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Di “ma” e “però”.

16 febbraio 2016 2 commenti

Rabbia2

Di seguito farò affidamento a una buona dose di turpiloquio.
Siete avvisati.

Augurare il male non è mai una bella cosa, ma spero che tu ti sciolga in una pozza di diarrea, razza di mummia rincoglionita che non sei altro.
Sono consapevole che il codice della strada imponga di fare sempre il possibile per evitare gli incidenti, però se mi tagli di nuovo la strada uscendo da uno stop e sbattendotene le palle perché tanto tu sei un ciclista e sono io a doverti evitare, rischiando di finire addosso a un’auto in sorpasso… non cambio traiettoria, accelero e dopo averti sdraiato faccio retro piano piano, per darti modo di gustare a pieno la sensazione di qualche quintale di metallo che ti sale addosso e ti riduce a marmellata.

Odio laGGente.

Stay Tuned.

 

Uomo morto che pedala.

Gli americani si riferiscono ai condannati a morte come “dead man walking” – uomo morto che cammina – una gioviale usanza nata dall’ultima passeggiata che i condannati fanno dalla loro cella fino alla stanza dell’esecuzione.

In Italia dovremmo codificare la categodia di ciclisti degli uomini morti che pedalano, per raccogliere tutti i casi clinici che fanno della strada il loro tentativo di vincere il premio Darwin.

Ciclista Pazzo
Le strade, si sa, sono luoghi pericolosi che brulicano di autisti incompetenti, perfetti idioti e aspiranti criminali e spesso a farne le spese sono quelli privi di un solido abitacolo in grado di trasformare impatti fatali in contusioni e danni alla carrozzeria. Ciclicamente – ironia delle parole – i notiziari riportano notizia di ciclisti falciati da pirati della strada o morti per fatali scherzi del destino, ma non sempre sono loro le vittime.

Parafrasando Ramòn Rojo: “Quando un uomo con l’automobile incontra un uomo con la bicicletta, l’uomo con la bicicletta è un uomo morto.” ed è facile farsi ingannare dall’equazione morto = vittima. Spesso i ciclisti – patentati o meno che siano – si prendo delle libertà criminali, reinterpretando il codice della strada, dimenticandosi che loro sono veicoli a trazione animale e devono sottostare alle stesse regole di tutti gli altri.

Cambiano corsia senza segnalarlo, sorpassano a destra, tagliano la strada in curva, ballonzolano qui e lì nella corsia, non usano le piste ciclabili, non rispettano gli stop, passano con il rosso… ed è stato proprio questo il peccato dell’ultimo che ha cercato di farsi uccidere dal sottoscritto.

Ero fermo al rosso di un semaforo, per immettermi in una statale e quando è scattato il verde ho iniziato la manovra. Siccome è una strada trafficata e non è raro che qualche pirla passi con il rosso, ho l’abitudine di fare parecchia attenzione a chi viene da destra ed è solo per questo che il ciclista può ancora pedalare. Non ha fatto nemmeno finta di rallentare: ha superato sulla sinistra le macchine in coda ed è passato. Non si è nemmeno tenuto sul margine destro della strada, era bene al centro, proprio dove avrebbe dovuto essere il muso della mia auto se non avessi frenato.

Odio laGGente.

Stay Tuned.

Corsie preferenziali.

Rieccoci a parlare di piste ciclabili e lavori pubblici di precisione certosina.
Dopo i paletti infissi in un intorno del punto previsto – con delta piuttosto generoso – è la volta della suddivisione in corsie. In questo caso non posso riportare alcuna testimonianza diretta, perché non ho avuto occasione di assistere alla pitturazione… purtroppo.

Durante la mia roccambolesca carriera scolastica ho avuto modo di amare e odiare e nella lista delle cose che ho odiato c’è per certo il curvilineo. Lo avete presente? Quell’aggeggio che sembra disegnato da Walt Disney sotto acidi, pieno di curve che hanno la capacità speciale di non adattarsi mai al tuo problema? Dopo aver tentato e ritentato, dopo aver unilateralmente deciso che improvvisandole a mano libera ottenevo un risultato migliore, ho stabilito che trattasi di uno strumento del demonio, creato con l’unico scopo di portare l’uomo alla bestemmia.

Ebbene, gli operai che hanno fatto le righe devono appartenere alla mia stessa sQuola di pensiero.

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E io non posso fare a mano di immaginarmeli all’opera con un gigantesco strumento del demonio, sbuffare e imprecare, fino al momento in cui hanno deciso di gettare la spugna e hanno tracciato la riga ad occhio. L’occhio malandato di un orbo, evidentemente.

Con la genesi delle piste ciclabili (per il momento) ho finito. Alla prossima per parlare di ciclisti…

Stay Tuned

Qui, proprio qui.

Le piste ciclabili sono sempre più numerose e Lignano si è tenuta al passo con i tempi mettendo in piedi diversi cantieri per dotarsi di quelle serpeggianti stradine bordate di giallo.

Quella parallela al Viale Europa si snoda tra curve, dossi e discese, attraverso a un tripudio di alberi e cespugli fioriti. Un po’ scomoda da percorrere – forse è per questo che molti ciclisti continuano a stare in mezzo al traffico e a cercare di trasformarmi in un omicida – ma molto, molto graziosa.

Dal punto di vista di lavori pubblici, il tratto più entusiasmante è senza dubbio quello che attraversa Bevazzana e che zompa oltre la Litoranea Veneta grazie ad un’apposita passerella per velocipedi che è stata aggiunta al ponte. Inutile dire che realizzare un’opera simile non sia stata faccenda di pochi giorni, bensì di anni di lavoro e abbia richiesto l’intervento di specialisti di diversi settori, dalla viabilità all’ingegneria civile.

In particolare ricordo di aver incrociato una squadra di tecnici che stava decidendo la collocazione dei paletti per precludere la ciclabile all’ingresso delle auto. Due o tre uomini, armati di furgone, cordelle metriche, cartelletta e bomboletta di vernice che si sono fermati a discutere su quale fosse la miglior soluzione per eliminare il rischio degli sconfinamenti e poi l’hanno marcata sull’asfalto.

Quando sono ripassato, diversi giorni dopo, degli operai erano passati alla fase attuativa. Operai, non tecnici, uomini pratici, non raffinati sofisti e così…

Paletti
Questo per quanto riguarda i paletti, in seguito vi parlerò anche della segnaletica orizzontale…

Stay Tuned.

La Cattiveria del Giorno: “Ciclisti.”

15 settembre 2013 20 commenti

La Cattiveria del Giorno

Anche se negli ultimi tempi se ne sente parlare poco ricordo che qualche mese fa la notizia di moda sono stati gli incidenti che riguardavano le folli manovre degli automobilisti ai danni dei ciclisti; un rutilante carosello di ubriachi, criminali che non davano peso a limiti di velocità o attraversamenti pedonali ed altri comportamenti che avevano messo a rischio – o stroncato – la vita di qualche ciclista. Come sempre succede con questo genere di notizie, dopo il boom sono andate via via scomparendo ed anche se il numero di incidenti e di morti non è cambiato granché, ora passano sotto silenzio, coperte da qualche cosa più actual.

Detto questo e rinnovati le condoglianze ed il cordoglio per chi è stato vittima di qualche decerebrato a cui il nostro amabile sistema ha permesso di ottenere e mantenere la patente, c’è solo una cosa che vorrei aggiungere:

Se ti infili contromano in una strada con una sola corsia e te ne stai ben in mezzo proprio in corrispondenza di una curva cieca, sei un imbecille e rimani tale anche se lo fai a cavallo di una bicicletta. Se poi – mentre boccheggio per cercare uno spiraglio nell’adrenalina che è schizzata ovunque mentre inchiodavo per non spalmarti come la nutella – hai anche la faccia tosta di arrabbiarti e sbraitare… beh, ritieniti fortunato di non essere nato in Texas, o ora avresti una palla in mezzo agli occhi.

Stay Tuned.

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