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Archive for the ‘La Cattiveria del Giorno’ Category

La Cattiveria del Giorno: “Moda da cani.”

La Cattiveria del Giorno
Non sono un animale da vetrine.
La sola idea di ciondolare lungo la strada fermandomi ogni tre passi per fissare l’ennesima variante della stessa boiata mi urta i nervi, ma a volte non si tratta di scelta: è la vetrina a saltarti addosso.

Canotto.jpgSono fashion come la mamma

Vedo, guardo, fisso, stranisco.
La cosa positiva è che il cane non capisce ed è franco dall’imbarazzo, ma fossi in lui avvierei le pratiche per ottenere l’emancipazione. E non si tratta solo del cattivo gusto del cappottino – quello era il più sobrio della vetrina – ma soprattutto della malsana abitudine di usare parole come madre e figlio nel riferirsi al legame tra un essere umano e un animale.

Stay Tuned.

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La Cattiveria del Giorno:”Fiducia”

27 novembre 2016 2 commenti

La Cattiveria del Giorno

Se nonostante tutte le follie dette e sentite riguardo le presidenziali statunitensi e le dichiarazioni da decerebrati con cui il sì e il no si sfidano per il nostro referendum ancora soffriste di patologica fiducia nell’umanità…

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Beccatevi la cura!

Dopo le mele sbucciate e i mandarini divisi in spicchi, ora anche le uova sode sgusciate. Mi chiedo se per essere consumatori di questi mirabili prodotti si debba essere nati scemi o se sia possibile frequentare qualche corso di (de)formazione… che so, una maratona di Uomini e Donne o un corso accelerato di teorie del GomBlotto. Mah…

Stay Tuned.

La Cattiveria del Giorno: “Questioni d’orgoglio.”

3 aprile 2016 3 commenti

La Cattiveria del Giorno

Giovedì, dentista.
Dopo quaranta minuti a bocca aperta, sottoposto al bullismo di una gran varietà di attrezzi, ero così di buon umore che ho pensato di festeggiare con un bicchiere d’acqua fresca.

C’è chi sostiene che ascoltare le conversazioni altrui sia maleducato, per me è diventata deformazione professionale, soprattutto quando chi parla lo fa con atteggiamento messiatico o con toni tali da obbligare all’ascolto chiunque si trovi entro dieci passi da lui.

In questo caso si parlava di nazionalismo, nell’accezione tutt’altro che deprecabile di amor patrio. Della necessità di una presa di coscienza che ci permetta di valorizzare le meraviglie italiane, sia dal punto di vista paesaggistico che da quello storico e artistico. Si discuteva inoltre dell’importanza di ritrovare l’orgoglio nazionale e di quello di cui avremmo bisogno per considerare lo Stato italiano un elemento di aggregazione morale e non un nemico che si adopera in ogni modo per renderci la vita impossibile e derubarci.

Per il tempo necessario a svuotare il bicchiere, mi è sembrato un discorso interessante poi…

[…] tutto parte da lì, dal fatto che non ci sentiamo parte di una nazione, ma piuttosto marionette in balia di un governo. E’ la motivazione che ci manca… quello di cui abbiamo bisogno è l’Italian Pride.

Ridacchio, come si può ridacchiare con mezza lingua ingessata dall’annestesia.
Si gira e mi scruta con riprovazione.
Mi giro a mia volta.

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Italian Pride?
Come possiamo essere orgoliosi di essere italiani se per parlarne sentiamo il bisogno di fingerci anglofoni?

Inutile dire che il concionatore non era d’accordo e aveva un’immane matassa d’argomentazioni per supportare la sua tesi. Ma l’acqua era finita e la giornata doveva continuare…

Stay Tuned.

 

La Cattiveria del Giorno: “Desy.”

22 febbraio 2016 7 commenti

La Cattiveria del Giorno

Trieste, storicamente uno dei porti più importanti del mediterraneo, sbocco sul mare dell’Impero Austro-Ungarico e da sempre luogo d’incontro di culture radicalmente diverse.
Secoli di storia per arrivare a questo…

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Ricapitoliamo:

Desy… dal primo momento ke ti ho visto mi sono innamorato e nn passa gg a cui nn ti pensi… ci tengo dalmente tanto ke potrei morire x te.. ti amo mia piccola Desy
by Palu

Benché abbia dimostrato di non avere scrupoli ad uccidere (la grammatica) per lei, resto scettico sulla sua disponibilità a morire, se non altro perché non ha trovato nemmeno la voglia di scrivere per esteso questa sua altisonante dichiarazione d’amore.

Allora Desy? Che vogliamo fare? Ci fidiamo o meno di By Palu?
In ogni caso organizzati… spezzagli il cuore, massacralo di sesso o dagli ripetizioni, fai come ti pare ma impediscigli di dare un seguito alla sua vena da imbrattamuri.

Stay Tuned.

La Cattiveria del Giorno: “Alla rovescia.”

11 febbraio 2016 1 commento

La Cattiveria del Giorno

Com’è e come non è, nei giorni scorsi mi è capitato di far visita alla farmacia.
Ovviamente la signora che mi precedeva aveva bisogno dello stesso farmaco e ovviamente la sua era l’ultima confezione disponibile, così sono stato costretto ad ordinarlo. Poco male, non era una cosa urgente e sarebbe stato disponile nel primo pomeriggio dello stesso giorno.

Mentre la dottoressa compilava la ricevuta d’ordine, il suo collega accoglieva un nuovo cliente. Conoscenti con più voglia di fare quattro chiacchiere che fretta di concludere e troppo vicini perché non sentissi il loro scambio.
Il cliente era un infermiere o qualche cosa di simile, perché ha parlato del suo ultimo turno in sala operatoria, lamentandosi di una discussione avuta con un chirurgo e del cazziatone che ne era seguito. Un incompetente che aveva combinato qualche casino e invece che cospargersi il capo di cenere aveva la faccia tosta di lamentarsi per essere stato ripresto? Magari…

Durante il suo turno – durante un’operazione – il cellulare del chirurgo aveva suonato due volte e in entrambe le occasioni quello aveva risposto. Lui aveva mosso qualche obiezione alla cosa e il chirugo lo aveva invitato a non farlo mai più.

Ora…
Provate a immaginare di svegliarvi dall’anestesia e scoprire che il vostro chirurgo si è preso una pausa per una telefonata… o che parla al cellulare mentre vi opera. Per non parlare del sublime livello d’igiene del portare un cellulare in una sala operatoria.
Non so voi, ma io sarei così gioioso che mi premunirei di regalargli una nuova custodia. Una bella guaina in pelle dove il cellulare se ne starebbe al calduccio… e sempre a portata di mano.

Stay Tuned.

 

 

La Cattiveria del Giorno: “Pubblicità.”

14 dicembre 2015 2 commenti

La Cattiveria del Giorno

Partendo dall’assioma: “Internet serve per il porno” si può estendere il concetto e stabilire che i social network servono a cercare possibili prede da concupire.

Fedeli al loro ruolo, gli uomini fanno la loro parte appiccicandosi a ogni profilo femminile e facendo del loro meglio per apparire brillanti e desiderabili, nella speranza di rimediare qualche conoscenza biblica.
Tutto normale, nulla da segnalare.

Accade anche che siano profili femminili a bussare alla porta virtuale dei maschietti. In questo caso, sotto un gran paio di tette – o un culo sapientemente sbandierato – appaiono oscuri link che nella migliore delle ipotesi portano a qualche sito porno.
Tutto normale, nulla da segnalare.

Ma…
E se delle graziose fanciulle – prive di appositi link a pagamento – giungono a rendere omaggio a un futuro scritto di fama internazionale?
Che abbiano già saputo e si preparino a una pole position per gruppies?
No, tranquilli, le leggi di natura non sono state sovvertite. Basta avere pazienza e prima o poi ecco comparire qualche immagine dove il grazioso sorriso è affiancato da qualche prodotto.

Nella mia esperienza questo accade soprattutto su Instagram e si può tradurre come un accumulo di contatti (perché ovviamente nessun ometto eliminerebbe mai una graziosa franciulla dalla sua lista di amici) mirato al poter ottenere dei contratti pubblicitari per prodotti di fitness, bellezza e caTzate varie.

A quanto ho scoperto, di questi tempi vanno molto di moda gli scrub al caffè, come testimoniato da queste immagini:

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Ora, io non metto in dubbio l’efficacia di codesti trattamenti, ma mi permetto di opinare sulla metodologia pubblicitaria.

La prima fanciulla ci coinvolge sbaciucchiandoci, la seconda guarda con voluttà la sua bustona e la terza ci mette la simpatia di un bel sorriso ma il messaggio che percepisco è sempre il medesimo:

Mai passare alle spalle di un asino diarroico. Bleah.

Stay Tuned.

 

La Cattiveria del Giorno: “Piuttosto.”

6 novembre 2015 6 commenti

La Cattiveria del GiornoCome ho già avuto modo di dire, sono una creatura abitudinaria.
La biblioteca non fa eccezione a questo fatto e quando mi rifugio a lavorare tra i libri lo faccio seguendo alcune prassi ormai radicate. Occupo il “mio” posto, sistemo stampe e appunti, avvio il portatile e lo collego all’alimentazione assieme ai cellulari… poi mi metto al lavoro.

Per fare tutto questo occupo un tavolo. Attorno al tavolo ci sono quattro sedie e senza dubbio potrebbe ospitare quattro persone che leggessero un libro o quattro studenti con un unico testo di riferimento. Di fatto se ci sono di mezzo montagne di appunti e/o computers ci si può stare in due. Essendo il primo ad arrivare tendo ad allargarmi, ma se arriva qualcuno raduno le mie cose in modo da lasciarli tutto lo spazio possibile.

Così è successo anche ieri, quando una signora è entrata nella “mia” stanza con un libro sotto il braccio e le mani occupate da un cellulare e relativo caricabatterie. Il suo paziente ha emesso il fatidico bip della fame atavica e nello sguardo la solerzia è scivolata verso il panico. Ha raggiunto il tavolo, si è seduta e masticando qualche cosa a proposito della maleducazione di chi considera tutto di sua proprietà ha staccato uno dei miei alimentatori dalla multipla per attaccare il suo.

wpid-20151105_144049-1.jpgLa osservo con aria perplessa, ricambia con uno sguardo di sfida. La accontento.

– Mi scusi, è mia.
* Che discorsi sono… se una ha bisogno. Non sei mica a casa tua che puoi fare quello che vuoi. UrcaUrcaTirulero. O tempora, o mores.
– Non ci siamo capiti. E’ mia nel senso che mi appartiene. Me la porto da casa e ci faccio un po’ quello che mi pare.
Momento di gelo. Sguardo vacuo. Reboot di sistema.
* Beh… potresti lasciarmela usare. Mi sta finendo la batteria e aspetto una chiamata importante.
– Potrei, certo e se me lo avesse chiesto in modo educato avrei anche sorvolato sul controsenso di aspettare una telefonata in una sala studio ma così… preferirei tagliare il cavo con una tronchese e buttare tutto dalla finestra. Ecco, si riprenda il suo caricabatterie e buona giornata.

Ha detto qualche cosa d’altro – immagino un vivido affresco dalla sua riprovazione – ma il mio fanciullo interiore faceva troppa cagnara ridendo e non ho sentito una sola parola.

Stay Tuned.

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