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Posts Tagged ‘Udine’

Un funghetto trallallà.

27 settembre 2013 8 commenti

Da quando le mie abitudini alimentari hanno subito la piccola rivisitazione che mi ha (quasi) reso erbivoro mi sono dato parecchio da fare per selezionare i posti migliori dove poter comperare la verdura. Per la maggior parte delle cose non è stato difficile, qui nei dintorni le aziende agricole non mancano e quasi tutte hanno il loro spaccio; le difficoltà sono cominciate quando mi sono messo alla ricerca dei funghi. A quanto pare nessuno tra i miei vicini si è mai preso la briga di organizzare una coltivazione e l’unica possibilità era nei supermercati.

La ricerca nel circondario non ha portato grandi risultati: tutti avevano prodotti molto simili e similmente mediocri. A Udine però ho scoperto una piccola miniera di simpatici amichetti dal cappello bianco e così ho preso l’abitudine di approfittare delle trasferte per farne scorta. Ed è proprio durante una di queste occasioni che mi è capitato il simpatico fattarello che vado a narrarvi.

Arrivato al banco della verdura ho trovato un losco individuo che in compagnia di un voracissimo sacchetto di plastica attentava al mio teSSoro. Visto che l’uomo copriva completamente la parte del banco dove si trovavano i funghi ho ripiegato verso carote e zucchine nella speranza di poter trovare qualche sopravvissuto una volta che il mio nemico avesse saziato la sua fame. Quando l’ho visto andare alla bilancia sono tornato sui miei passi ed ho cominciato a fare una cernita di quanto rimasto dopo il suo passaggio.

Non ho avuto il tempo di felicitarmene perché l’uomo è tornato all’attacco. Non dico che mi abbia spinto via, ma se fossimo stati su un campo di gioco si sarebbe di certo meritato un’ammonizione. Mi si è appoggiato addosso ed ha ricominciato a pescare ben riempiendo la pancia del suo sacco. La cosa mi ha un zinzino scocciato.

* Mi scusi, può avere un minuto di pazienza? Ho quasi finito.
– C’ero prima io.
* Ma, veramente…
– C’ero prima io.
Ed intanto la metà dei funghi in buono stato erano spariti. La scocciatura si è evoluta in profondo fastidio.
* Sì, l’ho vista. Ed a questo proposito le propongo di fare il gioco del silenzio.
– …
Mi ha guardato come se avessi un cono gelato in spiaccicato in fronte.
* Sì, lei si mette da parte ed aspetta in silenzio che io abbia finito ed io evito di far troppa pubblicità al fatto che dopo aver pesato il sacco sta continuando a riempirlo.

Ebbro del mio immacolato candore mi ero illuso che il discorso sarebbe finito lì, ma l’arroganza non ha misura né limiti e l’uomo ha ribattuto con fare tanto aggressivo che mi sono trovato davanti alla scelta tra ritirata e testate nei denti. Il mio sciocco desiderio di rimanere incensurato mi ha fatto propendere per la prima ipotesi.

Ritirato ma non sconfitto ho gironzolato, osservato, ponderato e deciso e quando l’omino aveva quasi terminato di fare la sua spesa ho approfittato di una felice congiunzione astrale per avere a portata di mano sia il simpaticone che una delle addette del reparto ortofrutta.

* Se fossi in lei chiederei a questo signore di ripesare i suoi sacchi. Fino ad ora dopo averli pesati ha sempre aggiunto qualche cosa prima di chiuderli.
Fedele al suo personaggio, l’uomo ha avuto la brillante idea di armare una scenata e tra le tante stupidaggini che ha detto è riuscito a prendersela anche con la donna dicendole che lei non aveva il diritto di chiedergli una cosa simile (da notarsi che lei non lo aveva fatto, si era limitata a cercare di chetarlo). Affascinata da quella dimostrazione di classe, eleganza ed educazione la donna si è infatuata del bel cavaliere e per impedirgli di fuggire verso l’orizzonte ha dato voce ad una delle guardie di sicurezza. Li ho lasciati mentre quest’ultima – un omaccione per niente incline al sorriso od al perdono – stava chiedendo gentilmente al ladruncolo di poggiare sulla bilancia uno dei suoi sacchi.

Buffamente quando ho finito di prendere lo yogurt e sono ripassato dall’ortofrutta i funghi erano tornati al loro posto e mi sono potuto servire senza difficoltà alcuna.

Questa storia ha una morale poliedrica e multiforme:

Essere maleducati non è una bella cosa. Rubare è una brutta cosa ma se proprio devi farla abbi almeno il buon senso di non attirare su di te l’attenzione di chi ti sta intorno comportandoti da emerito stronzo, perché non si sa mai quando potresti inciampare in qualcuno di abbastanza rancoroso da decidere di fartela pagare. Inoltre ricorda: mai ed in nessuna circostanza mettersi tra me ed i MIEI funghi.

Stay Tuned.

Polizia o non Polizia?

26 settembre 2013 Lascia un commento

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Quest’oggi in sulla via tra Udine e Portogruaro ho avuto l’occasione ed il privileGGio di incrociare un massiccio dispiegamento di forze dell’ordine. Tacendo della Polizia Stradale e dei Carabinieri – da cui sono stato fermato per un controllo di routine – vi parlerò dell’incontro che più mi ha segnato, quello con la Polizia Provinciale.

Comincerò dicendo che non mi era mai capitato prima di vedere o anche solo sentir parlare di questo particolare tipo di Polizia e dopo aver sottolineato quanto la cosa mi abbia stupito arriviamo alla parte interessante, ovvero il motivo per cui se per caso mi avessero segnalato di accostare avrei tirato dritto senza nemmeno rallentare.

Si trattava di due omaccioni con la barba sfatta e che al posto della divisa indossavano jeans e maglione l’uno ed una mezza mimetica l’altro, con delle pettorine che recitavano “Polizia Provinciale”. La loro auto – ben diversa da quella che potete vedere qui sopra – non aveva insegne ma una sorta di adesivo dal vago retrogusto casereccio che portava la medesima scritta. Così, nella mia beata ignoranza, ero convinto che si trattasse di un qualche genere di burla, tanto è vero che ho persino mandato un Tweet a riguardo:

Oggi ho visto due Barney Gumble griffati “Polizia Provinciale”. E’ un nuovo corpo che parla in dialetto?

Dopo essere rientrato e [su suggerimento di @CorradoManyS] aver consultato Wikipedia ho scoperto della loro esistenza e sono stato colto da un dubbio: che si trattasse davvero di una volante della Polizia Provinciale? Mi auguro di no, perché le forze dell’ordine non ci fanno certo una bella figura a schierare elementi così raffinati.

Barney_GumbleStay Tuned.

In quel di Udine.

20 giugno 2013 7 commenti

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Oggi è una giornata un po’ fuori dagli schemi. La trasferta portogruarese è diventata una trasferta udinese con ritiro degli esiti degli esami e visita dal medico.

Questa mattina ho portato a termine la proma metà del piano ed ora, in attesa che si facciano le tre e mezza, mi sono infiltrato in un’aula studio dell’università per andare avanti con i lavori.

Il dipartimento è quello di medicina, quindi sono circondato di dottori e dottoresse wannabe. Non male per un portatore (mica tanto) sano di acciacchi come me. Soprattutto visto le graziose dottoresse…

La nota negativa è la qualità discutibile dell’impianto di condizionamento, con il conseguente innalzarsi della temperatura e lo sgradevole afrore di stalla che avvolge il tutto.

Stay Tuned.

Sanità & Insania.

8 giugno 2013 11 commenti

Ospedale di Udine

Da qualche tempo a questa parte – tipo otto mesi – divido le mie giornate con una felice serie di acciacchi da ultranovantenne e così, recentemente, mi sono fatto prescrivere degli altri esami nella speranza di trovare una soluzione che non prevedesse la sistematica amputazione di ogni parte dolente. Non mi dilungherò nel descrivere le lungaggini amministrative che ho dovuto superare per arrivare a farli, sappiate solamente che dopo aver inutilmente visitato tre diversi CUP – Trieste, Latisana ed Udine – mi sono dovuto presentare direttamente al laboratorio di analisi.

Al laboratorio ho trovato due dottoresse/infermiere cortesissime che non si sono limitate a fare il loro lavoro seguendo la regola del minimo sforzo per poter dire di averlo fatto, ma si sono date da fare per risolvere la questione nel miglior modo possibile… per me. Questo ha portato una piacevole ventata di ottimismo nei confronti della Sanità Italiana, cosa che mi ha permesso di sopravvivere alle cattive notizie che sono seguite.

Non  si tratta di esami dagli esiti drammatici che mi danno pochi giorni di vita, per quelli se ne riparlerà – spero (di no) – a partire dalla fine della prossima settimana; ma di un paio di dettagli, uno buono per il “Forse non tutti sanno che…” della Settimana Enigmistica e l’altro più che adeguato come esempio della lunga concatenazione di sfighe legate a questi benedetti esami.

Cominciamo da quest’ultimo. A quanto pare il mio medico – dott. Appuntamendo Difficile – nel trascrivere sull’impegnativa le richieste dello specialista ha commesso un piccolo errore. Oh, cosa da poco, solo due caratteri che però trasformano una parola in un’altra e tramutano il senso dell’esame da:

– Di che colore è la sabbia su quella spiaggia? Bianca, dorata o nera?

a:

– Qual è il numero esatto di granelli di sabbia? Da quanti e quali rocce ha avuto origine? Elencare le province di provenienza di ognuna e, ove possibile, nomi e cognomi dei genitori, compreso il cognome da nubile della madre.

Tralasciando la leggera differenza di costo tra i due esami – di costi parleremo tra pochi istanti – i tempi di consegna dei risultati passano da otto giorni a due mesi (salvo complicazioni). Tutto questo per trovarmi in mano un’infinità di dati totalmente inutili… a me solo il colore della sabbia serve di sapere. Con abile magheggio pare che la faccenda sia risolta, ma la risposta definitiva l’avrò Lunedì dal dott. Appuntamento Difficile… anzi, no, scusate, dalla sostituta del dott. Appuntamento Difficile che – caso vuole – non sia disponibile fino al venti del mese.

Parliamo di soldi.

In linea generale sono abbastanza concorde con il principio per cui ci siano delle tasse sulla sanità che servono a coprire le spese del sistema ospedaliero; trovo abbastanza sensato anche che poi, a seconda del reddito, possa esserci un ticket da pagare per “arrotondare” le spese di servizi particolari. Detto questo un po’ mi scoccia il pensiero di pagare tasse tutti gli anni ma di ammalarmi così di rado… è un po’ come pagare anticipatamente per 100 minuti di conversazione a settimana e poi fare solo tre minuti di telefonate al mese, vien voglia di chiamare aCCazzo solo per tornare in pari.

Nel caso specifico ho scoperto uno di quei piccoli nonsense  che sembrano essere alla base del sistema di vita italiano. Permettetemi di inquadrare la situazione nel dettaglio:

1. Gli esami richiesti dallo specialista erano otto;
2. Il massimo numero di esami che possono essere scritti sulla medesima impegnativa è otto;
3. Il dott. Appuntamento Difficile è un tipo preciso che ha suddiviso gli esami per genere su tre diverse impegnative.

Gli esami sono sempre otto, sono sempre gli stessi otto, io sono sempre la stessa persona, pago le stesse tasse e sono nel medesimo scaglione di reddito per quel che riguarda il ticket ma… l’amore dell’ordine del mio medico mi costa circa 70 euro.
Già, perché quegli otto esami scritti sulla stessa impegnativa mi sarebbero costati qualche spicciolo meno di 45 euro, mentre scritti su tre impegnative diverse li ho pagati 115,50.

Andando oltre al fatto che io non ero tenuto a sapere questo fattarello ma il mio medico sì e quindi mannaggia alli mortacci sua ed ai 70 euro che mi ha fatto buttare nel cesso, io mi chiedo: perché?!

Sento l’irresistibile richiamo del turpiloquio quindi, prima di diventare scurrile, vi saluto e vi lascio alle vostre riflessioni a riguardo.

Stay Tuned.

Appuntamenti…

28 gennaio 2013 8 commenti

Ebbene, eccomi qui, di ritorno dal mio appuntamento in Autofficina per il tagliando…

Di questi tempi “appuntamento” è un termine dal significato molto aleatorio e, per causa di un qualche oscuro malefizio, non me ne va dritto uno nemmeno ad accenderci un cero alla marijuana in onore di tutti i Santi (grunge) del paradiso. Non ci credete? E va bene, vediamo un po’ come sono andati i miei ultimi… appuntamenti.

Correva il dì 22 gennaio, ero di strada per la biblioteca quando ho ricevuto una telefonata dalla palestra. La segretaria, molto gentile come sempre, mi ha fatto sapere che l’appuntamento preso per quella sera sarebbe saltato a causa di un piccolo intoppo tecnico. Poco male, ho pensato, sarei passato comunque ad allenarmi e lo avremmo spostato a qualche altro giorno.
Visto che avevo il cellulare in mano e che non ricordavo esattamente l’ora del mio appuntamento con il medico, ho pensato di telefonare alla sua segretaria:

– Pronto, buon giorno, sono Tale’s Teller, ho un appuntamento con il dott. Scrocchiaossa per lunedì 4 febbraio ma non ricordo esattamente l’orario, potrebbe confermarmelo? Undici e mezza o mezzogiorno?
* Certo, controllo subito, mi dia un secondo.



* Senta, non mi risultano appuntamenti a suo nome per il 4 febbraio, può essere un giorno diverso?

Ora, dovete sapere che per avere un appuntamento con il dott. Scrocchiaossa è necessario prenotarsi con TRE mesi di anticipo ed è un’impresa titanica. Ho provato a chiamare tutto ottobre senza successo (perdendo così l’appuntamento a gennaio) e quindi, quando a novembre sono riuscito a prendere la linea, preso dall’entusiasmo, ho anche gridato “Europa Europa”. Sentire parlare di un problema mi ha fatto rizzare i capelli in testa, ma tantè…

– Non credo, ho scelto quel giorno perché sarò in zona quel giorno. Però tutto è possibile.
* Guardi, mi faccia controllare tutto il mese, la richiamo appena ho finito.

Mi richiama dopo una decina di minuti.

* Mi spiace, non risulta nessuna prenotazione a suo nome, è sicuro che fosse proprio per febbraio?
– Guardi, potrei sbagliare l’anno, forse era per il 2014, ma sul mese non ho dubbi.
* Non mi risulta da nessuna parte, però ho trovato un posto libero per il 12 alle 13:30, va bene lo stesso?

Eh, certo, chiamo con quattro mesi di anticipo per poi avere un appuntamento ad cazzum in una data ed in un orario che mi fanno schifo alla schifezza.

– Se non c’è alternativa…
* Purtroppo no.

Ma in fondo perché lamentarsi? Ogni volta che vedo Scrocchiaossa gli mollo solo 65 euro, per una cifra così esigua non credi di avere il diritto di replica… o sì?

Veniamo ad oggi.
Come sempre avevo qualche dubbio sull’orario, non ricordavo se l’appuntamento fosse alle 14:30 od alle quindici; poco male anche in questo caso, avevo con me il netbook ed un libro, pronto per ogni evenienza. Quando arrivo la segretaria non c’è, un venditore con dei pantaloni rubati a Tiger Wood sotto effetto di stupefacenti mi manda dal responsabile dell’officina… che mi guarda con un misto tra sorpresa, incertezza, orrore e senso di colpa. Sento la carogna che mi si arrampica sulla schiena.

* Buon giorno, mi dica.
– Buon giorno a lei. Ho un appuntamento per il tagliando.
* Sì, certo, a che nome.
– Tale’s Teller
* Hum… che auto?
– Una Prius.
* Si ricorda la targa?

Abbello, se non ti risulta nemmeno quella cosa pensi di chiedermi ancora? Calco dei denti o DNA?

– Guardi non me la ricordo.
* Andiamo a vedere.

Trotterelliamo sotto la pioggia, arriviamo all’auto, legge la targa e poi mi dice (anzi, ci dice, visto che con me c’era anche la Tata Teller).

* Bene, allora io la porto in officina, se voi volete aspettare in sala d’aspetto io controllo la scheda lavoro e preparo il preventivo.
– Maccerto.

Faccio appena in tempo ad accendere il netbook e l’uomo riappare con una faccia funerea.

* Posso parlare con uno di voi?

Mio dio, non mi lasci sulle spine la prego. Me lo dica chiaro e tondo, la mia piccola ha speranze di salvezza?

– Mi dica.
* Ci dev’essere stato un errore, l’appuntamento è alle 15:30.

Oh beh, temevo peggio, ci sarà solo un’oretta in più da aspettare, poco mal…

* … nella filiale di Udine.
– No, aspetti, in che senso?
* L’appuntamento è stato preso con quell’officina, non con la nostra. Può essere che ci sia stato un errore, forse vi siete capiti male.
– Beh, possibile. La signorina mi ha chiesto esplicitamente se preferissi la filiale di Udine ed io, altrettanto esplicitamente, le ho detto di no.
* E’ sicuro?
– Vediamo, considerando che per arrivare qui ci metto venti minuti e per arrivare ad Udine ce ne vogliono quarantacinque; considerando che oggi avevo anche un altro appuntamento qui dietro l’angolo… beh, sì, direi che sono abbastanza sicuro.

Morale della favola? Appuntamento il 7 febbraio alle 8:15 di mattina e mi terranno la macchina per mezza giornata perché devono fare una serie di lavori apocalittici (ma, per fortuna, gratuiti visto che fanno parte di un richiamo da parte della Toyota).

Siete ancora sicuri che stessi esagerando? Ecco…
E considerate che questi sono solo gli ultimi tre esempi, è dall’inizio dell’anno che gli appuntamenti non funzionano MAI al primo tentativo e mi incasinano l’agenda.

Stay Tuned.

Sono in vena di piccoli aggiornamenti.

30 ottobre 2012 6 commenti

Ma visto che non voglio tediarvi troppo a lungo sarò telegrafico:

1. Sono al quinto giorno di influenza ed ho raggiunto il vertiginoso apice di temperatura di 37,2°
2. La mia alimentazione di oggi è stata composta quasi esclusivamente da biscotti con l’aggiunta di due tranci di pizza e di una confezione di Risolat al cioccolato.
2b. Al computo vanno aggiunti: 3 dosi di Fluimucil, 12 spruzzate di Tantum Verde, 5 pastiglie di Benagol, 2 compresse di Vivin C  ed un pizzico di crema emoliente.
3. Nonostante questo alla prova del peso dal medico risulta che ho perso un altro chilo e mezzo. Mi mancano solo 12 etti per arrivare ad un peso a due cifre solamente, cosa che non accadeva da una decina d’anni almeno.
4. Ieri ha compiuto gli anni mia madre. Auguri!
5. La scrittura è ferma da qualche giorno, non riesco a trovare la concentrazione necessaria per scrivere.
5b. In compenso sto leggendo un sacco e vi aspettano almeno un paio di recensioni non appena sarò in grado di intendere e volere.
6. Ho già consumato 1 pacchetto di fazzoletti, 2 salviette da bagno, 14 strappi di carta mani ed 1 rotolo di carta igienica per soffiarmi il naso.

Detto questo mi ritiro nella mia tana oscura …

Stay Tuned.

Ogni promessa è debito.

28 ottobre 2012 12 commenti

Come ho promesso prima d’essere rapito dalla pausa pranzo eccomi qui per condividere con voi un fattarello … sugoso!
Dovete sapere che martedì 23 ottobre sarei dovuto andare dal medico per fare il periodico controllo del peso e visto che c’erano ottime possibilità di essere scesi sotto le tre cifre mi ero organizzato un gioioso festeggiamento per giovedì 25. Con la complicità di amici ristoratori ho prenotato una cenetta dall’anima “macrobiotica” che fosse in grado di farmi dimenticare gli ultimi dieci mesi di minestroni e verdure lesse.

Il destino beffardo ha fatto si che subito dopo aver preso accordi con gli amici di cui sopra ho scoperto che quel martedì il medico non era disponibile e che l’appuntamento doveva essere spostato di una settimana … a martedì 30. Che fare? Agendo in fretta avrei probabilmente potuto  rimandare ed evitare  di dover poi sudare sette camice per redimermi dal peccato. Ormai era tardi, mi ero assuefatto al pensiero del mio piccolo banchetto ed ero più che disposto ad intensificare le mie visite alla palestra per poterlo eliminare prima di dovermi presentare dal medico.

Ecco dunque come stavano le cose giovedì 25 ottobre alle ore 20:18

E come si presentava il tutto una mezz’ora più tardi, alle 20:46


Ora il Karma mi ha punito ed invece di poter andare più a lungo in palestra me ne sto chiuso in casa con il mal di gola e la febbre. Ma ne valeva la pena per uno stinco arrosto con cotenna croccante!

Stay Tuned.

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