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Potpourri di piccole cose…

Se è vero che l’andamento del lunedì è indice di come procederà la settimana e se è vero che il buon giorno si vede dal mattino questa sarà un’ottima settimana. Già, perché la mattinata odierna è stata una delle migliori delle ultime settimane, sia dal punto di vista climatico – cielo limpido, sole brillante ed una leggera brezzolina -, che da quello gestionale – ho trovato un nuovo posticino dove potermi dedicare alla scrittura -, che da quello umano. Ma andiamo con ordine…

Il giovedì e (spesso) il lunedì mattina ho un impegno che mi porta in quel di Portogruaro. Si tratta di una cosuccia (imprescindibile) che si risolve in pochi minuti e che mi lascia libero attorno alle 09:20. Anche tornando direttamente a casa mi trovo con la mattinata spezzata in due e, a parte la comodità di poter fare la spesa, combino poco o niente… non riesco ad andare a camminare, non riesco a scrivere e, anche se in teoria sarebbe possibile, non ho mai la giusta ispirazione per le pulizie di casa.

Perché – mi son detto – non approfittare del fatto di essere già fuori porta per sperimentare qualche altro posticino utile alla scrittura? Già avevo scoperto la posizione della Biblioteca Comunale ed avevo dato una rapida scorsa agli orari, oggi ho messo a cuccia la pigrizia ed ho deciso di andare ad informarmi. Attraversando il parco che si trova a ridosso della biblioteca sono incappato in un cartello d’avviso ed ho scoperto che, non solo il parco ha una sua connessione Wi-Fi gratuita, ma anche che esiste un’apposita piazzola di “connessione gratuita alla rete elettrica” per chi fosse a corto di batteria. Non male l’amministrazione portogruarese, no?

Questa mattina ero in anticipo, sono arrivato davanti alla biblioteca alle 9:10 con l’apertura alle 9:30. Nessun problema, la giornata era bella e poi potevo sempre andare ad informarmi riguardo al Wi-Fi del parco. L’indirizzo “Piazza della Repubblica n°1” non mi diceva assolutamente niente, ma i passanti non mancavano. Ne ho fermato uno, un signore anziano ed elegante, che si è dimostrato tanto preciso quanto cortese; il tempo di ringraziare ed ero già al trotto.

Questa è Piazza della Repubblica:

Portogruaro Frecce

E quel bel palazzone, oltre ad essere la sede del Comune, è anche il n° 1. Sicuro e baldanzoso punto la porta a vetri indicata dalla Freccia Blu e quasi mi ci si spiaccico contro per mancata apertura. Un simpatico cartello mi avvisa che gli uffici del comune aprono alle 10:00. C’è anche un campanello da suonare per chi avesse un appuntamento, ma fingere di avere un appuntamento per entrare di straforo non mi sembra una grande idea. Sono le 9:15; pazienza, vagherò per un quarto d’ora in attesa che apra la biblioteca.

Purtroppo lo Smartphone è deceduto da tempo, quindi non ho potuto fare le foto di alcuni graziosissimi scorci portogruaresi, provvederò a rimediare non appena mi sarà possibile, per ora accontentatevi della mia parola: il centro storico di Portogruaro è piccino picciò, ma veramente grazioso e ben curato.

Arrivato in biblioteca scopre che dall’11 (oggi) fino al 14 (giovedì) il sistema per la registrazione non è operativo quindi non posso avere la tessera (e nemmeno l’accesso per il Wi-Fi che anche la biblioteca mette a disposizione dell’utenza). A parte l’ironia delle date e l’attesa inutile per un’iscrizione che non ho potuto fare, la biblioteca è un posticino molto caratteristico. Diversamente da quella di Lignano (dove vado a rinchiudermi ogni tanto) non si tratta di un palazzo nuovo, anzi, basta arrivare all’ingresso per sentire il peso degli anni. I locali sono angusti, divisi in modo strano, l’odore dei libri e della carta umida riempie l’aria… bellissimo. Senza contare che, oltre alla sorpresa del Wi-Fi, anche qui come nel parco, esistono numerose prese dove poter vampirizzare corrente a scrocco. Non male l’amministrazione portogruarese, no?

9:40, altri venti minuti prima che apra il comune. Altra passeggiata – di cui manca un adeguato reportage fotografico – fatta di nicchie, stradine, scalette che finiscono radenti al fiume… ed un sacco di pensieri medioevaleggianti.

9:58, puntuale ed arzillo arrivo nuovamente dinnanzi al palazzo del comune. Nel dirigermi all’ingresso passo davanti alla porticina laterale indicata dalla Freccia Rossa e mi cade l’occhio sulla dicitura: “Informazioni”. Vengo colto da quella strana sensazione che si scrive dubbio ma si legge certezza, prendo atto dell’orario di apertura (9:00) ed entro. Inutile che dica che era quello l’ufficio giusto per avere le informazioni sul Wi-Fi del parco, vero? Dieci minuti di chiacchiere, compilazioni e lavoro di un cortesissimo ometto e mi sono trovato in mano il mio contratto d’uso (gratuito) con tanto di chiCCosissimo adesivo con nome utente e password. Non male l’amministrazione portogruarese, vero?

Passeggiare ho passeggiato, gestionare ho gestionato e fino a questo momento ho incontrato solo persone cortesi… di per sé sarebbe già un evento eccezionale, ma veniamo a tre piccoli eventi sparsi all’interno della mattinata:

1. Il giovine & la colazione.
Ho fatto colazione in un Hotel & Ristorante di cui non ricordo il nome (ve lo farò sapere prima o poi), un posto molto grazioso arredato in stile anni ’20 ed impreziosito da un servizio impeccabile. Camerieri in giacca e cravatta, cortesi, educati e non troppo parchi quando si tratta di sorridere. Insomma (abbigliamento a parte) quello che dovrebbe essere la norma in ogni esercizio commerciale ma che, purtroppo, sta divenendo un lusso per ricchi o un evento da festeggiare con nani e ballerine. Visto quanta importanza attribuisco alla buona educazione è stata una vera boccata d’ossigeno.

2. Lui, lei, l’altro e l’erede.
Mentre attraversavo il parco ho incrociato una coppia intenta a parlare con un amico. Lui un bellissimo ragazzo, lei meno eccezionale, ma un ritratto di dolcezza ed entrambi con gli occhi pieni d’eccitazione e di amore mentre parlavano con l’amico dell’erede in arrivo. Ora, io portato all’istinto paterno quanto un cobra al far le coccole ad un sorcio, però devo ammettere che nel vederlo in altri può fare un gran bell’effetto.

3. Quando basta un sorriso.
Sapete perché preferisco camminare piuttosto che correre? Perché la corsa mi confonde i pensieri, li stropiccia e non mi permette di focalizzarli, mentre camminando sono libero di pensare ai casi miei in piena efficienza. Bella cosa, vero? Ecco… sarebbe meglio se guidare fosse più simile al correre che al camminare, perché mi perdo nei pensieri con facilità allarmante.

Tranquilli, non rischio incidenti, sono sempre molto attento, la distrazione ricade solo sulla scelta della strada e finisco per mancare le uscite, dimenticarmi dove sto andando – in genere le tappe intermedie, ma spesso anche la destinazione finale – o dovermi inventare qualche posto dove far manovra per poter tornare sui miei passi.Era la seconda volta nella giornata che facevo quella rotonda e per due volte (pur dovendo andare in diverse direzioni) ho sbagliato infilandomi nella stessa uscita sbagliata. Una strada secondaria che finisce in una zona a traffico limitato  con un piccolo spiazzo per parcheggio subito prima. Per due volte ho fatto la stessa manovra: infilato il muso nel parcheggio, retro e via verso nuovi orizzonti.

La prima volta è andato tutto liscio, la seconda ero ancora di traverso alla strada quando è arrivata un’auto. La signora alla guida si è fermata ed ha aspettato che finissi la manovra, poi siamo partiti entrambi e ci siamo incrociati. Passando ho alzato una mano per ringraziarla… in realtà non aveva fatto nulla di particolare, si era solo fermata, ma visto che ero io quello intraversato e lei quella costretta a fermarsi, mi è sembrato carino sdebitarmi per il fastidio che le avevo causato. Evidentemente non se l’aspettava, ha sgranato gli occhi stupita e subito dopo ha sorriso tutta contenta.

Niente di che, una piccola cosa, uno sforzo minimo per entrambi eppure alla fine eravamo tutti e due di umore migliore. Se c’è un vantaggio nell’essere arrivati all’abominevole condizione di doversi stupire per i gesti di cortesia del prossimo, è il poterli apprezzare in modo così intenso. Un po’ come i nativi apprezzavano le perline colorate…

Stay Tuned.

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  1. Alessandro
    12 marzo 2013 alle 10:51

    Portogruaro è molto carina; se non lo hai già fatto, passa nella zona dei mulini. Sono proprio dietro al municipio sulla destra. Merita anche il Collegio Marconi. Lì ha studiato Lorenzo da Ponte, il librettista di Mozart. Ebreo convertito, prete e grande poeta drammaturgo. Condusse vita libertina “alla Casanova”, prima fuggì da Venezia, poi da Gorizia, Vienna, Dresda e Praga, per concludere la sua avventura negli Stati Uniti, primo professore di letteratura italiana nella futura Columbia University. Oltre alle opere più strettamente letterarie, esistono le Memorie, che sono molto belle. Detto questo, diffida dai portogruaresi, brutta stirpe.

    • 12 marzo 2013 alle 11:56

      Ho visto i Mulini ed anche dato noia a cigni e paperelle. ^_*
      Lorenzo da Ponte me lo sono perso… rimedierò lunedì prossimo. ^_*

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