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Archive for the ‘Scatti Distratti’ Category

Scusate, c’è un tecnico in sala?

12 febbraio 2015 6 commenti

Gironzolando in quel di Portogruaro, pensieri persi e naso all’aria, ho visto questa cosa.

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La cosa grossa è una canna fumaria – fino a questo arrivo – ma cos’è quella specie di tubo che ci si arrotola intorno? A cosa serve? Perché ha quella forma? E’ parte di un impianto e, in questo caso, qual è la sua funzione? Si tratta del lascito di un architetto estroso, che aveva finito lo spazio interno per le sue minchiate e quindi è ricorso al tetto? E’ un’opera d’arte moderna che rappresenta una spogliarellista chiattona avvolta nel suo serpente?

Brancolo nel buio… aiuto.

Stay Tuned.

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Forma o contenuto?

13 novembre 2014 9 commenti

Qual è la cosa più importante?
Ognuno ha una sua idea in merito, una personale soglia di tolleranza della mancanza dell’una a favore dell’altra, ed anche a volersi impelagare in un dibattito – potenzialmente eterno – non si potrebbe arrivare ad una risposta diversa da: “Questione di gusti.

Quando la questione si fa soggettiva non è più possibile rispondere ad una domanda oggettiva, ma possiamo cercarne un’approssimazione nel chiederci quale sia l’aspetto capace di riscuotere il maggior successo. Cosa preferisce laGGente, tra forma e contenuto?

Se si parla di cinema la risposta è ovvia, perché quale produzione investirebbe fantastiliardi in effetti speciali se il pubblico cercasse i contenuti? Il cinema è eccesso, spettacolarità e continua ricerca di poter sorprendere laGGente. Non importa se la novità stia nel sesso più esplicito, nella violenza più crudele o nella scena d’azione più psichedelica; l’importante è che sia tanto, che sia di più, che sia… fruibile. Insomma, una sorta di psico fast food.

Per estensione, lo stesso si può dire della televisione, dai programmi di intrattenimento fino a quelli che dovrebbero essere i mezzi di informazione, la professionalità dei quali sta nel riuscire a sensazionalizzare qualsiasi boiata e il maggior successo è quello di creare un nuovo caso mediatico. E’ evidente che la anche la rete segua lo stesso procedimento, con dalla sua la forza di essere il contenitore più grande del pianeta e di offrire ai propri utenti la possibilità di accedere a qualsiasi cosa prodotta dall’uomo negli ultimi anni.

La musica… beh, la musica non esiste. Esistono degli spettacoli musicali fatti di luci, coreografie, addominali scolpiti, tette al vento, effetti speciali e, sì, a tratti di qualcuno che strimpella, filtrato da tanta elettronica da poter suonare una chittarra o un citofono con lo stesso identico risultato. Un prodotto confezionato dalla televisione, venduto sotto il nome di musica e giustificato dal sottotitolo: “L’importante è che arrivi, che trasmetta qualcosa.” (In pratica chiunque di noi può essere un artista musicale, basta che non si perda per strada e si esibisca con l’influenza, tossendo in faccia al pubblico.)

A questo punto i giochi parrebbero chiusi e noi potremmo decretare la vittoria assoluta dalla forma sui contenuti, ma la scrittura viene a romperci le uova nel paniere. Già, perché con le parole non è facile essere clamorosi e semplici nello stesso momento e anche lo scrivi-come-mangi e la conseguente concettualizzazione artistica del turpiloquio non basta per mantenere vivo l’interesse de laGGente. La scrittura non si presta ad essere spettacolarizzata, quindi non può essere uccisa come la musica ed è franca dal gioco del circo mediatico. Nella scrittura i contenuti sono più importanti della forma, è salva.

Un libro si sceglie per la storia che racconta, non per le parole che sono state scelte per farlo.

Tutto chiaro: sono uno scrittore wannabe, quindi parteggio per la forma di espressione che mi è più congeniale. Ho volutamente sorvolato sul cinema d’autore o sui maestri della muscia contemporanea per poter raggiungere il punto di poter elevare la letteratura ad uno status privilegiato.

Ne siete sicuri?

Del cinema d’autore e di chi la musica la fa davvero non ho parlato perché si tratta di realtà di minoranza, escluse dall’assunto iniziale di analizzare le preferenze della massa di coloro che formano il potere d’acquisto. Per quanto riguarda la scrittura, la ritengo davvero privilegiata? Il fatto che un libro venga scelto per i suoi contenuti la rende davvero migliore?

Dire: “Un libro si sceglie per la storia che racconta, non per le parole che sono state scelte per farlo.” equivale a dire che la forma non è determinante e che una buona storia sarà capace di superare anche delle scelte lessicali poco azzeccate o uno stile carente. Insomma, poco male se non azzecco un congiuntivo, l’importante è che quello che ho da dire coinvolga, arrivi… trasmetta qualcosa.

Si può sfuggire al ghetto intellettuale della televisione, ma non alla mediocrità umana. Un libro viene scelto per i suoi contenuti – questo è vero – ma nei contenuti di un libro laGGente cerca le stesse cose che cerca nella forma di un film: eccesso, emozioni a basso costo, filosofia da bar e originalità riciclata, il tutto a discapito delle capacità di chi ha scritto. Chitarra o citofono, non c’è nessuna differenza: basta che il messaggio sia chiaro.

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O, come direbbe lo Sceriffo di Ruttingham: “Ha osato cervare gli uccisi del Re!”

Stay Tuned.

Ricordi metropolitani.

11 novembre 2014 5 commenti

Ho deciso, mi parcheggio qui!

Divieto
Come dite? Sono una brutta persona perché parcheggio in divieto e sarò giustamente punito da multa e rimozione dell’auto?

Anche no…

Anche no
E’ l’Acegas che se la prende comoda a recuperare i cartelli.
Settimana più, settimana meno, cosa vuoi che sia… tanto la zona del Viale XX Settembre è famosa per la sua pantagruelica abbondanza di parcheggi.

Stay Tuned.

In principio era il Verbo…

13 ottobre 2014 7 commenti

Il Verbo

il Verbo era presso Dio
e il Verbo era Dio.

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Durante il periodo caldo del lungo autunno che ci ha accompagnato a partire dallo scorso settembre, in quel di Portogruaro c’è stato un puccioso fiorire di paperelle, con intere famigliole che navigavano lungo i canali e si dividevano l’attenzione – e i regalucci alimentari – di bambini e turisti. Per evitare di abboffarli con becchime umano che avrebbe potuto far loro più male che bene, mi sono limitato a scattare un sacco di foto.

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Mentre mi sporgevo come un idiota per riuscire a catturare il magico momento in cui uno dei paperotti se ne stava a culo all’aria per meglio grufolare il fondale, mi è capitato di coglire uno scambio di battute tra una giovane madre ed un pargoletto di una manciata d’anni. Non ne ricordo ogni parola, ma più o meno è andata così:

– Mamma, mamma, hai visto? Le papere bambino con la papera mamma e la papera papà… paPPeraPPaPPà… che belle.

* E che buone fatte al forno.

Il pupo aggrotta la fronte, non sembra molto convinto, anzi disturbato dalla prospettiva ventilata dalla madre; le lancia un’occhiataccia, poi torna a guardare le bestiole.

– Ohhh, come nuota veloce quello… però quello è più bravo, non si allontana dalla mamma, le gira intorno.

* Mhsì. Al forno con le patate, buonissimi!

La donna sorride divertita – compiaciuta dalla propria battuta – il bimbo abbassa il braccio, si disinteressa alle papere e riprende a camminare, forse nel tentativo di allontanare la furia predatoria materna dalle bestiole.

Ora, sono ben lontano dall’essere un vegetariano e credo di aver chiaramente espresso la mia opinione riguardo a chi trasforma quel genere di scelte di vita in crociate, ma ho trovato molto di cattivo gusto l’atteggiamento della donna. A parte lo squallore del ridurre un essere vivente a nulla più del modo in cui puoi utilizzarlo, c’è l’aver costretto il bambino a guardarlo nello stesso modo, privandolo dell’incanto che è proprio della sua età.

Certo, sorrideva e nel parlare ha usato un tono faceto, ma non si può pretendere che un bambino sia in grado di cogliere la differenza, senza contare che lo stesso atteggiamento avrebbe dato fastidio anche a un adulto. Proietto la stessa famiglia nel futuro, immagino come potrebbe reagire la donna se si rendesse conto che il figlio la considera la sua futura elargitrice di eredità e mi domando se, giunta a quel punto, si renderà conto di averlo “programmato” in quel modo fin da bambino, o se lancerà strali di indignazione contro la propria prole snaturata.

La parola come strumento creativo, la parola come simbolo del potere divino, la parola come mezzo per dare forma alla realtà… mica scemi del tutto i cristiani. E, se ognuno di noi detiene questo potere, perché non esercitarlo in modo più consapevole? Se non nell’illusione di poter creare un “mondo migliore” almeno come espressione del nostro divino egocentrismo.

Stay Tuned.

 

Favole moderne.

Vi siete mai chiesti come passino l’estate i protagonisti delle fiabe?
Dei vipS sappiamo ogni cosa: dove siano, con chi e quasi ogni dettaglio di cosa facciano, ma sulle vacanze di Biancaneve, del Gatto con gli Stivali o di Hansel e Gretel nessuno ci dice mai nulla…

Per questo sono corso ai ripari e dopo lunghe indagini eccomi qui con uno scoop degno della coperina di qualsiasi giornaletto scandalistico:

Cenerentola a Lignano! Scoperta, la ragazza è fuggita, ma ha lasciato prova inconfutabile del suo passaggio.

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Stay Tuned.

Corsie preferenziali.

Rieccoci a parlare di piste ciclabili e lavori pubblici di precisione certosina.
Dopo i paletti infissi in un intorno del punto previsto – con delta piuttosto generoso – è la volta della suddivisione in corsie. In questo caso non posso riportare alcuna testimonianza diretta, perché non ho avuto occasione di assistere alla pitturazione… purtroppo.

Durante la mia roccambolesca carriera scolastica ho avuto modo di amare e odiare e nella lista delle cose che ho odiato c’è per certo il curvilineo. Lo avete presente? Quell’aggeggio che sembra disegnato da Walt Disney sotto acidi, pieno di curve che hanno la capacità speciale di non adattarsi mai al tuo problema? Dopo aver tentato e ritentato, dopo aver unilateralmente deciso che improvvisandole a mano libera ottenevo un risultato migliore, ho stabilito che trattasi di uno strumento del demonio, creato con l’unico scopo di portare l’uomo alla bestemmia.

Ebbene, gli operai che hanno fatto le righe devono appartenere alla mia stessa sQuola di pensiero.

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E io non posso fare a mano di immaginarmeli all’opera con un gigantesco strumento del demonio, sbuffare e imprecare, fino al momento in cui hanno deciso di gettare la spugna e hanno tracciato la riga ad occhio. L’occhio malandato di un orbo, evidentemente.

Con la genesi delle piste ciclabili (per il momento) ho finito. Alla prossima per parlare di ciclisti…

Stay Tuned

Qui, proprio qui.

Le piste ciclabili sono sempre più numerose e Lignano si è tenuta al passo con i tempi mettendo in piedi diversi cantieri per dotarsi di quelle serpeggianti stradine bordate di giallo.

Quella parallela al Viale Europa si snoda tra curve, dossi e discese, attraverso a un tripudio di alberi e cespugli fioriti. Un po’ scomoda da percorrere – forse è per questo che molti ciclisti continuano a stare in mezzo al traffico e a cercare di trasformarmi in un omicida – ma molto, molto graziosa.

Dal punto di vista di lavori pubblici, il tratto più entusiasmante è senza dubbio quello che attraversa Bevazzana e che zompa oltre la Litoranea Veneta grazie ad un’apposita passerella per velocipedi che è stata aggiunta al ponte. Inutile dire che realizzare un’opera simile non sia stata faccenda di pochi giorni, bensì di anni di lavoro e abbia richiesto l’intervento di specialisti di diversi settori, dalla viabilità all’ingegneria civile.

In particolare ricordo di aver incrociato una squadra di tecnici che stava decidendo la collocazione dei paletti per precludere la ciclabile all’ingresso delle auto. Due o tre uomini, armati di furgone, cordelle metriche, cartelletta e bomboletta di vernice che si sono fermati a discutere su quale fosse la miglior soluzione per eliminare il rischio degli sconfinamenti e poi l’hanno marcata sull’asfalto.

Quando sono ripassato, diversi giorni dopo, degli operai erano passati alla fase attuativa. Operai, non tecnici, uomini pratici, non raffinati sofisti e così…

Paletti
Questo per quanto riguarda i paletti, in seguito vi parlerò anche della segnaletica orizzontale…

Stay Tuned.

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