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Posts Tagged ‘Paccozzo’

Appunti di viaggio …

28 settembre 2012 18 commenti

Vi rubo qualche minuto per alcune comunicazioni di servizio.

Innanzitutto vi avviso/ricordo/comunico/faccio presente che domani mattina partirò per quel di Trieste e che non sarò di ritorno prima di lunedì a notte inoltrata. Come sempre accade quando sono in trasferta non avrò alcuna garanzia di connettività quindi risposte a commenti, messaggi, email et similia potrebbero essere rimandate al mio ritorno dalla terra straniera.

Il programma di sabato, altrimenti noto come “domani”, prevede una seduta di terapia di gruppo in compagnia di Giramenti (e consorte), Tigli&GelsominO (e consorte), PerennementeSloggata e la Tata Teller. Come moderatore d’eccezione per il lieto evento avremo l’onore di ospitare Alessandro, figura ormai divenuta celebre in queste pagine per la sua immane cultura classica e le sue aliene citazioni Nietzschesche! La cosa, se ambientata in luogo differente, finirebbe probabilmente a taralli e vino. Essendo noi a Trieste ci siamo organizzati altrimenti e nel nostro gozzovigliare non sentiremo la mancanza né degli uni né dell’altro.

Che faremo domenica? Perché, voi veramente pensate che ci arriveremo a domenica? Ah!

Cambiando completamente argomento ci tengo ad esprimere in più di 140 caratteri un pensiero che chiunque mi segua su Twitter mi ha già visto esprimere in più di un’occasione: il gran numero di pervertiti che il titolo di un post può far giungere ad un blog. Ma andiamo per ordine. Ho varato la versione Worpress del blog a febbraio di quest’anno e fino ad ora 271 persone sono arrivate al blog attraverso i risultati di una ricerca (per lo più su Google). Le parole (o le frasi) cercate sono le più disparate, si tratta di almeno 140 diverse combinazioni e la maggior parte di queste è stata utilizzata una volta solamente. Vi sono però alcune chiavi più comuni, la più frequente delle quali, con mia somma gioia, riguarda il Commissario Sanantonio. Qualche tempo fa (per la precisione il 2 settembre), come i lettori assidui ricorderanno, ho scritto un post dal titolo: “Un sordido caso di Zoofilia: molestie sessuali ad una Civetta!” una scelta ironica visto che il contenuto del post non riguarda per nulla quanto espresso nel titolo. Ebbene, da quel momento e con preoccupante regolarità gli accessi dovuti a Google hanno portato con loro chiavi di ricerca come: “Zoofilia”, “Racconti Zoofilia” e simili per un totale complessivo di 42 su 271.

In meno di un mese gli accessi legati a Google sono aumentati quasi del 18%, tutto grazie a persone che cercano siti, racconti o comunque materiale sulla zoofilia. Ora, a voler essere mostruosamente ottimisti si può pensare che l’attuale spirito animalistico porti alla ricerca di luoghi dove poter esprimere il proprio amore per la moltitudine di creaturine di questo mondo, ma basta una spolveratina di realismo per rendersi conto che più di due persone al giorno sono arrivate su questo blog sperando di leggere di ometti intenti allo stupro di pecore o coraggiose fanciulle, stanche della pochezza umana, che si prodigavano in carinerie nei confronti di asinelli innocenti.

Non mi ritengo particolarmente bigotto ma … bleah!

Detto questo vi saluto e ci si rivede martedì! Fate i bravi, mi raccomando, o quanto meno se proprio dovete fare i cattivi ricordatevi che ogni vostra ricerca on line viene catalogata con estrema precisione e là fuori, da qualche parte, una Civetta ha gli occhi puntati su di voi e sugli scheletri che spuntano dai vostri armadi!

Stay Tuned

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Errare è umano, perseverare …

11 settembre 2012 11 commenti

Vi ricordate del Paccozzo che ho vinto qualche tempo fa? Nel caso in cui la risposta sia negativa istruitevi!
Ebbene, quest’oggi ho replicato la vittoria e mi sono aggiudicato anche la sua edizione speciale messa in palio per il commento numero 10.000! Come già fatto in precedenza ho preso l’impegno di leggere tutto ciò che il Paccozzo conterrà (mescolandolo a quanto mi manca di leggere del precedente) e di scrivere un commento su ogni libro letto.

Appena questo nuovo blocco di carta mi piomberà tra capo e collo vi terrò aggiornati con la lista dei titoli, fino a quel momento …

Stay Tuned.

Meno di cento …

5 agosto 2012 22 commenti

I commenti hanno superato la quota 400, un ricco premio per l’autore del cinquecentesimo.
Una piccola riedizione del Paccozzo Commentozzo, con una variante tale da renderlo molto … personale.
Per maggiori informazioni non vi resta che chiedere.

Stay Tuned.

Notizie Flash

A breve mi metterò in cammino per Trieste dove rimarrò fino a lunedì in tarda (molto tarda) serata. Durante questa trasferta sarà privo della connessione quindi non potrò deliziarvi con post o commenti, mi auguro che voi tutti possiate sopravvivere a questa dolorosa privazione.

La nota positiva è che mi farò accompagnare dal settimo libro del Paccozzo: “Missione Eagle” di Clive Cussler. Sono ancora agli inizi ma se fossi colpito da un’improvviso attacco di insonnia potrei finirlo questa notte ed esser pronto a scriverne il commento a partire da martedì. Ora, se becco qualcuno a tirarmi sfiga per farmi venire l’insonnia, gli frantumo le manine con il fondo di un boccale di peltro. Sappiatelo.

Buona domenica a tutti, sopravvivete alla micidiale aggressione del lunedì ed a presto rivederci.

Stay Tuned

Le meraviglie del paccozzo: La leggenda del santo bevitore

19 luglio 2012 7 commenti


Titolo: La leggenda del santo bevitore
Autore: Joseph Roth
Editore: Adelphi
Genere: Testamento spirituale
Pagine: 73

E’ con una sorta di atavico terrore referenziale che mi accosto al commento sul sesto libro del paccozzo. Tra le mani mi è capitato uno dei racconti brevi considerato tra le pietre preziose della letteratura del novecento ed io, a mio rischio e pericolo, non riesco a dirne un gran bene.

Ho letto molte cose riguardo a questo libro, l’ho sentito definire il testamento dell’autore, sono rimbalzato tra elogi e mirabolanti fraseggi mirati ad esaltare le capacità narrative e le qualità tanto del racconto in sé quanto del suo autore. Quando l’ho trovato nel paccozzo ho anche espresso qualche dubbio a riguardo e nei commenti ho anche trovato il sostegno di un paio di altre lettrici che lo confermavano essere una lettura piacevole. Poi… l’ho letto.

Inizierò con il dire che ne “La leggenda del santo bevitore” si percepisce la mano di uno scrittore capace. La lettura scorre piacevole tra personaggi tratteggiati con gusto ed efficacia, scene rese chiare solo suggerendone la forma e senza esser costretti ad entrare nel dettaglio, forme morbide e romantiche in grado di adattarsi ad ogni argomento, anche il più immorale, ammantandolo con un velo di eleganza. Una costruzione a tratti impeccabile, a tratti inutilmente ripetitiva come si trattasse non di uno scrittore consumato ma di un bambino armato di penna; una storia nella quale i personaggi hanno solo una forma presente, con rarissimi accenni al passato in grado di chiarirne i rapporti ed i trascorsi.

La storia ha un vago sapore favolistico e presenta una delle più improbabili serie di eventi e coincidenze che mi sia mai capitato di trovare su carta, tanto inverosimile da far supporre non si tratti della realtà ma, piuttosto, di quanto il protagonista – alcolista all’ultimo stadio – creda essere la realtà.

Nel complesso è un racconto piacevole da leggere tra gli alti e bassi della struttura narrativa, forse un buono spunto di riflessione sulla condizione psicologica e spirituale di un alcolista, ma a mio avviso ben distante dalle qualità del capolavoro con cui spesso viene identificato.

Se però qualcuno tra voi ha trovato una chiave di lettura tale per cui “La leggenda del santo bevitore” giunge ad essere una delle pietre miliari della letteratura del novecento spero di aver modo di confrontarmi con lui per capire dove sia il mio errore di giudizio.

Stay Tuned

Le meraviglie del paccozzo: Hollywood Station

2 luglio 2012 14 commenti

Titolo: Hollywood Station
Autore: Joseph Wambaugh
Editore: Einaudi [Stile libero ° Big]
Genere: Poliziesco
Pagine: 386

Di questo libro mi era stata garantita la bruttezza e dopo “Il tartufo e la polvere” e “La famiglia Radley” ero pronto a trovarmi a sguazzare nell’ennesima pozza di guano di pipistrello semifreddo. Il primo dialogo sembrava confermare in pieno questa ipotesi con due personaggi, due poliziotti, intenti ad uno scambio di battute tanto caotico da costringermi a rileggere più volte nel tentativo di capire a quale di loro attribuire ogni parola. Questo sforzo mi ha stancato molto presto quindi ho deciso di fingere si trattasse di un unico personaggio con una crisi di identità (avete presente Gollum dei tempi d’oro?) e sono arrivato in fondo al dialogo disinteressandomi a chi stesse dicendo che cosa.

Visto l’incipit mi sono affacciato al resto del romanzo in preda ad un vago scoramento e ci ho messo qualche pagina prima di realizzare quanto le cose stessero migliorando. Riuscivo a distinguere i personaggi, potevo attribuire le battute all’uno od all’altro e cominciavano anche a comparire delle personalità più distinguibili di Gollum & Gollum (per la cronaca Jetsam e Flotsam sono i soprannomi con cui vengono chiamati per tutto il libro, sospetto di non aver mai letto i loro nomi reali). Certo, si trattava di personaggi un po’ triti, battute prevedibili e personalità abbastanza abbozzate ma era pur sempre un gigantesco passo avanti rispetto al guazzabuglio iniziale.

Ben presto, nel fitto della giungla di aneddoti e scene di vita vissuta che formano il 70/80% dei contenuti del libro, sono stato capace di intravvedere un filo conduttore, una vicenda portante in grado di legare tutti i personaggi in un intreccio basato sul caso e sulle coincidenze più che sulla logica od il realismo. Ho scoperto molte usanze del Lapd (Los Angeles Police Department), sono stato reso edotto sulle gravi problematiche politiche e sociali che rendono difficoltoso il lavoro delle forze dell’ordine, ho avuto modo di conoscere la propensione per la malavita dei popoli dell’europa dell’est (riassunti in “russi”).

In tutto questo l’autore è chiaramente di parte e non si nasconde certo dietro ad un dito. Spiega le proprie ali d’arcangelo vendicatore e sotto di esse accoglie agenti che preferirebbero avere dinnanzi a sè una divisione corazzata nazista comandata da un Hitler redivivo piuttosto di un ragazzino ispanico (o peggio di colore) dotato di pistola ad elastici e mazza da baseball ricoperta di gomma piuma. Perché? Perché nessuno farebbe troppe domande se iniziassero a sparare su bianchi chiaramente ariani, mentre se provassero anche solo ad alzare la voce per riprendere il ragazzino verrebbero di certo tacciati di razzismo e crocefissi per placare l’opinione pubblica inferocita.

In questa disamina delle difficoltà operative, come nell’infinita mole di aneddoti, si percepisce chiaramente la mano di un autore più impegnato a dar voce ad un mondo conosciuto (Wambaugh è stato un ufficiale del Lapd) che a creare una storia. Si potrebbe facilmente definire un cronista più che uno scrittore. Guardandolo da questo punto di vista diventa più facile comprendere ed aggirare le numerose lacune stilistiche ed i contenuti, pronti a diventare inconsistenti e privi di spessore nel momento in cui non siano citazioni ma invenzioni dell’autore.

Wambaugh è quindi uno scrittore mediocre e ci presenta una storia mediocre, resa poco credibile dall’incredibile concatenazione di coincidenze su cui si poggia. Nel farlo la intervalla però  con aneddoti più o meno pittoreschi capaci di presentare il punto di vista della polizia sulla polizia stessa, un’esperienza strana a che non manca di essere piacevole se la si vive con lo spirito giusto. Non un libro in grado di rispondere ai miei gusti, non un’opera d’arte e nemmeno un libro che mi sentirei di consigliare se non agli appassionati della polizia americana, malgrado questo mi sono divertito a leggerlo e tutto sommato l’ho trovato piacevole.

Se dovesse mai capitarvi tra le mani non perdete l’occasione di leggerlo ma ricordatevi di farlo nel modo giusto, solo così potrete realmente assaporarne la bellezza. Qual’è il modo giusto? Prima leggetevi delle porcherie cosmiche come “Il tartufo e la polvere”, “La famiglia Radley” o “Dexter l’Oscuro” … e Hollywood Station vi sembrerà il primo raggio di sole dopo una tempesta o anche la prima indicazione di una toilette mentre un micidiale attacco di diarrea minaccia di seppellirvi di vergogna agli occhi delle migliaia di sensuali fanciulle vogliose che vi circondano. [N.B. Per le donne: “delle migliaia di uomini fascinosi ed eleganti”]

Stay Tuned

Notizie Flash

28 giugno 2012 20 commenti

Questa mattina ho cambiato il router e la linea è magicamente tornata, incatenandomi alla scrivania per leggere gli aggiornamenti del caso. Attualmente, dopo un’ora e mezza di lavoro, mi mancano ancora 108 mail da leggere, la maggior parte sono segnalazioni di post di blog, la faccenda pare non aver fine.

In compenso  ho concluso il quarto libro del paccozzo e prossimamente mi dedicherò alla sua recensione, come brevissimo anticipo vi posso dire che non ha assolutamente confronto con i precedenti! Questo non è particolarmente brillante e non fa parte del mio genere di lettura preferita, ma è stato piacevole. Per punirmi di questo momento di gioia ho attaccato con il quinto: “The X-files, il Film” … non aggiungo altro.

Oh, una breve trasferta di due giorni e mezzo a Trieste mi è costata due chili di ciccetta che dovrò eliminare quanto prima.

Stay Tuned

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