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Archive for novembre 2013

Domani è un altro giorno…

13 novembre 2013 14 commenti

The End

… ma oggi ho finito.

E con finito intendo FINITO.
Ultimo capitolo, ultimo paragrafo, ultima frase, ultima parola… e l’ultima parola è: FINE!

La prima stesura è conclusa.
Manca la rilettura, ma la prima stesura è conclusa.
Manca la selezione delle parti, ma la prima stesura è conclusa.
Manca la suddivisione in volumi, ma la prima stesura è conclusa.
Manca la revisione, ma la prima stesura è conclusa.
Manca la caccia ad un agente, ma la prima stesura è conclusa.

Sì, insomma, c’è ancora un fottio di cose da fare, ma – permettetemi di ripeterlo ancora una volta – LA PRIMA STESURA E’ CONCLUSA!

Voi fate un po’ come vi pare, io gioisco.

Stay Tuned.

I’ve got Siuv – Episodio I

11 novembre 2013 4 commenti

Dopo la sua partecipazione al quarto episodio del “Parcheggio Creativo” la RuBBrica “I’ve got Siuv” accetta la sfida di diventare un programma indipendente del palinsesto del blog. Più generale nei contenuti – si parlerà anche, ma non solo della creatività di parcheggio – è molto più specifica nel soggetto di studio poiché si concentrerà (quasi) esclusivamente su coloro che guidano quella meraviglia della scienza e della tecnica che sono i SUV.

Grandi, ingombranti, costosi, lenti, difficili da parcheggiare, con consumi osceni in un periodo in cui la benzina ha superato in costo il succo di frutta; i SUV sono creature che sfuggono alla mia capacità di comprensione ed assediano spietatamente la mia vita stradale.

Veniamo al caso odierno:

Uscito dal bar il mio passo trionfale – adeguato alla recente vittoria – è stato interrotto da un Siuv che stava facendo manovra. Lenta ed accorta la signora alla guida è uscita dal parcheggio privato, ha traversato il porticato e si è immessa in strada; io, dal canto mio, mi sono rimesso in marcia non appena ho avuto campo libero.

Poco più avanti – e con poco intendo una ventina di metri – sono stato raggiunto e superato dal Siuv che si è accostato ed ha eseguito un nuovo parcheggio. Una manovra da manuale:

Galeotto il Panificio

La signora è scesa, ha attraversato la strada (tornando sul lato da cui era uscita) e si è infilata in panificio. Un classico esempio dell’italiana maniera di interpretare le regole: parcheggiare ad cazzum – a venti metri da casa ed in un posto con un sacco di parcheggi liberi –  è lecito se scendo solo per due (o cinque o dieci) minuti. E qualora uno sciocco agente avesse la pretesa di contestarmi una qualche violazione del codice, sarei anche pronto a predermela con lui e con la sua ingiusta ed ottusa visione del mondo.

Insomma, un po’ come le regole per il tradimento… ma questa è un’altra storia.

Ciò che conta è che: “I’ve got Siuv e voi non siete un cazzo.”

Stay Tuned.

La Cattiveria del Giorno: “Lasciti dal passato.”

11 novembre 2013 5 commenti

La Cattiveria del Giorno
Questa mattina un grave intoppo tecnico [a.k.a. latte finito] mi ha impedito di fare la mia solita colazione domestica ed una volta arrivato a Portogruaro ho riequilibrato il mio karma alimentare trotterellando in apposito bar fronte-biblioteca.

Faccio per ordinare; un amabile show man – immerso nel personaggio del cowboy circondato dalle ballerine del saloon – richiama l’attenzione del barista e mi tocca aspettare.
Mangio brioSSina, bevo il lattuccio, cerco di pagare; il becero galletto ordina un nuovo giro di caffé per sé e le sue fanSS e punta dritto verso il bagno.
Pago e vado a mia volta in bagno, il potere del latte caldo ha colpito ed ho una certa necessità di spargere un po’ d’acqua degli angeli; la pigna in culo sta campeggiando e canticchia felice così mi tocca aspettare.
Esce, prendo il suo posto e… poffarre, o l’acqua di Portogruaro si è fatta mortalmente sulfurea o l’unica spiegazione per il suo colorito giallognolo è che laBBestia non abbia scaricato. A pensarci bene suoni non li ho sentiti.
Faccio il mio ed esco, lui è al bancone che se la ride con le fanciulle e la tentazione è troppo forte…

* Mi scusi. Capisco aver troppa fretta per lavarsi le mani, ma almeno trovare il tempo per tirare lo sciacquone…
Già con la prima metà le donzellette si erano incupite, la seconda le trasforma in un coacervo di sguardi di biasimo. Il non più tanto brillante è in imbarazzo e spara alla cieca cercando di arginare i danni con una pezza.
– Era già così…
Come si dice da queste parti “peggio el tacon del sbrego” [La grafia è corretta? Veneti, a me!]
* E, di grazia, può illustrarmi con quale tecnica sia riuscito a eliminare il suo contributo senza che anche il resto scomparisse?
“Spurcaciun!” Questo il pensiero stampato sui volti delle sue grouppie, rattamente tramutatesi in haters.

Colpito ed affondato.

Stay Tuned.

La Cattiveria del Giorno: “Generazioni.”

7 novembre 2013 4 commenti

La Cattiveria del Giorno

Intensa giornata di lavoro in quel della biblioteca di Portogruaro seguito da una breve missione atta al reintegro delle scorte alimentari domestice, volgarmente chiamata “spesa”. In quel luogo, crogiolo di razze, religioni ed orientamenti sessuali ho avuto la ventura di incrociare il passo di un bimbo che raccoglieva in sé tanta parte della perfezione da esser vicino a prenderne anche la forma: la sfera.

Sebbene lusingata dal fascino ipnotico di quello strabordante ballonzolio la mia razionalità è riuscita a scuotersi ed a mandarmi messaggi di comprensione e cordoglio. “Poverino, sarà uno scompenso ormonale.”, “Forse anche lui ha le ginocchia putrefatte come me e non riesce a muoversi a dovere.”, “Avrà una madre che lo rimpinza come un porcello.”, “Lo sconforto di un lutto in famiglia lo avrà spinto tra le braccia dei grassi polisaturi.”, “Ha solo una decina d’anni, sarà la ciccetta morbida dell’infanzia.”

Perso in queste riflessioni ho anche perso di vista il giovane – innocente – suino e portato a termine la mia caccia grossa di cibarie e bevande. Saziate le necessità venatorie sono gioiosamente trotterellato in cassa dove – grazie ad un colpetto di bacchetta magica del mio superpotere – ho scelto la fila sbagliata.

La lunga attesa mi ha permesso di vedere il frugoletto raggiungere la madre in cassa con le braccia cicciotte strette al petto per reggere alcune lattine di zuccherose bibite frizzanti, svariati pacchetti di patatine ed una bella confezione di dolcetti al cocco e cioccolato. Accortasi del fattaccio, la genitrice – una silfide di un metro e settanta per un quintaletto – lo ha duramente redarguito:
– Sbrigati che faccio finta di non vederti, altrimenti m’arrabbio.

Nella mente, un’immagine:

Obesotto
Sulle labbra, un pensiero: “Invece che far finta di non vedere, incazzati e fai lo sforzo di inseguirlo un po’. Farà bene ad entrambi.

Stay Tuned.

Sotto a chi tocca.

5 novembre 2013 12 commenti

Distributore di Benzina
Lunedì mattina, in quel d’oltreconfine, stavo cercando di porre rimedio al gravissimo problema energetico della mia auto senza essere costretto a pagare la benzina vendendo organi al mercato nero. Grazie al superpotere che mi permette di sbagliare sempre fila, stavo per piazzarmi dietro ad un ometto parecchio impedito che armeggiava con lo sportellino del serbatoio e gli cantava sonetti d’amore nel tentativo di convincerlo a dischiudersi.

Per buona sorte non ero da solo in auto ed i passeggeri mi hanno suggerito la pompa accanto. Fatto il pieno – a 1,4(espicci) al litro – sono andato alla cassa per pagare. Davanti a me c’era un altro cliente, così mi sono voltato a destra per dare uno sguardo a tutti quei meravigliosi dolcetti a cui non dovrei nemmeno pensare.

Me ne stavo lì, in un mondo fatto di Twix, Kinder Bueno e Kit-Kat quando alla mia sinistra è comparsa l’ombra del poeta dialettale che dopo aver superato lo scoglio dello sportellino era giunto alfine a completare la procedura. Lo guardo, lui mi guarda. Vedo una cupa scintilla di furberia sul fondo del suo sguardo vacuo, noto che fa un mezzo passo avanti e si stringe alle spalle del cliente che stava ricevendo il suo resto.

Strappato al mio mondo di dolcezze al cioccolato, faccio ritorno all’amarezza di una realtà in cui un impedito è partito dalla provincia di Novara per potermi fregare il turno alla cassa. Ho atteso pazientemente che il signore davanti a me finisse e gli ho fatto spazio perché potesse passare ed uscire. La cassiera ha alzato lo sguardo:

– Dobar dan.
L’omino novarese si è fatto avanti prendendo un bel fiato per parlare e…

* Pompa tre, grazie.
Ho detto con un sorriso dopo averlo dolcemente allontanato con un colpetto di spalla che l’ha mandato a mezzo corridoio di distanza.

Ah, quanto amo il bullismo ai danni di chi cerca di coglionarmi.

Stay Tuned.

Un vecchio amico in difficoltà.

3 novembre 2013 8 commenti

Si è parlato di lui i primi di aprile, un caro vecchio amico di Portogruaro che abbiamo potuto ammirare nella pienezza del suo splendore. Ora, a tre mesi di distanza, offre di sé una visione ben più triste ed a gran voce chiede vendetta.

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Dico io, come si fa ad essere così cattivi da prendersela con un distributore automatico di sacchetti dell’immondizia che non aveva fatto del male a nessuno? E – soprattutto – perché?

Stay Tuned.

Scopal network.

3 novembre 2013 8 commenti

Sebbene lo scaricamento illegale di musica e film abbia sempre cercato di alienare il suo primato, è senza dubbio il porno a dominare internet ed il cuore dei suoi utenti. A confermare questa sua caratteristica il fiorire di mezzi di comunicazione – di principio le chat, poi il direct messaging ed infine i social network – che campano sull’acchiappo.

In particolare Facebook – che ci tiene a non lasciare dubbi in proposito – sottolinea questa sua caratteristica con consigli per gli acquisti adeguati all’argomento. Tra tutti quelli in cui sono inciampato questo è senza dubbio il mio preferito:

Ragazze AperteSobrio, di classe, dotato di una velata ironia capace di ammiccare senza mai dir troppo… una vera perla della produzione pubblicitario del nuovo millennio.

Stay Tuned.

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