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Posts Tagged ‘Christopher Paolini’

L’anno finisce, io ricomincio…

20 dicembre 2013 6 commenti

Ritorno al LavoroEbbene, ci siamo.
Il mese sabbatico è finito e con lui anche le sorprese, i contrattempi, gli impegni imprevisti e tutte le altre scuse che hanno ritardato la ripresa dei lavori. Con l’incalzante approssimarsi delle feste e della malaugurata ondata di pigrizia che porteranno non ho idea di quanto riuscirò a produrre prima dell’anno nuovo, ma nonostante tutto la revisione comincia domani e quel che sarà sarà…

Non vi nascondo che sono curioso di cimentarmi in questa novità e di scoprire quali saranno le reazioni al dover rileggere e correggere quello che ho scritto negli ultimi due anni. Pur non potendo prevederne gli esiti, in questo nuovo inizio, riprendo la medesima dedica usata nel lontano 21 dicembre 2011:

A Christopher Paolini
Se è diventato famoso lui con il pattume che ha scritto: comunque vada, sarà un successo!

Stay Tuned.

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Punto di svolta

Il terzo capito, tra alti e bassi, sta scorrendo molto più liscio dei precedenti.

Evidentemente, l’accumularsi di ore di lavoro, mi ha permesso di guadagnare maggiore dimestichezza, e di ritrovare l’abitudine a scrivere che da qualche anno era andata persa. Riesco a visualizzare più facilmente la costruzione dei periodi, e con un po’ di pazienza sto anche rimediando ad una parte dei miei orrori grammaticali congeniti.

Ora che mi trovo a qualche passo solamente dall’introdurre uno degli eventi principali della storia, non riesco a fare a meno di essere emozionato; una scena che ho immaginato e visualizzato decine di volte, che ho abbozzato in uno schema ed esteso nella struttura dei capitoli, sta per prendere la sua forma (quasi) definitiva. Un po’ come una donna che, dopo aver portato in grembo il proprio pargoletto, si renda conto dell’imminenza del parto; senza le doglie però, il che non è certo cosa da poco.

Come piccola anteprima per i miei valorosissimi (e mai sufficientemente ringraziati) revisori, dirò che l’evento prevederà la presenza di Ureach, Ruhek, Kahejt, Lyuthwjn e di un’altra mezza dozzina di facce più o meno note. Sarà un passo determinante per la vita e l’evoluzione del protagonista, ed un avvenimento di grande importanza per il futuro dei suoi compagni.

Proprio per questo, mi trovo combattuto tra l’eccitazione dell’affrontarlo ed una sgradevole punta di ansia da prestazione. Per mia fortuna, ogni qual volta vengo colto dal dubbio, mi è sufficiente ripetere il Mantra di Paolini e tutto si cheta:

Se è diventato famoso lui con il pattume che ha scritto: comunque vada, sarà un successo!

Stay Tuned

Autori, Scrittori e Scribacchini.

22 febbraio 2012 9 commenti

Capita comunemente che, nel fermarmi a riflettere, io metta in dubbio la mia decisione di dedicarmi alla scrittura. Per quanto sia sicuro del piacere che trovo nello scrivere, infatti, nutro seri dubbi sulla realisticità di poterlo rendere un lavoro, di poter arrivare al punto in cui potrò dedicarmici a tempo pieno senza il pensiero di dover far altro per mantenermi.

Sarò sufficientemente bravo? Riuscirò a creare delle trame e dei personaggi degni d’essere letti? Avrò la capacità di catturare l’attenzione e l’immaginazione dei lettori, riuscendo a trasmettere loro quell’emozione che io per primo ritrovo nel leggere i miei autori preferiti? Riuscirò a sconfiggere l’idra della mia ignoranza ed a fare pace con accenti, apostrofi e punteggiatura? Sarò mai uno scrittore?

Già, ma cosa significa essere uno scrittore? Quando, a buon diritto, ci si può definire tali?

Dal cogitare su questo annoso interrogativo, ho sviluppato una mia personalissima teoria a riguardo e vado ora ad esporvela:

Tra coloro che scrivono (e dello scrivere hanno fatto una professione), ho individuato tre distinte categorie che vado ad elencare in ordine di merito:

1. Per primi vengono gli Scrittori. All’interno di questa ristretta cerchia, si radunano tutti coloro che del loro scrivere hanno fatto un arte. Che siano poeti, saggisti o romanzieri di successo; sono persone che riescono a dar vita a ciò che scrivono, a renderlo intenso e trascinante, a lasciare nel lettore, non solo il buon ricordo di ciò che hanno letto, ma una loro impronta tangibile.

2. Molto più numerosi e comuni sono gli Autori. In questa categoria rientrano tutti coloro che hanno fatto dello scrivere il loro mestiere. Che siano conosciuti solo entro i loro confini, o siano riusciti ad imporsi nel mercato internazionale; hanno senza dubbio la capacità di offrire al proprio pubblico un prodotto di buona qualità che, al tempo stesso, rispecchi i desideri del mercato e risulti quindi facilmente vendibile.

3. Alla base della piramide, talmente numerosi da poter divenire molesti, si trovano gli Scribacchini. Lo scribacchino si crede (o viene riconosciuto) parte di una delle categorie precedenti, ma sforna immancabilmente una miscellanea di qualunquismo e banalità, raramente arricchito da qualche sporadica idea gradevole od originale. La maggior parte degli scribacchini, come accadrebbe ad un centometrista che avesse un record personale di quattordici minuti, rimane sconosciuta e si limita a crogiolarsi nella propria personale convinzione d’essere un artista incompreso; alcuni hanno anche l’impertinenza di diventare famosi.

Dove collochiamo, per esempio, Christopher Paolini? Chiunque abbia letto il post introduttivo del blog non può avere dubbi a riguardo: è un eccellente esempio di scribacchino divenuto famoso. Una Licia Troisi d’oltre oceano insomma.

Forte dallo schemino di cui sopra, ognuno di voi si senta libero di suddividere a proprio piacere gli autori che conosce (tranne Paolini e la Troisi, loro sono scribacchini e su questo non concedo alcun margine di trattativa). Nel mio piccolo sono arrivato a chiedermi: ed io cosa sono? O, ancor meglio: “Io, da grande, che cosa sarò?”

Se pensassi di poter divenire uno Scribacchino avrei probabilmente appeso la penna al chiodo, e sorvolando che la non accettazione pare essere una delle loro caratteristiche dominanti, mi auguro di non divenirlo. Escludendo quindi questa categoria (ai più scettici chiedo qualche secondo di sospensione dell’incredulità), quali sono le alternative?

L’obiettivo ideale sarebbe, ovviamente, quello di poter divenire uno Scrittore e capita spesso che conceda qualche minuto per crogiolarmi in questa eventualità. Poi, prendo in mano un libro di Frédéric Dard e leggo:

Ecco, Félicie, stai leggendo il giornale …
E mi piace conteplarti, mentre leggi il giornale, mammà.
Vedo le notizie passare sul tuo volto, lievi, come sullo schermo di un televisore muto, con la luce leggermente sovraesposta. Sullo stesso giornale, le “tue” notizie non sono le “mie”. Perchè tu le accogli diversamente da me. Con indulgenza e compassione. Tu non ce l’hai con l’Universo intero, mamma Félicie. Tu perdoni tutto, al mondo, compresa la sua idiozia. La miseria ti raggiunge senza destare la tua collera. Perchè tu sei veramente buona, mentre io, nei momenti migliori, cerco solo di esserlo.

Poche righe, il primo paragrafo de: “La saga dei Cojon” una delle “Inchieste del Commissario Sanantonio”.
Parole semplici ed efficaci, che evocano immagini vivide ed intense a sufficienza da prendere vita. Se Dard è uno Scrittore, mi accontenterò di essere un Autore.

Stay Tuned

La Fatica del Primo Passo

N.B. Post originariamente pubblicato su Blogspot mercoledì 21 dicembre 2011

Si dice che prevenire sia meglio che curare ed è su questa linea di pensiero che ho deciso di avviare questo blog.

Ho accumulato materiale per anni, nell’ultima fase del trasloco mi sono capitati capitati in mano dei libri di testo delle medie con terza di copertina utilizzata come posto per appuntare un’idea, lo spunto per un racconto. Oggi sorrido per l’ingenuità dei contenuti di ciò che ho scritto vent’anni fa ma se mi proietto a vent’anni da ora mi auguro di ritrovarmi intento a sorridere per l’ingenuità di ciò che scriverò l’anno venturo ricco però della soddisfazione di averlo fatto in una mia pubblicazione e non rubando spazio ad un qualche commento di Contini sul quinto canto della Divina Commedia.

Mi rendo perfettamente conto del fatto che la condizione attuale del mercato editoriale è tale per cui anche autori emergenti dotati di grande talento fanno estrema fatica per poter trovare il loro spazio, mi rendo conto di aver da imparare molto più di quello che posso dare per assodato e non mi aspetto quindi che sia un percorso privo di ostacoli.

Ho sempre trovato il confronto un buon sistema per riuscire a razionalizzare le difficoltà, ad interiorizzarle ed a trovare delle soluzioni utili per superarle ed è questo il primo motivo per cui ho pensato di iniziare a tenere un blog: avere un punto di confronto con me stesso e costringermi, nel cercar di renderli comprensibili a terzi, ad afforntare i miei dubbi.

In questa prima fase non so quanto potranno essere frequenti gli aggiornamenti (conto di riuscire ad investire nella scrittura la maggior parte del mio tempo libero) ma cercherò di costringermi a fare una capatina almeno a livello settimanal

In conclusione non può mancare una piccola dedica:

A Christopher Paolini
Se è diventato famoso lui con il pattume che ha scritto: comunque vada, sarà un successo!

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