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La Cattiveria del Giorno: “Pubblicità.”

La Cattiveria del Giorno

Partendo dall’assioma: “Internet serve per il porno” si può estendere il concetto e stabilire che i social network servono a cercare possibili prede da concupire.

Fedeli al loro ruolo, gli uomini fanno la loro parte appiccicandosi a ogni profilo femminile e facendo del loro meglio per apparire brillanti e desiderabili, nella speranza di rimediare qualche conoscenza biblica.
Tutto normale, nulla da segnalare.

Accade anche che siano profili femminili a bussare alla porta virtuale dei maschietti. In questo caso, sotto un gran paio di tette – o un culo sapientemente sbandierato – appaiono oscuri link che nella migliore delle ipotesi portano a qualche sito porno.
Tutto normale, nulla da segnalare.

Ma…
E se delle graziose fanciulle – prive di appositi link a pagamento – giungono a rendere omaggio a un futuro scritto di fama internazionale?
Che abbiano già saputo e si preparino a una pole position per gruppies?
No, tranquilli, le leggi di natura non sono state sovvertite. Basta avere pazienza e prima o poi ecco comparire qualche immagine dove il grazioso sorriso è affiancato da qualche prodotto.

Nella mia esperienza questo accade soprattutto su Instagram e si può tradurre come un accumulo di contatti (perché ovviamente nessun ometto eliminerebbe mai una graziosa franciulla dalla sua lista di amici) mirato al poter ottenere dei contratti pubblicitari per prodotti di fitness, bellezza e caTzate varie.

A quanto ho scoperto, di questi tempi vanno molto di moda gli scrub al caffè, come testimoniato da queste immagini:

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Ora, io non metto in dubbio l’efficacia di codesti trattamenti, ma mi permetto di opinare sulla metodologia pubblicitaria.

La prima fanciulla ci coinvolge sbaciucchiandoci, la seconda guarda con voluttà la sua bustona e la terza ci mette la simpatia di un bel sorriso ma il messaggio che percepisco è sempre il medesimo:

Mai passare alle spalle di un asino diarroico. Bleah.

Stay Tuned.

 

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  1. 14 dicembre 2015 alle 15:15

    Miii, che schifezza…
    Quando si dice “pecunia non olet”.

    • 14 dicembre 2015 alle 15:15

      Speriamo che anche l’asino ne sia stato informato…

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