Posti a sedere.

Come già detto: sono una creatura abitudinaria.
Giovedì scorso, dopo colazione, sono tornato in biblioteca, pronto ad affrontare la mattinata di lavoro e sono stato accolto dal verboso concionare di un signorotto, che sbuffava come se davanti a sé ci fosse la casa di mattoni dei Tre Porcellini.

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In sala c’erano lui, un signore che leggeva il giornale, una ragazza che studiava e due posti occupati, l’uno dalle mie scartoffie e l’altro da un pc. Ebbene, il fatto che qualcuno avesse avuto l’ardire di occupare dei posti, sé assente, aveva malamente indispettito il signorotto e lo aveva spinto a illustrare et argomentare il suo disappunto, con la verve di un generale prima di una battaglia. Il risultato era – ovviamente – disturbare la ragazza che stava cercando di studiare e ottenere delle blande smorfie di risposta dal lettore di giornale che, per l’appunto, si trovava lì per leggere il giornale e non per partecipare a una crociata.

– Ah, questi ragazzi… vengono, occupano il posto e poi se ne vanno in giro; sono capaci di tenerlo occupato tutto il giorno per usarlo mezz’ora… o magari vengono solo a riprendersi le loro cose. E si arrabbiano anche se qualcuno le sposta perché deve sedersi. Ma dovrebbero essere i segretari della libreria a pensarci… dovrebbero spostargli tutto negli armadietti e liberare i posti, così la prossima volta non lo farebbero più.

Non sono sicuro di ogni parola, ma i “segretari della libreria” mi sono rimasti impressi.

Ho preso posto, spostato le mie scartoffie – sperando intensamente che credesse che stessi mettendo in pratica il suo dicto – e preparato il computer. Non ha detto nulla, ma mi ha lanciato un’occhiata indagatrice alla quale non ho saputo resistere.

* Mi duole che il mio fare colazione la disturbi, ma non si preoccupi: ora mi siedo e – a parte una mezz’oretta di pausa pranzo – me ne starò seduto a lavorare fino all’ora di chiusura.

La ragazza ha apprezzato l’ironia, lui meno, ma a parte borbottare qualche cosa tra i denti non ha espresso i pensieri che gli ingrigivano il volto. Sarà per la prossima.

Stay Tuned.

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  1. 25 agosto 2014 alle 00:36

    Aaah la variopinta specie che occupa le biblioteche. Che poi diciamocelo, che mondo sarebbe senza i brontoloni!?
    Comunque Anche io ho apprezzato l’ironia: in certi casi è l’arma migliore. 😉

    • 28 agosto 2014 alle 12:59

      Fino a quando si limitano a brontolare sono ben accetti; diventano un momento di svago.
      Concordo in pieno sull’uso dell’ironia come arma, soprattuto per difendersi da alcune categorie diGGente. Purtroppo è un’arma a doppio taglio, perché la volta in cui incappi nella persona sbagliata rischi… un giorno verrò picchiato, lo so. ^_*

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