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Archive for luglio 2015

Dillo con una civetta: “Lunedì.”

wpid-fb_img_1437356150560.jpgE’ un caldo lunedì, per tutti.

Ok, potrebbero non essere civette, ma con buona pace degli ornitologi, per queste rubrica utilizzerò il termine “civetta” per indicare qualsiasi genere di rapace che possa somigliarle.

Stay Tuned.

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La Cattiveria del Giorno: “Lo scacco dell’Idiota.”

9 luglio 2015 4 commenti

La Cattiveria del GiornoPer chi non fosse pratico del giUoco degli scacchi, lo Scacco dell’Idiota – noto anche come Matto dell’Imbecille – rappresenta la più breve partita possibile. Difficile a vedersi anche tra giocatori molto scadenti, è il tipico caso di un confronto in cui non vi è un vincitore, ma solo uno sconfitto. Il nero non usa alcuna strategia per vincere, non deve far altro che aspettare che sia il bianco a suicidarsi.

Perché vi parlo di tutto questo?
Innanzitutto perché sono uno dei rari geni che è stato capace di subire uno Scacco dell’Idiota e da anni cercavo una buona occasione per confesserlo pubblicamente… finito di ridere? pronti a proseguire?
Inutile dire che un evento simile lasci il segno e se è vero che ogni individuo ha il suo modo per interorizzare le traGGedie della vita, il mio è stato la ricerca sistematica di ogni manifestazione dello Scacco dell’Idiota.

Se è vero che il Pi Greco è in ogni cosa (e ogni cosa è parte del Pi Greco) è altrettanto vero che l’essenza dello Scacco dell’Idiota trascenda il gioco degli scacchi e sia parte integrante della natura umana. L’errore grossolano, lo sconfiggersi, il non saper valutare le conseguenze di un’azione… cose che esistono da sempre e che di questi tempi vengono comunemente riuniti nel poco elegante “Epic Fail”.

Ed eccoci al dunque…

IMG_499526172224243Prima Mossa:
Selvaggia Lucarelli: Pedone in g4
Gigi D’Alessio: Pedone in e5
Seconda Mossa:
Selvaggia Lucarelli: Pedone in e3

A onore del vero manca l’ultima mossa di Gigi D’Alessio, ma in una situazione come questa credo che il silenzio assenso sia più che sufficiente… naaa, scherzavo:

Cara Selvaggia, l’uso del termine MILF sottointende proprio quell’interesse sessuale che – credevo – aver escluso con sufficiente chiarezza. Rimedio: “Ma chi te s’incula? Ma nemmeno con quello di un’altro!” Meglio?

Vorrei sottolineare che non ho alcuna simpatia per Gigi D’Alessio, ma trovo che la becera arroganza della Lucarelli tracimi oltre ogni possibile antipatia.

Stay Tuned.

La dura vita del pesista.

2 luglio 2015 5 commenti

bambino,-potenziamento-muscolare,-palestra-149578Un tempo li conoscevamo come sollevatori di pesi, oggi si sono specializzati in diversi esercizi e ricorrono a nomi più adeguati alla nostra imbarazzante anglofilia, ma quale che sia il loro nome restano creature da palestra, condannate a sudare sotto grossi manubri latrando il loro dolore. Sebbene la mia carenza di abnegazione (e le mie forme boteriane) non mi permettano di definirmi parte della categoria, capita che frequenti il loro territorio e divenga parte delle loro dinamiche sociali. Grazie a questa finestra sul mondo del testosterone, mi è capitato di assistere ad un paio di scene che valgono la pena di essere raccontate.

Chiedere è lecito…

Nuova leva in palestra, una ragazza sui ventanta anni, che fa il suo ingresso in sala con un riassunto di pantaloncini e mezza maglietta. Un bel vedere: gambe asciutte con polpacci delineati e cosce compatte e pancia piatta. Attraversa la sala. Ogni passo disegna il muoversi dei muscoli e quando la corsa di riscaldamento fa aumentare il ritmo della respirazione fa capolino la griglia degli addominali.
Uno degli allenatori la raggiunge per compilare la scheda degli esercizi. La prima domanda: “Ti sei mai allenata prima?”Lei lo guarda. Stupore, biasimo e una velata minaccia di morte. ‘No, sono venuta su così a pisoli e mortadella.’ Pensa. “Sciavo.” Dice. ‘Sei un pirla.’ Sottointende.
Ho ghignato così di gusto che a momenti mi mollo un manubrio in fronte. Ah, il karma.

A prima svista…

Una delle cose più frustranti è scoprire che qualcun altro sta facendo lo stesso circuito di esercizi. In una palestra piccola c’è un solo esemplare per ogni macchina e trovarsi a doverle dividere può rendere l’allenamento molto più lungo e laborioso. Così, quando ho visto che la panca era stata occupata dal ragazzo che avevo incrociato sulla porta dello spogliatoio ho mormorato una lode a Giuda e ho aspettato. Ragazzo giovane e visibilmente in forma. Non muscoloso, ma molto tonico. Ha finito la serie accompagnando l’ultima ripetizione con un ringhio e si è messo a sedere con il viso arrossato e la fronte rigata di sudore. Si è accorto che stavo aspettando, mi ha guardato e mi ha chiesto se avessi bisogno di una mano per ridurre il carico del bilanciere.
Un pensiero gentile frustrato dal mio candido declinare. “No grazie, sono giusti per il riscaldamento.”
L’imbarazzo ha scalzato il sorriso.

Stay Tuned.

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