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Archive for novembre 2015

Anche questa è fatta.

Fine

Era la seconda revisione? La terza? O considerando che stavo sistemando l’impaginazione poteva essere considerata la quarta?
Poco importa, la cosa fondamentale non è il numero, ma il tempo verbale: era.

Anche questa è fatta, ora io e i miei pochi milioni di battute (spazi inclusi) ci mettiamo alla ricerca di qualcuno che ci adotti. Tremate case editrici…

Stay Tuned.

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Il valore dello zero.

26 novembre 2015 2 commenti

Zero

Quanto vale uno zero?
“Niente.” Risponde l’istinto.
Peccato che non abbia un conto in banca, altrimenti gli chiederei in prestito un milione di euro e salderei il mio debito restituendone centomila.

Se ci prendiamo il tempo per pensare, sappiamo che il valore dello zero dipende dalla sua posizione, ma siamo abituati a considerarlo come la rappresentazione del nulla e allontanarci da questa intepretazione ci costa uno sforzo di volontà.

I numeri sono una parte molto ingombrante della nostra vita. Orari, date, misure e ovviamente il denaro, è praticamente impossibile passare una singola giornata senza avere a che fare con almeno una di queste cose.
Sono diventati una prassi e come tutte le prassi abbiamo finito per darli per scontati, ce li facciamo scivolare addosso senza mai farci attenzione o darci peso. Tutt’al più prendiamo in considerazione quello che rappresentano.

“Novanta chili? Da domani dieta!”
“Centocinquanta euro per un paio di scarpe? Sono impazziti.”
“Le quattro meno un quarto… ho quindici minuti per arrivare dall’altra parte della città.”

Così, nel fare le cose per abitudine, applichiamo le convenzioni che abbiamo assimilato, senza fermarci a riflettere se siano o meno inerenti alla situazione che stiamo affrontando. La programmazione del nostro pensiero ci porta a considerare i numeri come parte di un sistema di calcolo e a trattarli come farebbe una calcolatrice.

Che differenza c’è tra 100 e 0100?
Provate a scriverli su una calcolatrice e vedrete che lo zero iniziale scompare nel preciso istante in cui inserite la cifra successiva, se prima non avete inserito una virgola. Noi facciamo la stessa cosa.

E così, quando da un distributore automatico vogliamo prendere un kinder bueno identificato dal numero 036 digitiamo 36 e ci stupiamo del fatto che non stia succedendo nulla.
Lo abbiamo visto, lo abbiamo letto, lo abbiamo riconosciuto e l’abbiamo escluso senza nemmeno rendercene conto. Questo anche se sotto la tastiera, a caratteri cubitali, c’è scritto di inserire anche lo zero iniziale.
La nostra prassi non lo contempla.

Poi alle nostre spalle arriva un futuro scrittore di fama internazionale che chiede lumi sull’ingorgo, elargisce un illuminante “zerotresei”, prende la sua acqua zerocinquezero e se ne sale al piano di sopra a scrivere una perla di saggezza.

Meditate gente, meditate. Io vi osservo.

Stay Tuned.

 

In poche parole: “Raccolta.”

19 novembre 2015 2 commenti

InPocheParole

Vi è mai capitato di rimanere senza parole?
Vi siete mai sentiti esclusi durante una sessione di frasi fatte?
Vi siete mai trovati nella situazione giusta per infilare una battuta arguta senza che vi venisse nulla di utile in mente?

Non temete, da oggi non accadrà più. Da oggi potrete abbeverarvi alla fonte della saggezza e armarvi di alcune delle più grandi verità disponibili allo scibile umano. Non dovrete far altro che leggere quanto segue e ripeterlo a pappagallo.
Tutto quello che chiedo in cambio è venerazione, un piccolo altare… e qualche sacrificio umano di tanto in tanto.

Violenza:
La violenza è violenza, sempre.
Tipicizzarla e definire casi in cui è peggiore porta di riflesso a considerarla meno grave nelle altre occasioni.

Diseguaglianza Sociale:
Pretendere privilegi e chiamarli diritti…

Bontà & Cannibalismo:
Credi nella bontà dell’uomo.
Solo in quella alimentare.

Opinioni secondo Leyhod:
Perché curarsi dell’opinione degli stupidi, quando loro la tua nemmeno la capiscono?

Tanto era acerba:
Spesso chi lamenta l’ovvietà delle battute altrui è solo arrivato tardi…

Ridimensionamento dell’Ego:
Sappiate che mediamente ciò che tutti scriviamo non sono altro che byte ingiustamente sottratti al porno.

Riguardo a quest’ultima, va da sè che il sottoscritto ne è escluso, quindi ricordate: veerazione, altare e sacrifici umani.

Stay Tuned.

(non) Mea Culpa.

OffLine

Se nei prossimi giorni vi trovaste privati della mia augusta prenza, sappiate che cotanta tragedia non può essere imputata a mancanze del sottoscritto, ma a un disservizio della FAntaSTica compagnia che mi fornisce accesso al WEB. La mia linea ha un problema, ci stanno lavorando e il tutto sarà risolto in due o tre giorni lavorativi, così dicono.

Stay Tuned.

Volere è potere.

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Ora ci posso entrare nell’armadio, umano?

Stay Tuned.

 

Dillo con una Civetta: “Lunedì.”

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Stay Tuned.

Ma figurati…

15 novembre 2015 6 commenti

DileggioSono sempre stato quello esagerato, quello troppo rigido, quello che prendeva le regole troppo alle lettera o si preoccupava per cose di poco conto; motivo per cui sono stato regolamente perculato durante tutto il periodo necessario a perfezionare la mia tecnica di azzanno alla carotide. Poi, basta.

Spesso sono troppo fiscale, questo è indubbio, ma sono dell’idea che se una regola esiste non è fatta per essere rimaneggiata, interpretata o applicata solo in determinate situazioni, un po’ come il teorema di Pitagora non si applica solo ad alcuni triangoli rettangoli. Un semaforo rosso non è un consiglio, ma un ordine e se decidi di attraversare lo stesso contravvieni al codice della strada. Nessuno ti condannerà a morte per questo, ma se un omino in uniforme ti becca e decide di farti la multa così come prevista non è lui ad essere uno stronzo, sei tu a essere dalla parte del torto.

Poco importa che la norma ti sembri o meno sensata.
Una norma non viene definita per adattarsi ad uno specifico caso, ma è strutturata in modo da valere in modo assoluto e da tutelare il più possibile la collettività. Potrebbe essere una regola vecchia, potrebbe essere stata pensata male, potrebbe essere l’ennesimo esempio delle cose all’italiana ma potrebbe anche essere stata stabilita per motivi che ti sfuggono, quindi non dare per scontato che sia una sciocchezza. Puoi farlo mille volte e mille volte può andarti bene, ma può bastare un colpo di sfortuna…

wpid-20151112_133806.jpgNon lasciatevi ingannare dal titolo, il problema non sono state le cuffie (anche se mi chiedo che volume sia necessario per non sentire l’arrivo di un treno) ma il non aver rispettato la linea gialla. Succede migliaia di volte ogni giorno, come sa chiunque viaggi in treno e migliaia di persone non ne subiscono alcun danno, ma può bastare un colpo di sfortuna…

La stanchezza del giorno prima, aver perso l’autobus, non trovare un altro posto dove sedere, il fatto che chi ci sta intorno sia abituato a vederlo succedere e non ritenga necessario intervenire.

Stay Tuned.

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