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La Cattiveria del Giorno: “Meglio non sapere.”

La Cattiveria del Giorno
Sempre in quest’ultimo periodo, sempre su Facebook, sempre bazzicando nei gruppi letterari – sì, insomma, rileggetevi l’intro del post precedente – mi sono imbattuto in un gran numero di presentazioni, sinossi, recensioni e commenti di vario genere sulle opere che fanno parte del sottobosco dell’editoria, della piccola, piccolissima editoria a tratti dell’editoria onanistica.

In alcuni casi si trattava di testi accattivanti, in altri di vere e proprie zappate sui piedi dello scrivente ed a completo beneficio del lettore, perché se persino la sinossi è scadente o scritta in ittaglianese non corre il rischio di acquistare un pessimo prodotto.

Ne ho pescata una a caso… … … bugia, l’ho scelta, ma voi fingete di credermi, non vi costa nulla.

– IL SORRISO DELLA MERETRICE –

Microriflessioni in tempi di crisi. Un collage di miniracconti che presentano la storia di personaggi più disparati, un libro di sentimenti di nicchia negativi che nascono dagli intestini. Ma ciò che accomuna tutti i personaggi è la speranza e proprio attraverso essa i sentimenti verranno esposti ad uno stato permanente di luce che potrebbe tuttavia redimerli.

“Molti oggi vivono in uno stato di negatività, chiusi nella loro nicchia. Fanno una vita di nicchia. Il loro stato di negatività è legato ad un modo di strutturare la vita che li ha portati a vivere secondo una persistente alterazione dei recettori neuro-gastrici. Queste persone di nicchia sono “malae operanti naturae cooperatores”, ovvero costruttori della loro stessa natura di nicchia. In genere, questi sono individui dalla struttura culturale basica. Di poche letture. Di scarsi ideali. Vivono come animali assecondando i loro istinti uterini o fallici, del basso ventre. Mancano di “ligature” per usare un’idea di Giordano Bruno, che leghi la loro volontà animale ai valori che però disconoscono a priori: agli aspetti magici e terapeutici della bellezza. Coltivare la bellezza dentro di sé calma i dèmoni interiori. Li lega. Li imbriglia e li doma. Attraverso un’educazione alla bellezza anche i sentimenti più radicati nelle parti oscure dell’intestino verrano “ligati” (connessi) ad uno stato permanente di luce.”

“Il Sorriso della Meretrice” E-book su Amazon, formato Kindle Euro 2,68 pp. 145 pubblicazione: Ottobre 2013

Ok, i grassetti sono miei, ma le parole non le ho scelte io e per come stanno messe il sospetto è che nessuno le abbia scelte, che si siano limitati ad usarle. Poi, dopo una simile introduzione, il gravissimo errore di lanciare un potenziale dubbio nella mente del potenziale acquirente: “Di poche letture.” Arrivati a questo punto anche aver latinato o scomodare Giornado Bruno saranno di poco aiuto contro la cattiva impressione che questo testo si lascia dietro come bava di lumaca.

Può essere una sensazione soggettiva ed è pur vero che non tutte le ciambelle riescono con il buco, ma se scrivi una manciata di righe per presentare un testo non puoi permetterti di tirar dritto senza fare la fatica di leggerle, rileggerle, correggerle e ricorreggerle, perché se non hai curato nemmeno quello che ci si aspetta essere il tuo biglietto da visita, che razza di pressapochismo ci ci può aspettare da tutto il resto?

Stay Tuned.

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  1. 24 ottobre 2013 alle 19:38

    Gli e-book sono il nuovo infinito territorio dove si sono buttati quasi tutti gli scrittori i cui libri sono stati rifiutati da editori della carta stampata. Difficile qui separare il grano dal loglio.
    Nicola

    • 24 ottobre 2013 alle 19:43

      Verissimo.
      A volte però sono gli ‘scrittori’ stessi con le loro sinossi a dare delle importanti indicazioni 😉

  2. 27 ottobre 2013 alle 16:12

    Beh, però ha un suo strano fascino. Un po’ come quando si guardano due litigare sul tram, sai che dovresti voltarti dall’altra parte, eppure a volte non puoi fare a meno di guardare…

    • 27 ottobre 2013 alle 16:16

      Un po’ come i conati, quando arrivano vorresti poter pensare ad altro, e invece… ^_*
      Quando ho finito di leggerlo (e l’ho finito solo nel momento in cui ho scritto il post, perché alla prima lettura mi ero fermato ben prima) la sensazione che mi è rimasta attaccata è stata: “Ma che pessimo tentativo di spacciare piombo per oro.”

      • 27 ottobre 2013 alle 16:20

        Esatto!! ^^ Però definirlo “tentativo” implica un minimo di impegno, una cosa del genere è più simile a quello che potresti ottenere giocando a scarabeo con le parole al posto delle lettere… (non so se si capisce ma mi piaceva l’immagine 😛 )

      • 27 ottobre 2013 alle 16:35

        Hahahaha.
        Vero, vero. Beh, diciamo che si tratta di un tentativo commisurato allo scarso impegno che vi è stato investito.
        Un po’ ‘buttato su’ o ‘fatto con i piedi’ o qualsiasi altra espressione gergale che renda l’idea.

      • 27 ottobre 2013 alle 16:39

        ^_^

      • 2 marzo 2014 alle 10:10

        Gentile Tale’s Teller
        non so come abbia potuto leggere il libro.
        Per mia sfortuna al 27 ottobre 2013 non ne avevo ancora venduta una copia.
        La qual cosa è cambiata adesso dopo che una recensione di Vanity Fair ha destato molta curiosità ed interesse per il libro.

        Cordiali saluti.

        Fabrizio Ulivieri

      • 2 marzo 2014 alle 11:22

        Non mi riferivo al libro, quello non l’ho letto, parlavo unicamente della presentazione.

  3. 2 marzo 2014 alle 10:06

    Buongiorno.
    Intanto grazie per aver fermato la Vostra attenzione su questo testo, che è già un fatto positivo.
    Le critiche vanno ascoltate. Per ora è la prima volta che mi si critica in questo senso. Se ci saranno altre simili critiche vorrà dire che le dovrò ascoltare.
    Le ripetizioni erano volute per enfatizzare il senso di asfitticità in cui vivono i personaggi.
    D’altronde, senza pretendere di fare il saccente, allitterazione, paranomasia, anadiplosi e anafora son vecchie quanto l’uomo

    Per me si va nella città dolente
    per me si va nell’etterno dolore
    per me si va tra la perduta gente

    …beh l’autore lo conoscono lo conoscono tutti.

    Quanto a Giordano Bruno per me è abbastanza normale avere a che fare con filosofi. Nella filosofia trovo molte cose interessanti. E leggere i filosi è un piacere.

    Non ho la pretesa di piacere a tutti. Io scrivo per tre motivi: conoscere, creare e combattere.
    Combattere soprattutto contro le ipocrisie della cultura in cui vivo immerso, che a mio avviso è una cultura di faciloneria, di postneorealismo e priva di valori forti.
    Se facendo questo urto qualcuno, mi dispiace.

    Coirdiali saluti e grazie a tutti per le osservazioni.

    Fabrizio Ulivieri

    • 2 marzo 2014 alle 11:58

      Buon giorno, buon giorno.

      Confesso di essere emozionato: è la prima volta che il diretto interessato di una delle “Cattiverie del Giorno” partecipa alla discussione e questa è senza dubbio una piacevole novità.

      Mi fa piacere che tu abbia apprezzato l’attenzione che ho posto su quella presentazione, lo considero una conferma dell’utilità di questa rubrica, al di là del semplice intrattenimento.

      Andando al nòcciolo della questione, una presentazione non è altro che il messaggio pubblicitario che ha per scopo il promuovere un testo e la pubblicità non vende contenuti, ma sensazioni. Il mio commento è quindi una trasposizione della mia reazione emotiva a quanto ho letto.

      La mia sensazione è stata di trovarmi dinnanzi ad una disordinata accozzaglia di cenci, aspersi con l’acqua dell’Arno nel tentativo di ammantarli d’un significato profondo. Probabilmente, se la presentazione avesse avuto lo stesso genere di struttura di questa risposta avrei considerato il libro orientato verso la saggistica.

      Credo che la differenza con l’esempio che porti sia quella di un diverso significato della struttura. Dante, in quel preciso passaggio della Comedia, utilizza il ripetersi dell’incipit dei versi per ricreare il peso emotivo e psicologico di chi si trovi a cospetto con i cancelli di Dite, mentre nella tua presentazione la ripetizione è diffusa e non focalizza una sensazione; la lascia lantente, priva di controllo e questo può – come nel mio caso – dare la sensazione di un testo raffazzonato, più che di una scelta consapevole.

      Spero di aver chiarito il mio punto di vista e non di averlo reso più oscuro.
      Grazie per la visita, buona giornata e (spero) a presto.

      Stay Tuned.

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