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Civicamente adeguato.

In città non è facile essere bambini.
Non appena metti il naso fuori di casa ti trovi sballottato tra chiasso e sconosciuti, tenuto sotto stretta sorveglianza da un adulto, che ti impedisce di godere di tutto lo spazio che hai a disposizione.
Già, perché solo gli incoscienti lasciano i bambini liberi di imperversare lungo i marciapiedi, convinti che un grido di richiamo possa avere lo stesso effetto di un guinzaglio e possa evitare che zompino giù dal marciapiede proprio mentre sta passando l’autobus.

Per fortuna le città non sono solo traffico e marciapidi.
I parchi e i giardini pubblici sono una manna, ti permettono di correre – e molestare i piccioni – senza essere sistematicamente acchiappato per il coppino e redarguito.

Tra bianco e nero ci sono le gradazioni di grigio.
Piazze, zone pedonali intervallate da strade, zone periferiche dove il traffico è molto limitato…
A Trieste il Viale XX Settembre rientra senza dubbio in questa categoria. Un lungo viale pedonale alberato, incrociato da una serie di strade poco frequentate ed un paio di incroci dove le auto sono parecchie, ma – in genere – transitano lentamente.

E allora via. Da un semaforo all’altro si corre, gareggiando – e perdendo sistematicamente – con un fratello un paio d’anni più grande. Segue la mamma, che spinge il passeggino dove si potrà poltrire una volta stanchi.

Non ho una particolare simpatia per i bambini, ma se non mi molestano riesco ad osservarli con una certa benevolenza e quando sono anche dignitosamente educati posso arrivare a farmeli piacere. In questo caso i due erano parecchio vivaci, ma non disturbavano nessuno e nel loro galoppare avanti avevano l’accortezza di evitare i passanti. Cosa apprezzabile visto che la più piccola non mi arrivava all’altezza dell’anca.

Finita la prima parte esclusivamente pedonale sono arrivati al primo semaforo, il fratello maggiore si è assicurato che la sorella si fermasse e la madre li ha avvisati di aspettarla prima di attraversare. Nel mentre il verde si è fatto rosso.

Semaforo Rosso
Si è formato un crocicchio di persone, che ha atteso la fine del flusso delle auto e poi ha cominciato ad attraversare. Il semaforo era ancora rosso, ma la strada era sgombra e trattandosi di un senso unico ad un’unica corsia l’attraversamento era oggettivamente sicuro.

Va da sè che la cosa ha perplesso i bambini, indecisi tra il rispetto della regola teorica del semaforo rosso e l’emulazione dell’azione pratica dell’attraversare. A scanso di equivoci, la madre ha allungato una mano per acchiappare la figlia. L’altro ha fatto un passo avanti e si è girato a guardarla, alla ricerca di conferme.

* No. Bisogna aspettare il verde.

Al dinniego della madre, il bambino ha fatto un passo indietro e la sorella, esercitando il diritto infantile di ‘imbarazzante voce della verità’:

– Ma perché passano tutti, mamma?

Ero nel gregge, li stavo superando e nel vederla in dubbio su come rispondere mi sono sentito in colpa. Mi sono fermato e ho aspettato, è bastato questo perché la madre potesse ripetere che con il rosso non si deve attraversare, senza che i bambini avessero altri dubbi.

Ci siamo scambiati un sorriso, mi ha ringraziato e la mia risposta è stata: ‘Si figuri, dovere.’
Lì per lì mi sono stupito delle parole che l’istinto aveva scelto per me, ma a ripensarci non avrei potuto usarne di più adatte, perché, se è vero che l’educazione grava sulle spalle dei genitori, è altrettanto vero che è dovere della collettività non vanificare il loro lavoro.

Semaforo Verde
– E’ verde, è verde mamma. Possiamo correre?

La madre dà il consenso, i bimbi trottano e io mi sento civicamente adeguato.

Stay Tuned.

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  1. 29 maggio 2014 alle 16:03

    Ok, sono emotivamente fragile più del solito in questo periodo, ma mi sono commossa.

    • 29 maggio 2014 alle 16:05

      Commossa, addirittura?
      Urca. Non avrei mai pensato che l’adeguatezza civica potesse arrivare a tanto. ^_*

  2. 29 maggio 2014 alle 16:35

    idem come alahambra. è così difficile fare i genitori ma se tutto il mondo ruota tra furbetti e menefreghisti il compito diventa proprio impossibile. strano che certe sensibilità vengano da te che nn hai figli….ti fa ancora più onore

    • 29 maggio 2014 alle 20:33

      Hum… credo che tutto dipenda da un semplice insieme di coerenza e buon senso.
      Il buon senso di rendersi conto che l’esempio è importante per l’educazione e la coerenza di non poter predicare bene se si razzola male. A partire da questo, per poter avere il legittimo diritto di dire peste e corna di chi non dà una corretta educazione ai propri figli .- o della maleducazione delle nuove generazioni – cerco di avere una posizione inattaccabile. ^_*

      Scherzi a parte… mi imbarazzo e vado a disegnare cerchietti da qualche parte.

      • 30 maggio 2014 alle 13:45

        ahahahahahah ti immagino imbarazzato….

      • 30 maggio 2014 alle 13:46

        Un ibrido tra una Civetta e Pikatchu.
        Con i pomellini rossi e le orecchie abbassate.

      • 30 maggio 2014 alle 13:54

        bellissimo!

      • 30 maggio 2014 alle 13:56

        Grazie, grazie.
        Ora torno a fare cerchietti, polimbarazzato.

  3. mrrobius
    3 giugno 2014 alle 17:37

    Se tutti facessero come te sarebbe un mondo più semplice… poi al tg passano la “notiziona” che un ragazzo è stato multato perchè ha attraversato a venti metri dalle strisce piuttosto che su di esse. La notiziona qual è? Che il ragazzo è scemo? Complimenti davvero per il tuo gesto!

    Ps Ti ho premiato per il premio curiosità 2014
    A presto.

    • 3 giugno 2014 alle 21:14

      Sono dell’idea che una parte dei problemi a livello di società derivi dal fatto che abbiamo perso le speranze di poter vedere un miglioramento e ci siamo arresi al ‘tanto non c’è più niente da fare’.
      Un po’ perché quello che vediamo intorno a noi è sempre più deprimente, un po’ per pessimismo e un po’ perché è un modo di vedere le cose più comodo: se non c’è niente da fare, non serve che io faccia niente e comunque vadano le cose non è colpa mia.

      E’ un peccato, perché alla fine si tratta di cose piccole e poco impegnative, che danno però una gran soddisfazione. Grazie ^_^

      Il premio curiosità? Uh… il primo passo per meritarlo, sarà scoprire di cosa si tratta. ^_*

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