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Archive for novembre 2014

Evviva!

27 novembre 2014 2 commenti

Con la regola del Prezzo-Valore ho finito il Diritto Tributario, con il Diritto Tributario ho finito Diritto e con Diritto ho finito schemi, tabelle, appunti ed altri ammeniccoli.
Ora ripasso e test di controllo di qui al due di dicembre.
Poi – mi auguro – mi leverò dai piedi l’esame nel giro di una settimana.

Stay Tuned.

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Forma o contenuto?

13 novembre 2014 9 commenti

Qual è la cosa più importante?
Ognuno ha una sua idea in merito, una personale soglia di tolleranza della mancanza dell’una a favore dell’altra, ed anche a volersi impelagare in un dibattito – potenzialmente eterno – non si potrebbe arrivare ad una risposta diversa da: “Questione di gusti.

Quando la questione si fa soggettiva non è più possibile rispondere ad una domanda oggettiva, ma possiamo cercarne un’approssimazione nel chiederci quale sia l’aspetto capace di riscuotere il maggior successo. Cosa preferisce laGGente, tra forma e contenuto?

Se si parla di cinema la risposta è ovvia, perché quale produzione investirebbe fantastiliardi in effetti speciali se il pubblico cercasse i contenuti? Il cinema è eccesso, spettacolarità e continua ricerca di poter sorprendere laGGente. Non importa se la novità stia nel sesso più esplicito, nella violenza più crudele o nella scena d’azione più psichedelica; l’importante è che sia tanto, che sia di più, che sia… fruibile. Insomma, una sorta di psico fast food.

Per estensione, lo stesso si può dire della televisione, dai programmi di intrattenimento fino a quelli che dovrebbero essere i mezzi di informazione, la professionalità dei quali sta nel riuscire a sensazionalizzare qualsiasi boiata e il maggior successo è quello di creare un nuovo caso mediatico. E’ evidente che la anche la rete segua lo stesso procedimento, con dalla sua la forza di essere il contenitore più grande del pianeta e di offrire ai propri utenti la possibilità di accedere a qualsiasi cosa prodotta dall’uomo negli ultimi anni.

La musica… beh, la musica non esiste. Esistono degli spettacoli musicali fatti di luci, coreografie, addominali scolpiti, tette al vento, effetti speciali e, sì, a tratti di qualcuno che strimpella, filtrato da tanta elettronica da poter suonare una chittarra o un citofono con lo stesso identico risultato. Un prodotto confezionato dalla televisione, venduto sotto il nome di musica e giustificato dal sottotitolo: “L’importante è che arrivi, che trasmetta qualcosa.” (In pratica chiunque di noi può essere un artista musicale, basta che non si perda per strada e si esibisca con l’influenza, tossendo in faccia al pubblico.)

A questo punto i giochi parrebbero chiusi e noi potremmo decretare la vittoria assoluta dalla forma sui contenuti, ma la scrittura viene a romperci le uova nel paniere. Già, perché con le parole non è facile essere clamorosi e semplici nello stesso momento e anche lo scrivi-come-mangi e la conseguente concettualizzazione artistica del turpiloquio non basta per mantenere vivo l’interesse de laGGente. La scrittura non si presta ad essere spettacolarizzata, quindi non può essere uccisa come la musica ed è franca dal gioco del circo mediatico. Nella scrittura i contenuti sono più importanti della forma, è salva.

Un libro si sceglie per la storia che racconta, non per le parole che sono state scelte per farlo.

Tutto chiaro: sono uno scrittore wannabe, quindi parteggio per la forma di espressione che mi è più congeniale. Ho volutamente sorvolato sul cinema d’autore o sui maestri della muscia contemporanea per poter raggiungere il punto di poter elevare la letteratura ad uno status privilegiato.

Ne siete sicuri?

Del cinema d’autore e di chi la musica la fa davvero non ho parlato perché si tratta di realtà di minoranza, escluse dall’assunto iniziale di analizzare le preferenze della massa di coloro che formano il potere d’acquisto. Per quanto riguarda la scrittura, la ritengo davvero privilegiata? Il fatto che un libro venga scelto per i suoi contenuti la rende davvero migliore?

Dire: “Un libro si sceglie per la storia che racconta, non per le parole che sono state scelte per farlo.” equivale a dire che la forma non è determinante e che una buona storia sarà capace di superare anche delle scelte lessicali poco azzeccate o uno stile carente. Insomma, poco male se non azzecco un congiuntivo, l’importante è che quello che ho da dire coinvolga, arrivi… trasmetta qualcosa.

Si può sfuggire al ghetto intellettuale della televisione, ma non alla mediocrità umana. Un libro viene scelto per i suoi contenuti – questo è vero – ma nei contenuti di un libro laGGente cerca le stesse cose che cerca nella forma di un film: eccesso, emozioni a basso costo, filosofia da bar e originalità riciclata, il tutto a discapito delle capacità di chi ha scritto. Chitarra o citofono, non c’è nessuna differenza: basta che il messaggio sia chiaro.

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O, come direbbe lo Sceriffo di Ruttingham: “Ha osato cervare gli uccisi del Re!”

Stay Tuned.

Ricordi metropolitani.

11 novembre 2014 5 commenti

Ho deciso, mi parcheggio qui!

Divieto
Come dite? Sono una brutta persona perché parcheggio in divieto e sarò giustamente punito da multa e rimozione dell’auto?

Anche no…

Anche no
E’ l’Acegas che se la prende comoda a recuperare i cartelli.
Settimana più, settimana meno, cosa vuoi che sia… tanto la zona del Viale XX Settembre è famosa per la sua pantagruelica abbondanza di parcheggi.

Stay Tuned.

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