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Archive for settembre 2014

Monumenti.

27 settembre 2014 6 commenti

Dato per scontato che tutti la conosciate almeno di nome, chi di voi non ha mai visitato Pisa? Io vi consiglio di farlo, è una città molto graziosa – forse un po’ troppo turistica – con dei monumenti la cui bellezza supera di gran lunga la fama. Visto e considerato che la Piazza dei Miracoli è stata definita patrimonio dell’umanità fin dal lontano 1987, direi che non è poco.

Quando penso alla Piazza dei Miracoli, vedo decine di studenti spiaggiati sul prato tra libri e chiacchiere e il formarsi di piccoli gruppi attorno a chittarre o sedicenti artisti. Un piccolo mondo nascosto ed avvolto da quello più chiassoso e colorato delle comitive di turisti, che rimpallano tra la Cattedrale, il Battistero e – ovviamente – il Campanile.

Già, perché se Pisa è conosciuta nel mondo è principalmente per l’incapacità degli architetti pisani che tra il dodicesimo ed il quattordicesimo secolo si sono intestarditi a tirar su cinquantasei metri di pietra su terreno cedevole. E se la Torre di Pisa è diventato uno dei simboli dell’Italia del mondo (beh… facciamocele due domande) una delle tradizioni più radicate dei visitatori della Piazza dei Miracoli è sicuramente quella della Foto con la Torre.

Basta guardarsi intorno, a qualsiasi ora del giorno e della notte, per vedere gente con le braccia tese nel vuoto. Zombie? No, direte voi: burloni della prospettiva che si fingono impegnati nel sorreggere il peso del monumento pendente.

Non sempre, rispondo io…

Torre di Pisa
Peccato non sia bionda, o avremmo realizzato un altro luogo comune oltre a quello della foto prospettica.

Distrazione? Voglia di andare controcorrente? Scelta di offrire il profilo migliore all’obbiettivo? Falsa bruna?

A mio avviso niente di tutto questo, si tratta di conflitto di interessi! Già, perché la foto non le rende giustizia, ma la signorina in questione ha delle tette monumentali e, evidentemente, è determinata ad eliminare la concorrenza.

Stay Tuned.

La matematica del rispetto.

18 settembre 2014 17 commenti

Funzioni
Per prima cosa una comunicazione di servizio: il tasto della ‘t’ funziona a singhiozzo. Questo logora il mio sistema nervoso e mi costringe a porre attenzione ad ogni parola che contenga la lettera anarchica.
Inoltre, questo primo segno di cedimento mi ha messo dinnanzi al problema del ritiro dal commercio dei Netbook… quando il mio bambino cesserà di funzionare dovrò sostituirlo con un Notebook, che userò per le stesse identiche funzioni, ma che mi costerà almeno tre volte tanto. MaPPork!

Conclusa questa divagazione, veniamo a noi. Questa mattina la mia routine è stata turbata dalla necessità di una visita in posta. Per mia fortuna la posta di Portogruaro è magica. Quando arrivo non c’è mai nessuno e nel caso in cui tutti gli sportelli siano impegnati c’è sempre qualche nuovo impiegato che si mette al lavoro o – come oggi – che interrompe i suoi impegni burocratici per chiedermi di cosa abbia bisogno.

Tempo cinque minuti ed ero nuovamente in strada, con le bollette pagate, in marcia verso la colazione. Giovedì, giorno di mercato, quindi procedevo sotto i portici per evitare il caos delle bancarelle. Sì come bandito dei tempi andati, una signora zompa fuori da un pilastro e mi si pianta addosso come un missile. Nel confronto di fisicità che ne è seguito, il fisicaccio boteriano ha avuto la meglio sulla sulle sue forme gnomiche e la tapina si è trovata a rimbalzare contro la colonna e a stamparcisi come una zanzara su un parabrezza.

Stupito dall’evento, avevo appena ritorvato la lucidità per pormi domande sullo stato di salute della donnina, quando quella mi ha cacciato un indice di biasimo sotto al naso e ha berciato:

Ma che modi… potrebbe almeno dire qualcosa!

Poffare, parmi d’udire un tono d’accusa, la madama deve aver cozzato lo capo. E’ duopo che risponda – sì come ella domanda – per redimermi dallo mio silenzio.

* Signora, stia un po’ attenta a dove va.

Ma come si permette, maleducato! E’ questo il modo di rispondere dopo essermi venuto addosso? Avrei potuto farmi male…

E’ lo galoppo dell’immaginazione mia o tra coloro che ci circondano si annida un covo serpeggiane d’altre dita di biasimo? Mio il compito di debellare l’idra della menzogna.

* A dire il vero è stata lei a venirmi addosso e invece di avere la creanza di chiedermi scusa, ha la faccia tosta di alzare i toni e l’arroganza di volermi mettere dalla parte del torto. Io non mi sono fatto niente – e stavo per chiederle se fosse tutto a posto – ma se al mio posto ci fosse stato un bambino? O una persona anziana? Eviti di rispondere, fa più bella figura e pensi piuttosto a fare attenzione a dove va. Buongiorno.

Inutile dire che la mia dose di dita di biasimo – tradotte in sguardi – me la sono puppata lo stesso, ma non tutti hanno dato per scontato che fossi un giovinastro irriverente e comunque la soddisfazione della ragione, vale molto più dell’opinione degli stolti.

Passando oltre a questo momento d’egocentrismo autoreferenziale, ci tengo a sottolineare che ho ricevuto un’educazione fin troppo rigida per quel che riguarda il rispetto. Rispetto per le autorità, per gli adulti, per le persone anziane e così via ad abbracciare quasi ogni categoria. Un giusto punto di partenza per un bambino, che nel crescere avrà le basi per creare un suo metro di giudizio e così è stato…

Con il tempo ho stabilito che il rispetto non abbia dipendenze dirette con nessuno dei fattori a cui comunemente viene accumunato. Età, ruolo o posizione sociale contano molto poco, il che non si traduce con il non avere rispetto di nessuno, ma con trattare tutti con la dovuta cortesia, fino a quando non dimostrano di non meritarlo. Poi… beh, se perdessi tempo a far inchini a tutti gli stronzi del circondario, sarei già morto di gobba.

In conclusione, l’unica caratteristica che ritengo vincolante nel tributare rispetto è di ricevere in risposta lo stesso trattamento. Da ciò discende che il rispetto non può che essere una Funzione Biunivoca.

P.s. Vediamo un po’ chi riesce a costruire una Funzione Biunivoca tra i contenuti del post e i tag che ho scelto.

Stay Tuned.

 

Divino ingegno.

4 settembre 2014 10 commenti

Ubriaco
Ebbene sì: La Cara Nonnina è tornata.

Quanti di voi ne sentivano la mancanza? Ecco, io no. Anche perché il fatto che non ne scriva da qualche tempo non implica che abbia smesso di essere motivo di disappunto, fastidio, molestie morali e/o aggressione ai danni del benessere delle mie gonadi.

Alla sua abituale cantilena di Consigli Imperativi e di Aneddoti Reiterati, si è di recente aggiunta una novità nella categoria delle Opinioni Inopinabili: la soluzione per i problemi della guida in stato di ebrezza.

Tutto è cominciato con un Consiglio Imperativo, una vecchia gloria tornata in auge e rimodernata per stare al passo con i tempi:

– Se vai da qualche parte stai attento, che ci sono quelli dell’est che guidano tutti ubriachi.

Non bastavano gli ubriachi nostrani, dovevamo averne anche di importazione? Come siamo finiti in questa situazione? E’ presto detto…

– Vengono qui… il vino italiano piace… e poi guidano ubriachi.

Brutta gente quelli dell’est, capaci di emigrare pur di poter soddisfare le loro brame alcoliche e il lora loro insana passione per gli autoscontri. Mi domando se dovrei provvedere anche io a ubriacarmi prima di mettermi al volante, dopo tutto sono originario dell’est. Beh, solo in parte… la parte della Cara Nonnina per essere precisi.

Se quelli dell’est sono il problema, quale mai potrebbe essere la soluzione? Se qualcuno ha pensato a quelli dell’ovest si vergogni e si dii uno scappellotto. La soluzione siamo noi e più nel dettaglio gli esercenti dei locali commerciali adibiti alla vendita e al consumo di bevande alcoliche.

– Anche il barista non dovrebbe lasciarli andare… quando li vede ubriachi dovrebbe offrire un altro bicchiere e intanto chiamare la Polizia o i Carabinieri.

Il principio – quello di responsabilià sociale – non sarebbe nemmeno sbagliato, ma per come mette giù le cose è più un accollo ai danni del solo barista. Man mano che questa considerazione si ripete – il che significa tutti i sabati e le domeniche mattina – non riesco a fare a meno di figurarmi la situazione, proiettata in una strana realtà in cui possa effettivamente funzionare.

Per esempio…

Il Lord Beone

L’uomo seduto al banco veste un impeccabile abito da sera e nonostante sia visibilmente alticcio non perde il proprio savoire faire. Accetta di buon grado l’offerta e – come richiesto dalle buone maniere – assapora quell’ultimo bicchiere, centellinandolo e assaporandolo per il tempo necessario al giungere delle forze dell’ordine.

Il Beone Lord

Diametralmente opposto al precedente, è l’archetipo dell’avvinazzato trucido da osteria di periferia. Capelli arruffati, fiatella, volto paonazzo e parlata biascicata ma, quando gli viene offerto l’ultimo bicchiere ecco che avviene la trasformazione: non lo butta giù d’un fiato, ma lo beve con lo stesso contegno di un Lord.

Agenti in Esubero

La caserma a cui il buon esercente si rivolge non ha alcun problema di organico, dispone anzi di una volante apposita per questo genere di chiamate e nel giro di pochi minuti i Poliziotti (o i Carabinieri) sono sul posto, pronti ad intervenire.

Riconoscenza Umana

Il giorno successivo, a sbornia passata, l’ubriaco si rende conto del gran servigio prestatogli dall’esercente e si sente in dovere di passare a ringraziarlo per avergli evitato il rischio di un incidente. Non serba nessun rancore per essere stato denunciato e per le complicazioni che ha dovuto affrontare nel ritorno a casa.

Il Buon Nome

La voce si sparge, i consumatori abituali di alcool vengono a sapere del buon cuore dell’esercente e lo premiano frequentando il suo locale, certi che in caso di necessità lui sarà il loro angelo custode. Lo fanno per la loro sicurezza, non nella speranza di bere a scrocco.

Intraprendenza Premiata

A fronte del servizio prestato – e della conseguente riduzione degli incidenti – le autorità decidono di ricompensare l’esercente e coprono le spese a fondo perduto di cui si è fatto carico.

Logicità Burocratica

Visto lo scopo sociale di quell’ultimo bicchiere, nessuno mai si sognerebbe di contestare il fatto che l’esercente non abbia emesso lo scontrino. Non corre alcun rischio di pagare una multa per frode fiscale.

Giusta Giustizia

Nel malaugurato caso in cui la Polizia non giunga in tempo per intercettare l’ubriaco e questo abbia un incidente, nessun avvocato gli consiglierà mai di agire contro l’esercente per averlo ‘spinto a bere oltre misura’ e, qualora questo accadesse, la causa sarebbe di certo persa e il giudice provvederebbe a far radiare l’avvocato in questione.

Poi torno alla realtà, sorrido e annuisco.

Stay Tuned.

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