diretta alle affermazioni più rilevanti che l’uno o l’altro potrà arrivare a fare.

Ora una buona boccata d’aria, una merendina nutriente a base di banana, e si torna al lavoro.

Stay Tuned

Punto di svolta

Il terzo capito, tra alti e bassi, sta scorrendo molto più liscio dei precedenti.

Evidentemente, l’accumularsi di ore di lavoro, mi ha permesso di guadagnare maggiore dimestichezza, e di ritrovare l’abitudine a scrivere che da qualche anno era andata persa. Riesco a visualizzare più facilmente la costruzione dei periodi, e con un po’ di pazienza sto anche rimediando ad una parte dei miei orrori grammaticali congeniti.

Ora che mi trovo a qualche passo solamente dall’introdurre uno degli eventi principali della storia, non riesco a fare a meno di essere emozionato; una scena che ho immaginato e visualizzato decine di volte, che ho abbozzato in uno schema ed esteso nella struttura dei capitoli, sta per prendere la sua forma (quasi) definitiva. Un po’ come una donna che, dopo aver portato in grembo il proprio pargoletto, si renda conto dell’imminenza del parto; senza le doglie però, il che non è certo cosa da poco.

Come piccola anteprima per i miei valorosissimi (e mai sufficientemente ringraziati) revisori, dirò che l’evento prevederà la presenza di Ureach, Ruhek, Kahejt, Lyuthwjn e di un’altra mezza dozzina di facce più o meno note. Sarà un passo determinante per la vita e l’evoluzione del protagonista, ed un avvenimento di grande importanza per il futuro dei suoi compagni.

Proprio per questo, mi trovo combattuto tra l’eccitazione dell’affrontarlo ed una sgradevole punta di ansia da prestazione. Per mia fortuna, ogni qual volta vengo colto dal dubbio, mi è sufficiente ripetere il Mantra di Paolini e tutto si cheta:

Se è diventato famoso lui con il pattume che ha scritto: comunque vada, sarà un successo!

Stay Tuned

Capitolo Secondo

E’ tempo di Wiiiiii (Non sai di cosa si tratti? Clicca quì e sarai edotto).

Con un anticipo che ha del mistico (e di cui non mi capacito), la prima stesura del Capitolo Secondo si è conclusa! Visto che alcuni degli argomenti principali sono risultati avere uno sviluppo molto più corposo di quanto mi aspettassi, ho optato per modificare di conseguenza lo schema di quelli secondari (che avevo solamente abbozzato); spero che questo sia stato sufficiente ad alleggerire il capitolo ed a renderlo scorrevole.

Rispetto al precedente, orientato ad una presentazione dei personaggi colorita ed a tratti epicheggiante (concedetemi il termine), questo secondo capitolo è un passo verso la loro vita quotidiana e mira ad umanizzarli maggiormente. Ottimo esempio di questo percorso, il fatto che Ureach (guerriero che rasenta la perfezione negli ideali di onore e fedeltà), si troverà ad affrontare, in due distinte occasioni, una realtà sociale basata sulla menzogna e l’apparenza.

Non aggiungo altro per non guastare la sorpresa ai miei operosissimi revisori; a cui va un sentito ringrazimento, non solamente per il lavoro che svolgono, ma anche (e forse soprattutto) per il supporto morale che mi offrono ed il fondamentale stimolo che rappresentano.

Stay Tuned.

Work in progress

N.B. Post originariamente pubblicato su Blogspot giovedì 9 febbraio 2012

Dopo essermi abbandonato ad un paio di giorni di accidia, sono riuscito a ritrovare la giusta ispirazione e, tra martedì e mercoledì, mi sono dedicato alla scrittura a tempo pieno. Il risultato è stato un bel balzo in avanti del secondo capitolo, ora ricco di una buona manciata di pagine in più e, soprattutto, ben delineato da un preciso schema di scene.

Per festeggiare l’evento ho pensato di pubblicare un breve estratto, qualche riga tratta da un dialogo, che possa dare un’idea della personalità di uno dei protagonisti dell’intero racconto. Qualche rapida nota, per renderne più chiara la comprensione:
1. Il “Padre del Cielo” ed il “Padre della Folgore” sono due aspetti della medesima divinità.
2. Barherz Hebam: Divinità legata alla terra, la madre delle stirpi umane. Il Dono a cui si fa riferimento è, ovviamente, la vita.
3. Barn Sorak: Una delle divinità della morte, legato a vecchiaia, carestia e malattia (ed in generale ad ogni causa di morte naturale, non violenta).

“Ogni mattina, al nostro risveglio, ringraziamo il Padre del Cielo per averci donato un nuovo giorno; ogni sera, prima di coricarci, ringraziamo il Padre della Folgore, per averci concesso di viverlo. Ognuno di noi, ogni uomo, ogni donna, ogni bambino, sa che la vita è un bene prezioso e fragile; un guerriero, a maggior ragione, deve saper vivere ogni suo giorno con la consapevolezza che potrebbe essere l’ultimo; deve essere consapevole, ed accettare il pensiero, che ogni combattimento a cui prende parte potrebbe privarlo del Dono di Barherz Hebam. Pensateci, prendetevi il tempo per riflettere, perchè se avete dubbi su questo, se preferite attendere che sia il richiamo di Barn Sorak a privarvi del respiro ed a condurvi alla tomba; la via del guerriero non è quello che fa per voi.”

Stay Tuned

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