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Archive for ottobre 2013

Parcheggio Creativo – Episodio VI

30 ottobre 2013 4 commenti

Parcheggio Creativo a Catena II[Per gentile concessione di “Anonima Prima”]

Ecco un magnifico esempio di “Parcheggio Creativo a Catena” nella sua versione indoor.
Si tratta della prima di – quella che spero sarà – una lunga serie di immagini rubate da Valenti Volontari (o Serpeggianti Spie a seconda dei punti di vista) che, armati di macchine fotografiche e buona volontà immortaleranno tutti i furbacchioni patentati per sbaglio che incontreranno sul loro cammino.

Tremate, parcheggiatori folli, sempre più occhi vigilano su di voi.

Stay Tuned.

Galeotto fu il tavolo…

28 ottobre 2013 38 commenti

Stranezze Bibliotechiche

Solo qualche giorno fa – per esattezza il 23 ottobre – ho scritto un Tweet che recitava:

Per chi non lo sapesse: ogni biblioteca ha il suo matto.
Per chi avesse dubbi: ogni matto si siede accanto a me.
#VitaDiBiblioteca

Cosa me l’abbia ispirato è presto detto: la presenza di un individuo che per un paio d’ore almeno non ha fatto altro che leggere tenendo il viso ad una spanna dal suo libro. Che c’è di strano? Quante persone conoscete che leggano e rileggano per ore sempre le prime tre o quattro pagine – ed intendo la seconda e la terza di copertina – alternandole alla copertina, alla costa del libro ed al bordo bianco del volume? Io sono ad uno e vi garantisco che stare a un metro di distanza da un tizio che continua a rigirarsi nervosamente il volume tra le mani non è per nulla rilassante.

Oggi ho scoperto che la mia regola ha una falla: avrei dovuto scrivere “[…] ogni biblioteca ha almeno un matto.” Il resto, d’altronde, si è rivelato esatto ed infallibile perché oggi al mio tavolo di matti ne sono arrivati ben due e considerando che in tutto eravamo tre…

TicTichiTic
Io me ne stavo bel bello al mio posticino – dirimpetto a me c’era il solito matto che leggeva il solito libro – e con le note di un quartetto d’archi sparate nelle orecchie, scrivevo felice.

*Tic tic tic tichitic tic tic tic tichitichitichitic*
Entra un ragazzo. Barbetta incolta portata con disinvoltura, abiti scuri ed una borsa porta computer. Mi chiede se può sedersi lì accanto e dopo aver tolto uno degli auricolari per poterlo sentire meglio acconsento e sposto il cellulare per fargli più spazio.

*Tic tic tic tictictic tic tic*
Ho ripreso a scrivere da un paio di minuti, lui ha finito di sistemare il computer ed ha preso posto. Non fa in tempo a cominciare che mi si rivolge. Nuovo auricolare sfilato ed ascolto…
– Potresti battere più piano?
Colto di sprovvista, rispondo con quel che d’istinto mi passa per la testa. *Non credo, ma farò il possibile.

*tictictic tictictic*
-TOC! TOC! TOC! TOTOC!-
Scrive anche lui, scrive solo con gli indici e pesta come se volesse arrivare direttamente alla scrivania attraverso il pc. Gli lancio uno sguardo, mi accorgo che anche lui ha delle cuffie piantate nelle orecchie e dopo avergli dedicato un piccolo ‘Vaffanculo’ per avermi rotto le scatole per poi far mille volte peggio, torno ai fatti miei.

*Tic tic tititic tictic tichitichitic tictic*
Di nuovo si sporge per attirare la mia attenzione, di nuovo mi stappo un’orecchio.
– CHE DANNO FASTIODIO LE CUFFIE? Lo chiede urlando, che dipenda proprio dalle cuffiete che ancora tiene ben piantate nelle orecchie? Tra i pensieri sospiro, nella realtà accenno un sorriso e rispondo alla domanda che immagino mi sia stata fatta: “Il volume della musica è troppo alto? Si sente e da fastidio?” Buffo che l’abbia posta a me, l’unico altro con delle cuffie e quindi quello che meno può essere disturbato dai rumori.
* No no, nessun disturbo.
– AH, PERCHE’ PEnsav… Sfuma fino a scomparire, coperto dalla musica che ho nuovamente rimesso al suo posto. Sorrido ed annuisco, lui fa lo stesso, tanto nessuno dei due sente l’altro.

*Tic tichitic tititic tichitic tic tic tictictic*
Ariecchilo! Questo sta più sporto verso di me che al suo posto, che sia tutta una manovra per copiarmi? O forse è un mio follower che sta seguendo i Tweet che ho scritto su di lui e si sta divertento?

1. Un tizio mi si siede accanto e qualche minuto più tardi mi chiede se posso “battere un po’ più piano sui tasti” #RespirarePosso?
2. E poi quando scrive lui batte come su un tamburo. Mah…

* Sììì?
– ANCHE A TE VA LENTO? Si riferisce al computer, o meglio alla connessione Wi-Fi messa a disposizione dalla biblioteca ma tutto questo devo indovinarlo perché l’unica cosa certa è che l’uomo – sì, proprio lo stesso che poco prima si lamentava del mio soave batter di tasti – continua ad parlare ad alta voce.
* Sì, un po’, non è mai molto veloce.
– AH, CHIEDEVO PERCHE’ IL MIO E’ VECCHio e allor… Sorrido ed annuisco, torno a scrivere e lo lascio alle sue peregrinazioni.

*Tic tichitic tictic tititic tic tictic*
Occhieggio verso di lui, scorgo un muoversi di labbra e vengo colto da un dubbio, tolgo una cuffia e… l’uomo sta cantando! Oh, non forte, non abbastanza da superare la musica delle mie cuffie (d’abitudine la tengo bassa), ma quanto necessario per essere sentito fino al tavolo accanto.

L’accusa ha finito, se qualcuno se la sente di difendere le ragioni nel nuovo matto si faccia avanti e si prepari a spiegare come, un simile casinista con la musica che gli martellava il cervello, possa aver trovato fastidioso il mio soave ticchettare.

Stay Tuned.

Parcheggio Creativo – Episodio V Bis.

27 ottobre 2013 1 commento

Fiera II

Stesso parcheggio, qualche ora più tardi.
Credo che non ci sia bisogno di aggiungere altro.

Stay Tuned.

Parcheggio Creativo – Episodio V

27 ottobre 2013 12 commenti

Alla Fiera
Ma sì, cosa vuoi che sia. C’è una fiera, ci sono auto parcheggiate in ogni angolo possibile di qui per un raggio di due chilometri, ma avrò pur il diritto di fare un parcheggino comodo no? Non vorrete mica dirmi che dovrei fare manovra e poi, magari, dover anche fare attenzione a come apro le portiere quando scendo.

E’ meglio che tu non sappia mai cosa veramente vorrei dirti…

Stay Tuned.

Parcheggio Creativo – Episodio IV

27 ottobre 2013 9 commenti

Parcheggio Chirurgico
Passare sopra alle terribili asperità create dalle titaniche radici di quella foresta tropicale? Non sia mai, potrei rovinare le delicatissime sospensioni del mio splendido SUV.

Ma certo, hai ragione tu, parcheggia pure al centro della strada, nessuno se ne avrà a male. Ho solo un piccolo, minuscolo, insignificante dubbio: che cazzo te lo sei comperato a fare un catafalco di gippone che consuma più di Superciuk se poi puoi andare solo dove han steso prima il linoleum?

Colgo l’occasione per aggiungere una nuova ruBBrichina, quella dedicata ai SUV ed ai loro proprietari.
Perché: “I’ve got Siuv e voi non siete un cazzo.”

Stay Tuned

La Cattiveria del Giorno: “Meglio non sapere.”

24 ottobre 2013 11 commenti

La Cattiveria del Giorno
Sempre in quest’ultimo periodo, sempre su Facebook, sempre bazzicando nei gruppi letterari – sì, insomma, rileggetevi l’intro del post precedente – mi sono imbattuto in un gran numero di presentazioni, sinossi, recensioni e commenti di vario genere sulle opere che fanno parte del sottobosco dell’editoria, della piccola, piccolissima editoria a tratti dell’editoria onanistica.

In alcuni casi si trattava di testi accattivanti, in altri di vere e proprie zappate sui piedi dello scrivente ed a completo beneficio del lettore, perché se persino la sinossi è scadente o scritta in ittaglianese non corre il rischio di acquistare un pessimo prodotto.

Ne ho pescata una a caso… … … bugia, l’ho scelta, ma voi fingete di credermi, non vi costa nulla.

– IL SORRISO DELLA MERETRICE –

Microriflessioni in tempi di crisi. Un collage di miniracconti che presentano la storia di personaggi più disparati, un libro di sentimenti di nicchia negativi che nascono dagli intestini. Ma ciò che accomuna tutti i personaggi è la speranza e proprio attraverso essa i sentimenti verranno esposti ad uno stato permanente di luce che potrebbe tuttavia redimerli.

“Molti oggi vivono in uno stato di negatività, chiusi nella loro nicchia. Fanno una vita di nicchia. Il loro stato di negatività è legato ad un modo di strutturare la vita che li ha portati a vivere secondo una persistente alterazione dei recettori neuro-gastrici. Queste persone di nicchia sono “malae operanti naturae cooperatores”, ovvero costruttori della loro stessa natura di nicchia. In genere, questi sono individui dalla struttura culturale basica. Di poche letture. Di scarsi ideali. Vivono come animali assecondando i loro istinti uterini o fallici, del basso ventre. Mancano di “ligature” per usare un’idea di Giordano Bruno, che leghi la loro volontà animale ai valori che però disconoscono a priori: agli aspetti magici e terapeutici della bellezza. Coltivare la bellezza dentro di sé calma i dèmoni interiori. Li lega. Li imbriglia e li doma. Attraverso un’educazione alla bellezza anche i sentimenti più radicati nelle parti oscure dell’intestino verrano “ligati” (connessi) ad uno stato permanente di luce.”

“Il Sorriso della Meretrice” E-book su Amazon, formato Kindle Euro 2,68 pp. 145 pubblicazione: Ottobre 2013

Ok, i grassetti sono miei, ma le parole non le ho scelte io e per come stanno messe il sospetto è che nessuno le abbia scelte, che si siano limitati ad usarle. Poi, dopo una simile introduzione, il gravissimo errore di lanciare un potenziale dubbio nella mente del potenziale acquirente: “Di poche letture.” Arrivati a questo punto anche aver latinato o scomodare Giornado Bruno saranno di poco aiuto contro la cattiva impressione che questo testo si lascia dietro come bava di lumaca.

Può essere una sensazione soggettiva ed è pur vero che non tutte le ciambelle riescono con il buco, ma se scrivi una manciata di righe per presentare un testo non puoi permetterti di tirar dritto senza fare la fatica di leggerle, rileggerle, correggerle e ricorreggerle, perché se non hai curato nemmeno quello che ci si aspetta essere il tuo biglietto da visita, che razza di pressapochismo ci ci può aspettare da tutto il resto?

Stay Tuned.

La Cattiveria del Giorno: “Gruppi di Facebook”.

24 ottobre 2013 1 commento

La Cattiveria del Giorno
In questo ultimo periodo mi sono iscritto ad un imbarazzante numero di gruppi su Facebook – tutti a tema libresco – che poi ho lasciato razzolare allo stato brado, salve qualche brevissima incursione nei momenti di maggior calma/noia.

A parte l’averne eliminati alcuni – perché un gruppo ‘letterario’ dove c’è un coro di gridolini gioiosi riguardo alla realizzazione cinematografica delle 50 sfumature non è luogo dove stare – mi sono imbattuto in una ricca serie di annunci d’estremo interesse. Presentazioni di libri, concorsi letterari, offerte editoriali, scambi di letture o recensioni… un vero potpourri di perversioni e virtù libresche.

Ve ne faccio un esempio:

Buonasera
mia Madre mette in vendita la sua automobile Mercedes-Benz classe A dell’anno 2007 ;157000 km a 2.000€ per una sola ragione ; Motore diesel.
Se qualcuno lo è interessato ecco -mail della mia Madre per ulteriori informazioni :
e-mail: MadreMercedes@Benz.Brum

Non lasciatevi inganare dalla brevità o dalla punteggiatura incerta, si tratta di un racconto il cui personaggio è Madre, altrimenti che senso avrebbe usare la maiuscola? E poi ha anche allegato la copertina:

AutoCopertina
Come dite? La foto dell’auto in vendita? No, vi sbagliate, questa è la copertina – deve essere la copertina – perché in caso contrario:

aBBello, mi spieghi cheCCazzo c’entra questo annuncio con un gruppo letterario? E non venirmi a dire che con la macchina viene venduto anche il libretto che ti sdrumo di mazzate!

Stay Tuned.

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