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Archive for agosto 2014

Favole moderne.

Vi siete mai chiesti come passino l’estate i protagonisti delle fiabe?
Dei vipS sappiamo ogni cosa: dove siano, con chi e quasi ogni dettaglio di cosa facciano, ma sulle vacanze di Biancaneve, del Gatto con gli Stivali o di Hansel e Gretel nessuno ci dice mai nulla…

Per questo sono corso ai ripari e dopo lunghe indagini eccomi qui con uno scoop degno della coperina di qualsiasi giornaletto scandalistico:

Cenerentola a Lignano! Scoperta, la ragazza è fuggita, ma ha lasciato prova inconfutabile del suo passaggio.

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Stay Tuned.

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Posti a sedere.

24 agosto 2014 2 commenti

Come già detto: sono una creatura abitudinaria.
Giovedì scorso, dopo colazione, sono tornato in biblioteca, pronto ad affrontare la mattinata di lavoro e sono stato accolto dal verboso concionare di un signorotto, che sbuffava come se davanti a sé ci fosse la casa di mattoni dei Tre Porcellini.

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In sala c’erano lui, un signore che leggeva il giornale, una ragazza che studiava e due posti occupati, l’uno dalle mie scartoffie e l’altro da un pc. Ebbene, il fatto che qualcuno avesse avuto l’ardire di occupare dei posti, sé assente, aveva malamente indispettito il signorotto e lo aveva spinto a illustrare et argomentare il suo disappunto, con la verve di un generale prima di una battaglia. Il risultato era – ovviamente – disturbare la ragazza che stava cercando di studiare e ottenere delle blande smorfie di risposta dal lettore di giornale che, per l’appunto, si trovava lì per leggere il giornale e non per partecipare a una crociata.

– Ah, questi ragazzi… vengono, occupano il posto e poi se ne vanno in giro; sono capaci di tenerlo occupato tutto il giorno per usarlo mezz’ora… o magari vengono solo a riprendersi le loro cose. E si arrabbiano anche se qualcuno le sposta perché deve sedersi. Ma dovrebbero essere i segretari della libreria a pensarci… dovrebbero spostargli tutto negli armadietti e liberare i posti, così la prossima volta non lo farebbero più.

Non sono sicuro di ogni parola, ma i “segretari della libreria” mi sono rimasti impressi.

Ho preso posto, spostato le mie scartoffie – sperando intensamente che credesse che stessi mettendo in pratica il suo dicto – e preparato il computer. Non ha detto nulla, ma mi ha lanciato un’occhiata indagatrice alla quale non ho saputo resistere.

* Mi duole che il mio fare colazione la disturbi, ma non si preoccupi: ora mi siedo e – a parte una mezz’oretta di pausa pranzo – me ne starò seduto a lavorare fino all’ora di chiusura.

La ragazza ha apprezzato l’ironia, lui meno, ma a parte borbottare qualche cosa tra i denti non ha espresso i pensieri che gli ingrigivano il volto. Sarà per la prossima.

Stay Tuned.

Saggezza in pillole.

Sono sempre stato una scarpa in filosofia.

Non si trattava solo di pigrizia e poco studio – anche se hanno indubbiamente avuto la loro parte – ma anche di un rifiuto del concetto dell’ipse dixt di cui la materia è così intrisa. Troppo spesso il fondamento di una tesi era basato sul sillogismo wannabe del “poiché egli dice che, allora”, a cui reagivo con un istintivo “poiché mio cuGGino sostiene che è una vaccata, allora”.

Mi rendo conto che sia una posizione poco produttiva basata su un punto di vista riduttivo, ma così è stato e impelagarsi in un’esegesi del passato non è molto più produttivo del masturbare le statue, quindi prendiamolo come dato di fatto e proseguiamo.

Nonostante il mio cattivo rapporto con la filosofia sono riuscito a fare salvo il piacere di speculare sulle riflessioni di altri, quando siano autoconclusive, non richiedano la conoscenza di un metalinguaggio specifico né lo studio di poche centinaia di agili volumetti oscuri e autoreferenziali.

Tutto questo per arrivare a un pensiero che da qualche giorno mi gironzola in testa e più nello specifico un breve racconto che ho avuto occasione di leggere. La storia di un monaco buddhista e del suo giovane allievo…

Vesak Day preparations

Un monaco e il suo allievo, in viaggio alla ricerca dell’illuminazione, camminavano lungo una strada persa nella campagna, quando in lontananza scorsero un crocevia e, ferma ai suoi margini, una donna. Dal suo abbigliamento e dai suoi modi era facile comprendere che si trattava di una donna perduta, una prostituta.

Quando i due giunsero al crocevia, la donna richiamò l’attenzione dell’allievo e si offrì di giacere con lui, in cambio di cibo e denaro. Dopo il suo secco rifiuto, si rivolse al maestro e si propose a lui. Sotto lo sguardo stupito dell’allievo, l’uomo declinò cortesemente l’offerta, le regalò un tozzo di pane e dopo averle augurato salute e prosperità riprese il cammino.

Tempo dopo, quando erano ormai lontani dalla donna e dal crocevia, l’allievo si rivolse al maestro:

– Maestro, perché avete concesso la vostra attenzione a quella prostituta? Nel lasciarla avvicinare e nel chiamarla sorella, non avete corso il rischio che il peccato si accostasse a voi e vi tentasse?

* Io ho concesso la mia attenzione a una donna affamata. La prostituta l’ho lasciata alle mie spalle, all’incrocio in cui si trovava, mentre tu ancora la porti con te, serbandone il ricordo. Chi di noi, dunque, ha concesso al peccato di avvicinarsi?

Poche righe che condensano una serie di considerazioni sul rapporto tra l’uomo e il peccato. L’allievo – l’uomo comune – è lesto nell’esprimere giudizi e semplifica ogni cosa per poterla rinchiudere nelle categorie di bene e male. Si sente superiore ed allo stesso tempo rifugge la tentazione, perché il fascino che esercita su di lui gli fa temere di poter perdere la retta via. Il Maestro, invece, è capace di distinguere la realtà dall’apparenza e dà prova della sua superiorità morale esimendosi dal giudizio e rispondendo al peccato, non con la paura, ma con la virtù. La sua rettitudine lo rende capace di guardare negli occhi la tentazione senza esserne sfiorato e di lasciarsi il peccato alle spalle, senza conservarne memoria.

Questo genere di racconti di formazione è comune a ogni società, fa parte di tutte le religioni e molto spesso i suoi contenuti sono equivalenti ed intercambiabili da un popolo all’altro. Io l’ho presentato come un raccondo buddhista, ma non sono per nulla certo che l’ambito fosse quello e se al posto del Maestro e dell’Allievo ci fossero stati San Francesco e un Fraticello le cose non sarebbero cambiate poi molto. Tanto è vero che mi sono permesso anche di infilarci una venatura fantascientifica parafrasando il “Tai nasha no karosha” Vulcaniano e non credo che qualcuno l’abbia percepita come una stonatura.

Eviterò di perdermi in un pippone sul crollo dei valori e sulla deificazione della superficialità, ma è un dato di fatto che la società odierna vada ben oltre del conservare memoria del peccato: la trasforma in un bene e ne fa mercimonio. E non mi riferisco al mercato del peccato in sé, quanto a quello riservato alla memoria del peccato.

La prostituzione è (teoricamente) reato. Una nutrita fetta della popolazione sarebbe pronta a biasimare chiunque venisse colto sul fatto di affittare una libbra di carne, per una mezz’ora di sollazzo. Quella stessa gente acquista compulsivamente le notizie che parlano di chi viene colto sul fatto.

E allora l’ubriaco che sfrittella quattro ragazzini con l’auto diventa famoso e gli viene proposto essere testimonial di una linea di vestiti, il capitano che abbandona la nave mentre affonda prende in considerazione l’idea di entrare in politica, il condannato per omicidio si arricchisce con le vendite della sua autobiografia e dei cerebrolesi che limonano in televisione vengono pagati qualche migliaio di euro per fare gli ospiti nelle serate delle discoteche.

Siamo così assuefatti al molto rumore per nulla che abbiamo dimenticato quanto può essere espressivo il silenzio.

Stay Tuned.

Primo di Agosto.

Sebbene sia diviso tra Trieste e il circondario di Lignano, è difficile che durante la stagione estiva mi prenda la briga di gironzolare a Sabbiadoro e dintorni. Troppa gente, troppo traffico, troppo poco parcheggio e troppa gente. Troppa, troppa gente.

Ieri sera ho fatto un’eccezione ed ho sfidato la – troppa – gente per assistere ad un concerto alla Terrazza a Mare. A voler essere sinceri, ero convinto che fosse in un altro posto, un po’ più defilato rispetto alla calca, ma una volta arrivato sul posto – ed essermi reso conto di aver sbagliato – ho perseverato.

La Terrazza a Mare ospita spesso concerti, mostre e presentazioni libresche e in onore della lunga collaborazione tra l’organizzatrice degli eventi e l’associazione Insieme per la Musica, i Maestri Alessandro Cortello e Michele Bravin hanno deciso di esibirsi in un duo di piano e voce.

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La mia ignoranza in materia mi porta a sintetizzare il programma come una commistione di brani lirici, di musica da camera e musica popolare trascritta per voce e pianoforte, ma se desiderate maggiori informazioni posso molestare uno dei due per farmi dare l’elenco dei pezzi che hanno presentato.

L’insieme è stato molto piacevole, con uno spaziare tra italiano, spagnolo, francese, inglese e dialetto, accessibile anche a chi di musica ne capisce poco o niente e magnificato dal pregevole accostamento delle camicie dei maestri. Una pendant perfetta e se non credete a me, guardate le espressioni di questi bambini: non riuscivano a distogliere lo sguardo, letteralmente.

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20140801_214021Giunti sul finire dell’ultimo pezzo, una graziosa fanciulla ha abbandonato la sala cellulare alla mano e mentre riflettevo sulla pessima tempistica dell’evento è cominciato il bis.

Dopo qualche strofa, la ragazza è ricomparsa sulla soglia con aria battagliera. In scena Nemorino si rallegrava degli effetti dell’Elisir d’Amore, sulla mia seggiola io avanzavo ipotesi sull’irritazione della fanciulla e… sorpresa, lei si è infilata nel duetto dell’Esulti pur la barbara nei panni di Andina.

Trattavasi della Maestra Anna Viola, ospite a sorpresa del concerto. Una sorpresa tanto per il pubblico quanto per l’organizzazione, visto che gli uinici a sapere di lei erano pianista e cantante.

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Sarà stata l’emozione per la sorpresa, ma non sono riuscito a fare un singolo scatto decente del terzetto… questo è il migliore – non me ne vogliano – il che è tutto dire.

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A concerto finito, nel vagare tra i quadri esposti, sono inciampato in un bel librone degli ospiti e così…

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Serata finita, buon agosto a tutti.

Stay Tuned.

 

 

 

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