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Archive for settembre 2013

Parcheggio Creativo – Episodio I

30 settembre 2013 2 commenti

Dopo un inizio claudicante ed una prima metà decisamente sotto la media, oggi ho chiuso un mese di settembre positivo anche se non eccelso. Per festeggiare ho pensato di condividere con voi una delle foto del mio archivio dedicato al parcheggio creativo.

Siamo a Trieste, parcheggio sotterraneo del centro commerciale “Torri d’Europa”, ho appena preso posto, scendo e…

Parcheggio Censura
Avete visto come cavolo ha parcheggiato l’incapace con l’auto grigia? Tutto storto, una ruota fuori dal parcheggio. Ma dico io, come si può essere così approssimativi…

Se vi siete concentrati sull’auto grigia: FREGATI!
Perché? Beh, date un’occhiata a quella rossa e capirete.

Stay Tuned.

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Un funghetto trallallà.

27 settembre 2013 8 commenti

Da quando le mie abitudini alimentari hanno subito la piccola rivisitazione che mi ha (quasi) reso erbivoro mi sono dato parecchio da fare per selezionare i posti migliori dove poter comperare la verdura. Per la maggior parte delle cose non è stato difficile, qui nei dintorni le aziende agricole non mancano e quasi tutte hanno il loro spaccio; le difficoltà sono cominciate quando mi sono messo alla ricerca dei funghi. A quanto pare nessuno tra i miei vicini si è mai preso la briga di organizzare una coltivazione e l’unica possibilità era nei supermercati.

La ricerca nel circondario non ha portato grandi risultati: tutti avevano prodotti molto simili e similmente mediocri. A Udine però ho scoperto una piccola miniera di simpatici amichetti dal cappello bianco e così ho preso l’abitudine di approfittare delle trasferte per farne scorta. Ed è proprio durante una di queste occasioni che mi è capitato il simpatico fattarello che vado a narrarvi.

Arrivato al banco della verdura ho trovato un losco individuo che in compagnia di un voracissimo sacchetto di plastica attentava al mio teSSoro. Visto che l’uomo copriva completamente la parte del banco dove si trovavano i funghi ho ripiegato verso carote e zucchine nella speranza di poter trovare qualche sopravvissuto una volta che il mio nemico avesse saziato la sua fame. Quando l’ho visto andare alla bilancia sono tornato sui miei passi ed ho cominciato a fare una cernita di quanto rimasto dopo il suo passaggio.

Non ho avuto il tempo di felicitarmene perché l’uomo è tornato all’attacco. Non dico che mi abbia spinto via, ma se fossimo stati su un campo di gioco si sarebbe di certo meritato un’ammonizione. Mi si è appoggiato addosso ed ha ricominciato a pescare ben riempiendo la pancia del suo sacco. La cosa mi ha un zinzino scocciato.

* Mi scusi, può avere un minuto di pazienza? Ho quasi finito.
– C’ero prima io.
* Ma, veramente…
– C’ero prima io.
Ed intanto la metà dei funghi in buono stato erano spariti. La scocciatura si è evoluta in profondo fastidio.
* Sì, l’ho vista. Ed a questo proposito le propongo di fare il gioco del silenzio.
– …
Mi ha guardato come se avessi un cono gelato in spiaccicato in fronte.
* Sì, lei si mette da parte ed aspetta in silenzio che io abbia finito ed io evito di far troppa pubblicità al fatto che dopo aver pesato il sacco sta continuando a riempirlo.

Ebbro del mio immacolato candore mi ero illuso che il discorso sarebbe finito lì, ma l’arroganza non ha misura né limiti e l’uomo ha ribattuto con fare tanto aggressivo che mi sono trovato davanti alla scelta tra ritirata e testate nei denti. Il mio sciocco desiderio di rimanere incensurato mi ha fatto propendere per la prima ipotesi.

Ritirato ma non sconfitto ho gironzolato, osservato, ponderato e deciso e quando l’omino aveva quasi terminato di fare la sua spesa ho approfittato di una felice congiunzione astrale per avere a portata di mano sia il simpaticone che una delle addette del reparto ortofrutta.

* Se fossi in lei chiederei a questo signore di ripesare i suoi sacchi. Fino ad ora dopo averli pesati ha sempre aggiunto qualche cosa prima di chiuderli.
Fedele al suo personaggio, l’uomo ha avuto la brillante idea di armare una scenata e tra le tante stupidaggini che ha detto è riuscito a prendersela anche con la donna dicendole che lei non aveva il diritto di chiedergli una cosa simile (da notarsi che lei non lo aveva fatto, si era limitata a cercare di chetarlo). Affascinata da quella dimostrazione di classe, eleganza ed educazione la donna si è infatuata del bel cavaliere e per impedirgli di fuggire verso l’orizzonte ha dato voce ad una delle guardie di sicurezza. Li ho lasciati mentre quest’ultima – un omaccione per niente incline al sorriso od al perdono – stava chiedendo gentilmente al ladruncolo di poggiare sulla bilancia uno dei suoi sacchi.

Buffamente quando ho finito di prendere lo yogurt e sono ripassato dall’ortofrutta i funghi erano tornati al loro posto e mi sono potuto servire senza difficoltà alcuna.

Questa storia ha una morale poliedrica e multiforme:

Essere maleducati non è una bella cosa. Rubare è una brutta cosa ma se proprio devi farla abbi almeno il buon senso di non attirare su di te l’attenzione di chi ti sta intorno comportandoti da emerito stronzo, perché non si sa mai quando potresti inciampare in qualcuno di abbastanza rancoroso da decidere di fartela pagare. Inoltre ricorda: mai ed in nessuna circostanza mettersi tra me ed i MIEI funghi.

Stay Tuned.

Polizia o non Polizia?

26 settembre 2013 Lascia un commento

800px-Auto_polizia_provinciale
Quest’oggi in sulla via tra Udine e Portogruaro ho avuto l’occasione ed il privileGGio di incrociare un massiccio dispiegamento di forze dell’ordine. Tacendo della Polizia Stradale e dei Carabinieri – da cui sono stato fermato per un controllo di routine – vi parlerò dell’incontro che più mi ha segnato, quello con la Polizia Provinciale.

Comincerò dicendo che non mi era mai capitato prima di vedere o anche solo sentir parlare di questo particolare tipo di Polizia e dopo aver sottolineato quanto la cosa mi abbia stupito arriviamo alla parte interessante, ovvero il motivo per cui se per caso mi avessero segnalato di accostare avrei tirato dritto senza nemmeno rallentare.

Si trattava di due omaccioni con la barba sfatta e che al posto della divisa indossavano jeans e maglione l’uno ed una mezza mimetica l’altro, con delle pettorine che recitavano “Polizia Provinciale”. La loro auto – ben diversa da quella che potete vedere qui sopra – non aveva insegne ma una sorta di adesivo dal vago retrogusto casereccio che portava la medesima scritta. Così, nella mia beata ignoranza, ero convinto che si trattasse di un qualche genere di burla, tanto è vero che ho persino mandato un Tweet a riguardo:

Oggi ho visto due Barney Gumble griffati “Polizia Provinciale”. E’ un nuovo corpo che parla in dialetto?

Dopo essere rientrato e [su suggerimento di @CorradoManyS] aver consultato Wikipedia ho scoperto della loro esistenza e sono stato colto da un dubbio: che si trattasse davvero di una volante della Polizia Provinciale? Mi auguro di no, perché le forze dell’ordine non ci fanno certo una bella figura a schierare elementi così raffinati.

Barney_GumbleStay Tuned.

La Cattiveria del Giorno: “Ciclisti.”

15 settembre 2013 20 commenti

La Cattiveria del Giorno

Anche se negli ultimi tempi se ne sente parlare poco ricordo che qualche mese fa la notizia di moda sono stati gli incidenti che riguardavano le folli manovre degli automobilisti ai danni dei ciclisti; un rutilante carosello di ubriachi, criminali che non davano peso a limiti di velocità o attraversamenti pedonali ed altri comportamenti che avevano messo a rischio – o stroncato – la vita di qualche ciclista. Come sempre succede con questo genere di notizie, dopo il boom sono andate via via scomparendo ed anche se il numero di incidenti e di morti non è cambiato granché, ora passano sotto silenzio, coperte da qualche cosa più actual.

Detto questo e rinnovati le condoglianze ed il cordoglio per chi è stato vittima di qualche decerebrato a cui il nostro amabile sistema ha permesso di ottenere e mantenere la patente, c’è solo una cosa che vorrei aggiungere:

Se ti infili contromano in una strada con una sola corsia e te ne stai ben in mezzo proprio in corrispondenza di una curva cieca, sei un imbecille e rimani tale anche se lo fai a cavallo di una bicicletta. Se poi – mentre boccheggio per cercare uno spiraglio nell’adrenalina che è schizzata ovunque mentre inchiodavo per non spalmarti come la nutella – hai anche la faccia tosta di arrabbiarti e sbraitare… beh, ritieniti fortunato di non essere nato in Texas, o ora avresti una palla in mezzo agli occhi.

Stay Tuned.

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