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Archive for dicembre 2014

Eque diversità.

31 dicembre 2014 3 commenti

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Ci siamo.
L’anno sta per finire e si avvicina il momento di celebrazioni, felicitazioni ed auguri. Si tratta di un rito che non ho mai compreso fino in fondo, ma se anche il Dottor Cooper si inchina alle convenzioni sociali, chi sono io per essere da meno?

E allora via, cominciamo:

Agli ottimisti, a chi guarda al futuro con speranza ed energia, a chi non si fossilizza sui problemi, ma guarda sempre alle soluzioni; a tutti loro auguro un anno di serenità, gioia e soddisfazione.

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Ai pessimisti, a chi si crogiola nel piacere di lamentarsi per ogni sciocchezza, senza rendersi conto del valore di ciò che possiede; per tutti loro spero in un anno di veri problemi, che renda sensati i loro piagnistei.

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Un ‘salomonico’ 2015 a tutti voi.

Stay Tuned.

Nella Nebbia II, la circonvallazione.

30 dicembre 2014 4 commenti

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Racconto finito, un punto per me!

Stay Tuned.

Sempre la stessa solfa.

29 dicembre 2014 2 commenti

Sempre la Sessa Solfa

Malga. Dopo una lunga giornata di marcia, quattro uomini si trovano a dividere la stessa camerata. Tre di loro, stracchi, si addormentano immediatamente, mentre il quarto continua ad agitarsi e ben presto li sveglia.

Ah, che sete che ho… ah, che sete che ho… ah, che sete che ho…

I minuti passano e diventano un’ora e l’uomo, senza sosta, continua a ripetere:

Ah, che sete che ho… ah, che sete che ho… ah, che sete che ho…

Incapace di sopportare oltre, uno dei quattro si alza, lascia la stanza, scende nel freddo della cucina, recupera una bottiglia d’acqua, risale e la consegna all’assetato, che beve e si mette tranquillo. Tutto sembra risolto, i tre hanno quasi preso sonno, quando:

Ah, che sete che avevo… ah, che sete che avevo… ah, che sete che avevo…

Questa storiella mi è stata raccontata anni fa, non una gran barzelletta ho pensato allora… oggi devo ricredermi.

Mi sono sempre piaciuti i capelli lunghi e quando ne ho avuta la possibilità ho sempre coltivato una lunga criniera. In tre occasioni, quando tagliarli era diventato un’esigenza, mi sono riportato a casa una treccia lunga diverse decine di centimetri, di cui ho sentito la mancanza per mesi e mesi. Inutile dire, che tra un taglio e l’altro, la cara nonnina si sia sempre sentita in dovere di condividere la sua opinione in merito alla mia capigliatura…

– I capelli lunghi lasciali alle donne…
– Tagliati i capelli. Corti, come un maschio…
– Adesso sono davvero troppo lunghi, devi tagliarli…
– Capelli lunghi e barba, vuoi che ti prendano per un talebano?

Tre settimane fa li ho tagliati. Non avrei voluto, ma cause di forza maggiore – e di deprecabili convenzioni sociali – lo hanno richiesto. Poichè trattavasi di argomento così caro alla nonnina, affrontato e ripetuto (quasi) ad ogni mia visita… non si è accorta di nulla. Non il fine settimana del 14, non quello del 21, lo ha notato per la prima volta la mattina di natale.

Bene, tagliarli è stata una sofferenza, ma almeno non sono più costreto a subire il tormetone… e invece, il 27:

– Hai fatto bene a tagliarli, i capelli lunghi lasciali alle donne…
– Vanno bene così i capelli. Corti, come quelli di un maschio…

E il 28:

– Così vanno bene i capelli, mossi, non tirati indietro nella coda…
– Sono più comodi i capelli corti: subito lavati, subito asciutti…

Ah, che sete che avevo… ah, che sete che avevo… ah, che sete che avevo…

Stay Tuned.

Tradizioni.

25 dicembre 2014 4 commenti

Come già sapete, sono una creatura alquanto abitudinaria, e questo mi rende vittima delle “tradizioni”. Ebbene, come è gia stato per gli anni scorsi:

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Stay Tuned.

Limoni.

Limoni
Dunque dunque, grazie al provvido intervento della chimica – sotto forma di anti dolorifici e anti infiammatoria – il problema alla spalla si è talmente ridotto da potersi considerare risolto, quindi il destino è stato costretto a trovare una valida alternativa per smerigliarmi i testicoli.

Incapace di inventatarsi qualche cosa di nuovo ha riportato in auge una vecchia gloria, scatenando la maledizione della ‘T’.

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Se vi sembra cosa da poco, ecco per voi un breve paragrafo così come tastiera l’ha fatto, senza correzioni:

Qtueso può tfarvi capire nel deaglio cosa rappresenti la maledizione della “T”. Un caotico insieme di “” non scrie o di “T” che ventono fuottri senza altcun motivo. Tuna vera mantna tdtal cietlo per chi stcrtive. Ottrta tcaptite?

Inutile dire che scrivere in queste condizioni sia snervante quanto mangiare del brodo all’aperto, durante un giorno di pioggia… con la forchetta. Dopo qualche minuto di riflessione – e dopo aver scartato l’ipotesi che lanciare il netbook contro una parete potesse migliorare la situazione – ho deciso di riscoprire la scrittura su carta, non solo per gli appunti per per l’intera stesura.

Insomma, come si dice: “Se la vita i regala limoni, fanne limonata”, o come sostengono gli spagnoli:

Sale e TequilaSe la vita ti regala limoni, tu prendi sale e tequila.

Stay Tuned.

Perché nessuno stronca i libri brutti?

VITA DA EDITOR

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Negli ultimi tre mesi, ogni volta che ho letto una recensione letteraria online o sulla stampa mi sono appuntato se il giudizio espresso fosse positivo, negativo o neutrale; questi gli esiti: 64 pollice recto, 11 pollice verso, 39 non classificabili. Eppure, considerando i libri che leggiamo, le proporzioni sarebbero a dir poco invertite, o sbaglio? Insomma, senza farla lunga, le recensioni sono sempre o fin troppo generose o piuttosto vaghe. Perché?

Certo c’è la tendenza a ritenere, sulla scorta delle classifiche di vendita, che i lettori non sappiano comunque distinguere le pietre preziose dalla paccottiglia e dunque non ci si sforza più di tanto di entrare nel merito dei testi, ma è solo uno dei tanti problemi.

Com’è noto, per quanto riguarda la carta stampata, coloro che dovrebbero essere i critici autorevoli quasi sempre collaborano con qualche editore: se si esprimono favorevolmente su un testo la cortesia gli verrà…

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Pia Illusione.

Periartrite
Solo ieri mi felicitavo del fatto di aver ripreso a scrivere, ma a quanto pare ho parlato troppo presto. La scorsa mattina mi sono svegliato con un fastidioso dolore alla spalla destra, pensavo fosse una conseguenza dell’ultima sessione di palestra, ma oggi la cosa è continuata e si è acuita, fino a fugare dubbi e speranze.

Nel novembre del 2012 (o giù di lì) era stata la spalla sinistra a cedere, ieri è toccato alla destra e il nemico rimane sempre lo stesso: Periartrite Scapolo-Omerale. Due anni fa le calcificazioni avevano superato i sette millimetri, a questo punto immagino che siano due palle da golf…

Poco male, ormai ci ho fatto l’abitudine e lo dimostra il fatto che lo spunto per il racconto di Alessandro è diventato uno schema dettagliato, con tanto di divisione in scene e appunti sull’andamento di ognuna. Insomma, la parte su carta è più o meno finita e domani potrò cominciare con la prima stesura.

Stay Tuned.

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