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Archive for ottobre 2015

Prassi da Internauta.

30 ottobre 2015 2 commenti

Scrivo sempre più di rado e la cosa mi dà sempre più fastidio.
Nei giorni scorsi ho meditato, alla ricerca di un modo per ricostruire la buona abitudine di dedicare al blog il tempo che merita e ieri – per puro caso – sono stato illuminato da un pensiero: la lunghezza. Da sempre causa di ansie e imbarazzi per maschi e pescatori, quello delle dimensioni è evidentemente il problema che mi affligge.

Mi spiego.
Gli argomenti non mancano, ma si dividono tra la categoria degli “argomenti infiniti” e quella delle “quattro parole sono troppe”. Nel primo caso fatico a trovare la buona volontà di mettermi al lavoro, nell’altro non li considero utili per il blog e li pubblico su Twitter, Facebook o simili.

Dal problema, la soluzione: una ruBBrica (sì, lo so, l’ennesima) che raccolga tutti quei pensieri piccini picciò e gli dia lo spazio che meritano. Alcuni si risolveranno in poche righe, altri dureranno meno dei fatidici centosessanta caratteri, tutti saranno delle imperdibili perle di saggezza rapace e ciberanno la mia atavica fame di autocelebrazione.

Poi non dite che non vi avevo avvisati.

InPocheParole

Stay Tuned.

La Cattiveria del Giorno: “Clientela.”

22 ottobre 2015 3 commenti

La Cattiveria del Giorno

Girovagando in rete è praticamente impossibile non inciampare in tette, culi e ogni altra amena nudità. Per lo più si tratta di pornazzerie dichiarate, ma non mancano le gradazioni di grigio che portano da “piedi nudi su sfondo marino” a “solo il mio ginecologo ha visto di più”.

In linea di principio – e anche se spesso viene superato il confine di quello che considero essere il buon gusto – non ho nulla in contrario, ma mi disturba l’ipocrisia che spesso fa da contorno al tutto. Che il soggetto sia un maschio o una femmina, l’unico motivo per cui decide di mettere on line una foto ammiccante e/o provocante è il voler essere guardato/a. Che sia esibizionista, voglia attirare l’attenzione (sotto forma di accessi o “like) o che ne abbia un ritorno economico poco cambia: desidera che il maggior numero possibile di persone guardi, ammiri e manifesti il proprio apprezzamento.

Si tratta di uno scambio, in cui chi pubblica la foto offre un prodotto e viene ripagato dall’attenzione di chi la guarda.
Ora, mi sembra evidente che il tipo di prodotto offerto determina il bacino di utenza dei possibili usufruitori: difficilmente un macellaio avrà a che fare con vegani o un farmacista con gente che scoppia di salute.

Beh… secondo voi, quale potrà mai essere l’usufruitore medio di foto di tette, culi e alabarde spaziali? Quale sarà – in genere – il suo interesse nei confronti del soggetto della foto? Ammettiamo anche i casi limite. Il raffinato esteta amante del bello e il romantico innamoratosi al primo sguardo da quanti “anvedicheTTroncodignoccacheLLefarei” saranno circondati?

Insomma… se le foto che pubblichi sono palesemente mirate a concentrare l’attenzione sulle tette, non puoi urlare allo scandalo quando i commenti si fanno altrettanto espliciti, a maggior ragione se ci si mettono di mezzo i soldi. Puoi farti chiamare modella da qui all’eternità, ma se i servizi prevedono due “modelle” nude e avvinghiate, il tuo cliente medio ha imparato a usare il mouse con la sinistra per avere la destra libera…

Se fanno commenti pesanti o ti offrono soldi per “servizi personalizzati” sono di certo maleducati, poco rispettosi e di dubbio gusto, ma restano parte della clientela a cui hai deciso di rivolgerti e nello scandalizzarti dimostri di essere ipocrita, illuso o imbecille.

Stay Tuned

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