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Il valore dello zero.

Zero

Quanto vale uno zero?
“Niente.” Risponde l’istinto.
Peccato che non abbia un conto in banca, altrimenti gli chiederei in prestito un milione di euro e salderei il mio debito restituendone centomila.

Se ci prendiamo il tempo per pensare, sappiamo che il valore dello zero dipende dalla sua posizione, ma siamo abituati a considerarlo come la rappresentazione del nulla e allontanarci da questa intepretazione ci costa uno sforzo di volontà.

I numeri sono una parte molto ingombrante della nostra vita. Orari, date, misure e ovviamente il denaro, è praticamente impossibile passare una singola giornata senza avere a che fare con almeno una di queste cose.
Sono diventati una prassi e come tutte le prassi abbiamo finito per darli per scontati, ce li facciamo scivolare addosso senza mai farci attenzione o darci peso. Tutt’al più prendiamo in considerazione quello che rappresentano.

“Novanta chili? Da domani dieta!”
“Centocinquanta euro per un paio di scarpe? Sono impazziti.”
“Le quattro meno un quarto… ho quindici minuti per arrivare dall’altra parte della città.”

Così, nel fare le cose per abitudine, applichiamo le convenzioni che abbiamo assimilato, senza fermarci a riflettere se siano o meno inerenti alla situazione che stiamo affrontando. La programmazione del nostro pensiero ci porta a considerare i numeri come parte di un sistema di calcolo e a trattarli come farebbe una calcolatrice.

Che differenza c’è tra 100 e 0100?
Provate a scriverli su una calcolatrice e vedrete che lo zero iniziale scompare nel preciso istante in cui inserite la cifra successiva, se prima non avete inserito una virgola. Noi facciamo la stessa cosa.

E così, quando da un distributore automatico vogliamo prendere un kinder bueno identificato dal numero 036 digitiamo 36 e ci stupiamo del fatto che non stia succedendo nulla.
Lo abbiamo visto, lo abbiamo letto, lo abbiamo riconosciuto e l’abbiamo escluso senza nemmeno rendercene conto. Questo anche se sotto la tastiera, a caratteri cubitali, c’è scritto di inserire anche lo zero iniziale.
La nostra prassi non lo contempla.

Poi alle nostre spalle arriva un futuro scrittore di fama internazionale che chiede lumi sull’ingorgo, elargisce un illuminante “zerotresei”, prende la sua acqua zerocinquezero e se ne sale al piano di sopra a scrivere una perla di saggezza.

Meditate gente, meditate. Io vi osservo.

Stay Tuned.

 

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  1. 26 novembre 2015 alle 16:49

    Questa cosa è bellissima.
    C’è da rifletterci parecchio sul dare per scontato… si fa anche con le persone.

    • 26 novembre 2015 alle 16:57

      Già, che ci piaccia o no i nostri schemi di pensiero seguono principi simili a quelli delle macchine e vengono influenzati dalla programmazione.
      Se poniamo attenzione a quello che facciamo siamo in grado di affrancarci dagli automatismi, in caso contrario… anche no.

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