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Archive for the ‘Scrittura’ Category

I dilemmi del cambio di rotta.

Cambio di Rotta

Vi ho mai parlato del mio blocco degli spunti? Non ne sono sicuro, ma se dovessi scommettere la mia puntata andrebbe sul no.
In ogni caso è presto detto, si tratta di un vecchio blocco a spirale dove appunto qualsiasi idea mi frulli in testa. La scrivo e la abbandono in balia del tempo per scoprire cosa ne penserò mesì più tardi, quando mi capiterà di rileggerla.
Ogni pagina è una botticella di vino lasciato ad invecchiare e ogni lettura è un nuovo assaggio. Non mancano le volte in cui scopro di aver prodotto del pessimo aceto, ma se il mosto era di buona qualità c’è sempre il modo di lavorarci su… qualche correzione, qualche nuovo appunto, poi si richiude la botte e la si lascia riposare. Gli assaggi si ripetono fino a quando la giusta congiunzione astrale non allinea lo spunto con l’idea per dargli corpo e il tutto viene travasato in una botte più grande, dove abbia lo spazio necessario per abbozzare una trama vera e propria. Quando a questa si aggiunge l’ispirazione del momento lo spunto viene imbottigliato, cambia blocco e dopo essere stato suddiviso in scene è pronto per diventare un racconto vero e proprio.

In mancanza di un adeguato metro di paragone non so dire se questo sia un buon sistema, ma l’assenza di una valida alternativa lo rende il migliore a mia disposizione. Ogni tanto mi chiedo come facciano gli altri… poi Fottesega mi elargisce uno scappellotto e torno ad adagiarmi nella becera ignoranza.

Già, ma a parte il deliziarvi con le mie perle viticolturesche, perché vi racconto tutto questo? E soprattutto: cosa c’entra con il titolo del post?

Ecco, questo è esattamente il pensiero che mi è zompato in faccia mentre stavo ultimando lo schema delle scene di un racconto. Tutto filava e nell’insieme prometteva bene, ma aveva poco in comune con lo spunto iniziale. Ero pronto ad imbottigliare del vino e avevo tra le mani una botte succo di mela… tradimento!
Una volta accertato questo fatto increscioso mi si è presentato un dilemma mica da ridere: continuare o non continuare? Se da una parte mi seccava mettere da parte un prodotto con del potenziale – e mandare a remengo qualche decina di ore di lavoro – era pur vero che mi ero perso per strada la caratterizzazione del protagonista, lo spunto iniziale da cui tutto si era sviluppato.

Dopo opportuna meditazione e constatato che il fattaccio aveva segnato una drastica battuta d’arresto per l’entusiasmo creativo, ho deciso di completare lo schema delle scene ma di non andare oltre e ho cominciato a lavorare a qualcosa di completamente differente, l’episodio di apertura di una serie di racconti che da anni aspettava il proprio turno. Sebbene si tratti di un progetto che mi è piaciuto fin dal momento in cui ho preso le prime annotazioni sul blocco degli spunti e che ho raffinato ed esteso a più riprese, continuo a masticare il dubbio di aver fatto la scelta sbagliata e ad avere la sgradevole sensazione di incopiutezza per il lavoro lasciato a metà.

Voi cosa ne pensate?

Stay Tuned.

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Un gioco da ragazzi.

26 settembre 2016 Lascia un commento

fine

E che ci voleva?
Qualche anno e un milionecentrotrntamilaottocentonovantuno battute.
Quelle definitive, perché prima erano molte, molte di più.
Ora me ne vado a letto, domani mi inventerò un modo acconcio per festeggiare l’evento.

Stay Tuned.

Poca precisione.

6 giugno 2016 6 commenti

Informazioni Imprecise

Di questi tempi la mia attività principale è petulare.
Contatto agenzie letterarie ed editori, faccio domande, spedisco proposte e aspetto novità.

Non faccio parte della crociata contro l’editoria a pagamento, non lancio strali di indignazione nei confronti di chi si fa pagare (o paga) per pubblicare, semplicemente non mi interessa. Per questo salvaguardo il mio tempo e quello dei miei interlocutori selezionando solo case editrici che non chiedono investimenti di denaro da parte dell’autore.

L’ultima con cui ho preso contatto era una casa editrice giovane, giovanissima, praticamente in fasce. Il sito web non era ancora disponibile, quindi ho cercato informazioni sulla pagina facebook. Anche lì non c’era molto sulla procedura per l’invio dei manoscritti, ma ho trovato un loro video contro l’editoria a pagamento e una lista dei motivi per cui pubblicare con loro. Il primo recita:

Siamo non a pagamento (il 90% delle case è a pagamento)e non diamo obbligo di acquisto copie (lo fanno in molti)

Che fosse una piccola azienda non era un problema, dopo tutto si tratta di un’opera prima e il fatto che fossero nella fase di avvio mi ha fatto soprassedere sul clima di disorganizzazione generale. Prendo contatto, ci scambiamo qualche messaggio, invio sinossi e primo capitolo e dopo un paio di giorni ne parliamo…
A conclusione di uno scambio trasceso nel paradossale, in risposta a una mia domanda diretta, mi viene detto che all’autore viene fatto uno sconto del 35% sul prezzo di copertina delle copie pubblicate e che poi loro si sarebbero occupati della distribuzione.

Non faccio parte della crociata contro l’editoria a pagamento, ma non apprezzo che si possa essero così “imprecisi” nel presentare i propri servizi.

Stay Tuned.

 

Anche questa è fatta.

Fine

Era la seconda revisione? La terza? O considerando che stavo sistemando l’impaginazione poteva essere considerata la quarta?
Poco importa, la cosa fondamentale non è il numero, ma il tempo verbale: era.

Anche questa è fatta, ora io e i miei pochi milioni di battute (spazi inclusi) ci mettiamo alla ricerca di qualcuno che ci adotti. Tremate case editrici…

Stay Tuned.

Impara l’arte e… ricomincia da capo.

13 aprile 2015 2 commenti

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Ho cominciato a scrivere nell’ottobre del 2011… beh, a dire il vero ho sempre scribacchiato, ma la decisione di impegnarmi in qualche cosa di più serio e organizzato risale a quell’inverno. Sono passati più di tre anni e decine di migliaia di parole, che hanno dato forma alla prima stesura, al blog e ad una manciata di racconti. Tre anni in cui ogni nuova fase dell’elaborazione di un testo si presentava come una novità assoluta.

Schematizzazioni, scrittura a crescere, scrittura a ridurre, revisori, rilettura, selezione di linee narrative, evoluzione dei personaggi, dialoghi, descrizioni… *hem* accenti, apostrofi, punteggiatura. Tutte cose da studiare, con cui scendere a patti e con cui cimentarsi. Tante biciclette – rigorosamente senza rotelle – con cui dare una nuova prima pedalata, sperando di non franare a terra.

L’esperienza insegna e la pratica rende perfetti.
Sono refrattario alla perfezione e non sono mai stato uno studente meticoloso, ma persino il paramecio reagisce all’ambiente circostante e così, tra leggere e scrivere, pare che qualche cosa abbia finito per impararla anch’io.

Da un capitolo all’altro le parole scorrevano con maggior facilità e io imparavo a gestirle in modo più naturale, rendendole più affini a quello che desideravo trasmettere. Così, quando ho cominciato ad intravvedere la fine della prima stesura e mi sono trovato dinnanzi alla nuova novità della revisione già sapevo che non tutto avrebbe richiesto lo stesso lavoro: dal capitolo tre in avanti poteva bastare una revisione, ma i primi due avevano bisogno di un intervento più massiccio… praticamente una riscrittura.

Così è stato. Ho riscritto il primo capitolo e buona parte del secondo, poi revisionato il resto e una volta finito ho stampato il tutto per una lettura generale. Può sembrare strano a dirsi, ma scrivere e riscrivere non ha nulla a che fare con il leggere e nel trovarmi a leggere per la prima volta quello che avrebbe dovuto essere il biglietto da visita della storia mi sono scontrato con un assai poco incoraggiante: “Che palle.” Sembra scritto da una persona diversa – una persona un sacco noiosa – che seppellisce il ritmo della narrazione sotto un’infinita cascata di inutili orpelli.

Poco male, ho imparato una cosa nuova.
Sono quasi quindici giorni che lavoro di cesoie e – tanto per cambiare – sono in ritardo sui tempi, ma mi crogiolo nella consapevolezza di essere migliorato parecchio e gongolo per ogni frasfalla che riesco a far uscire dal suo bozzolo. Insomma, una volta di più, dal letame nascono i fior.

Stay Tuned.

Il blocco dello scrittore.

31 marzo 2015 7 commenti

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Carta e penna sono compagni irrinunciabili per ogni scrittore, ma bisogna saper scegliere.

Stay Tuned.

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