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Ventiquattro ore + 1

Accident-i
Quello che segue non è un racconto per cuori deboli, ma la spietata cronaca di una giornata che ha visto stravolgersi l’ordine naturale delle cose. Se intendete proseguire nella lettura lo fate a vostro rischio e pericolo, siete avvertiti.

Sorvoliamo gli intoppi, i cambi di programma ed il tempo deMMerda che hanno accompagnato la giornata di lunedì 17 marzo: consideriamoli una conseguenza funesta di un venerdì 17 caduto il lunedì e passiamo al tardo pomeriggio.

Ore 18:30 – Lunedì.
Martedì mattina arriveranno i falegnami per montare dei mobili, è quindi imperativo che mi impossessi del parcheggio di sosta operativa che si trova sotto casa di Trieste. Ovviamente “sosta operativa” viene reinterpretato all’italiana maniera in “posto dove stare poco altrimenti rischi che ti multino” ed è regolarmente occupato. La sosta operativa termina alle ore 20:30, io mi apposto sotto casa con un paio di ore di anticipo. Il posto è occupato da due auto. La mia è lì nei pressi (in un parcheggio a pagamento) ed io sono pronto a spostarla al minimo movimento.

Ore 19:00 – Lunedì.
Nessun cambiamento.

Ore 19:30 – Lunedì.
Nessun cambiamento.

Ore 20:00 – Lunedì.
Nessun cambiamento.

Ore 20:30 – Lunedì.
Nessun cambiamento.

Ore…
Beh, immagino abbiate capito l’antifona. La situazione resta invariata, il parcheggio resta occupato e le auto sono sempre le stesse. Per ore.

Ore 00:00 – Martedì.
Nel parcheggio non ci sono cambiamenti, in compenso sono vittima di quella sensazione di disappunto che sovente coglie un maschio che poggi inavvertitamente lo scroto su una smerigliatrice.

Ore 01:30 – Martedì.
E va bene, ora basta, mi sono rotto le palle!
Approfitterò dell’ora tarda per spostare l’auto da un parcheggio a pagamento all’altro in modo da avvicinarla a casa. Poi nanna con sveglia puntata alle cinque in modo da essere pronto a prendere il posto non appena questi due bstrd si saranno levati dai piedi.

Ore 01:40 – Martedì.
Ho spostato l’auto, sono sulla via di casa.
Buffo, perché una delle due auto ha le luci accese?
Toh, guarda, si sposta… maPPensa.

Ore 01:41 – Martedì.
Mi sono teletrasportato in auto e sono tornato sul luogo del delitto.
Respiro affannato, settemila pulsazioni al minuto, ma almeno… come non detto, tutto inutile, il posto è stato occupato.

Ore 01:55 – Martedì.
Sono a casa. Mi abbandono sul letto e mi addormento cullato da una spreghierina a base di improperi.

Ore 05:30 – Martedì.
Suona la sveglia. L’unica cosa che mi trattiene dal polverizzarla contro un muro è che come sveglia ho usato il cellulare. Mi alzo, faccio una ricca colazione a base d’acqua ed eutirox, poi scendo e vado a prendere l’auto. E mi apposto all’angolo della strada come Kattivik, in attesa che qualcuno si sposti.

Ore 06:15 – Martedì.
La prima auto se ne va. Mi fiondo verso il posto e con una manovra chirurgica prendo il mio posto.

Ore 06:16 – Martedì.
Non appena finisco di parcheggiare anche l’altra auto se ne va.

Ore 06:55 – Martedì.
Arrivano i falegnami. Sposto l’auto e dovendo rimanere in zona perché potrebbero avere bisogno di me, torno al mio parcheggio a pagamento.

Ore 07:00/11:30 – Martedì.
Faccio colazione, un paio di commissioni per i falegnami e vado a dare da mangiare al parchimetro un paio di volte. Poi arriva mia madre che mi dà il cambio nella supervisione dei lavori e posso tornarmene a casa.

Ore 12:00 – Martedì.
Carico di chincaglieria arranco fino all’auto. Saluto il parchimetro che in questi ultimi due giorni m’è costato una quindicina di euro e via… verso casa.

Ore 14:00 – Martedì.
Arrivo a casa, grufolo il gatto, mi tolgo il cappotto, mi sfilo la felpa…
Toh… com’è che ho le chiavi dell’auto nella tasca della felpa? Di solito le tengo nel taschino dei jeans. Oh, ma guarda, le chiavi dell’auto sono nel taschino dei jeans…

Ore 14: 00,001 – Martedì.
HARG! Ho in tasca le chiavi dell’auto di mia madre!
Porco qua, porco là, ma che divertimento…

Ore 14:05 – Martedì.
Terminata la danza delle bestemmie mi abbandono sul divano.

Ore 14:30 – Martedì.
Mezz’ora di nullafacenza e di fusa feline e sono pronto a ripartire. Io e gli elefanti rosa che mi perseguitano dopo la notte praticamente insonne. Per dare un senso a tutte queste tribolazioni decido di approfittare del viaggio per passare anche a pagare l’assicurazione, visto che l’ufficio è fuori dal mio itinerario e dovrei andarci appositamente. Troppo presto per farlo all’andata. Lo farò al ritorno.

Ore 15:45 – Martedì.
Le chiavi sono consegnate. Breve pausa per mangiare qualche cosa, visto che in tutto questo ancora non ho pranzato e vado a controllare gli orari dell’emeroteca visto che a breve mi servirà uno spazio per lavorare a Trieste.

Ore 17:15 – Martedì.
Mi rimetto in auto. L’assicuratrice non mi ha mai risposto, ma in teoria dovrebbe essere in ufficio fino alle 18:30. Mi metto in marcia.

Ore 18:40 – Martedì.
Arrivo sotto l’assicurazione. Inutile dire che non c’è parcheggio.
Userò quello del supermercato.

Ore 18:42 – Martedì.
Ho parcheggiato e sono di ritorno. Arrivo davanti alla palazzina e… alle mie spalle passa l’assicuratrice in auto.

Ore 19:00 – Martedì.
Per chetare la vocina che continua a sussurrarmi: “Uccidili, uccidili tutti e poi datti fuoco”, mi fermo in gelateria. Sulla porta incrocio un cliente.

Ore 19:01 – Martedì.Scopro che il cliente che ho incrociato ha finito uno dei gusti che volevo.

Ore 19:30 – Martedì.
Casa, divano e gelato.

Finita? Beh, quasi…

Ore 11:00 – Mercoledì.
Scopro che l’assicuratrice era uscita alle 18:42, aveva consegnato dei documenti ed era rientrata alle 18:50. Sorrido…

Stay Tuned.

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  1. 24 febbraio 2014 alle 11:50

    “Nel parcheggio non ci sono cambiamenti, in compenso sono vittima di quella sensazione di disappunto che sovente coglie un maschio che poggi innavvertitamente lo scroto su una smerigliatrice” giuro che sono morto sulla tastiera dal ridere leggendo sto passaggio..! coraggio! coraggio! tutto passa e dopo ti rimane il mistero in bocca di “come diavolo ho fatto a passarlo?” 🙂

    • 24 febbraio 2014 alle 11:53

      Lieto di essere riuscito a trasformare la sofferenza in giubilo. ^_*

      Quello è il mistero per pacifisti.
      La versione degli altri è: “Come ho fatto a passarlo… senza uccidere nessuno?”

      Buon lunedì. ^_^

  2. 24 febbraio 2014 alle 13:20

    Poteva andare peggio. (Poteva capitare a me!) 🙂

    • 24 febbraio 2014 alle 14:10

      Aspetta che ti arrivi la mia fattura per “Minaccia intercettata” poi ne riparliamo ^_*

      • 24 febbraio 2014 alle 15:46

        Mi hanno clonato il pc e stanno scrivendo cose sceme al mio posto. Denuncia loro 🙂

      • 24 febbraio 2014 alle 15:52

        Non c’è problema, figurati.
        Faccio una fattura collettiva e la divido in comode rate, così ognuno se ne può prendere uan parte.
        ^_*

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