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Archive for luglio 2013

Caldo sì, ma col Nesquik!

31 luglio 2013 6 commenti

Writer At Work

Signori, signore e – soprattutto . signorine è per me un onore, un privilegio ed un piacere annunciarvi che oggi si è chiuso un luglio da record!

Come ho già detto qualche giorno fa (alla faccia del caldo soffocante) le parole scorrono potenti in me e con quel che ho scritto questa sera luglio è diventato il mese più produttivo dell’anno (segue breve classifica per potermi crogiolare in bodo di giuggiole):

1° – Luglio [47.667]
2° – Gennaio [47.646]
3° – Febbraio [28.079]
….
Caccaculesimo – Maggio [7.629]

Come se non bastasse luglio si guadagna anche il titolo di mese con il miglior risultato in una singola giornata (segue classifica per i medesimi motivi di cui sopra):

1° – 29 luglio [4.121]
2° – 31 gennaio [3.861]
3° – 18 gennaio [3.666]

A parte i numeri – oggettivi ma molto freddi – c’è la sensazione generale di aver imparato a gestire meglio la schematizzazione delle scene e quindi di riuscire ad affrontare il lavoro in modo più razionale e produttivo.

Come ciLLieGGina sulla torta una valutazione fatta con uno dei revisori (da ripetersi con gli altri per conferma e dettagli) per cui il materiale, una volta concluso, risulterà sufficiente (ed anche adatto) a due volumi piuttosto che ad uno solamente. Questo vorrebbe dire recuperare di botto un anno di lavoro… che non è nemmeno una cosa da ridere.

Vado a festeggiare con una bella doccia e poi mi infilo a nanna che domani è giornata di trasferta.

Stay Tuned.

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La Cattiveria del Giorno: “Tu, noi, la vita.”

31 luglio 2013 9 commenti

La Cattiveria del Giorno
Tu, si tu che: “La vita fa schifo, la gente fa schifo, il mondo fa schifo, non ho nessuna soddisfazione, non c’è niente che mi diverta, non c’è niente che mi piaccia, la vita è una merda, il mondo è una merda, la gente è una merda, tanto vale morire, non vedo l’ora di essere morto per stare un po’ in pace, chi te lo fa fare di impegnarti tanto devi morire, non c’è futuro, l’amore non esiste, la felicità non esiste, gli amici non esistono, non c’è speranza, chi spera è un illuso, chi ama è un illuso, chi crede nella gente è un illuso, si nasce per morire, in un modo o nell’altro finiremo tutti dentro la stessa fossa, la vita fa cagare e finisce per tutti allo stesso modo.”

Se credi veramente a quello che dici: muori, fallo per te stesso, ti libererai da ogni ansia e da ogni problema.
Se lo dici per darti un tono, per moda, per sentirti un poeta maledetto: muori, fallo per noi, perché di gentucola inutile che non fa altro che collezionare pensieri negativi per poi scaricarli su tutti quelli che lo circondano ne abbiamo piene le palle.

Hai dei dubbi? Parliamone:

1. Non sentirti responsabile: il mondo non sa che esisti, non ha mai avuto bisogno di te e quindi non risentirà minimamente della tua scomparsa.
2. Niente scrupoli religiosi: se sei un credente non puoi essere convinto di quanto detto sopra, se non lo sei che scrupoli religiosi puoi avere?
3. Niente scrupoli legali: passi la vita a cercare di fregare il sistema in ogni modo – si, ti ho visto mentre cancellavi l’obliterazione dal biglietto dell’autobus – non vorrai mica preoccuparti dell’unico reato per cui non potrai mai essere perseguito.
4. Niente scrupoli sociali: qualcuno potrebbe soffrire della tua morte? Non temere, qualche settimana senza averti tra le palle e si chiederà come ha fatto a sopportarti così a lungo senza suicidarti lui.
5. E’ una scelta ecologica: ora sei inutile, molesto ed infelice. Una volta morto smetterai di consumare risorse del pianeta e di spingere altri a consumarne a loro volta per bilanciare con la cioccolata il karma negativo che gli appiccichi addosso.
6. E’ una scelta etica: la maggior parte dei problemi del mondo moderno è legato direttamente o indirettamente alla sovra popolazione. Un solo uomo non può fare la differenza, ma tu comincia a dare il buon esempio e forse l’esercito di rompicoglioni tuoi pari deciderà di imitarti lasciando a chi resta un mondo migliore.

Visto che sarà l’ultima cosa che farai falla per bene:

1. Non coinvolgere altre persone: solo perché la tua vita è una merda non si vede perché dovresti rovinare anche la loro. Niente suicidi collettivi, omicidi suicidi ed altre menate simili. Almeno per una volta cerca di non essere un vigliacco e sbrigatela da solo.
2. Evita i danni a terzi: solo perché la tua vita è una merda non si vede perché dovresti rovinare la giornata agli altri. Non ti suicidare in luoghi pubblici, agli altri potrebbe non piacere lo spettacolo; se ti butti da un palazzo fallo dove non ci sono auto in sosta; evita di buttarti sotto un treno, alla gente non piace arrivare con seicento minuti di ritardo per colpa di un ritardato.
3. Fallo pulito: solo perché la tua vita è una merda non si vede perché tu debba insozzare il salotto e costringere altri a pulire. Niente armi da fuoco, niente seppuku, niente ghigliottina e se proprio non puoi farne a meno fallo all’aperto.
4. Niente furbate: solo perché la tua vita è una merda non si vede perché tu debba complicare quella degli altri. Restituisci i libri ed i CD che hai ricevuto in prestito.
5. Fallo ecologico: solo perché la tua vita è una merda non si vede perché morendo tu non possa trovare un’utilità. Non suicidarti a casa, in città o in campagna, prima o poi troverebbero il tuo cadavere e lo seppellirebbero con gran spreco di spazio e risorse. Trova un posto adeguato, informati su quale specie di carnivoro terrestre e/o marino fatichi di più a mangiare come si deve e raggiungilo. Corri verso i leoni nella savana, datti un colpetto di grattugia e buttati in mare tra gli squali, fai una passeggiata nelle Everglades. Farai felice uno (o più) gentile animaletto e dispenserai la società dal prendersi cura delle tue spoglie mortali, l’unico limite è la tua immaginazione. N.b. Vivamente consigliata l’assunzione di un antidolorifico.

Stay Tuned.

La Cattiveria del Giorno: “Pane al pane.”

29 luglio 2013 2 commenti

La Cattiveria del Giorno
C’è tra voi qualche assiduo frequentatore del Lidl?
Ultimamente in tutte le filiali – per lo meno in tutte quelle che mi è capitato di vedere – ci sono stati un sacco di lavori per ampliare i locali ed infilarci una catena di montaggio per decongelare, cuocere ed esporre una coloritissima collezione di pane, dolci e prodotti da forno di ogni genere e tipo. Per presentare e promuovere questa bella iniziativa sono stati esposti dei bei cartelloni esplicativi:

Il pane del Lidl
Bella l’immagine, incompleto lo slogan. Ci si dovrebbe aggiungere:

Venite pure a qualsiasi ora, la plastica non invecchia e la sera fa cagare esattamente come la mattina presto.

Per i dettagli vi invito a visitare uno dei Lidl dotati di questa fantastica innovazione, studiare con attenzione i prodotti esposti e, soprattutto, fiutare l’odore artificiale che spandono intorno a loro.

Stay Tuned.

La Cattiveria del Giorno: “Questo è aMMore.”

28 luglio 2013 2 commenti

La Cattiveria del Giorno
Vi è mai capitato di avere a che fare con un Nazi-Animalista? Sì, insomma, una di quelle persone che sostengono la tesi “gli animali sono migliori degli uomini” e la supportano con ogni tipo di propaganda emozionale gli salti in testa?

Insomma, quel genere di utenti di social network, blog e forum che cerca una bella immagine puccipucciosa come questa:

Amore & Specie
E poi ci aggiunge una bella didascalia ad effetto come:

L’amore esiste in tutte le specie animali. Molti uomini avrebbero tanto da imparare da questo leone.

Ora… io capisco – ed in una certa misura apprezzo – il tentativo di trovare qualche cosa di più originale del gattino che gioca con un gomitolo di lana rossa a forma di cuore, ma questo è volersi dare la zappa sui piedi.

Gli uomini avrebbero molto da imparare dal leone? Siete proprio sicuri di voler vedere dei maschi adulti che sbranano i loro figli per far andare in calore le loro femmine in modo da poterle montare di nuovo?

Mica per niente il leone ha l’espressione soddisfatta da gatto colpevole mentre la leonessa l’occhietto a fessura del: “oh no cazzo, non di nuovo.”

Stay Tuned.

Nuova ruBBrica: “La Cattiveria del Giorno.”

La Cattiveria del Giorno
In questi ultimi giorni ho pensato a come potermi tenere in contatto con voi tutti anche se il tempo che posso dedicare al blog è così scarso. Mi serviva qualche cosa da poter scrivere in poche battute, che potesse divertire e che potessi rinnovare con una certa frequenza, magari giornalmente.

Il divertimento, nella maggior parte dei casi, sta nella cattiveria e poiché la natura mi ha fornito di una buona dose di vis polemica ho pensato di sfruttarla e di costruire una rubrica – o meglio la RuBBrica – sulle piccole malvagità che mi passano giornalmente.

Per lo più si tratterà di una raccolta di reazioni a cose che ho visto, letto e/o sentito, una sorta di estensione di Twitter che mi conceda più spazio dei fatidici 140 caratteri ma che resti caratterizzato dalla brevità dei contenuti.

Capiterà che me la prenda con categorie specifiche, sappiate fin d’ora che non sarà astio nei confronti dell’intera categoria ma di quei suoi rappresentanti che la rendono risibile e che senza nemmeno accorgersene ogni volta che aprono la bocca per cercare di sostenerla ne minano la credibilità.

Le donne non si sentano offese se parlo di oche giulive, i vegetariani non se ne abbiano a male se derido i nazi-vegan-stracciamaroni and so on.

Stay Tuned.

E’ tardi, è tardi, è tardi…

28 luglio 2013 13 commenti

Bianconiglio Burton
Mi sono reso conto di essere vergognosamente indietro con l’aggiornamento del blog e visto che venti giorni di silenzio non mi sembrano un buon modo per dimostrarmi ospitale, ho pensato fosse necessario spendere qualche parola per spiegare i motivi di questa assenza.

Non si tratta di mancanza di argomenti, anzi, avrei materiale per una decina di post almeno – ed altrettanto è andato perso nei meandri della mia pessima memoria – il problema è trovare il tempo per poter dare forma a tutti i fatterelli buffi che potre (e vorrei) raccontarvi.

Con questo non voglio cercare di nascondermi dietro a qualche lagnanza sul fatto che non ho mai del tempo libero e che i miei mille impegni mi tengono lontano da questo angoletto di mondo… le ho sempre considerate delle comode scuse per evitare di guardare in faccia la realtà ed ho troppo rispetto per voi per cercare di propinarvi una balla incartata nella stagnola.

La verità è che dopo mesi passati ad arrancare per mettere insieme quattro parole sono finalmente riuscito a ritrovare un buon ritmo di scrittura e quindi ho deciso di vampirizzare tutto il mio tempo disponibile e canalizzarlo sempre e solo in quella direzione. Riesco a scrivere per ore ed ore tutti i giorni, dall’inizio del mese ho scritto più che in tutti e tre i precedenti messi insieme ed ancora ho tre giorni e mezzo a disposizione per arrotondare.

Insomma, non sono assente perché le cose vanno male – il che può sembrare strano detto da un catorcio che non ha più nessuna articolazione correttamente funzionante  – ma perché stanno andando troppo bene ed in tutta onestà non me la sento proprio di rischiare che la magia si spezzi. Se le cose continuano così è possibile (improbabile ma pur sempre possibile) che per fine agosto la prima stesura sia finita. Sto cercando di prendere appunti in modo da potermi rifare a partire da settembre, nel mentre cercherò di essere il più presente possibile ma evito di fare promesse che potrei non riuscire a mantenere.

Stay Tuned.

Categorie:blog, Scrittura Tag:

Diversamente buono.

4 luglio 2013 15 commenti

buoneazioni

In sul finir della pausa pranzo, mentre navigavo nel mare di beatitudine che solo una coppetta di gelato artigianale può dare, mi sono imbattutto in una coppia di pulzelle bisognose di soccorso. Le tapine, rinchiuse sotto al sole in una macchina nera – senza nemmeno una fessurina di finestrino aperto – stavano cercando di uscire da un parcheggio ma non riuscivano ad aggirare l’ostacolo di un’auto parcheggiata ad cazzum che ne strozzava malamente l’ingresso.

Dopo averle osservate per qualche tempo – probabilmente a causa dell’eccesso di zuccheri di cui ero vittima – sono stato mosso a compassione ed ho deciso di accorrere in loro soccorso. Qualche passo, qualche cenno attraverso il parabrezza ed un finestrino si è abbassato. Non molto, giusto un palmo, quanto bastava per poter far passare la voce senza correre il rischio che potessi cercare di saltar loro in braccio.

– Vi serve una mano per uscire dal parcheggio?

Il migliore direttore d’orchestra non sarebbe riuscito ad organizzare un coro migliore:

* No no.

Che tradotto dal pulzellese stretto starebbe a significare:

* Vattene maniaco! Sei fortunato che non trovo lo spray al peperoncino, altrimenti…
* Ma che ti credi, maschilista bastardo, che noi donne non si sia capaci di guidare?

La capacità di sintesi del pulzellese è miracolosa. Per fortuna che ci sono gli sguardi ad offrire una buona chiave di lettura, altrimenti si rischierebbe di non comprenderne a pieno le sfumature.

– Come volete. Guarda che se la prendi un po’ più larga riesci ad uscire in retro con una sola manovra.

* Sì sì. [Tr. “Mavaffanculovà.“]

A metà del secondo “sì” [Tr. “Mavaffan…“] il finestrino si era richiuso. Tornato al mio posto a sedere – ed al mio gelato – mi sono goduto lo spettacolo offerto dalle due pulzelle e dalla loro perfetta realizzazione della tecnica automobilistica tanto amata sia dai Vernice che da Alex DeLarge: il “Su e Giù”.

Per chi di voi non la conoscesse, la tecnica del “Su e Giù” prevede di continuare a percorrere avanti ed indietro la medesima traiettoria mentre, grazie ad un ragionamento per assurdo, si cerca di convincere la realtà della non esistenza degli ostacoli che impediscono la manovra. Ad onor del vero non funziona spesso, ma quando succede è come viaggiare sulla corsia preferenziale di un tunnel quantistico.

Le due, evidentemente delle novizie della Cabala Automobilistica, non hanno avuto la determinazione necessaria a perseverare e dopo poche decine di chilometri passati sugli stessi dieci metri quadrati di parcheggio hanno abbandonato il progetto e, spento il motore, si sono messe a confabulare.

Qualche istante più tardi la passeggera è scesa dall’auto e, si come Venere sorta dalle acque, si è avvicinata tra sorrisi e ventosi sbatter di ciglia.

* Ce la daresti una mano? [Tr. “Su con la vita, villico, la buona sorte t’è compagna. Io la mia – quasi altrettanto gnocca – amica abbiamo deciso di concederti l’onore di poterti adoperare al nostro servizio.”]

Mi spiace, la mia pausa pranzo è finita, devo tornare al lavoro.

Che tradotto dal BuonoSìMaMicaFessesse sarebbe: “Hai voluto la bicicletta? Adesso pedala. E se per caso senti un fastidioso prurito rallegrati… hai ritrovato lo spray al peperoncino.”

Me ne sono andato a piedi, loro anche.

Stay Tuned.

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