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Sotto a chi tocca.

Distributore di Benzina
Lunedì mattina, in quel d’oltreconfine, stavo cercando di porre rimedio al gravissimo problema energetico della mia auto senza essere costretto a pagare la benzina vendendo organi al mercato nero. Grazie al superpotere che mi permette di sbagliare sempre fila, stavo per piazzarmi dietro ad un ometto parecchio impedito che armeggiava con lo sportellino del serbatoio e gli cantava sonetti d’amore nel tentativo di convincerlo a dischiudersi.

Per buona sorte non ero da solo in auto ed i passeggeri mi hanno suggerito la pompa accanto. Fatto il pieno – a 1,4(espicci) al litro – sono andato alla cassa per pagare. Davanti a me c’era un altro cliente, così mi sono voltato a destra per dare uno sguardo a tutti quei meravigliosi dolcetti a cui non dovrei nemmeno pensare.

Me ne stavo lì, in un mondo fatto di Twix, Kinder Bueno e Kit-Kat quando alla mia sinistra è comparsa l’ombra del poeta dialettale che dopo aver superato lo scoglio dello sportellino era giunto alfine a completare la procedura. Lo guardo, lui mi guarda. Vedo una cupa scintilla di furberia sul fondo del suo sguardo vacuo, noto che fa un mezzo passo avanti e si stringe alle spalle del cliente che stava ricevendo il suo resto.

Strappato al mio mondo di dolcezze al cioccolato, faccio ritorno all’amarezza di una realtà in cui un impedito è partito dalla provincia di Novara per potermi fregare il turno alla cassa. Ho atteso pazientemente che il signore davanti a me finisse e gli ho fatto spazio perché potesse passare ed uscire. La cassiera ha alzato lo sguardo:

– Dobar dan.
L’omino novarese si è fatto avanti prendendo un bel fiato per parlare e…

* Pompa tre, grazie.
Ho detto con un sorriso dopo averlo dolcemente allontanato con un colpetto di spalla che l’ha mandato a mezzo corridoio di distanza.

Ah, quanto amo il bullismo ai danni di chi cerca di coglionarmi.

Stay Tuned.

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  1. 6 novembre 2013 alle 16:46

    Il tutto si deve compiere mostrando un’espressione soave su volto ieratico, mantenendo stabile il battito e i nervi in modalità di crociera. Nulla, nulla dello scostumato di turno deve turbare il personale benessere psico-fisico, al massimo aumentarne il piacere.

    • 7 novembre 2013 alle 09:48

      Beh, un po’ di aumento del battito e qualche schizzetto di adrenalina possono tornare utili. Non solo per rispondere ad eventuali reazioni dello scostumato, ma anche per tener ben pulito il sangue ^_*

      • 7 novembre 2013 alle 11:27

        Concordo, basta trattenere l’embolo incontrollato: non fa fine!

      • 7 novembre 2013 alle 11:40

        Già, è una caduta di stile non da poco.
        In genere ci riesco senza troppe difficoltà, a volte… hem… un po’ meno.

  2. 7 novembre 2013 alle 20:10

    … quando ce vo ce vo…!

  3. 9 novembre 2013 alle 11:10

    “Ti stimo, fratello!” Io non ci sono ancora arrivata, ho l’embolo super-facile ;D

    • 9 novembre 2013 alle 12:00

      E’ tutta una questione di tecnica.
      Bisogna imparare a trasformare l’embolo in un astio lucido e derisorio.

      • 9 novembre 2013 alle 13:58

        Ok, sull’astio e sul derisorio ci sono… inizierò a lavorare sul lucido 😀

      • 9 novembre 2013 alle 13:59

        Buon lavoro!
        Se hai bisogno di esercizio fammi sapere. 😉

      • 9 novembre 2013 alle 14:11

        Lo farò senz’altro, grazie!!

      • 9 novembre 2013 alle 14:14

        Prego, figurati. ^_*

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