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Posts Tagged ‘Passeggiata’

Un’infornata di fragranti novità.

9 marzo 2014 1 commento

Biscotti
Sono dolente di comunicarvi che questo post non parlerà di biscotti, dolciumi o altre cose buone da mangiare. Nulla vieta che possiate sgranocchiarne qualcuno mentre leggete. Vi prego solamente di stare attenti con le birciole, ché la mia tastiera è già un macello così com’è.

Detto questo, ci tenevo a farvi sapere che ieri sono riuscito a fare la prima passeggiata soleggiata della stagione. Un piccolo miracolo che si è ripetuto questa mattina, con il passo avanti di aver tolto anche la felpa per rimanere solo con la maglietta a maniche corte. Attendo con ansia il momento in cui potrò disfarmi anche di quella e sostituire la tuta con i pantaloncini corti…

Mentre vi deliziate dell’immagine di una Candida Civetta in shorts, passiamo alla seconda notizia. Per una serie di motivi troppo lunga allo scriversi – e tediosa al leggersi – ho iniziato un: “Corso preparatorio per l’iscrizione al ruolo degli agenti immobiliari.” una sciocchezzuola di novanta ore che mi porterà in quel di Trieste due giorni a settimana per le prossime quindici settimane. A quanto pare l’esame è una cosa abbastanza malvagia, con due prove scritte (si passano con il 6, ma per essere ammessi all’orale la media deve essere del 7) ed un orale con annessa prova pratica. La mortalità è attorno al 50% con delle punte che hanno raggiunto il 75%, insomma, posso dormire sonni tranquilli.

Il corso – ma soprattutto lo studio di materie mai affrontate (Diritto) e mai sentite nominare (Estimo) – attingeranno a piene mani dal mio tempo e per questo mi sono dato una serie di obiettivi abbastanza rigorosi per quel che riguarda la revisione. A questo proposito, l’ultima delle novità: ho preparato una sinossi e mi appresto ad allegarla al primo capitolo revisionato e corretto per cominciare a spedirla un po’ qui ed un po’ lì.
Se vi avanza qualche cero votivo, sentitevi liberi di accenderlo.

Stay Tuned.

La Cornovaglia, il luogo perfetto dove passeggiare (se si è ben dotati di senso dell’umorismo).

28 maggio 2013 10 commenti

Questa mattina avevamo un piano.
Io sarei partito presto ed avrei raggiunto a piedi il paese vicino (circa sette chilometri) dove gli altri mi avrebbero raggiunto in auto.

Mi sono svegliato con un anticipo mostruoso (alle sei invece che alle otto e quaranta) ed ho passato la mattina a bearmi del cielo azzurro che mi aspettava fuori dalle finestre.
Fatta colazione sono uscito puntualmente alle nove.

Qualche centinaio di metri più tardi sono arrivato in vista di un ponte…

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Il tempo di arrivarci e…

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Non si tratta di minuti ma di secondi. Dal giorno alla notte prima che potesdi fare cinquanta passi.

Ho aspettato che la pioggia diventasse meno intensa e mi sono messo sulla via di casa… il tempo di contare fino a dieci ed ha smesso.

Ho deciso di riprovarci… ha ricominciato non apoena ho messo il naso dall’altra parte del ponte.

Ok, mi arrendo, è un segno divino.

Per celebrare la mia saggezza la pioggia mi ha scortato fino a casa ed è scomparsa a cinque passi dalla soglia.

Ora il cielo è azzurro, il sole brillante e qualche placida nuvola bianca bruca in attesa che io faccia un nuovo tentativo. Accadrà a breve… vi terrò aggiornati.

Stay Tuned.

Ordini di grandezza.

11 agosto 2012 12 commenti

Me ne andavo bel bello lungo un argine masticandogli ultimi acini di un raspo d’uva ed in senso opposto, dritta verso di me, veniva una vecchina accompagnata dal suo piccolo cagnetto. A turbare la pace di quel momento è arrivata a gamba tesa la buccia di un acino, spessa come una suola di stivale ed altrettanto dura. Dopo un paio di colpetti di tosse sono riuscito a far fallire il suo piano di strozzarmi e mi sono sporto verso l’argine sputandolanel bel mezzo di un cespuglio di rovi.

La simpatica vecchina, ormai giunta a pochi passi di distanza, si è fermata a squadrarmi con un’espressione a metà tra il disgusto e la ferocia. Occhietti piccoli, dita ossute e sul viso rugoso la grinta di una SS rediviva.

Insomma, giovanotto, le pare il caso?” Ha chiosato.

Ora, in linea generale non me la sento di darle torto, sputare per terra non è un’attività particolarmente raffinata o corretta, ma una simile aria di sufficienza per un poverello appena sopravvissuto al soffocamento che seppelliva il cadavere del suo nemico mortale tra dei rovi mi è parsa un’esagerazione. Il destino mi è corso in aiuto e, mentre cercavo una buona risposta, il microscopico cane della vecchina ha innondato il marciapiedi con una merdina grande un terzo di lui.

Insomma, signora, le pare il caso?” Ogni tanto poter fare il verso mi rende veramente fiero di mè.

Imbarazzata ma non sconfitta, la vecchina ha incassato il colpo ed è tornata all’attacco. “E’ solo un cane poverino. Un uomo dovrebbe dimostrare più rispetto.

Certo signora, ha ragione. Ed infatti io ora aspetto che l’uomo all’altro capo del guinzaglio pulisca il marciapidi dalla scultura neo realista del cane.

A questo punto la vecchina si è resa conto che tirava brutta aria ed è ripartita con passo di marcia verso l’infinito. Non ho saputo resistere alla tentazione di infierire …

Faccia pure con calma, io l’aspetto qui. Sa, per assicurarmi che nessuno gliela possa portar via.

Sono passate alcune ore, sono andato a buttare dell’immondizia e la scultura neo realista è ancora al suo posto, già ghigno al pensiero di poter reincrociare la vecchina ed il suo cagnolino da queste parti.

Stay Tuned.

Warning: Hot Content!

11 agosto 2012 31 commenti

Alla fine dello scorso anno mi ero prefisso alcuni obbiettivi da raggiungere durante il duemiladodici, una serie di buoni propositi a cui ho cercato di attenermi quanto più rigidamente mi è stato possibile vista la resistenza passiva del mio io fancazzista. Non starò a farvi tutto l’elenco, la maggior parte di questi propositi non avrebbe molto senso nel contesto, non sarebbe per voi di grande interesse e poi, diciamocelo, sono anche un po’ faccende mie. Perché possiate apprezzare quanto segue vi sono due di questi obbiettivi di cui devo rendervi partecipi:

1. Riprendere con le passeggiate non appena le ginocchia me lo avessero concesso;
2. Sfruttare il periodo soleggiato per abbandonare la mia abituale colorazione cadaverica.

Ora, poiché poche cose mi annoiano come lo star sdraiato al sole come una balena spiaggiata, il mio pensiero è stato quello di unire l’utile al dilettevole e di organizzarmi delle passeggiate abbronzanti. Trovare dei percorsi abbastanza lontani dall’umanità da chetare la mia pudicizia non è stato difficile: pochi si avventurano lungo la laguna e tra i campi battuti dal sole e per la maggior parte si tratta di agricoltori locali con cui ogni interazione sociale si limita ad un cenno di saluto o poco più. Un po’ più complesso è stato il riuscire a vincere l’indolenza, ma in una settimana l’uscita mattutina era divenuta un’abitudine e si era creata una nuova routine mattutina che contemplava una gitarella pedestre tra i cinque e gli otto chilometri. Non ricordo chi abbia detto che l’abitudine può essere il peggiore dei nostri nemici od il migliore dei nostri servi, ma sono fermamente convinto che la sapesse assai lunga sulla natura umana. Tra corsa e camminata il giretto dura poco più di un’ora e mi fa rosolare al sole del mattino in modo abbastanza regolare su ogni lato, considerando che è da maggio che lo faccio quasi tutti i giorni ho accumulato grosso modo un centinaio d’ore di sole e posso dire di aver soddisfatto il mio buon proposito visto che da almeno una quindicina di anni non sono stato tanto abbronzato.

Otto chilometri al giorno ed un’abbronzatura smagliante, cosa mai avrei potuto chiedere d’altro ad un piano tanto perfetto se non un imprevisto in grado di rendere il tutto più divertente?

Per quanto si ponga attenzione alla scelta del percorso e ci si industri per far arrivare il sole equamente da tutti i lati è molto complesso riuscire a convincerlo ad arrivare dal basso quindi, dopo qualche giorno, ho cominciato a distinguere una linea pallida all’altezza della vita, la dove la ciccia ballonzola felice. Poco male, mi sono detto, in fondo non si trattava che di un alzarsi di qualche centimetro della zona rimasta chiara perché coperta dai pantaloncini. Subito dopo mi sono accorto della presenza di due mezze lune di pallore in corrispondenza del sottotetta, due zone rese ancor più candide dal confronto con la pelle scura che le circondava.

Il meglio è arrivato quando mi sono guardato i piedi. Già, perché abbronzarsi camminando è molto meno noioso, ma il coprire le estremità con scarpe e calze non le rende molto ricettive e se l’uomo con il calzino bianco è l’archetipo della mancanza di sex appeal, che dire di un genio del male che il calzino bianco non ha nemmeno bisogno di indossarlo per ottenere il medesimo effetto?

Ai posteri l’ardua sentenza!

Stay Tuned!

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