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Piccole contraddizioni…

Accade spesso che nella Tweet List di Twitter o nella bacheca di Facebook mi compaiano link pubblicitari di concorsi letterari e/o case editrici. In genere non mi prendo la briga di leggere e passo oltre, ma questa sera sono stato colto da un piccolo attacco di curiosità ed ho fatto il fatidico click.

Pubblica Gratis

Della Casa Editrice Kimerik non avevo mai sentito parlare – o non ne avevo mantenuta memoria – e l’insieme tra lo sfondo verde fastidio e l’offerta di pubblicare gratuitamente hanno vinto l’abituale ritrosia. C’era poi il senso dell’urgenza suscitato dalla nota sulla scadenza del concorso… come avrei potuto resistere oltre?

La magia della rete mi ha portato su questa pagina (potete condividere la mia esperienza clikkando QUI) ed il mio entusiasmo ha avuto una precoce battuta d’arresto.

Pubblica Gratis Pagina

Non so cosa ne pensiate voi, ma nel mio immaginario collettivo l’affermazione “Pubblica Gratis” e quella “Quota di iscrizione € 14,00” non possono far parte del medesimo discorso a meno di non essere catapultati in una dimensione alternativa in cui il denaro non ha alcun valore ed i pagamenti vengono fatto a mezzo sorrisi e pacche sulle spalle.

In sintesi – per chi non volesse leggersi tutta la scheda del concorsone – è una raccolta di schede di autori, ognuno ha ben due pagine di spazio da poter utilizzare per inserire contatti, bibliografie, foto, altre piccole perle di egocentrismo da due soldi che, se selezionate, entreranno a far parte di un bel volumetto. Il volume verrà poi pubblicato ed inviato gratuitamente a giornalisti ed a media di rilievo nazionale che di certo passeranno ore ed ore a spulciare tra le sue pagine alla ricerca di una nuova casalinga annoiata con cinquanta sfumature di banalità da pubblicare. Ma no è finita qui, l’iscrizione prevede anche l’invio gratuito di una copia del suddetto volume a tutti i partecipanti in modo che possano ammirare se stessi e tutti gli altri coraggiosi che hanno deciso di partecipare alla stessa lodevole iniziativa.

Due pagine ad autore, un volumetto di un centinaio di pagine, sono 50 copie vendute e 700 euro intascati. La differenza sta nel chiedere 14 euro a cinquanta persone differenti invece che 700 euro ad una solamente. Basterà poi stampare qualche copia in più e spedirla – vuoto a perdere – a qualche giornalista che con tutta probabilità non si prenderà nemmeno la briga di leggerlo.

Io fatico a vederne una reale utilità, ma forse sono pessimista, malpensante e poco incline a credere alla buona fede della gente… mah.

Stay Tuned.

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  1. lfk74
    17 marzo 2013 alle 19:14

    Io amo i concorsi gratuiti a pagamento, riescono a spiazzarmi come Platini quando batteva un rigore…

    • 17 marzo 2013 alle 19:20

      Io rimango sempre affascinato dalla fantasia con cui riescono a vendere e rivendere sempre la stessa minestra riscaldata.

      • lfk74
        18 marzo 2013 alle 18:54

        Io mi stupisco che riescano a riscaldarla all’infinito 😀

      • 18 marzo 2013 alle 19:34

        Quello già mi stupisce meno… in fondo è la stessa cosa in ogni campo. Lo facciamo in politica, in questioni di fede, in dibattiti sui massimi sistemi, nell’economia basata su prodotti non necessari venduti grazie alla creazione di esigenze illusorie…

        Direi che è il fondamento della società moderna.

      • lfk74
        19 marzo 2013 alle 10:42

        Siamo così moderni che mangiamo il cibo preparato dai nostri bisnonni e riscaldato dai nostri nonni e dai nostri genitori. E ora, siccome siamo moderni, lo riscaldiamo anche noi. 😉

      • 19 marzo 2013 alle 11:09

        Che ci vuoi fare, in qualche modo il popolo bue dev’essere addomesticato.

  2. Chiara Beretta Mazzotta
    18 marzo 2013 alle 14:30

    Geniali! La vera creatività sta nei “pubblicatori”… dovrebbero scrivere, altroché!
    Grazie Tale’s per avermi regalato l’ennesima chicca 😉

    • 18 marzo 2013 alle 14:48

      Infatti il mio io di “venditore professionista” è sempre affascinato dalla quantità di diverse versioni che riescono ad inventarsi. Il mio io “scrittore wannabe” un po’ meno… ma daltronde non si può avere tutto…

      Ma si figuri, è sempre un piacere poterle esserle utile ed averla come graditissima ospite.

  3. 21 marzo 2013 alle 18:01

    Questi se la giocano con la Faligi Editore che invece cerca traduttori all’urlo di “Tu traduci noi pubblichiamo!!!” Ovviamente premettono che essendo una Piccola casa editrice non possono pagarti…
    … poi aggiungono che essendo una GRANDE casa editrice possoono però farsi pagare da te traduttore facendoti fare una sorta di corso…
    … poi alla fine del corso tornano a essere Piccoli e non possono pagarti!

    • 21 marzo 2013 alle 20:29

      Interessante…
      Questa mi ricorda Alice quando mangia pezzetti di biscotti per arrivare alle dimensioni giuste.

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