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Posts Tagged ‘Colazione’

La Cattiveria del Giorno: “Chiacchiere da bar.”

9 aprile 2015 2 commenti

La Cattiveria del Giorno

Quando è entrato l’ho notato subito.
Stavo facendo colazione, ma nemmeno la cioccolata ha avuto il potere di farlo passare inosservato. Non sarò un colosso, ma è raro che la spalla di qualcuno mi superi la testa.

Si è preso un posto in fondo al bancone e ha cominciato a sfogliare il giornale, in una carrellata distratta e svogliata.
Un Ometto gli è comparso accanto, ha puntato il dito su una foto di Salvini e si è lanciato in una filippica non richiesta.
(Le citazioni non sono letterali, ma ho cercato di rimanere il più fedele possibile alle parole e, soprattutto, al tenore della discussione.)

Questo sì. Distruggere i campi Rom, così si fa. Voto, voto. Lo voto di sicuro.
Non ottiene risposta, quindi incalza.
Ha ragione. Lui sì. Distruggere i campi Rom. Le ruspe e via tutto. Votare, votare.
L’Omone ha reagito con la rassegnazione di un terranova molestato dal pigolare di un volpino.
* Non basta fermarsi allo slogan, bisogna anche pensare a cosa c’è dietro.
Perché da noi c’era un campo Rom e quando sono andati via siamo andati noi a pulire. Camion e camion di pattume. No, no. Votare. Le ruspe e via tutto.
* E’ facile da dire, ma poi lo si può fare? Oltre allo slogan ha anche un programma?
Hai mai provato a vivere in un paese di due o trecento persone con sessanta di loro? E poi quando sono andati via, noi a pulire. Ha ragione lui. Ah, io lo voto di sicuro.
* No. E non dico che non sia un problema, ma uno slogan non lo risolve. Bisogna pensare anche al resto.
Ecco, noi li avevamo in paese. Un accampamento, una discarica. No no, loro a stare lì e poi noi a pulire. Votare, votare. Il resto cosa?
* Sono centinaia di persone. Dopo che hai distrutto i campi, dove vanno?
A casa loro.
* Ma non ce l’hanno una casa.
Ce l’hanno, ce l’hanno. I Rom non sono più… non vanno come facevano prima, che si spostavano da un posto all’altro. Mica come gli antichi, loro restano… dovresti vedere la villa da due milioni di euro che c’è. Tirulero Urca Urca, oggi splende il sol.
* E poi, dietro quello slogan cosa c’è? Propone delle soluzioni reali? Non chiacchiere o promesse irrealizzabili, cose concrete.
Li si manda via, poi amen.
A seguire una lunga spiegazione di tutti i problemi che potrebbero venirsi a creare a seguito di una decisione simile. Problemi pratici, economici, di ordine pubblico e politica internazionale. L’Omone è uno che la sà lunga.
* […] e alla fine si trova ad aver promesso delle cose che non può fare.
Sì, certo che non le può fare. Come tutti. Nessuno mantiene mai quello che promette, è normale.

Bella fratello! A questo punto anche darti del coglione sarebbe un complimento.
E questo genio del male, come la vegetariana sbaffa-hamburger e la veterinaria aMMore-guidata, vota…

Stay Tuned.

Posti a sedere.

24 agosto 2014 2 commenti

Come già detto: sono una creatura abitudinaria.
Giovedì scorso, dopo colazione, sono tornato in biblioteca, pronto ad affrontare la mattinata di lavoro e sono stato accolto dal verboso concionare di un signorotto, che sbuffava come se davanti a sé ci fosse la casa di mattoni dei Tre Porcellini.

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In sala c’erano lui, un signore che leggeva il giornale, una ragazza che studiava e due posti occupati, l’uno dalle mie scartoffie e l’altro da un pc. Ebbene, il fatto che qualcuno avesse avuto l’ardire di occupare dei posti, sé assente, aveva malamente indispettito il signorotto e lo aveva spinto a illustrare et argomentare il suo disappunto, con la verve di un generale prima di una battaglia. Il risultato era – ovviamente – disturbare la ragazza che stava cercando di studiare e ottenere delle blande smorfie di risposta dal lettore di giornale che, per l’appunto, si trovava lì per leggere il giornale e non per partecipare a una crociata.

– Ah, questi ragazzi… vengono, occupano il posto e poi se ne vanno in giro; sono capaci di tenerlo occupato tutto il giorno per usarlo mezz’ora… o magari vengono solo a riprendersi le loro cose. E si arrabbiano anche se qualcuno le sposta perché deve sedersi. Ma dovrebbero essere i segretari della libreria a pensarci… dovrebbero spostargli tutto negli armadietti e liberare i posti, così la prossima volta non lo farebbero più.

Non sono sicuro di ogni parola, ma i “segretari della libreria” mi sono rimasti impressi.

Ho preso posto, spostato le mie scartoffie – sperando intensamente che credesse che stessi mettendo in pratica il suo dicto – e preparato il computer. Non ha detto nulla, ma mi ha lanciato un’occhiata indagatrice alla quale non ho saputo resistere.

* Mi duole che il mio fare colazione la disturbi, ma non si preoccupi: ora mi siedo e – a parte una mezz’oretta di pausa pranzo – me ne starò seduto a lavorare fino all’ora di chiusura.

La ragazza ha apprezzato l’ironia, lui meno, ma a parte borbottare qualche cosa tra i denti non ha espresso i pensieri che gli ingrigivano il volto. Sarà per la prossima.

Stay Tuned.

La Cattiveria del Giorno: “Lasciti dal passato.”

11 novembre 2013 5 commenti

La Cattiveria del Giorno
Questa mattina un grave intoppo tecnico [a.k.a. latte finito] mi ha impedito di fare la mia solita colazione domestica ed una volta arrivato a Portogruaro ho riequilibrato il mio karma alimentare trotterellando in apposito bar fronte-biblioteca.

Faccio per ordinare; un amabile show man – immerso nel personaggio del cowboy circondato dalle ballerine del saloon – richiama l’attenzione del barista e mi tocca aspettare.
Mangio brioSSina, bevo il lattuccio, cerco di pagare; il becero galletto ordina un nuovo giro di caffé per sé e le sue fanSS e punta dritto verso il bagno.
Pago e vado a mia volta in bagno, il potere del latte caldo ha colpito ed ho una certa necessità di spargere un po’ d’acqua degli angeli; la pigna in culo sta campeggiando e canticchia felice così mi tocca aspettare.
Esce, prendo il suo posto e… poffarre, o l’acqua di Portogruaro si è fatta mortalmente sulfurea o l’unica spiegazione per il suo colorito giallognolo è che laBBestia non abbia scaricato. A pensarci bene suoni non li ho sentiti.
Faccio il mio ed esco, lui è al bancone che se la ride con le fanciulle e la tentazione è troppo forte…

* Mi scusi. Capisco aver troppa fretta per lavarsi le mani, ma almeno trovare il tempo per tirare lo sciacquone…
Già con la prima metà le donzellette si erano incupite, la seconda le trasforma in un coacervo di sguardi di biasimo. Il non più tanto brillante è in imbarazzo e spara alla cieca cercando di arginare i danni con una pezza.
– Era già così…
Come si dice da queste parti “peggio el tacon del sbrego” [La grafia è corretta? Veneti, a me!]
* E, di grazia, può illustrarmi con quale tecnica sia riuscito a eliminare il suo contributo senza che anche il resto scomparisse?
“Spurcaciun!” Questo il pensiero stampato sui volti delle sue grouppie, rattamente tramutatesi in haters.

Colpito ed affondato.

Stay Tuned.

Letture da colazione.

3 maggio 2013 6 commenti

Girovagando nel mare in tempesta del web sono incappato in una piccola isola felice.
Felice non solo per il magico momento della colazione che così bene rappresenta, ma anche per un briciolino di soddisfazione professionale e – soprattutto – per il gongolare tronfio del mio ego.

Letture da Colazione

Stay Tuned.

Anali-zzando le ultime notizie…

5 aprile 2013 10 commenti

Buon Giorno

Buon giorno a tutti!
Com’è cominciata la vostra giornata? Tutto bene mi auguro. Ed il tempo? C’è un po’ di sole dalle vostre parti? Spero proprio di sì! Avete forse avuto qualche bella notizia da che vi siete svegliati? Me lo auspico.
Come dite? Volete sapere come sia cominciata la mia giornata? Ah han! Qui vi volevo!

Quando è suonata la sveglia ed ho guardato fuori dalla finestra il mio primo pensiero è stato: “Ma tu pensa ‘sta stronza che suona prima dell’alba… alle otto l’avevo puntata.” Aveva ragione lei. Erano le otto, il buio era dovuto alla poetica spennellata di nubi ed alla giocosa sfarinata di nebbia che stavano oscurando il cielo.
Dopo questa scoperta ho preso il coraggio a due mani – e quattro zampe, grazie all’aiuto del gatto che è trotterellato a panificarmi sulla pancia – e mi sono alzato. “Oh beh, per fortuna che piove… sarebbe un peccato sprecare tutte queste belle nuvole per niente.”

Uscire per la solita passeggiata mattutina era fuori discussione (come da dieci giorni a questa parte) ma, terza fortuna della giornata, dopo la sveglia perfettamente funzionante e la pioggia, avevo un ottimo motivo per poter bighellonare oltre la porta di casa e bagnarmi un pochetto: la visita alla Cara Nonnina!

E meno male, perché questa mattina la Cara Nonnina aveva un evento di primaria importanza di cui rendermi partecipe. Giusto ieri è stata vittima di un fastidiosissimo prurito e dopo una strenua lotta è riuscita a debellarlo servendosi del desamix effe. Vi chiederete come questo possa aver cambiato la mia giornata… beh, proviamo a tirare le somme:

1. avevo ancora addosso gli strascichi della sonnolenza;
2. avevo piedi e testa bagnati per la pioggia;
3. sentivo la pancia ribollire nel chiedere per che ora fosse prevista la colazione;
4. come già detto in precedenza, tra le mie varie fobie c’è anche la debolezza di stomaco.

A quanto detto provate ad aggiungere una colorita descrizione dell’effetto del prurito, una dettagliata disamina di tutti i modi utilizzati per combatterlo ed una fantasiosa narrazione di quali altre mosse si sarebbe voluto operare qualora la pomata non avesse fatto l’effetto sperato. Se aveste ancora dei dubbi rileggetevi il titolo del post dove, con sottile arguzia, ho nascosto un indizio sulla localizzazione di detto prurito… tutto chiaro?

In conclusione spero proprio che (almeno) la vostra giornata sia cominciata bene.

Stay Tuned.

Sono in vena di piccoli aggiornamenti.

30 ottobre 2012 6 commenti

Ma visto che non voglio tediarvi troppo a lungo sarò telegrafico:

1. Sono al quinto giorno di influenza ed ho raggiunto il vertiginoso apice di temperatura di 37,2°
2. La mia alimentazione di oggi è stata composta quasi esclusivamente da biscotti con l’aggiunta di due tranci di pizza e di una confezione di Risolat al cioccolato.
2b. Al computo vanno aggiunti: 3 dosi di Fluimucil, 12 spruzzate di Tantum Verde, 5 pastiglie di Benagol, 2 compresse di Vivin C  ed un pizzico di crema emoliente.
3. Nonostante questo alla prova del peso dal medico risulta che ho perso un altro chilo e mezzo. Mi mancano solo 12 etti per arrivare ad un peso a due cifre solamente, cosa che non accadeva da una decina d’anni almeno.
4. Ieri ha compiuto gli anni mia madre. Auguri!
5. La scrittura è ferma da qualche giorno, non riesco a trovare la concentrazione necessaria per scrivere.
5b. In compenso sto leggendo un sacco e vi aspettano almeno un paio di recensioni non appena sarò in grado di intendere e volere.
6. Ho già consumato 1 pacchetto di fazzoletti, 2 salviette da bagno, 14 strappi di carta mani ed 1 rotolo di carta igienica per soffiarmi il naso.

Detto questo mi ritiro nella mia tana oscura …

Stay Tuned.

Cowbird: Gelato al cioccolato

5 aprile 2012 6 commenti

Pubblicato su Cowbird.

Correva l’anno 2012, era giunta la sera del terzo giorno del mese di aprile, un giorno a cui i più si riferiscono come l’altro ieri.

Avevo appena scoperto che Silvia Coppola (in arte Sweety) si era trovata tra le mani una dieta ancor più malvagia e castrante di quella che da qualche mese sto sorbendomi. Per chi non avesse mai affrontato la sofferenza e le privazioni di un regime alimentare controllato, si rende necessaria una spiegazione per chiarire quanto questo evento possa unire due persone.

Immaginatevi ragazzini, dopo aver programmato le vostre vacanze estive in ogni dettaglio ed aver assaporato l’idea di tre interi mesi di bighellonaggio sfrenato, venite a scoprire che i vostri genitori hanno deciso di farvi una sorpresona e vi hanno iscritto ad un … campeggio estivo. Il dolce far nulla dei vostri sogni viene rapidamente trasformato in una girandola di eventi partoriti dalle menti insane degli animatori, vi svegliate ancor prima di quanto facevate durante le lezioni, siete costretti ad ore di attività pseudo sportive ed ogni vostro giorno ha come materia legante delle gigantesche zanzare killer che bramano il vostro sangue quasi quanto voi bramate la triade divano-piazza-playstation. Tra le facce allegre dei ragazzini che stanno passando la loro estate ideale riconoscete la figura di un un vostro simile, lo individuate grazie al nugolo di zanzare che l’avvolge … non conoscete il suo nome, distinguete appena i lineamenti oltre la doppia coltre d’insetti, ma tutto questo non ha peso o significato: siete fratelli.

Altro che motoraduni, i dietaraduni sarebbero dei successi internazionali … se solo si riuscisse ad organizzare un menù in grado di soddisfare tutti i partecipanti.

Mossi dall’insidioso autolesionismo che spesso va di pari passo con le diete, non abbiamo potuto far a meno di parlare di cibo, e come conseguenza di questo discorso sono arrivato ad accennare che il giorno successivo (a cui i più si riferiscono come ieri) sarebbe stata la mia giornata di sollazzo, durante la quale mi sarei certamente abbandonato ad un gelato in quel di Grom. Nel momento in cui ne stavamo discorrendo sono stato colto da un pensiero di infinito altruismo, ed ho deciso che ne avrei mangiato uno anche per conto di Silvia, sarebbe di certo stato un compito difficile ed ingrato, ma qualcuno doveva pur farlo.

La mattina successiva, armato del Borsello Tecnologico, ho varcato la soglia della gelateria deciso ad assolvere al mio compito ed a immortalare poi l’interno della gelateria per poter poi mostrare alla fanciulla il luogo dove il suo onore era stato difeso. I miei piani hanno subito una drastica modifica mentre stavo consumando la mia inconsueta colazione, e mi sono trovato ad assistere all’ingresso di un cliente che ha dato sfoggio di una decisione ed una determinazione veramente encomiabile. E’ entrato con passo di marcia, si è piazzato davanti al bancone, e come fosse un sacerdote intento a ripetere un salmo:

“Buon giorno! Cono con cioccolata, quello croccante, da 2 euro e 20.”

Non potendo resistere alla tentazione di raccontare questo piccolissimo aneddoto, ho scattato la foto di cui sopra per immortalare un’uomo che ha tutta la mia stima: chiunque abbia le idee così chiare riguardo al gelato (e lo ricerchi con quella solerzia) non può che starmi simpatico.

Tornato a casa ho comunicato l’avvenuto misfatto, avvisando Silvia del fatto che avevo mangiato un gelato anche per conto suo e chiedendole di quale reclamasse quindi il possesso: la coppa Crema di Grom/Bacio della mattina o quella Crema di Grom/Crema del pomeriggio? (Se ve lo steste domandando: si, il gusto Crema di Grom mi piace un sacco, è decisamente nella mia top 10 assoluta). Lei, fedele al suo nome d’arte, non solamente ha dichiarato di apprezzare molto il pensiero ed evitato di mandarmi a quel paese per aver gozzovigliato alle sue spalle, ma tra le due opzioni ha scelto quella della mattina.

Vista la coincidenza ho pensato di condividere con lei anche la foto che avevo scattato, l’ho caricata su Flickr e le ho inviato il link. Il suo primo commento è stato per l’uomo al bancone …  la fase delle coincidenze era stata superata, ora si parlava di un segno del destino! Un evento che non potevo certo minimizzare o disattendere: la decisione era presa, avrei utilizzato la foto e l’evento come base per un racconto su Cowbird!

Nel discutere riguardo ai possibili contenuti del racconto è venuto fuori il discorso riguardo alle possibili reazioni di una persona che si scopra protagonista (o anche solo personaggio) del racconto di un perfetto sconosciuto, ed ho quindi dato fondo al mio più ricercato romanticismo per arrivare a dire: “Ho sempre il teVVoVe che possano riconoscersi e venire a cercarmi per sdrumarmi di mazzate!”.

Riprendendomi dall’estasi creativa sono stato folgorato da una visione, un’immagine tanto vivida ed aliena dalla realtà da meritare a buon diritto di entrare a far parte della narrazione:

Spazio, ultima frontiera.
Sono ormai divenuto un autore di fama internazionale, la gente si litiga il mio ultimo romanzo come se fossero barrette di cioccolata Wonka, la Pixar-Disney ha appena prodotto l’edizione animata di uno dei miei racconti, la Fox ha acquistato i diritti de “Il gioco di Harry” per dare il via ad una serie televisiva, serata di gala per la presentazione del capitolo conclusivo della “Saga dei Re”.

La sala è immersa in una profonda penombra, il pubblico rumoreggia, tra stelle e stelline anche la gente comune è in fila in attesa di poter giungere all’imponente scrivania da dietro la quale, tronfio e soddisfatto, distribuisco autografi e dediche con la magnanimità di una divinità pagana che elargisca doni ai fedeli che l’adorano.

Arriva il turno di un uomo sulla quarantina, mi pare di riconoscerlo ma non riesco a ricordare dove l’abbia già veduto, assieme alla copia del libro porta con se una piccola scatola di plastica. Composto e compassato mi porge il libro e posa la scatola dinnanzi a se, mentre sgancio il mio aureo autografo lui estrae dalla scatola un cono, si allunga verso di me, lo ruota e me lo pianta in fronte.

“Gelato al cioccolato un cazzo!” Dichiara mantenendosi serio e compito, richiude la scatola, recupera la sua copia e mentre ancora non ho realizzato cosa sia successo si allontana.

Mi guardo intorno con espressione bovina, al centro della fronte il cono staglia come il corno di un unicorno, tra coloro che hanno assistito ci sono scene di ilarità, di stupore, di imbarazzo e di panico. Un responsabile della sicurezza sbraita e si sbraccia indicando l’attentatore, ancora la tragedia non ha terminato di concludersi e già l’ufficio stampa del Casinò ha mandato una lettera di scuse al mio ufficio legale. “Doveva aver nascosto il cono all’interno dell’edificio, le guardie all’ingresso hanno perquisito tutti, nessuna arma sarebbe potuta sfuggire ai controlli.”

Il gelato comincia a sciogliersi, rivoli scuri di cioccolato ruscellano dalla fronte attraversando il mio viso, il bailamme di suoni che mi circonda scompare e l’unico suono che percepisco è il ritmico cader delle gocce dal mio mento alla scrivania. Il popolo mi osserva come un dio caduto, io non posso trattenere un pensiero: “Cool!”

A parte il fatto che un individuo capace di serbare così a lungo il rancore, e di ordire un piano tanto geniale per vendicarsi lo vorrei seduta stante come agente, viste le implicazioni della cosa, come posso non augurarmi che succeda?

Stay Tuned

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