Errori di cassa.

barriera_casse
Ieri ho passato la giornata in biblioteca, dalle nove alle sei – salvo una mezz’ora per il pranzo – sono stato seduto al mio posto a scribacchiare; temendo che potessi annoiarmi l’universo ha deciso di donarmi un inseparabile compagno: il mal di schiena. Per le prime due ore si è limitato a sussurrare, poi via via ha alzato la voce e verso sera strillava con il megafono rendendomi praticamente impossibile concentrarmi per più di dieci secondi per volta. Alla faccia sua sono riuscito a scrivere abbastanza bene lo stesso, ma vi lascio immaginare quanto lucente e garrulo potesse essere il mio umore.

Dopo il lavoro è stata la volta del “momento sociale” che di questi tempi corrisponde quasi esclusivamente al fare la spesa. Mi sono infilato in un supermercato, ho raccolto le mie carabattole e mi sono fiondato in cassa per finire al più presto e potermi rimettere sulla via di casa. A questo punto della storia ritengo doveroso rendervi edotti riguardo ad uno dei miei superpoteri, quello che mi permette di riuscire (quasi) sempre ed in ogni occasione a scegliere la fila sbagliata. Funziona ai caselli dell’autostrada, all’ingresso dei cinema ed ovviamente anche in cassa al supermercato. Come sempre ho cercato di oppormi al suo malvagio potere, ho studiato molto attentamente le tre file, soppesato il numero di clienti e la quantità della loro spesa ed infine applicato un complesso modello socio-matematico per poter individuare la scelta migliore. Tutte cazzabubbole inutili, quando l’Universo decide di affidarti un superpotere non c’è logica che tenga.

Così, tra due file con quattro persone – una delle quali con cassiera-bradipo – e la fila con solo due persone sono caduto su quest’ultima nel preciso istante in cui il primo cliente stava prendendo il resto e mettendosi in cammino. Dietro di lui, fino ad allora mascherato da innocente coppia sulla quarantina, si nascondeva un terribile duo di complicatori compulsivi.

Qual’è la prima cosa che si fa una volta arrivati in cassa con un carrello? Lo si svuota del suo contenuto e si deposita il tutto sul nastro direte voi, ebbene sappiate che non è questo il modo giusto per fare le cose. Il sistema che ogni uomo e donna dotati di criterio dovrebbero usare è il seguente:

1. Stabilire quali siano le cose che devono stare in fondo nel sacchetto;
2. Metterle per prime sul nastro;
3. Dibattere se sia il caso di mettere una bottiglia di vetro (più pesante ma più fragile) sul fondo di un sacco invece che una confezione di mele (meno suscettibili a rottura, ma che possono ammaccarsi):
4. Ripetere il punto ‘3’ per almeno un’altra mezza dozzina di cose.
Il tutto, ovviamente, discutendo un sacco senza arrivare ad un accordo e quindi, di fatto, sparpagliando cose a casaccio esattamente come avreste potuto fare chiudendo gli occhi e pescandole a caso dal carrello.

L’esito di questo scarico scientifico ha avuto il suo apice con il geniale posizionamento di un rotolo di alluminio trasversalmente rispetto all’andamento del nastro e con il suo conseguente incastrarsi a metà del percorso. Rotolo incastrato, ma nastro in movimento e quindi il rischio di generare un’onda di marea fatta di merendine, formaggio, affettati, frutta ed ovviamente le bottiglie di vetro – rimaste per ultime – poggiate in piedi e pronte a precipitare. Sono forse intervenuti tempestivamente per arginare il loro disastro? Certo che no, loro erano due passi più avanti e stavano disquisendo riguardo a come riporre nel carrello la roba che già era stata passata dalla cassiera e continuavano a passarsi l’un l’altro delle borse termiche come se ad entrambi facesse schifo l’idea di doversi occupare della carne.

Giusto un istante prima che succedesse il peggio la cassiera ha avuto la brillante idea di spostare il rotolo di alluminio e tutto tutto ha ripreso a scorrere con l’unica eccezione di una confezione di formaggio che è caduta a terra ed è scivolata via. Ho seguito con molto interesse il viaggio di quel latticino dal momento in cui ha toccato terra fino a quello in cui si è fermato nei pressi dei piedi della donna, ho rialzato lo sguardo ed ho trovato ad aspettarmi quello della cassiera.

– E’ caduto qualche cosa?
* Sì.
– Ah.
Immagino che la sua idea iniziale fosse quella di suggerirmi implicitamente di raccoglierlo, ma la luce omicida in fondo ai miei occhi deve averle suggerito un rapido cambio di direzione.

A recuperare il formaggio perduto ci ha pensatola signora, scocciata di dover interrompere la conferenza dal tema: “Perché nella borsa termica blu va messa la carne ed in quella rossa il formaggio.” e soprattutto di dover essere lei a farlo quando avrei potuto (forse dovuto?) farlo io al suo posto. Mi sono limitato a sorridere, avete presente quel genere di sorriso arcaico che ha per scopo scoprire i canini in un gesto di aperta minaccia? Ecco, quello.

Faccenda conclusa? Ma per favore!
I due si sono piazzati in fondo alla cassa a palleggiarsi la mercanzia e nel farlo hanno anche avuto l’eccellente pensata di rimanere nel bel mezzo della corsia in modo da bloccare il passaggio a chi seguiva. Per recuperare la spesa ho dovuto spostare la signora, girare intorno a lei, all’uomo ed al carrello, aggirare la penisola di raccolta e sporgermi sul lato opposto della cassa. La stessa manovra è toccata al cliente successivo ed al seguente… perché loro erano ancora lì, a litigare con le sporte.

Stay Tuned.

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