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Poste all’italiana maniera.

Poste Italiane
Lunedì 23 dicembre, tra le varie commissioni pre natalizie, m’è toccata in sorte la ventura di una visita all’ufficio postale. Un ufficio postale pieno zeppo di varia umanità nel quale il mio biglietto A53 mi poneva ben lungi dall’A35 che veniva servito in quel momento.

Ci sono voluti almeno tre o quattro minuti prima che si passasse all’A36 e poi c’è stata una buona sfilza di P-qualchecosa. Senza posto a sedere, con la palestra che mi attendeva ed un vago fastidio in quel delle ginocchia mi sono rallegrato nell’esser testimone del richiamo pavloviano esercitato dal cicalino dei cartelli luminosi.

Ci avete mai fatto caso? Servono il 10, la persona seduta accanto a voi ha il 798 ma…

Beep. E lui alza la testa.
Beep. E la alza ancora.
Beep. Ed avanti così per settecento volte, come se piuttosto che essere in fila stesse partecipando ad una riffa ed ogni volta il numero vincente potesse essere il suo.

Beep. A36
Beep. A37
Beep. A38
Beep. A39

La lunghezza della coda – e la lentezza del suo scorrere – aveva dissuaso parecchie persone e lasciato vuoti i loro posti, così siamo saltati a piè pari fino all’A41. Otto minuti di attesa prima che da questo si passasse all’A42 e poi… P-qualchecosa come se piovesse.

Beep. A48
Beep. A49
Beep. A50

Altro branco di rinunciatari e nuova rapida corsa tra i numeri, è quasi il mio turno! Mhhh… perché quel tizio si guarda attorno con quell’aria circospetta?

Beep. A51

E perché ora fila dritto verso lo sportello? E’ entrato dopo di me, non può avere l’A51… ed infatti tra le dita stringe l’A57. Saluta l’impiegata, lascia cadere il suo numero nell’apposito cesto di raccolta e, con indifferenza, passa all’ingenua signora un pacco di bollette da pagare.

– Mi scusi, non è il suo turno. A51.
* Sì, A51.
– Ma lei è entrato dopo di me e se io ho il 53…
* No, io avevo il 51.

Anche il dubbio che potesse essersi sbagliato in buona fede è svaporato. Non solo sta facendo il furbo, ma cerca pure di farmi passare per stupido. In tutto questo l’impiegata ci osservava molto incerta sul da farsi.

– Allora come mai il suo biglietto è il 57? Quello lì, giusto incima al mucchio, quello appallottolato in modo che la signora non potesse vederlo…

Chiamata in causa la donna occhieggia il cestino dei biglietti, sta soppesando l’ipotesi di controllare cosa ci sia scritto in quello appallottolato.

* Beh, ma il 51 non c’era…
– Ma il 53 sì e non ha voglia di aspettare più a lungo solo perché il 57 vuole fare il furbo.

Fallito il di convincermi con la logica (?), passa all’arruffianamento.

* Su, dai, ormai che sono qui…
– … e visto che ci sono anch’io, perché non azzuffarci un po’?

Essermi così platealmente reso disponibile alla lite deve averlo convinto della mia scarsa attitudine al lasciarmi menar per il naso, perché ha raccolto le sue bollette e si è allontanato dallo sportello. Non si è neanche preso la briga di recuperare il suo biglietto mendace, ha direttamente lasciato la posta.

Un giorno qualcuno verrà a vedere il mio bluff ed io prenderò un sacco di botte, ma fino a quel momento: Wiiiiiii!!!

Oh, e in quanto alle file in posta, nessuna becera tecnologia potrà mai battere l’uso combinato di criterio, pragmatismo ed arte di arrangiarsi.

Fila in Posta

Stay Tuned!

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  1. 25 dicembre 2013 alle 14:01

    MioDDio! Ma questa foto è geniale! 🙂

  2. 25 dicembre 2013 alle 18:36

    A proposito della foto ti racconto una storiella. Sabato scorso ero in aeroporto per prendere un volo. Arrivo al gate e decido di fare una cosa che tento da un po’: ho messo in coda la valigia e mi sono seduta in attesa dell’imbarco. Altri passeggeri mi hanno imitata e io ho pensato di aver scongiurato l’interminabile coda di ogni volta. Senonchè al momento dell’imbarco mi sono ritrovata nel fuoco incrociato di una coppia che sosteneva di essere arrivata prima di me e che ora era SECONDA in fila. Mi hanno inoltre proibito di far passare davanti a noi una famiglia con neonato, pena l’obbligo di retrocedere in fondo alla fila. Insomma, non c’è limite al peggio. Volevo portare un po’ di organizzazione ma sono stata cazziata….

    • 25 dicembre 2013 alle 23:15

      Ora, resti tra noi, mi confidi la tecnica segreta con cui sei riuscita a convincere la tua valigia a passare davanti a quella della coppia in questione?
      Ci hai rinchiuso un animale addestrato? L’hai posseduta per mezzo di qualche rituale oscuro? *_*

      La cosa di farti retrocedere poi è da sbellicarsi, come cavolo sono riusciti a partorire un’idea tanto malsana? E poi come pensavano di metterla in pratica? Uno di loro sarebbe rimasto a terra per assicurarsi che non salissi? Mah… laGGente è strana, parecchio varia e sempre avariata.

      Encomiabile tecnica però, non c’è che dire. ^_^

  3. 29 dicembre 2013 alle 17:10

    applauso smodato da parte mia!

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