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Di cause, effetti e piani machiavellici.

Saggio

Dice il Saggio: “Se bello vuoi apparire, un poco devi soffrire.”

Poiché il narcisismo è parte dell’animo di ogni artista e posto che i saggi c’azzeccano sempre, ho individuato nella palestra il mio luogo di sofferenza-pro-bellezza e visto che a qualcuno deve pur toccare l’onere di equilibrare la bruttezza di Martin, ho deciso di non accontentarmi della semplice avvenenza, ma di mirare ad essere bello bello in modo assurdo.

zoolander

Ora, se il segreto per essere belli è un po’ di sofferenza, va da sè che molta sofferenza renda molto belli e una quantità assurda di sofferenza renda assurdamente belli. Già, ma come fare… sopravvivendo all’esperienza?

Come ogni frequentatore di palestre sa i giorni di maggior sofferenza sono quelli che seguono i primi allenamenti, quando i muscoli si ribellano alla novità di essere utilizzati e paiono sul punto di spezzarsi ad ogni movimento che vada oltre la semplice respirazione.

Da questa realtà ha avuto natali il mio machiavellico piano: andare in palestra uno o due giorni, far incazzare a dovere i muscoli e poi avere almeno due o tre settimane di contrattempi in modo da poter ricominciare da capo. Insomma, budino fuori ma dentro… bello bello in modo assurdo. Sono o non sono un genio?

Tutto questo per dire che per l’ennesima volta ho ricominciato con la palestra e che mi fa male tutto. Sono o non sono verboso?

Stay Tuned.

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  1. L'arca di Michy
    19 aprile 2016 alle 23:29

    geniale…assolutamente geniale…io che non vado in palestra da millenni devo assolutamente provare!!! Visto che, per poter diventare bella, io dovrei soffrire fino all’immaginabile avrei pensato anche di provare ogni tortura esistente ma non saprei se ciò sia possibile…:) 🙂 🙂 Mi hai fatto morire dalle risate, un bacio immenso ❤ ❤ ❤

    • 20 aprile 2016 alle 16:35

      Lieto di averti fatta divertire e di essere stato di ispirazione per nuovi metodi di sofferenza. ^_*
      Baci baci.

      • L'arca di Michy
        21 aprile 2016 alle 01:54

        🙂 🙂 🙂

  2. 21 aprile 2016 alle 09:28

    Hem… “machiavellico”, non “maCChiavellico”.
    Mea culpa.

  3. 23 aprile 2016 alle 13:51

    ahahah! oddeo! profonda stima a chi sopravvive alla routin della palestra, anche se lo fa genialmente come te con tutti i dolori ambulanti dopo!
    però lo posso dire che ben stiller è bello bello in modo assurdo davvero?!?! 😀

    • 23 aprile 2016 alle 15:57

      Per me la parte difficile è farla diventare un’abitudine, da quel momento in poi è tutta discesa.
      Il problema delle discese è che prima viene la salita…

      Ben ‘Sex Machine’ Stiller ^_*

      • 23 aprile 2016 alle 16:01

        ecco bravo… la salita… na faticaccia va! 😀
        potremmo provare a girare sottosopra la salita, cosi diventa discesa… e quando dobbiam tornare indietro la giriamo di nuovo… emh!
        stiller è oltre! 😀

      • 23 aprile 2016 alle 16:09

        Urca… così ad occhio mi sembra che questa tecnica di inversione sia più faticosa del fare la salita in modo tradizionale.

      • 23 aprile 2016 alle 16:11

        dici ve????? ci si deve rassegnare eh! vabbè mi arrendo va!

      • 23 aprile 2016 alle 16:20

        Anche per le salite la tecnica di procedere lentamente e con continuità paga…

      • 23 aprile 2016 alle 16:21

        uh ecco di nuovo la lentezza…. beh almeno uno si stanca meno e poi non ha bisogno di ossigeno! 😀

      • 23 aprile 2016 alle 16:22

        Esatto.

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