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La Cara Nonnina che mi rompe le pa..zienza ogni mattina.

Fuoco

Cinque mattine a settimana il mio primo impegno è quello di passare dalla Cara Nonnina per prepararle le medicine  ed assicurarmi che abbia a portata di mano quello che le può servire durante la giornata. Cinque mattine a settimana la Cara Nonnina mi ripete sempre le stesse due o tre cose – e dico cose perché siamo in fascia protetta ed oggi ho litigato con “boiate” – a cui rispondo con la tecnica segreta dell’annuire in silenzio.

Se vi sembra un atteggiamento poco rispettoso sappiate che qualsiasi genere di risposta susciterebbe la medesima reazione da parte sua… il nulla. Perché la Cara Nonnina non nutre nessun interesse a conoscere le opinioni od i pensieri di altri, la sua è una comunicazione a senso unico in cui lei è interprete dell’unica Verità universale e voi dovete ascoltare ed essere grati al cielo.

Da qualche mese a questa parte, una delle sue filastrocche preferite riguardava il camino e la legna da ardere e, più nel dettaglio, le cassette della frutta (quelle di legno) che a suo avviso dovrei procacciarle aggirandomi tra negozi di frutta e verdura, supermercati e, perché no, anche cassonetti. Questo perché, una volta fatta a pezzi – da me, ovviamente – offre la quantità di legno tenero necessaria ad accendere il fuoco ed a mantenerlo vivo il tempo sufficiente perché “scaldi quest’angolo”. Mi sembra doveroso sottolineare che “quest’angolo” è uno dei posti dove lei non sta praticamente mai…

Come dite? Un bravo nipote farebbe questo ed altro per fare contenta la sua Cara Nonnina? Oh beh, se la pensate così andate pure a gironzolare intorno ai cassonetti per cercare qualche cassetta abbandonata, ma non pensiate, poi, di caricarle sulla MIA macchina. Né ora, né mai.

Vorrei inoltre aggiungere, tanto per chiarire l’assurdità di questa insistenza, che a casa della Cara Nonnina, oltre alla legna da ardere, c’è anche una nutrita scorta di ramaglie e pigne creata appositamente con lo scopo di accendere il fuoco. Le cassette di legno, quindi, non sono mai state necessarie e tanto meno indispensabili perché la Cara Nonnina potesse godere il suo bel fuocherello, anche quando il suo depravato nipote tornava dalla caccia a mani vuote.
Accade che un paio di giorni fa la legnaia viene svuotata, ripulita e riordinata (sepolte all’interno c’erano almeno una mezza dozzina di cassette), vengono preparate alcune ceste di legna ed altre di ramaglie ed il tutto viene portato al piano di sopra e sistemato in modo da poter essere facilmente raggiungibile. Qualche ora di lavoro di buona lena per facilitare le cose alla Cara Nonnina ed evitare che si facesse cogliere dall’idea imbecille di andar su e giù per le scale abbracciata a ciocchi di legno quando fatica a stare in piedi anche senza portar nulla.
Un’idea intelligente, ma… ma non un’idea della Cara Nonnina e se c’è una cosa che lei non sopporta è che accadano cose al di là di quello che lei ha pensato, lei ha stabilito e lei ha deciso. Dopo tutto quando si è La Verità si è immuni all’errore e questo, per definizione, rende giusta ogni cosa fatta e sbagliata ogni cosa che non si è fatta.

Tu… sì, tu laggiù… ti ho sentito sai? ‘Dovrei essere più paziente… si tratta di un novantenne… a quell’età è normale che ci sia rigidità nel pensiero… non si può pretendere.’ Bene, permettimi di risponderti. La Cara Nonnina è sempre stata così, è una sfonda maroni fin da quando ero un bimbetto (ed a quanto dice mia madre, sua figlia, lo era anche ben prima della mia nascita); sono stato paziente per trent’anni abbondanti… ora comincio ad essere un po’ seccato.

Dov’ero rimasto? Ah già, al lavoro fatto nella legnaia.
Ebbene, questa mattina c’è stata una svolta che mi ha lasciato allibito… dopo tutti questi anni dovrei averci fatto l’abitudine ma credo che in questo caso valga una reazione simile a quella di un medico che perde un paziente: non potrò mai abituarmi veramente alla stupidità.
La Cara Nonnina mi ha chiesto di riportare nella legnaia tutte le ramaglie perché: “se le brucia adesso, l’anno prossimo con cosa accenderà il fuoco?”. Sorvolo sul fatto che un altro dei suoi tormentoni sia ripetere tutte le mattine che sente che questo è il suo ultimo anno, perché è vecchia e non supererà i novanta (bel modo di cominciare la giornata per un tanatofobico, vero?) ma pork… mi sfondi sistematicamente le gonadi per avere le cassette con cui accendere il fuoco ma non vuoi avere le ramaglie per accendere il fuoco? ‘staMMinchia di fuoco lo vuoi acceso o spento? E soprattutto… non è che te l’ha ordinato il medico di bruciare tutto quello che ti capita a portata di mano, se te li vuoi tenere per ricordo basta che non li butti nel camino, sono certo che non se ne avranno a male.

No, non sforzatevi di cercare una logica in tutto questo, sarebbe tempo perso.

Vedevo due scelte dinnanzi a me, una sola che non mi avrebbe portato ad un procedimento penale per nonnicidio, ho riportato giù le cassette ed ho salutato. Mentre ero sul vialetto sono stato raggiunto da un’agghiacciante richiesta…

Se trovi cassette portamele, che mi servono per accendere il fuoco…

Stay Tuned.

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  1. Carolina
    26 febbraio 2013 alle 12:59

    Puoi essere così cattivo con la povera nonna?! Puoi?!?!?!?
    Che insolente 😀

    Carolina

    • 26 febbraio 2013 alle 12:59

      A quanto pare… posso.
      Anzi, visto che ho cominciato penso che continuerò a farlo. Ho in mente diversi altri post sul tema.

  2. Alessandro
    26 febbraio 2013 alle 13:35

    Kattivo!!! (e guarda che la K è molto infamante!)

    P.S. poi vorrei capire perché il mio avatar sembra sempre sul punto di farsela nei pantaloni…

    • 26 febbraio 2013 alle 13:45

      Sì, è proprio Kattivo. Non a sufficienza da essere Kativo, ma è sulla buona strada 😛
      Per l’avatar: wordpress associa ad ogni indirizzo mail un avatar, e quello rimane. (o almeno così mi pare di aver compreso) Quindi mi sa che rimarrai con l’avatar che sembra sul punto di farsela nei pantaloni *_*

      • 26 febbraio 2013 alle 14:04

        Urca, non avevo mica pensato all’elisione di una “t”… eh sì, devo mettermici d’impegno!

      • Alessandro
        26 febbraio 2013 alle 14:04

        Ahahahhah, che triste destino il mio: deciso da wordpress. Comunque sì, Tale’s Teller è vicino all’unica “t”, aspettiamo i prossimi post.

      • 26 febbraio 2013 alle 14:05

        Spero di riuscire a guadagnarmela con i prossimi post sulla Cara Nonnina.

    • 26 febbraio 2013 alle 14:03

      Mi sono meritato una “K”, ne sono lusingatissimo.
      L’avatar viene assegnato dal sistema a seconda dell’indirizzo che inserisci. O cambi mail o sarai sempre sospeso nel defecare.

  3. 26 febbraio 2013 alle 16:27

    Sei davvero Kattivo…oppure Cativo…comunque, sempre con la maiuscola: non si infamano le nonne pubblicamente, sallo! 🙂

    • 26 febbraio 2013 alle 20:38

      Non si calunniano le Care Nonnine, ma siccome non ho fatto altro che dire la verità… beh, non sono io che l’infamo è lei che si dipinge così ^_*

      Ed aspettate di sapere il resto… MWHAHAHAHA!

  4. 26 febbraio 2013 alle 18:53

    …….Mi sono sbellicata dalle risa!!!! K…T.. Ma noooo kativo…. KasseTTe !!!!
    eeeee se Tale’s fosse un’angelo?!?

    • 26 febbraio 2013 alle 20:39

      No Kativo? Che fai, remi contro al giusto riconoscimento delle mie doti? ^_*
      Un angelo? Sì, possibile, ma uno di quelli con un pessimo senso dell’equilibrio.

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