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La Cattiveria del Giorno: “Piuttosto.”

La Cattiveria del GiornoCome ho già avuto modo di dire, sono una creatura abitudinaria.
La biblioteca non fa eccezione a questo fatto e quando mi rifugio a lavorare tra i libri lo faccio seguendo alcune prassi ormai radicate. Occupo il “mio” posto, sistemo stampe e appunti, avvio il portatile e lo collego all’alimentazione assieme ai cellulari… poi mi metto al lavoro.

Per fare tutto questo occupo un tavolo. Attorno al tavolo ci sono quattro sedie e senza dubbio potrebbe ospitare quattro persone che leggessero un libro o quattro studenti con un unico testo di riferimento. Di fatto se ci sono di mezzo montagne di appunti e/o computers ci si può stare in due. Essendo il primo ad arrivare tendo ad allargarmi, ma se arriva qualcuno raduno le mie cose in modo da lasciarli tutto lo spazio possibile.

Così è successo anche ieri, quando una signora è entrata nella “mia” stanza con un libro sotto il braccio e le mani occupate da un cellulare e relativo caricabatterie. Il suo paziente ha emesso il fatidico bip della fame atavica e nello sguardo la solerzia è scivolata verso il panico. Ha raggiunto il tavolo, si è seduta e masticando qualche cosa a proposito della maleducazione di chi considera tutto di sua proprietà ha staccato uno dei miei alimentatori dalla multipla per attaccare il suo.

wpid-20151105_144049-1.jpgLa osservo con aria perplessa, ricambia con uno sguardo di sfida. La accontento.

– Mi scusi, è mia.
* Che discorsi sono… se una ha bisogno. Non sei mica a casa tua che puoi fare quello che vuoi. UrcaUrcaTirulero. O tempora, o mores.
– Non ci siamo capiti. E’ mia nel senso che mi appartiene. Me la porto da casa e ci faccio un po’ quello che mi pare.
Momento di gelo. Sguardo vacuo. Reboot di sistema.
* Beh… potresti lasciarmela usare. Mi sta finendo la batteria e aspetto una chiamata importante.
– Potrei, certo e se me lo avesse chiesto in modo educato avrei anche sorvolato sul controsenso di aspettare una telefonata in una sala studio ma così… preferirei tagliare il cavo con una tronchese e buttare tutto dalla finestra. Ecco, si riprenda il suo caricabatterie e buona giornata.

Ha detto qualche cosa d’altro – immagino un vivido affresco dalla sua riprovazione – ma il mio fanciullo interiore faceva troppa cagnara ridendo e non ho sentito una sola parola.

Stay Tuned.

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  1. 6 novembre 2015 alle 11:31

    Sei un essere malvagio. E pure maleducato, incivile e irrispettoso.
    Sospetto financo che tu possa essere una ferita puzzola sotto mentite spoglie. Ecco U.U

  2. 6 novembre 2015 alle 16:07

    Mi piace! MALVAGIO al punto giusto u.u Adoro queste risposte che gelano la controparte, sono le mie preferite….Sghignazzare interiormente è il minimo che si possa fare 😉

    • 6 novembre 2015 alle 21:40

      Concordo in pieno e mi voglio molto bene quando mi capita di essere nel giusto stato emotivo per dar vita a simili perle…

  3. 6 novembre 2015 alle 21:34

    Sei adorabile, e lo dico sul serio!

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