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Posts Tagged ‘Facebook’

Prassi da Internauta.

30 ottobre 2015 2 commenti

Scrivo sempre più di rado e la cosa mi dà sempre più fastidio.
Nei giorni scorsi ho meditato, alla ricerca di un modo per ricostruire la buona abitudine di dedicare al blog il tempo che merita e ieri – per puro caso – sono stato illuminato da un pensiero: la lunghezza. Da sempre causa di ansie e imbarazzi per maschi e pescatori, quello delle dimensioni è evidentemente il problema che mi affligge.

Mi spiego.
Gli argomenti non mancano, ma si dividono tra la categoria degli “argomenti infiniti” e quella delle “quattro parole sono troppe”. Nel primo caso fatico a trovare la buona volontà di mettermi al lavoro, nell’altro non li considero utili per il blog e li pubblico su Twitter, Facebook o simili.

Dal problema, la soluzione: una ruBBrica (sì, lo so, l’ennesima) che raccolga tutti quei pensieri piccini picciò e gli dia lo spazio che meritano. Alcuni si risolveranno in poche righe, altri dureranno meno dei fatidici centosessanta caratteri, tutti saranno delle imperdibili perle di saggezza rapace e ciberanno la mia atavica fame di autocelebrazione.

Poi non dite che non vi avevo avvisati.

InPocheParole

Stay Tuned.

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Non accettare caramelle (o biscotti) dagli sconosciuti.

22 giugno 2015 4 commenti

BiscottinoDa qualche tempo è entrata in vigore la Cookies Law.
Da qualche tempo attendo che ci sia la solita rettifica all’italiana.
Già, perché la Cookies Law ricalca alla perfezione la nostra tendenza a legiferare senza tenere minimamente conto della realtà, inventandoci delle norme prive di senso, inapplicabili e chiaramente definite da persone – e personaggi – che non hanno la minima idea di come funzionino le cose. Ho aspettato e sperato, ma nulla e cambiato e così, mio malgrado, ho deciso di mettermi in regola così come richiesto dalla versione attuale della legge. Ci lavoro da un paio d’ore e non sono riuscito a cavare un ragno dal buco.

Per assolvere ai miei doveri dovrei dirvi che tipi di Cookies usa il mio blog e chiedervi di acconsentire o di rinunciare alla navigazione. A dirla così non sembra nemmeno difficile e non lo sarebbe se si trattasse dei Cookies che io ho deciso di inserire e utilizzare… ovvero nessuno. Ma è mio dovere farvi sapere quali Cookies utilizzi WordPress e che uso possa fare dei vostri dati e devo dirvi che Cookies usa Facebook e Twitter e Instagram e così via per tutti i Social Network che sono collegati a questa pagina. E non basta che metta un post per spiegarlo o che inserisca una pagina apposita, perché è diritto del navigante accedere a una qualsiasi pagine del mio sito senza considerare minimamente le altre e mio dovere dargli comunque le informazioni necessarie. Quindi tutte le informazioni di cui sopra (o un link al posto dove trovarle) devono comparire sullo schermo di chiunque acceda, indipendentamente dalla pagina che apra e deve continuare a farlo fino al momento in cui costui non accetti esplicitamente di ricevere i Cookies.

Utilità pratica di questa cosa? Far aprire centinaia di milioni di finestrelle con dei link letti da qualche decina di curiosi per ottenere centinaia di milioni di click di assenso e poter continuare a fare le stesse cose come se niente fosse.

Per oggi mi arrendo a vivere un altro giorno nell’illegalità; domani… chissà.

Stay Tuned.

Cucina etnica.

11 marzo 2015 6 commenti

cibo indiano 1
Facebook è una piattaforma che va oltre al normale uso dell’utente medio (tette, culi e gattini) e permette alle aziende di pubblicizzare servizi e prodotti. Le discoteche presentano le proprie serate, i negozi le proprie promozioni e i ristoranti il proprio menù. Insomma, una cosa così:

Messaggio
Fin qui nulla di cui stupirsi, ma andando avanti a leggere è possibile scoprire la perla di saggezza con cui un utente ha risposto all’offerta del Maialino Tikka.

Risposta
Chiaro, preciso e determinato, un esempio per noi tutti e se vi sembra che non ci sia un nesso logico è perché al contrario di lui voi non sapete che il proprietario del ristorante “Il Guru” è l’eminenza grigia alle spalle della prigionia dei Marò. Un signore del male di vecchio stampo, con le mani in pasta nella politica internazionale, che fa sembrare il Professor Moriarty un incapace inconcludente. Il tutto condito da un certo grado di ironia…

Chiusura
Che altro aggiungere?
Che non ho mai mangiato indiano e non ho idea di cosa sia il Maialino Tikka, ma se mi capiterà di passare per Roma prenderò seriamente in considerazione l’idea di pranzare al ristorante “Il Guru”, se non altro per avere l’occasione di stringere la mano a quell’uomo.

Never Forget Termopili!!!

Stay Tuned.

Essi…

19 febbraio 2015 7 commenti

essi_vivono

Essi vivono” diceva Jhon Carpenter e chiunque non abbia visto il film è pregato di provvedere il prima possibile (o almeno di leggere la scheda di Wikipedia).

Sfrondando il contesto fantascientifico quello che resta è il concetto dell’esistenza di una casta dominante che controlla la volontà delle masse e le guida come bestiame da sfruttare per ottenere i propri scopi. Un principio che già era datato allora e che oggi viene rivenduto come la novità del momento. Senza dilungarmi troppo nello spiegare perché questa condizione faccia parte della natura stessa dell’uomo e non sia prescindibile dall’ordine sociale qualunque esso sia, trovo che il principio sia mostruosamente ottimistico. Essi – le eminenze grigie che decidono del nostro destino – non si identificano con coloro che sono al potere, ma con ben altro… e ben peggio.

Perché, mio caro Jhon Carpenter, Essi non vivono…

essi_votano
E se delle “caste dominanti” in un modo o nell’altro ci si può liberare, contro laGGente non c’è salvezza. Puoi essere di destra, di centro di sinistra o anche alieno; qualsiasi sia il tuo pensiero – a patto che tu ne abbia realmente uno – come puoi difenderti da elementi simili?

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Anche Hitler era un pacifista convinto, ma da ragazzino ha perso una scommessa e nel Dire-Fare-Baciare-Lettera-Testamento gli è andata male e si è beccato la penitenza di dover sterminare gli ebrei. Ci ha messo tanto impegno, poverino, ma il mondo gli remava contro e alla fine sua zia si è pure offesa.

Veterinario No cagnolino, non morire per la tanta bua al pancino, che proprio non riesco a capire cosa sia. Non ho medicine da darti e non saprei nemmeno da che parte cominciare per operarti, ma grondo aMMore per tutte le bestiole fluffose e con il musino caRRino come il tuo.

O come le ha risposto qualcuno:

Ginecologo

Ci si può scherzare, si possono deridere e in risposte sferzanti come questa si può intravvedere una speranza per il genere umano, ma alla fine dei conti la vegetariana cannibale e l’appassionata di animali votano e grazie al nostro illuminato sistema democratico la loro opinione – l’opinione di due rincocalite* – vale quanto quella di chiunque altro, quanto la vostra e quanto la mia.

Non so voi, ma io: FaSSStidio!

* In dialetto triestino, ‘Cocal‘ significa ‘Gabbiano’. Di conseguenza ‘rincocalito‘ si può tradurre come ‘ringabbianito‘ e non essendo il gabbiano un animale famoso per il proprio acume lascio a voi l’onore di scegliere che significato dargli.

 
Stay Tuned.

Alter Ego.

19 giugno 2014 4 commenti

Quando sono stato aggredito dall’idea balzana di usare uno pseudonimo e ho cominciato a creare i millemila profili necessari a gestire blog, social network ed altri amenicoli, mi sono trovato con il grattacapo di dover scegliere un’immagine che potesse rappresentarmi.

Dopo qualche tentativo fallimentare – di cui non conservo memoria – mi sono ricordato dell’immagine di una civetta che avevo usato tempo prima, per uno stato di Facebook e ho deciso di concederle una possibilità. A quanto pare la cosa ha funzionato, perché quella meravigliosa civetta delle nevi sghignazza in tutti i miei profili e ogni volta che la guardo sono più che soddisfatto della mia scelta.

Perché vi sto tediando con tutto ciò? Innanzitutto perché in futuro possiate dire: ‘Io lo so!’, quando masse di fanSS adoranti brancoleranno nel buio, chiedendosi come fu che il loro idolo scelse d’essere rappresentato da una civetta delle nevi; in secondo luogo perché da cosa nasce cosa e dalla scelta dell’immagine è discesa quella di collezionare civette. Non civette in carne ed ossa – non per ora almeno – ma immagini che le ritraggono (insieme a gufi, barbagianni ed altri rapaci) e peluches.

Può sembrare strano, ma trovare il peluches civettiformi non è per niente facile. Orsi, cani, gatti, pecore, foche, scoiattoli, piccioni, gabbiani, serpenti, procioni, leoni, avvoltoi, tigri, conigli, panda, anatre, cinghiali, topi, canguri, koala, pecore, mucche, capre, pulcini, elefanti, ippopotami, draghi e unicorni… ma civette e affini sono molto rari. Una difficoltà che mi ha tenuto in scacco per un anno buono, fino a quando, il natale scorso, non ho ricevuto in regalo il primo pennuto della covata. Da allora la famiglia è cresciuta:

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Il fratello maggiore è pigro e raramente si muove da casa, quello di mezzo è più intraprendente e spesso mi segue nelle trasferte tergestine. Il piccolo è l’avventuroso della covata: non perde occasione per infilarsi nella borsa del portatile e farsi scarrozzare in giro per il mondo.

In cambio dell’ospitalità – e dei viaggi a scrocco – svolgono la delicata funzione di proteggere la mia identità segreta, sostituendomi nelle fotografie che sbandiero su Instagram, Twitter, Facebook e Cetera.

Avevo pensato di dar loro un nome, ma essendo degli Alter Ego è ovvio che debbano chiamarsi tutti Tale’s Teller. Per ovviare al caos dell’omonimia, potremmo usare dei soprannomi. Qualche cosa come ‘Divora Gelati’, ‘Calzino Rigato’, ‘Occhi Pucciosi’ e ‘Cazzo Guardi’… ma meno arrabattato. Qualche suggerimento?

Stay Tuned.

Tardivi rigurgiti di coscienza.

Ufficialmente non ufficiale
Ci sono inciampato ed ho pensato che questa piccola truffa meritasse dieci secondi di attenzione. Vi prego di non farlo sapere alla De Filippi, mi prenderebbe per un dilettante.
Una cosa simile, in uno qualsiasi dei suoi programmi, avrebbe diritto almeno a venti minuti di dibattito infuocato.

Stay Tuned.

Problemi? Dubbi? Difficoltà che paiono insormontabili?

16 gennaio 2014 4 commenti

Non temere, da oggi c’è chi può darti una mano.
Qualcuno in grado di far sembrare ogni problema una minuscola inezia, qualcuno capace di gettare alle tue spalle anche il più grosso dei problemi, qualcuno che le difficoltà le divora a manciate, come le patatine fritte.

Negli anni ottanta il baluardo degli oppressi e degli indifesi era l’A-Team, poi è stata la volta dei Power Rangers ed ora, dopo che anche Dark Angel ha fatto la sua parte:Ci Pensa RoccoCi Pensa Rocco IINon lasciatevi ingannare dalla sua innata modestia, anche se si offre come copista, ammanuense, scriba ed interprete dei vostri pensieri, è pronto a fare molto di più… non dovrete far altro che chiederlo con cortesia.

Stay Tuned.

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