Archive

Posts Tagged ‘Educazione’

Civicamente adeguato.

29 maggio 2014 10 commenti

In città non è facile essere bambini.
Non appena metti il naso fuori di casa ti trovi sballottato tra chiasso e sconosciuti, tenuto sotto stretta sorveglianza da un adulto, che ti impedisce di godere di tutto lo spazio che hai a disposizione.
Già, perché solo gli incoscienti lasciano i bambini liberi di imperversare lungo i marciapiedi, convinti che un grido di richiamo possa avere lo stesso effetto di un guinzaglio e possa evitare che zompino giù dal marciapiede proprio mentre sta passando l’autobus.

Per fortuna le città non sono solo traffico e marciapidi.
I parchi e i giardini pubblici sono una manna, ti permettono di correre – e molestare i piccioni – senza essere sistematicamente acchiappato per il coppino e redarguito.

Tra bianco e nero ci sono le gradazioni di grigio.
Piazze, zone pedonali intervallate da strade, zone periferiche dove il traffico è molto limitato…
A Trieste il Viale XX Settembre rientra senza dubbio in questa categoria. Un lungo viale pedonale alberato, incrociato da una serie di strade poco frequentate ed un paio di incroci dove le auto sono parecchie, ma – in genere – transitano lentamente.

E allora via. Da un semaforo all’altro si corre, gareggiando – e perdendo sistematicamente – con un fratello un paio d’anni più grande. Segue la mamma, che spinge il passeggino dove si potrà poltrire una volta stanchi.

Non ho una particolare simpatia per i bambini, ma se non mi molestano riesco ad osservarli con una certa benevolenza e quando sono anche dignitosamente educati posso arrivare a farmeli piacere. In questo caso i due erano parecchio vivaci, ma non disturbavano nessuno e nel loro galoppare avanti avevano l’accortezza di evitare i passanti. Cosa apprezzabile visto che la più piccola non mi arrivava all’altezza dell’anca.

Finita la prima parte esclusivamente pedonale sono arrivati al primo semaforo, il fratello maggiore si è assicurato che la sorella si fermasse e la madre li ha avvisati di aspettarla prima di attraversare. Nel mentre il verde si è fatto rosso.

Semaforo Rosso
Si è formato un crocicchio di persone, che ha atteso la fine del flusso delle auto e poi ha cominciato ad attraversare. Il semaforo era ancora rosso, ma la strada era sgombra e trattandosi di un senso unico ad un’unica corsia l’attraversamento era oggettivamente sicuro.

Va da sè che la cosa ha perplesso i bambini, indecisi tra il rispetto della regola teorica del semaforo rosso e l’emulazione dell’azione pratica dell’attraversare. A scanso di equivoci, la madre ha allungato una mano per acchiappare la figlia. L’altro ha fatto un passo avanti e si è girato a guardarla, alla ricerca di conferme.

* No. Bisogna aspettare il verde.

Al dinniego della madre, il bambino ha fatto un passo indietro e la sorella, esercitando il diritto infantile di ‘imbarazzante voce della verità’:

– Ma perché passano tutti, mamma?

Ero nel gregge, li stavo superando e nel vederla in dubbio su come rispondere mi sono sentito in colpa. Mi sono fermato e ho aspettato, è bastato questo perché la madre potesse ripetere che con il rosso non si deve attraversare, senza che i bambini avessero altri dubbi.

Ci siamo scambiati un sorriso, mi ha ringraziato e la mia risposta è stata: ‘Si figuri, dovere.’
Lì per lì mi sono stupito delle parole che l’istinto aveva scelto per me, ma a ripensarci non avrei potuto usarne di più adatte, perché, se è vero che l’educazione grava sulle spalle dei genitori, è altrettanto vero che è dovere della collettività non vanificare il loro lavoro.

Semaforo Verde
– E’ verde, è verde mamma. Possiamo correre?

La madre dà il consenso, i bimbi trottano e io mi sento civicamente adeguato.

Stay Tuned.

Riflessi Paolo-viani.

22 maggio 2014 6 commenti

Sono una creatura abitudinaria.

Qualsiasi attività svolga – nell’arco di poche ripetizioni – creo una prassi che poi ripeto in modo regolare, alterandola solo in caso di successive raffinazioni per aumentarne l’efficienza. Insomma, sono il sogno proibito di qualsiasi serial killer: prevedibile e facile da trovare.

Le mattine portogruaresi sono un esempio di questa mia natura: parcheggio, raggiungo la biblioteca, entro, occupo il MIO posto con un libro e delle penne, metto le mie cose nello stipetto, esco, faccio colazione, rientro, recupero le mie cose dallo stipetto, preparo computer e scartoffie e comincio la giornata di lavoro.

Quest’oggi, durante la fase “recupero le mie cose dallo stipetto” è successo un fatterello curioso.

Una signora è entrata spingendo un passeggino e dopo aver salutato lei, la bibliotecaria si è rivolta anche al bambino.

– Ciao Paolo.

E la madre, puntualmente:

* Paolo, come si dice?

Il bambino, rispondendo a tono e senza la benché minima esitazione:

° Per favore…

Poi ha aggrottato la fronte: qualche cosa non tornava. Si è guardato intorno, si è reso conto di dove fossero e, per non sprecare il ‘come si dice’ appena utilizzato:

° … posso avere il libro dei camion? Grazie.

Le due donne si sono fatte una risata, io e il bibliotecario – da uomini duri – ci siamo limitati a sorridere.

Ironia a parte: chiedi per favore, ringrazi – anticipatamente – e quello che vuoi è un libro? Tesoro, certo che lo puoi avere.

Libro dei Camion
Stay Tuned.

La Cattiveria del Giorno: “Sudore.”

23 ottobre 2013 6 commenti

La Cattiveria del Giorno

Da un paio di settimane la palestra ha lanciato un nuovo programma di dimagrimento e questo ha reso le mie mattine di allenamento ricche di portatrici – più o meno sane – di peso superfluo. In linea di principio non ho nulla in contrario, trovo anzi che dimostrare la buona volontà di voler curare un po’ la salute con l’esercizio fisico sia una cosa encomiabile. Il tutto diventa un po’ più seccante quando al desiderio di bruciare i chili in eccesso non si affianca almeno un minimo sindacale di rispetto o buona educazione o creanza o almeno senso del ridicolo…

E così, mescolate all’esercito di brave donne, ci sono delle muccone infiltrate che sudano fino a grondare e poi se ne vanno bel belle in giro – rigorosamente senza asciugamano – a lordare panche e sedili di tutte le macchine che prendono di mira. Anche volendo sorvolare sul fatto che il regolamento della palestra prevede l’uso dell’asciugamano ed in caso di buffi aloni prega di ripulire dopo l’uso, dovrebbe essere una questione di educazione…

Cioè, benché mi renda conto che possa essere il sogno erotico di ogni feticista, a me farebbe schifo anche questo sudore:

Fit Girl
Figuriamoci questo:

Donna Grassa
Quindi, muccona maledetta, impara dalle altre signore che si allenano con te e non obbligarmi ad avere a che fare con il lago rancido del tuo sudore!

Stay Tuned.

La Cattiveria del Giorno: “Videogiochi.”

7 agosto 2013 12 commenti

La Cattiveria del Giorno
Questa sera sono uscito a cena. Grave errore, ormai dovrei saperlo che immergermi tra laGGente non mi fa bene per nulla. Non avevo ancora finito di prendere posto e già mi era venuta a noia la voce di una gioviale Signora So-Tutto-Io-Ma-Sono-Altruista-E-Voglio-Condividere-Con-Voi-La-Mia-Saggezza.

Tra le tante perle con cui ha arricchito l’esistenza dei suoi compagni di tavolata ed intrattenuto chiunque fosse a portata d’orecchio la migliore è senza dubbio la sua spiegazione riguardo all’uso dei videogiochi. Al tavolo c’erano due bambini, entrambi molto silenziosi, uno seduto compostamente ed intento a mascherare la noia dietro a sospiri e qualche sorriso e l’altro completamente imbambolato davanti ad un videogioco.

BimbiGiocanti
Per spiegare al BimboSilente il motivo per cui il BimboImbambolato si era estraniato dal mondo al punto da non rispondere nemmeno nel momento in cui il cameriere era arrivato a prendere le ordinazioni, la Signora STIMSAEVCCVLMS ha inforcato i suoi occhialetti virtuali da maestrina non richiesta e…

– Fa così perché gliel’hanno appena regalato.

Il BimboSilente, fedele al suo ruolo, non ha risposto. Lo faccio io per lui:

* No signora, fa così perché è maleducato ed è maleducato perché lei non ha nessuna voglia di dover affrontare i suoi capricci e preferisce comprare il suo silenzio dandogliela vinta così da essere libera di poter sfondare i coglioni al prossimo con le sue idiozie.

Stay Tuned.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: