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Archive for aprile 2013

Che le audizioni abbiano inizio…

Audizioni

 

Vi ricordate del progetto per trasformare alcuni racconti in audiolibri? [Per i telespettatori che si fossero collegati solo adesso – o per chi dovesse soffrire di senilità – ricorderò che è nato così e si è poi sviluppato cosà.]
Ebbene, la cosa è proceduto di un altro passo e, visto che l’alternativa sarebbe continuare a fare pulizie di primavera e rivoluzione armadi, non posso fare a meno di tenervi aggiornati in tempo (quasi) reale.

Il cast di “Giorni di pioggia” è al completo e, a meno che qualcun altro non si presenti per uno dei ruoli previsti, le registrazioni inizieranno quanto prima. Per quanto riguarda il resto sto raccogliendo le adesioni e contestualmente ho pensato di cominciare anche con delle vere e proprie audizioni.

Ho fatto una selezione di brani del personaggio “Angelica”, un piccolo collage che raccoglie numerose situazioni e diversi stati d’animo e spedito il tutto alle due candidate per quel ruolo. Sono curioso di scoprire come se la caveranno e, soprattutto, quale delle due riuscirà a dar sonorità al personaggio così come me lo sono immaginato mentre lo descrivevo.

Stay Tuned.

Oggi inaugurazione.

24 aprile 2013 9 commenti

La vita condominiale porta con sé una nutrita serie di svantaggi: è necessario convivere con dei vicini, bisogna sottostare ad un regolamento che non necessariamente si condivide e, soprattutto, diventa necessario partecipare a quel caleidoscopico bailamme di miserie umane che prende il nome di “Assemblea di Condominio”. Quando poi nell’ecosistema “condominio” si inserisce la creatura del male “piscina” tutto quanto già detto viene ingigantito come un acaro che passeggi in un microscopio a scansione…

Acaro

Se però la piscina del suddetto condominio è anche dotata di bagni, l’equilibrio tra vantaggi e svantaggi viene presto ristabilito. Aperti a qualsiasi ora del giorno e della notte, con acqua che sale bel bella da una falda (leggermente) termale, molto grandi per il numero di persone che li usano ed anche per questo molto puliti. Una vera pacchia che permette di non dover usare la doccia di casa…

Docce

Perché vi parlo di tutto questo? Perché oggi, per la prima volta nella stagione, la giornata è stata abbastanza calda e soleggiata da permettermi di approfittare delle docce comuni. Da ora fino a settembre sarò un ospite fisso, poco ma sicuro.

Stay Tuned.

My personal Highway to Hell

22 aprile 2013 11 commenti

Salice Piangente

Ieri mattina, tanto per fare qualche cosa di completamente diverso, sono passato a trovare la Cara Nonnina che mi ha deliziato con una ricca e colorita serie di considerazioni, indicazioni, consigli e richieste.

Così ho potuto apprendere cosa avrei dovuto votare alle regionali, di quali vicini aver fiducia, quali siano stati gli errori commessi da mia madre nel crescerci – buffamente mio padre non rientra nel computo – ed in che modo occuparmi del giardino e delle piante nel momento in cui lei passerà a miglior vita ed io mi trasferirò a vivere a casa sua.

Già, perché a quanto pare la Cara Nonnina si sta dando un sacco da fare per predisporre il giardino in modo che io non debba fare la fatica di prendere decisioni, mi basterà darmi da fare per perpetrare nel tempo lo schema da lei deciso e creato all’uopo.

Sopravvoliamo sul fatto che se tutto andrà come spero l’Italia mi perderà presto come residente e mi rivedrà solo nei periodi di ferie quando tornerò in visita parenti & amici; non soffermiamoci sul fatto che lasciarmi da curare delle piante è un po’ come condannare me alla tortura e loro ad una lenta agonia; ma l’idea di giardino della Cara Nonnina è sempre stata quella di una caotica accozzaglia di piante e vasi senza alcun genere di ordine ed equilibrio. Si tratta sempre di belle piante, bei fiori, bei vasi, ma vanno guardati singolarmente perché se si cerca una visione d’insieme c’è il rischio di un attacco di mal di mare.

Mentre lei mi illustrava cosa aveva intenzione di aggiungere, togliere o spostare, io pensavo a tutt’altro ed ho continuato a farlo anche durante la passeggiata mattutina. Il soggetto dei miei pensieri lo potete facilmente indovinare guardando l’immagine di apertura del posto: un albero, un salice piangente, il mio salice piangente.

Si può dire che io e lui si sia cresciuti insieme dividendo con allegrezza il suo angolo di giardino. E’ stato il primo albero su cui mi sono arrampicato e ricordo distintamente di aver trovato un grosso ramo che potesvo usare per tornare a terra: mi bastava percorrerlo e lui, nel flettersi sotto il mio peso di puer, mi accompagnava verso il basso. Era anche un albero assai fantasioso e versatile, a seconda della necessità e della compagnia sapeva diventare una torre o il ponte di una nave.

Con il passare del tempo siamo diventati entrambi più riflessivi, portati all’elucubrazione, ed i nostri incontri han preso la forma di un rarissimo esemplare di cetaceo terrestre sdraiato all’ombra o, al più, seduto su un intreccio di radici. Poi il liceo è finito, io ho deciso di andare all’università a Trieste e lui, ancor più pigro di me, ha preferito rimaner fermo nel suo angolo di giardino.

Il locus amenus si trova precisamente dinnanzi al cancello, dal lato opposto del giardino, una metà della distanza era coperta dal viale d’ingresso, l’altra occupata da piante, ma nessuna abbastanza alta da poterlo coprire. Così, ogni volta che tornavo a casa durante i fine settimana, non appena imboccavo il viale era lui la prima cosa che vedevo, lui il primo a salutarmi ed a darmi il benvenuto. Un ottimo tonico per l’umore…

Poi, un giorno, sono arrivato al cancello… e lui non c’era.

Sono andato a vedere e l’ho trovato a terra, diviso in alcuni buffi cumuli di ciocchi di legna. Non ricordo l’esatto ordine degli eventi, ma citando l’insieme ci sono stati: frignuccolamento, fiume di bestemmie con conseguente sterminio di Santi, tempestoso imperversare per casa corredato da ringhiante richiesta di informazioni. Mia madre se l’aspettava, era stata una sorpresa anche per lei e negli ultimi giorni prima del mio ritorno a casa non era mai riuscita a trovare il coraggio per telefonarmi e darmi la ferale notizia: la Cara Nonnina, in un’alzata di ingegno aveva fatto tagliare l’albero.

Già in passato era accaduto che si prendesse la libertà di mutilarlo facendogli tagliare un ramo perché “faceva ombra sull’orto” e la rappresaglia era stata un deliberato (e rivendicato) atto di vandalismo; in quell’occasione ho preferito andare ad informarmi alla fonte. Non ho avuto alcuna risposta soddisfacente, solo una serie di stupidaggini che potrebbero riassumersi in un moderno:

Perché così mi tirava il culo…

La cosa mi ha lasciato così basito da portarmi a fare una domanda di cui ancora oggi mi pento:

Perché non mi hai detto niente? Era il mio albero, avresti dovuto chiedermelo.

La Cara Nonnina non ha avuto un solo istante di esitazione nel rispondere.

Perché mi avresti detto di no.

Ora, se fino a quel punto mi limitavo a marciare a breccetto di una frenesia omicida, quella placida ammissione di malafede è stata il colpo di grazia. La Cara Nonnina aveva deliberatamente deciso – per nessun motivo valido – di fare una cosa che le andava di fare, consapevole di causarmi un danno ed era anche stata così vigliacca da farlo di nascosto. Mi risultava che il nonnacidio venisse considerato illegale, così mi sono ritirato in buon ordine, sono andato a casa ed ho passato il pomeriggio a dissodare per bene l’orto trasformando un insieme ordinato di piante in una desolata distesa di futuro compost. Un sacco di fatica, vesciche dalla punta delle dita fino ai gomiti, ma a sera ero molto più tranquillo e rilassato… non abbastanza per dimenticare quello che avevo chiesto e la risposta che mi era stata data.

Questi gioiosi eventi, uniti alla mia natura profondamente pacista ed assolutamente refrattaria all’idea della vendetta, hanno marchiato la Cara Nonnina di una colpa che non le ho mai perdonato, non le perdono e non le perdonerò mai. Se anche, a Recanati, un rispettabile operatore di call center e sua moglie, avessero un figlio tramite inseminazione artificiale e questo, cresciuto capellone, si sacrificasse sulla croce per la remissione di quell’unico peccato… non la perdonerò mai.

Sopetto che questa mia piccola carenza di propensione al perdono, complice anche la briciolina di blasfemia di cui sopra, potrebbe costarmi una corsia preferenziale per l’inferno… poco male, ci andrò cantando.

 

Non ti preoccupare, Cara Nonnina, ci penserò io a tenere il giardino esattamente come hai deciso che dovrà essere di qui all’eternità, e come ti piace dire: “farò questo in memoria di te”.

Stay Tuned.

Noi e loro.

11 aprile 2013 15 commenti

Venghino Siori e Siore, venghino…

Quest’oggi mi sono armato di carta, penna e calamaio ed ho stilato alcune belle liste. Quattro per l’elenco dei personaggi dei racconti pubblicati fino ad ora ed una per raccogliere tutti i Valenti Volontari che si sono dichiarati interessati a partecipare alla realizzazione degli Audiolibri. In realtà non ho ancora avuto conferma da parte di tutti i V.V. ma questi son piccoli dettagli…

La locanda dell’impiccato. [Indifferente: 1 – Maschi: 3 – Femmine: 1]
1. Voce Narrante
2. Guglielmo
3. Sofia
4. Oste
5. Ferdinando

Giorni di pioggia. [Indifferente: 1 – Maschi: 1 – Femmine: 0]
1. Voce Narrante
2.  Protagonista.

Vacanze d’estate. [Indifferente: 1 – Maschi: 2 – Femmine: 4]
1. Voce Narrante
2. Lucy
3. Charlie
4. Carlton
5. Linda
6. Madre Charlie
7. Madre Lucy

La Congiura. [Indifferente: 2 – Maschi: 11 – Femmine: 3]
1. Voce Narrante Interludi
2. Voce Narrante
3. Angelica
4. Barbone
5. Padre di famiglia.
6. Miguel (bambino)
7. Serena (bambina)
8. Debra
9. Robert
10. Bulldozer
11. Price (aiutante di Bulldozer)
12. Ragazzo fuori dal locale
13. Il Verme
14. Il Custode
15. Enrico
16. l’Antico

I Valenti Volontari – compresi quelli con beneficio di inventario – ammontano a 12, con una schiacciante maggioranza di 3 ad 1 in favore delle donne. Posto che sicuramente servirà qualche altro maschietto, quali sono i personaggi e/o i ruoli in cui vi sentireste più a vostro agio? Per cominciare direi che potete sceglierne almeno tre o quattro divisi nei tre racconti brevi ed un paio almeno nella Congiura. Si tratta ovviamente di indicazioni generali, che andremo a raffinare in un secondo momento… ma chissà, con un po’ di fortuna potremmo riuscire a coprire la maggior parte dei ruoli senza sovrapposizioni.

Attendo vostre notizie…

Stay Tuned.

Cassiere mio cavaliere.

10 aprile 2013 2 commenti

Un paio d’ore fa ero al supermercato, in fila per la cassa. Davanti a me c’erano due clienti, una vecchierella che stava finendo di pagare ed una donna che stava scaricando il carrello con una tecnica alquanto peculiare: l’aveva lasciato a due passi di distanza dal nastro ed andava allegramente su e giù con un paio di cose per volta. Questo, unito ad uno strano colore di capelli – chiaramente tinti – ha attirato la mia attenzione ed ha fatto sì che mi fermassi ad osservarla per qualche secondo.

Sorpresa!
La conoscevo, per lo meno di vista, come studentessa del mio stesso liceo, arrivata in prima quando io ero già in quarta o quinta. Ho pensato che per essere più giovane di me di tre o quattro anni non si portava bene i suoi trent’anni; il pensiero successivo è stato: “Certo che sono proprio maligno, sempre una cattiva parola per tutti.

Ero intento a biasimare me stesso, quando il cassiere, visto quanto stava mettendoci a svuotare il carrello, le si è rivolto e le ha detto:

– Signora, le dispiace se mentre finisce faccio passare il ragazzo?

Dall’attimo di gelo che ne è seguito ho capito che anche lei doveva avermi riconosciuto e che… beh, non doveva aver mancato a fare i conti della differenza d’età.

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Stay Tuned.

No, cioè… io (quasi) scherzavo e voi mi prendete sul serio?

9 aprile 2013 22 commenti

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Tutto è cominciato l’8 aprile alle 22:15. Galeotto fu un Tweet, chi lo scrisse, chi lo lesse e, soprattutto, chi rispose; ancor più galeotto il trasportare il Tweet anche su Facebook… etc. etc. etc.

Mi chiedevo… dite che potrei trovare una mezza dozzina di interpreti per fare la versione audiolibro di un racconto? Hum…

Io l’ho buttata lì, una battuta come tante altre, e mai mi sarei aspettato una reazione così entusiastica. Nel giro di una decina di minuti ho ricevuto una mezza dozzina di candidature e diversi apprezzamenti per l’iniziativa. A quel punto mi sono detto: “Chi sono io per privare il mondo di una giUoia che così tanto brama?”. Ed eccomi qui, tra il serio ed il faceto, a cercare di organizzare la cosa.

Quando ho scritto quel Tweet, ovviamente, avevo in mente La Congiura, ma credo che partire con qualche cosa di più breve possa essere un buon primo passo per rodare il sistema e soprattutto valutare la fattibilità tecnica della giostra. Per il momento i racconti possibili sono quattro, i personaggi sono parecchi e vanno aggiunte anche le voci narranti; alle spalle di tutto questo servirà qualcuno che sappia occuparsi del montaggio e, magari, anche dell’inserimento di una base musicale ad hoc per i diversi cambi di scena.

Visti i presupposti ho pensato di non fare delle richieste specifiche per un cast predefinito ma di partire con il chiedervi: chi di voi sarebbe interessato a partecipare? C’è qualcuno con esperienza nel campo? Quali sono le vostre caratteristiche vocali? [Grazia voglia notare il vostRe caRatteRistiche] C’è tra voi qualcuno capace di gestire il lato tecnico dell’audio? Qualcuno che possa realizzare un insieme di immagini da far scorrere in un eventuale video da sparare su YouTube?

Accorrete numerosi, se c’è una cosa di cui sono certo, è che ci sarà da divertirsi!

Stay Tuned.

Diretta differita.

8 aprile 2013 5 commenti

Buon giorno, buon giorno.
Quest’oggi ho pensato di deliziarvi con una foto (quasi) in diretta. Si tratta di uno scatto di pochi minuti fa, preso mentre attendevo l’apertura della biblioteca di Portogruaro; un distributora automatico… ma che distributore automatico.

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Un vero distributore automatico di sacchi dell’immondizia. Un rotolo… cinque euro.
Non ricordo di aver mai visto nulla del genere da nessuna altra parte, a voi è già capitato di incapparci? Se sì, dove?

Rimanendo in tema, quali sono i distributori automatici più strani che vi è capitato di vedere? Cosa contenevano? Dove si trovavano e, soprattutto, avete qualche foto da condividere? Io ne ho trovato almeno un altro abbastanza stravagante da meritarsi un post, prima o poi ve lo presenterò, per ora vi dico solo che si trova in quel di Udine.

Detto questo… torno alla scrittura.

Stay Tuned.

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