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La Cattiveria del Giorno: “Moda da cani.”

La Cattiveria del Giorno
Non sono un animale da vetrine.
La sola idea di ciondolare lungo la strada fermandomi ogni tre passi per fissare l’ennesima variante della stessa boiata mi urta i nervi, ma a volte non si tratta di scelta: è la vetrina a saltarti addosso.

Canotto.jpgSono fashion come la mamma

Vedo, guardo, fisso, stranisco.
La cosa positiva è che il cane non capisce ed è franco dall’imbarazzo, ma fossi in lui avvierei le pratiche per ottenere l’emancipazione. E non si tratta solo del cattivo gusto del cappottino – quello era il più sobrio della vetrina – ma soprattutto della malsana abitudine di usare parole come madre e figlio nel riferirsi al legame tra un essere umano e un animale.

Stay Tuned.

Ritratto di un Bastardetter – Capitolo Primo

2 ottobre 2014 2 commenti

Bastardetter[Immagine tratta da: Miagolando]

Nel mezzo di cammin di mia vita, mi ritrovai dinnanzi a un cane oscuro…
Una ventina di anni fa, quando ero ancora un giovane liceale di belle speranze, la famiglia ha compiuto un balzo evolutivo e si è allargata per fare spazio a Bastardetter.

Come suggerito dall’immagine, trattavasi di cane nero – con stella bianca al petto – e come si può evincere dal suo nome era un meticcio, nelle cui vene scorreva sangue di setter. Come ogni cane è stato il cane più strano del pianeta, come ogni cane ha fatto cose straordinarie e come ogni cane non è paragonabile a nessun altro cane esistito, esistente o che esisterà… insomma, ordinaria amministrazione.

Andando oltre alla cortina di  miocuGGinismo che spesso coglie i padroni di gioviali bestiUole, è indubbio che Bastardetter avesse alcune peculiarità alquanto buffe e che, nel tempo, abbia arricchito la mia scarsella di aneddoti con alcune alzate d’ingegno che tutt’ora mi fanno sorridere quando mi capita di ripensarci. Se fanno sorridere me, che le conosco in ogni dettaglio, per voi dovrebbero essere momenti di magno gaudio, con risate convulse fino alle lacrime. E’ un ordine, non un consiglio… e pretendo foto che comprovino la corretta reazione al post.

Secondo un ordine rigidamente non cronologico, oggi vi racconerò di due eventi che hanno in comune giardino, distanza e sorpresa.

La finestra sul cortile:

Era una limpida giornata estiva, mi trovavo in bagno a riflettere sui problemi del medioriente, quando ho scorto Bastardetter che attraversava il giardino con la sua andatura trotterellante. Qualche secondo, qualche decina di passi e l’ho visto abbassare il muso e buttarsi sul fianco, rotolando tra l’erba con le zampe all’aria.
Più simile ad un gatto che a un cane, si è girato e rigiarato, con l’aria di godersela profondamente ed io, giovine liceale di belle speranze, sono stato toccato dalla commozione di vedere una creaturina innocente che giocava beata, rallegrandosi della semplicità di un prato fresco in una giornata di sole. Ricordo con chiarezza di aver pensato: “Che carino, gioca come un cucciolo.”

Ho finito il mio studio, comunicato alle Nazioni Unite che una volta ancora non ero giunto a un punto di svolta e sono sceso in giardino per raggiungere la bestiUola. Quando sono arrivato lui non c’era più, così nel procedere verso il punto in cui si trovava, ho fischiato per chiamarlo e… oVVoVVe! La creatura non stava innocentemente giocando tra l’erba, ma aveva passato qualche minuto a rotolarsi beatamente sulla carogna di un piccione… e la medesima creatura, richiamata dal fischio, stava caracollando verso di me, con aria gioiosa e fetore stomachevole.

Fuga… guanti… badile… sepoltura… sapone, pompa, guinzaglio… lavaggio cane.

Solleone:

Era una calda giornata estiva, avevo da poco finito di pranzare e oziavo fuori dalla cucina. Bastardetter, satollo, stava facendo due passi in giardino quando un disordinato svolazzare di fantasmi ha attirato la sua attenzione e l’ha portato ad una chiassosa corsetta fatta di balzelli ed abbaiare. Più per abitudine che per reale curiosità l’ho seguito. Il tempo di girare l’angolo e la sua furia vendicatrice era tornata ad essere un passo svogliato… a quanto pare la pigrizia è infettiva.

Mi sono fermato a guardarlo, ha fatto qualche passo ancora e – d’improvviso – è crollato a terra a peso morto.

– OrcoGGiuda, m’è morto il cane!

L’ozio si è trasformato in solerzia e sono corso avanti, ragguardevolmente preoccupato. Fatta metà strada sono stato investito da un russare degno di un basso-baritono con le adenoidi.

– OrcoGGiuda, ho il cane narcolettico… mavaffangù!

Stay Tuned.

 

La Cattiveria del Giorno: “Amici quadrupedi.”

16 agosto 2013 2 commenti

La Cattiveria del Giorno
Ma che bel cane che avete e guarda come trotta felice. Certo, grande com’è fate proprio bene a portarlo a correre all’aria aperta e poi ha l’aria di essere giovane e giocare un po’ ad acchiappa il bastoncino non può che rallegrargli la giornata e migliorargli l’umore.

Solo non vorrei essere nei vostri panni quando il contadino scoprirà che a pagare le spese del vostro ludibrio è il suo campo di soia e deciderà di servirvi una doppia razione di frullato di calci in culo. Oh, non al cane, lui è innocente dello scempio che provoca balzo dopo balzo… voi un po’ meno.

Stay Tuned.

Fra nonni e nipoti, non metter i cani.

5 dicembre 2012 13 commenti

2012-04-25 16.38.55 - Bambino Cappottato
Nell’ultima settimana il sole si presenta a fasi alterne: un giorno c’è, un giorno no.
Nell’ultima settimana il mio tempo libero è a fasi alterne: un giorno sono impegnato, un giorno no.
Immagino che qualsiasi conoscitore della Legge di Murphy non abbia bisogno di altro per capire dove voglio andare a parare, ma per i più puri di spirito aggiungerò la seguente specifica: il sole ed il mio tempo libero vanno in contro tempo.
Quest’oggi, vista l’ennesima giornata di sole, ho deciso di posticipare alcuni impegni al pomeriggio e sono uscito per una passeggiata. La foto, ahimè, non l’ho scattata oggi, risale al venticinque di aprile, ma il luogo è il medesimo e mi sono quindi permesso di riciclarla.

Come si può vedere dall’immagine il lungo viale pedonale è interrotto, di quando in quando, dalle strade che uniscono la via principale (sulla sinistra) agli ingressi delle case (sulla destra). Si nota meno – e per questo dovrete credermi sulla parola – l’altezza del gradino che dal viale scende fin sulla strada. Nulla di titanico, intendiamoci, ma pur sempre tra i quindici ed i venti centimetri di dislivello. Facili da affrontare per un adulto, un po’ più complessi per un bimbetto od un cane di taglia felina.

Ora immaginate, in prossimità del primo di questi incroci, un allegro quintetto composto da una nonna (o zia), un nonno (o zio), un nipotino su agile bicicletta con rotelle e due miniquadrupedi canini appartenenti ai due adulti. Immaginate un incontro in cui la nonna (o zia) saluta il nonno (o zio) e poi incita il nipotino a fare altrettanto. Immaginate poi il sopraggiungere di un’auto, con il nonno (o zio) che richiama la cagnolina Betty e la nonna (o zia) che si accerta di aver ben vicino il cagnolino Roky. Immaginate, in tutto questo, il giovane biker che affronta il gradino senza che nessuno si curi minimamente di lui.

I cani scodinzolano felici, i nonni (o zii) sorridono soddisfatti, il bimbo si sbilancia in avanti e cade a musata sull’asfalto. I cani abbaiano, i nonni (o zii) osservano il bambino spalmato come Nutella sul pane e non si muovono fino a quando questi, appena un po’ irritato, comincia a piangere.

“Se piange si è fatto male. ” Commenta la nonna (o zia)
“Eh si.” Annuisce il nonno (o zio)
E finalmente lo sollevano cominciando a chiedergli come stia e cosa si sia fatto.
Nello sguardo del pupo, nascosto tra lo spavento ed il dolore, noto un oscuro lucore che vado a tradurvi con parole mie:
“Affanculo voi, i vostri cani e le vostre domande del cazzo! Ho la faccia a forma d’asfalto, il labbro rotto e perdo litri di sangue dal naso, secondo voi come sto, oh vecchi rincoglioniti?”

Saluto e passo oltre, la vista del sangue mi disturba. Il pianto del bambino mi accompagna ed anche uno dei cani che parte deciso ringhiandomi contro e cercando di azzannarmi ad un polpaccio. Pesto un piede per terra, il mostro zannuto fugge terrorizzato ed il padrone del cane mi lancia uno sguardo di rimprovero. Per fortuna non parla.

Stay Tuned.

Ordini di grandezza.

11 agosto 2012 12 commenti

Me ne andavo bel bello lungo un argine masticandogli ultimi acini di un raspo d’uva ed in senso opposto, dritta verso di me, veniva una vecchina accompagnata dal suo piccolo cagnetto. A turbare la pace di quel momento è arrivata a gamba tesa la buccia di un acino, spessa come una suola di stivale ed altrettanto dura. Dopo un paio di colpetti di tosse sono riuscito a far fallire il suo piano di strozzarmi e mi sono sporto verso l’argine sputandolanel bel mezzo di un cespuglio di rovi.

La simpatica vecchina, ormai giunta a pochi passi di distanza, si è fermata a squadrarmi con un’espressione a metà tra il disgusto e la ferocia. Occhietti piccoli, dita ossute e sul viso rugoso la grinta di una SS rediviva.

Insomma, giovanotto, le pare il caso?” Ha chiosato.

Ora, in linea generale non me la sento di darle torto, sputare per terra non è un’attività particolarmente raffinata o corretta, ma una simile aria di sufficienza per un poverello appena sopravvissuto al soffocamento che seppelliva il cadavere del suo nemico mortale tra dei rovi mi è parsa un’esagerazione. Il destino mi è corso in aiuto e, mentre cercavo una buona risposta, il microscopico cane della vecchina ha innondato il marciapiedi con una merdina grande un terzo di lui.

Insomma, signora, le pare il caso?” Ogni tanto poter fare il verso mi rende veramente fiero di mè.

Imbarazzata ma non sconfitta, la vecchina ha incassato il colpo ed è tornata all’attacco. “E’ solo un cane poverino. Un uomo dovrebbe dimostrare più rispetto.

Certo signora, ha ragione. Ed infatti io ora aspetto che l’uomo all’altro capo del guinzaglio pulisca il marciapidi dalla scultura neo realista del cane.

A questo punto la vecchina si è resa conto che tirava brutta aria ed è ripartita con passo di marcia verso l’infinito. Non ho saputo resistere alla tentazione di infierire …

Faccia pure con calma, io l’aspetto qui. Sa, per assicurarmi che nessuno gliela possa portar via.

Sono passate alcune ore, sono andato a buttare dell’immondizia e la scultura neo realista è ancora al suo posto, già ghigno al pensiero di poter reincrociare la vecchina ed il suo cagnolino da queste parti.

Stay Tuned.

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