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Posts Tagged ‘laGGente’

Complotto!

5 maggio 2016 4 commenti

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Anche senza prendersi la briga di approfondire l’argomento, è impossibile non venire a contatto con le teorie complottiste più diffuse. L’assassinio di Kennedy, l’alieno di Roswell, il Reich Segreto, l’attentato alle torri gemelle, gli Illuminati, i cambiamenti climatici, le riserve segrete di petrolio, i rettiliani, le pandemie, le scie chimiche…

Tutti abbiamo sentito parlare delle scie chimiche, alcuni le sostengono e molti sorridono nell’ascoltarne le tesi…

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Ebbene, sappiate che non c’è proprio niente da ridere! Si tratta di una faccenda seria e molto più grave di quanto possiate mai immaginare. Già, perché…

La teoria del complotto sulle scie chimiché è essa stessa un complotto!!!

Un modo per distrarci un mezzo per non farci pensare alle cose veramente importanti, un trucco per fissare la nostra attenzione sulle scie degli aerei mentre quello che succede è mille volte peggio!!!

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Smascheriamolo! laGGente deve sapere! Insieme possiamo farcela…

Stay Tuned.

 

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Convenzioni.

2 maggio 2016 2 commenti

Vi capita mai di essere colti dal rifiorire di un ricordo che sgomita per farsi spazio, dopo aver passato anni nel limbo? Mi auguro di sì, perché a me capita con una certa frequenza e non vorrei essere l’unico che ogni tanto s’impianta a fissare il vuoto con espressione stolida…

PensieriCheSorprendono

L’ultima volta che mi è successo mi sono trovato catapultato di qualche decina d’anni nel passato, al primo anno di università e più nello specifico sul finire di una cena che il padrone di casa ha offerto a me ed al mio coinquilino.

Il signor Simpatico de Furbacchioniis non era una cattiva persona. Non il genere di individuo con cui avrei concluso affari con ‘una semplice stretta di mano’, ma nemmeno uno dei tanti briganti che si approfittano dell’inesperienza degli studenti. Sua moglie, oriunda austriaca, sarebbe stata un buon soggetto di studio per qualsiasi linguista: trasferitasi a vivere a Triesta da decine d’anni, capiva perfettamente l’italiano, ma era capace di parlare solo in triestino.

Eravamo in pizzeria, stavamo chiacchierando del più e del meno e quando siamo arrivati a toccare l’argomento ‘piatti tipici’ la signora de Furbacchioniis ha menzionato una strana zuppa di cipolle e patate di cui non avevamo mai sentito parlare prima di allora. Per porre rimedio a questa grave lacuna enogastronomica, il signor Simpatico ha proposto che per la cena dell’anno successivo fossimo ospiti a casa loro, così da poter gioire dell’arte culinaria di sua moglie.

Ricordo di aver accolto la proposta con cauto entusiasmo, ricordo l’ardore del Coinquilino e ricordo un prudenziale “… alla più puttana buttiamo su una pasta aglio, olio e peperoncino.” del signor de Furbacchioniis. Ricordo, soprattutto, la nota di disprezzo nella voce del Coinquilino quando mi ha comunicato i suoi veri pensieri, diametralmente opposti a quanto detto in presenza dei dei Furbacchioniis. Ricordo che mi ha urtato allora e mi rendo conto che dopo vent’anni ancora mi dà fastidio.

Mi rendo conto di non essere un entusiasta e di essere abituato a reazioni e risposte molto moderate, mi rendo conto che questo sia abbastanza controtendenza da destabilizzare, ma continuo a non comprendere la necessità umana di dare e ricevere ipocrisia. Non ci rendiamo conto che la nostra incapacità di accettare opinioni negative rispetto a quello che diciamo e facciamo si traduce nell’essere schiavi della finzione nel momento in cui siamo noi a dover esprimere un parere? Mah…

Stay Tuned.

La Cattiveria del Giorno: “Piuttosto.”

6 novembre 2015 6 commenti

La Cattiveria del GiornoCome ho già avuto modo di dire, sono una creatura abitudinaria.
La biblioteca non fa eccezione a questo fatto e quando mi rifugio a lavorare tra i libri lo faccio seguendo alcune prassi ormai radicate. Occupo il “mio” posto, sistemo stampe e appunti, avvio il portatile e lo collego all’alimentazione assieme ai cellulari… poi mi metto al lavoro.

Per fare tutto questo occupo un tavolo. Attorno al tavolo ci sono quattro sedie e senza dubbio potrebbe ospitare quattro persone che leggessero un libro o quattro studenti con un unico testo di riferimento. Di fatto se ci sono di mezzo montagne di appunti e/o computers ci si può stare in due. Essendo il primo ad arrivare tendo ad allargarmi, ma se arriva qualcuno raduno le mie cose in modo da lasciarli tutto lo spazio possibile.

Così è successo anche ieri, quando una signora è entrata nella “mia” stanza con un libro sotto il braccio e le mani occupate da un cellulare e relativo caricabatterie. Il suo paziente ha emesso il fatidico bip della fame atavica e nello sguardo la solerzia è scivolata verso il panico. Ha raggiunto il tavolo, si è seduta e masticando qualche cosa a proposito della maleducazione di chi considera tutto di sua proprietà ha staccato uno dei miei alimentatori dalla multipla per attaccare il suo.

wpid-20151105_144049-1.jpgLa osservo con aria perplessa, ricambia con uno sguardo di sfida. La accontento.

– Mi scusi, è mia.
* Che discorsi sono… se una ha bisogno. Non sei mica a casa tua che puoi fare quello che vuoi. UrcaUrcaTirulero. O tempora, o mores.
– Non ci siamo capiti. E’ mia nel senso che mi appartiene. Me la porto da casa e ci faccio un po’ quello che mi pare.
Momento di gelo. Sguardo vacuo. Reboot di sistema.
* Beh… potresti lasciarmela usare. Mi sta finendo la batteria e aspetto una chiamata importante.
– Potrei, certo e se me lo avesse chiesto in modo educato avrei anche sorvolato sul controsenso di aspettare una telefonata in una sala studio ma così… preferirei tagliare il cavo con una tronchese e buttare tutto dalla finestra. Ecco, si riprenda il suo caricabatterie e buona giornata.

Ha detto qualche cosa d’altro – immagino un vivido affresco dalla sua riprovazione – ma il mio fanciullo interiore faceva troppa cagnara ridendo e non ho sentito una sola parola.

Stay Tuned.

Essi…

19 febbraio 2015 7 commenti

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Essi vivono” diceva Jhon Carpenter e chiunque non abbia visto il film è pregato di provvedere il prima possibile (o almeno di leggere la scheda di Wikipedia).

Sfrondando il contesto fantascientifico quello che resta è il concetto dell’esistenza di una casta dominante che controlla la volontà delle masse e le guida come bestiame da sfruttare per ottenere i propri scopi. Un principio che già era datato allora e che oggi viene rivenduto come la novità del momento. Senza dilungarmi troppo nello spiegare perché questa condizione faccia parte della natura stessa dell’uomo e non sia prescindibile dall’ordine sociale qualunque esso sia, trovo che il principio sia mostruosamente ottimistico. Essi – le eminenze grigie che decidono del nostro destino – non si identificano con coloro che sono al potere, ma con ben altro… e ben peggio.

Perché, mio caro Jhon Carpenter, Essi non vivono…

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E se delle “caste dominanti” in un modo o nell’altro ci si può liberare, contro laGGente non c’è salvezza. Puoi essere di destra, di centro di sinistra o anche alieno; qualsiasi sia il tuo pensiero – a patto che tu ne abbia realmente uno – come puoi difenderti da elementi simili?

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Anche Hitler era un pacifista convinto, ma da ragazzino ha perso una scommessa e nel Dire-Fare-Baciare-Lettera-Testamento gli è andata male e si è beccato la penitenza di dover sterminare gli ebrei. Ci ha messo tanto impegno, poverino, ma il mondo gli remava contro e alla fine sua zia si è pure offesa.

Veterinario No cagnolino, non morire per la tanta bua al pancino, che proprio non riesco a capire cosa sia. Non ho medicine da darti e non saprei nemmeno da che parte cominciare per operarti, ma grondo aMMore per tutte le bestiole fluffose e con il musino caRRino come il tuo.

O come le ha risposto qualcuno:

Ginecologo

Ci si può scherzare, si possono deridere e in risposte sferzanti come questa si può intravvedere una speranza per il genere umano, ma alla fine dei conti la vegetariana cannibale e l’appassionata di animali votano e grazie al nostro illuminato sistema democratico la loro opinione – l’opinione di due rincocalite* – vale quanto quella di chiunque altro, quanto la vostra e quanto la mia.

Non so voi, ma io: FaSSStidio!

* In dialetto triestino, ‘Cocal‘ significa ‘Gabbiano’. Di conseguenza ‘rincocalito‘ si può tradurre come ‘ringabbianito‘ e non essendo il gabbiano un animale famoso per il proprio acume lascio a voi l’onore di scegliere che significato dargli.

 
Stay Tuned.

I vantaggi dell’essere solo…

5 ottobre 2014 3 commenti

Le Tre Scimmie
Ero in auto, me ne tornavo a casa dopo la palestra, e nel fermarmi ad un semaforo ho visto tre ragazzi seduti alla fermata dell’autobus.

Uno teneva le mani sulle orecchie (per coprire le cuffie ed ascoltare la musica)
Uno teneva le mani sulla bocca (per mangiarsi le unghie)
Uno teneva le mani sul viso (chino in avanti)

Insomma, una rappresenazione vivente – e squisitamente casuale – delle celeberrime Tre Scimmie Sagge. Stanco e distratto dalla guida, privo del filtro che abitualmente si trova tra pensiero e parola, ho commentato tra me e me:

Toh, guarda le tre scimmiette.

Per fortuna ero in auto, per fortuna ero solo, perché nel dirlo mi sono reso conto che i tre ragazzi erano afroamericani e se mi fossi trovato in mezzo alla gente… parole equivocate, sguardi di biasimo, imbarazzo e una sfavillante etichetta da razzista.

E non sarebbe stata nemmeno la prima volta… ma questa è un’altra storia.

Stay Tuned.

Circa Dixit: “Amanda Knox e l’editoria.”

12 febbraio 2014 4 commenti

Circa Dixit
Niente ha il potere di arricchire una tesi quanto una citazione azzeccata. Qualsiasi sia il tema e per quanto farlocco possa essere il senso delle parole, tutti proviamo almeno una briciola di soggezione per l’autorevolezza di una voce che viene dal passato e che – guardacaso – opina proprio riguardo a quello di cui anche noi stiamo discutendo.

Personalmente ho sempre trovato il principio dell’Ipse Dixit una boiata pazzesca: il fatto che un uomo – fallibile come ogni altro – abbia detto qualche cosa a sostegno della tesi che un altro uomo sta perorando non vale un grammo di una buona argomentazione autoctona. Questo non toglie che esistano frasi e dichiarazioni degne di essere ricordate, ripetute o… inventate. Perché quando si discute, tutto fa brodo.

E dunque, a sostegno di una mia tesi riguardo ad uno dei molteplici errori compiuti da laGGente, ecco per voi un’illuminante dichiarazione di Amanda Knox:

Amanda Dixit - Editoria
Stay Tuned.

 

La Cattiveria del Giorno: “Videogiochi.”

7 agosto 2013 12 commenti

La Cattiveria del Giorno
Questa sera sono uscito a cena. Grave errore, ormai dovrei saperlo che immergermi tra laGGente non mi fa bene per nulla. Non avevo ancora finito di prendere posto e già mi era venuta a noia la voce di una gioviale Signora So-Tutto-Io-Ma-Sono-Altruista-E-Voglio-Condividere-Con-Voi-La-Mia-Saggezza.

Tra le tante perle con cui ha arricchito l’esistenza dei suoi compagni di tavolata ed intrattenuto chiunque fosse a portata d’orecchio la migliore è senza dubbio la sua spiegazione riguardo all’uso dei videogiochi. Al tavolo c’erano due bambini, entrambi molto silenziosi, uno seduto compostamente ed intento a mascherare la noia dietro a sospiri e qualche sorriso e l’altro completamente imbambolato davanti ad un videogioco.

BimbiGiocanti
Per spiegare al BimboSilente il motivo per cui il BimboImbambolato si era estraniato dal mondo al punto da non rispondere nemmeno nel momento in cui il cameriere era arrivato a prendere le ordinazioni, la Signora STIMSAEVCCVLMS ha inforcato i suoi occhialetti virtuali da maestrina non richiesta e…

– Fa così perché gliel’hanno appena regalato.

Il BimboSilente, fedele al suo ruolo, non ha risposto. Lo faccio io per lui:

* No signora, fa così perché è maleducato ed è maleducato perché lei non ha nessuna voglia di dover affrontare i suoi capricci e preferisce comprare il suo silenzio dandogliela vinta così da essere libera di poter sfondare i coglioni al prossimo con le sue idiozie.

Stay Tuned.

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