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Posts Tagged ‘*cof*ro *cof*man *cof*zo’

Conosco i miei polli e loro, a quanto pare, si conoscono l’un l’altro.

11 gennaio 2013 2 commenti

Quest’oggi mi sono avventurato lungo l’ultimo tratto della quinta parte del Primo Re e sono arrivato al punto di svolta in cui ricompaiono dei personaggi incontrati (ed apparentemente dimenticati) all’inizio della prima parte. Per festeggiare l’evento ho spedito un sms ad un piccolo gruppo di amici e revisori:

Sono lieto di comunicarvi che l’orco è comparso ed ha pronunciato le sue prime parole! Ora tocca a Leyhod.

Poco più tardi è arrivata la prima risposta, quella della Tata Teller:

eUUiUa!

Ispirato da tanta maestria dialettica sono tornato alla scrittura. Dopo qualche minuto il cellulare ha dato nuovi segni di vita ed è arrivata la risposta di Alessandro:

Bene! Adesso Tata Teller sarà contenta.

Non sono adorabili?

Stay Tuned.

Storie Mercenarie II, la vendetta.

4 dicembre 2012 33 commenti

Writer At Work

Domani anche l’ultimo dei racconti per l’Eccellentissima Chiara Beretta Mazzotta sarà completato e potrò rimettermi al lavoro per procedere con la stesura del Primo Re. Nonostante il minaccioso avvicinarsi delle festività natalizie e di tutta la nullafacenza che si portano dietro, spero di poter riprendere il ritmo quanto prima. Come regalo di compleanno vorrei poter mettere il punto finale al *cof*ro *cof*man *cof*zo ed essendo io nato in maggio, non c’è più molto tempo da perdere.

Che c’entra tutto questo con il titolo del post? Presto detto: per prendere tempo tra una storia mercenaria e l’altra ho deciso di fissare il target dei commenti per vincere la prossima a millecinquecento. Attualmente il blog conta mille commenti tondi tondi,  credo che per gli altri cinquecento ci vorranno diversi mesi.

Il dado è tratto, ora sta a voi darvi da fare per vincere il prossimo racconto. Buon lavoro.

Stay Tuned.

Accadde un mercoledì alle ore 22:15.

6 settembre 2012 3 commenti

Vi ricordate del Concorso delle Storie Mercenarie? No? Forse dipenderà dal fatto che non è mai stato chiamato in questo modo fino ad ora, ma è stato menzionato in un post di un mese fa: “Meno di cento …” e poi lasciato in sospeso per essere spiegato nel dettaglio nel momento in cui ci fosse stato il primo vincitore.

Ebbene, ci siamo, ieri sera Perennemente Sloggata è stata l’autrice del commento vincente e si è aggiudicata l’ambitissimo premio della prima edizione del Concorso delle Storie Mercenarie. Da ieri attende di sapere in cosa consista la sua vincita e quali siano le modalità per ritirarla, è quindi giunto il momento delle spiegazioni.

Innanzitutto, come già anticipato nel post di cui sopra, il premio in palio è una Storia Mercenaria ovvero un racconto originale e scritto a partire da uno spunto a scelta della persona che lo a vinto ed a cui sarà dedicato. La nostra prima vincitrice potrà quindi scegliere un qualsiasi genere di spunto: un nome, una situazione, una battuta, una foto, un luogo, un filmato, un numero, qualsiasi cosa le baleni per la testa con l’unica limitazione del lasciarlo abbastanza generico da non farlo diventare troppo vincolante. A partire da quello spunto costruirò un racconto originale che verrà poi pubblicato sul blog corredato di una dedica adeguata, inoltre se la vincitrice lo desidera gliene spedirò/consegnerò una copia cartacea con dedicuzza amanuense.

Evito di promettere tempi brevi per la realizzazione del lavoro poiché sono consapevole di non poterli rispettare, ma do la mia parola di Civetta di cercare di completare il tutto nel minor tempo possibile. Nel momento in cui il racconto verrà pubblicato comunicherò anche quale sarà il prossimo target di commenti da raggiungere per poter vincere la storia successiva.

A quanto detto fino a questo punto, nel momento in cui il *cof*ro *cof*man *cof*zo vedrà la sua prima stampa, ci sarà un’altra piccola sorpresa per tutti coloro che da ora ad allora si saranno aggiudicati la loro storia. Di cosa si tratterà? Ai posteri l’ardua sentenza perché io non rivelerò altri dettagli nemmeno sotto tortura.

Stay Tuned.

Il terzo libro del Paccozzo … Puntata Seconda.

12 giugno 2012 8 commenti

Ieri notte, mentre consolavo il gatto in crisi depressiva per il temporale, ho finito di leggere quel capolavoro che risponde al nome de: “La Famiglia Radley”. Inizialmente avevo pensato di pubblicare quest’oggi il mio commento, poi mi sono reso conto di quanto scorrevole fosse la scrittura ed ho preferito dedicarmi al *cof*ro *cof*man *cof*zo.

Sono molto lieto di questa scelta che mi ha già portato in attivo di quattro pagine (spero diventino cinque prima dell’ora della nanna) e rimando quindi la recensione al primo momento utile. Non credo sarà domani, visto che passerò la giornata in trasferta, ma avete la mia parola che presto vi renderò edotti su almeno tre ottimi motivi per cui tenersi lontani dal libro suddetto.

Stay Tuned

Il Bandito ed il Campione

28 maggio 2012 4 commenti

Quando ho deciso di volermi proporre ad un editore, per intraprendere la strada della pubblicazione, la prima difficoltà è stata selezionare una storia adeguata: non volevo nulla di troppo complesso od articolato, pensavo ad un volume leggero che potesse fungere da presentazione per me ed introduzione all’ambientazione. Il mio obiettivo non è quello di creare una saga incentrata su un unico argomento o su un singolo gruppo di personaggi, desidero piuttosto presentare la storia, l’evoluzione e la fine di un mondo seguendo i passi di coloro che, in vari luoghi ed in diverse epoche, ne hanno definito il destino.

Trattandosi di un’ambientazione quanto meno colorita, per poter rimanere fedele all’idea di introduzione, ho pensato di dedicare questo primo *cof*ro *cof*man *cof*zo a vicende riguardanti la stirpe più simile alla razza umana. Pur non avendo velleità di ammantare la narrazione di alcuna reale attinenza storica, ho cercato di creare una struttura sociale e culturale realistica (o per lo meno credibile senza ricorrere ad eccessiva sospensione dell’incredulità), cercando di dare un punto di vista “umano” e quindi più abbordabile ad un mondo molto al di fuori degli schemi della logica e della realtà di tutti i giorni.

Una volta stabilito di usare gli “umani” come chaperon, scegliere l’evento da narrare è stata una naturale conseguenza: in un popolo tanto dipendente dalla religiosità nulla poteva aver maggior rilevanza del periodo di passaggio dal politeismo al monoteismo. La zona geografica mi era chiara ed anche gli eventi nel loro svolgersi generale, non avevo che da definire le cose più nel dettaglio e delineare i protagonisti. Incrociando appunti, time-line, mappe, logica e ragion pura sono giunto ad una società di montanari non troppo dissimile da quelle risalenti alla tarda età del bronzo; tra loro è nata una piccola mandria di coprotagonisti, spalle e comparse capeggiata dai due protagonisti della vicenda: Ureach e Leyhod.

Nella costruzione di questi due personaggi ho cercato di rendere palpabili le loro similitudini, poiché parte di un piccolo gruppo di comunità sorte in una valle molto isolata dovevano partire da un background comune, ed allo stesso tempo di rendere ben chiare le differenze. Ureach, granitico nella propria moralità e dotato di una fede adamantina, contrapposto a Leyhod, uno zelota della sopravvivenza e disposto ad ogni astuzia pur di raggiungere gli obiettivi che si prefigge. Due individui legati da uno scopo comune ma diversi come l’alba ed il tramonto.

Avevo appena dato le ultime pennellate ad Ureach, il valente Campione di Arhim Eritz e mi accingevo a far altrettanto con lo scapestrato Leyhod quando il destino ci ha messo lo zampino e mi sono trovato ad ascoltare la canzone di de Gregori “Il Bandito e il Campione”. Un secondo più tardi stavo lavorando di cesello per far si che Leyhod fosse “Bandito” quanto Ureach era “Campione”, una piccola soddisfazione per il mio io infantile, un modesto omaggio alla splendida canzone di de Gregori ed una nota di colore per un personaggio che ha tutta la mia simpatia.

Stay Tuned.

Lavorando, leggendo, scrivendo … non mangiando.

17 aprile 2012 2 commenti

Oggi ho portato a casa un contratto a cui stavo lavorando da parecchio tempo, un gran bell’impianto ad un ottimo prezzo, una di quelle partite in cui tutti vincono e tutti sono soddisfatti d’aver giocato. Io mi arricchisco di qualche bel soldino, l’azienda aggiunge un cliente alla sua lista ed il committente ha spuntato delle condizioni eccellenti per un buon materiale. Giornata produttiva …

Oggi sono passato a fare due chiacchiere con il medico che segue la mia dieta, il padre di un mio carissimo amico che pur trattando in genere problematiche differenti (Diabetologia) si è gentilmente prestato ad aiutarmi nella definizione di un programma alimentare e, soprattutto, mi riceve di quando in quando fornendomi un’occasione di confronto con l’autorità e di conseguenza un ulteriore incentivo a fare il bravo. Dal nostro ultimo incontro (avvenuto subito prima di pasqua) ho perso sei chili, dodici dall’inizio dell’anno. Giornata produttiva …

Mentre attendevo la fine della cottura della mia sontuosa cena (minestrone di verdura condito con l’appetito) ho dato una rapida scorsa a quello che ho scritto negli ultimi giorni, dal quattro di aprile sono riuscito ad avere solo quattro buone giornate, devo decisamente darmi una mossa e scrollarmi di dosso la pigrizia, il *cof*ro*cof*man*cof*zo non si finirà certo da solo!

Sull’onda di questa dura consapevolezza ho richiuso il Netbook e mi sono svaccato sul divano a leggere, un chiaro segno del fatto che di questi tempi la pigrizia sopravanzi di gran lunga la buona volontà. La mia mancanza di spina dorsale è stata punita dalla qualità alquanto scadente del libro che avevo per le mani. Si tratta de “Il tartufo e la polvere” di Stefano Quaglia, uno dei libri contenuti dal Paccozzo Commentozzo che ho ricevuto qualche giorno fa. Si presenta come un innocuo libello di 170 pagine in un formato che pare quasi un A6, una letturina veloce veloce per inaugurare le recensioni che mi sono ripromesso di fare per ognuno dei testi ricevuti …

Un cobra reale travestito da gelataio! Attualmente sono arrivato a pagina 64, combattendo di parola in parola per superare la vocina interiore ed evitare di seguirne il suggerimento di darlo in pasto alle fiamme. Non entro nel dettaglio, rimando la recensione a quando l’avrò completato, ma a meno di un cambio miracoloso da ora in avanti dubito avrete da me dei commenti positivi.

Ed ora che finalmente la minestra è pronta … vi saluto e vado a nutrire il mio fanciullo interiore.

Stay Tuned

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