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Le frasi che vorrei aver scritto: “Temporali”

Penna d'Altri
Il colpevole è Andrzej Sapkowky, la pietra dello scandalo un dialogo tratto dal suo romanzo “Il tempo della guerra”. Evito ogni commento sul libro – che ho appena finito di leggere – o sull’autore e passo subito al brano. Si tratta di una manciata di righe…

Bernie Hofmeier, mezzuomo, fattore a Hirundum, alzò la testa ricciuta e rimase in ascolto dell’eco dei tuoni in lontananza. <E’ pericoloso, un temporale simile senza pioggia. Un fulmine cadrà da qualche parte e come niente scoppierà un incendio…>
<Ci vorrebbe proprio un po’ di pioggia.>, sospirò Ranuncolo avvitando i piroli del liuto. <C’è un’aria che si taglia col coltello… La camicia ti s’incolla alla schiena, le zanzare ti pungono… Ma credo che non se ne farà niente. Il temporale ha girato… ha girato, ma da un po’ lampeggia da qualche parte a nord. Sul mare, probabilmente.>
<Su Thanedd>, disse il mezzuomo. <E’ il punto più alto dei dintorni. La torre sull’isola, Tor Lara, attira i fulmini come la peste. Durante le tempeste più violente sembra avvolta dalle fiamme. C’è da stupirsi che non vada in pezzi…>
<E’ opera di magia. A Thanedd tutto è magico, perfino le rocce. E i maghi non hanno paura dei fulmini. Ma che dico! Lo sai, Bernie, che sanno acchiapparli?>
<Ma va’! Te lo sei inventato, Ranuncolo.>
<Che possa essere fulminato…> Il poeta s’interruppe e alzò inquieto lo sguardo al cielo. <Che mi venga un colpo se mento. Ti dico che i maghi acchiappano i fulmini, Hofmeier. L’ho visto con i miei occhi. Il vecchio Gorazd, che poi è rimasto ucciso a Sodden Superiore, una volta ne ha acchiappato uno davanti a me. Ha preso un pezzo di fil di ferro bello lungo, ne ha fissato un’estremità alla cima della sua torre e l’altra…>
<L’altra estremità va infilata in una bottiglia.>, pigolò all’improvviso il figlio di Hofmeier, un piccolo mezzuomo con una zazzera folta e ricciuta come il vello di un montone. <In un fiasco di vetro, come quelli in cui papà distilla il vino. Il fulmine corre lungo il fil di ferro ed entra nel fiasco…>
<A casa, Franklin!> strillò il fattore.

Dimentichiamo l’ambientazione ed i personaggi, sorvoliamo sui riferimenti a maghi e magia e quello che resta è un futuro allevatore riccioluto, di nome Franklin, che parla di catturare fulmini in una bottiglia. Vi ricorda qualche cosa? Mi auguro di sì, perché in caso contrario dovreste rivedere un po’ la vostra cultura generale in ambito scientifico. Se è comprensibile non conoscere la Bottiglia di Leida, non sapere chi sia Benjamin Franklin è un zinzino più grave.

Franklin
Secondo voi può essere un caso? A mio avviso no, ed è stata una sorpresa piacevolissima in cui inciampare.

Stay Tuned.

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