Un funghetto trallallà.

Da quando le mie abitudini alimentari hanno subito la piccola rivisitazione che mi ha (quasi) reso erbivoro mi sono dato parecchio da fare per selezionare i posti migliori dove poter comperare la verdura. Per la maggior parte delle cose non è stato difficile, qui nei dintorni le aziende agricole non mancano e quasi tutte hanno il loro spaccio; le difficoltà sono cominciate quando mi sono messo alla ricerca dei funghi. A quanto pare nessuno tra i miei vicini si è mai preso la briga di organizzare una coltivazione e l’unica possibilità era nei supermercati.

La ricerca nel circondario non ha portato grandi risultati: tutti avevano prodotti molto simili e similmente mediocri. A Udine però ho scoperto una piccola miniera di simpatici amichetti dal cappello bianco e così ho preso l’abitudine di approfittare delle trasferte per farne scorta. Ed è proprio durante una di queste occasioni che mi è capitato il simpatico fattarello che vado a narrarvi.

Arrivato al banco della verdura ho trovato un losco individuo che in compagnia di un voracissimo sacchetto di plastica attentava al mio teSSoro. Visto che l’uomo copriva completamente la parte del banco dove si trovavano i funghi ho ripiegato verso carote e zucchine nella speranza di poter trovare qualche sopravvissuto una volta che il mio nemico avesse saziato la sua fame. Quando l’ho visto andare alla bilancia sono tornato sui miei passi ed ho cominciato a fare una cernita di quanto rimasto dopo il suo passaggio.

Non ho avuto il tempo di felicitarmene perché l’uomo è tornato all’attacco. Non dico che mi abbia spinto via, ma se fossimo stati su un campo di gioco si sarebbe di certo meritato un’ammonizione. Mi si è appoggiato addosso ed ha ricominciato a pescare ben riempiendo la pancia del suo sacco. La cosa mi ha un zinzino scocciato.

* Mi scusi, può avere un minuto di pazienza? Ho quasi finito.
– C’ero prima io.
* Ma, veramente…
– C’ero prima io.
Ed intanto la metà dei funghi in buono stato erano spariti. La scocciatura si è evoluta in profondo fastidio.
* Sì, l’ho vista. Ed a questo proposito le propongo di fare il gioco del silenzio.
– …
Mi ha guardato come se avessi un cono gelato in spiaccicato in fronte.
* Sì, lei si mette da parte ed aspetta in silenzio che io abbia finito ed io evito di far troppa pubblicità al fatto che dopo aver pesato il sacco sta continuando a riempirlo.

Ebbro del mio immacolato candore mi ero illuso che il discorso sarebbe finito lì, ma l’arroganza non ha misura né limiti e l’uomo ha ribattuto con fare tanto aggressivo che mi sono trovato davanti alla scelta tra ritirata e testate nei denti. Il mio sciocco desiderio di rimanere incensurato mi ha fatto propendere per la prima ipotesi.

Ritirato ma non sconfitto ho gironzolato, osservato, ponderato e deciso e quando l’omino aveva quasi terminato di fare la sua spesa ho approfittato di una felice congiunzione astrale per avere a portata di mano sia il simpaticone che una delle addette del reparto ortofrutta.

* Se fossi in lei chiederei a questo signore di ripesare i suoi sacchi. Fino ad ora dopo averli pesati ha sempre aggiunto qualche cosa prima di chiuderli.
Fedele al suo personaggio, l’uomo ha avuto la brillante idea di armare una scenata e tra le tante stupidaggini che ha detto è riuscito a prendersela anche con la donna dicendole che lei non aveva il diritto di chiedergli una cosa simile (da notarsi che lei non lo aveva fatto, si era limitata a cercare di chetarlo). Affascinata da quella dimostrazione di classe, eleganza ed educazione la donna si è infatuata del bel cavaliere e per impedirgli di fuggire verso l’orizzonte ha dato voce ad una delle guardie di sicurezza. Li ho lasciati mentre quest’ultima – un omaccione per niente incline al sorriso od al perdono – stava chiedendo gentilmente al ladruncolo di poggiare sulla bilancia uno dei suoi sacchi.

Buffamente quando ho finito di prendere lo yogurt e sono ripassato dall’ortofrutta i funghi erano tornati al loro posto e mi sono potuto servire senza difficoltà alcuna.

Questa storia ha una morale poliedrica e multiforme:

Essere maleducati non è una bella cosa. Rubare è una brutta cosa ma se proprio devi farla abbi almeno il buon senso di non attirare su di te l’attenzione di chi ti sta intorno comportandoti da emerito stronzo, perché non si sa mai quando potresti inciampare in qualcuno di abbastanza rancoroso da decidere di fartela pagare. Inoltre ricorda: mai ed in nessuna circostanza mettersi tra me ed i MIEI funghi.

Stay Tuned.

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  1. masticone
    27 settembre 2013 alle 22:25

    Le suore che cercano i funghetti ..

  2. 28 settembre 2013 alle 09:27

    ‘ncheZZenZo?

  3. 30 settembre 2013 alle 13:54

    Ah la barzelletta del funghetto… va saputa raccontare però, con mimica adeguata. Detto questo, i funghi sono per me qualcosa di necessario alla sopravvivenza. Lo sono talmente tanto anche per i miei suoceri al punto da non farmi andare con loro alla ricerca nei boschi ivi circostanti. Non si sa come, ma pare che io porti una sfiga inimmaginabile a chi cerca funghi nel bosco. Eh, se sia io o il fatto che non ha mai piovuto questa estate è tutto da vedere. Intanto io vagheggio il pavimento di cucina praticamente lastricato di funghi da quanti ce ne erano fino a pochi anni fa. Il tizio del supermercato, per inciso, sarebbe stato anche per me una seria minaccia alla pulizia della fedina penale.

    • 30 settembre 2013 alle 23:11

      Ad essere onesto non ricordo di essere mai andato a funghi, almeno non ‘seriamente’, giusto qualche scappatella da bambino solo per divertimento.
      In genere i funghi che uso sono dei banalissimi prataioli, anche perché per l’uso che ne faccio quelli di qualità migliore sarebbero sprecati.

      Per quel che riguarda quel tizio, spero che gli capiti di incontrare qualcuno che non farà troppo caso alle condizioni della sua fedina penale e risolta il problema.

  4. 4 ottobre 2013 alle 09:54

    Ma sei il mio cavaliere mascherato!

    • 4 ottobre 2013 alle 10:02

      Tah-Dah! *_*

      • 4 ottobre 2013 alle 10:29

        ma la maschera è quella della civetta? me li spaventi…

      • 4 ottobre 2013 alle 10:38

        La civetta, certo.
        In fondo incutere timore è alla base delle maschere di ogni eroe mascherato che si rispetti.

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