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Autori Fantasy: Stan Nicholls

Maras-Dantia (Centrasia)
Eccoci qui, io e voi riuniti per la prima puntata di questa meravigliUosa rubrica riguardo i così detti Autori Fantasy.
Poiché si tratta di un primo passo non mi limiterò a parlare del buon Nicholls e della sua illustre opera, intendo ritagliarmi anche qualche angolino dove divagare per potervi dare qualche delucidazione riguardo i criteri di analisi che ho scelto di usare.

Per prima cosa credo sia importante sapere su quali opere il commento sia stato basato, nel caso di Nicholls – Vedi Wikipedia – ho letto la trilogia che l’ha reso famoso: “Orchi”, formata da “I guardiani dei lampi”, “Le legioni del tuono” ed “I guerrieri della tempesta”. [Edizioni Mondadori – Traduzione di Riccardo Valla]. Una saga imperniata su protagonisti insoliti, gli Orchi appunto, che nell’immaginario Fantasy classico hanno sempre svolto il compito di antagonisti o, ancor peggio, di carne da macello al servizio di qualche oscuro signore del male. Di contro gli umani ricoprono il ruolo dei malvagi conquistatori che mettono a rischio gli equilibri di un intero mondo a causa della loro espansione incontrollata e del loro eccessivo sfruttamento delle risorse naturali.

Come ogni buon lettore di Fantasy sa, ogni diversa ambientazione propone la propria interpretazione di quelle che abitualmente sono le caratteristiche chiavi della letteratura fantastica: divinità, magia, religione, creature mitologiche, razze diverse da quella umana etc… siete curiosi di quale sia la versione di Nicholls riguardo a tutto ciò? Mi auguro di sì, perché sto per parlarvene:

Maras-Dantia (chiamato Centrasia dagli umani) è un crogiolo di razze e creature: nani, elfi, gnomi, goblin, orchi, centauri e troll sono solo un esempio della varietà delle razze pensanti, a cui vanno aggiunti numerosi incroci ed un piccolo serraglio di bestie come draghi, arpie ed ippogrifi. Si tratta di un mondo decadente, sempre più invaso dai ghiacci eterni che scendono dal nord a causa dell’incrinarsi dell’equilibrio delle energie magiche, gravemente compromesso dall’abuso dell’uomo che ha turbato l’ordine naturale delle cose.
Si suppone che ogni razza antica (ovvero tutte tranne gli umani) veneri le proprie divinità, di questo insieme vengono presentate quelle orchesche (il quadrilatero) ed i due diversi credo umani, l’uno monoteista (Uni) e l’altro politeista (Mani), si tratta di divinità presenti solo per nome che, ai fini della storia, potrebbero anche essere solo un’illusione dei loro fedeli.
La magia è prerogativa delle razze antiche ed ognuna di esse, fatta esclusione per gli orchi, possiede qualche particolare dote legata ai flussi magici:  i folletti sono dei piromanti, i nani chiaroveggenti, etc… tutti, ovviamente, risentono del calo della magia causato dagli umani e proprio per questo hanno della capacità molto ridotte. Nella saga compaiono alcune eccezioni a questa regola, come le tre streghe sorelle Adpar, Jennesta e Sanara ed un non meglio definito gruppo di maghi a cui si deve la creazione delle guardie magiche di una città.
E gli orchi? Loro sono combattenti fatti e finiti, da quando escono dall’uovo non fanno altro che prepararsi alla guerra e proprio per questo le loro orde e le loro bande da guerra sono organizzate con una rigida gerarchia militare e gestite con inflessibile disciplina…

Con i presupposti abbiamo finito, veniamo ai fatti.
L’idea di inversione dei ruoli e di un racconto dal punto di vista dei più classici tra gli antagonisti del Fantasy sarebbe potuta essere gradevole, ma è stata ridotta ad una mera questione di nomi. Gli orchi di Nicholls, sono forti, agguerriti e calvi, ma a parte questo si comportano come il tipico gruppo di eroi umani. Non si tratta di una storia diversa, ma della stessa storia raccontata con i nomi invertiti per poter sembrare diversa.
La multirazzialità è ridotta ad una semplice cornice usata per rendere meno monotono il succedersi di incontri e scontri da cui gli orchi usciranno sempre e comunque vincitori. L’argomento di almeno 18 dei 23 capitoli del secondo libro è infatti un qualche genere di combattimento/rissa/duello dall’esito già scritto le cui uniche variazioni sono il colore della pelle, la forma delle orecchie e la generale fisicità degli sfortunati avversari di Stryke e della sua banda. All’inizio del primo volume la banda conta trenta elementi, alla fine del terzo sono ridotti a ventitre, sette caduti – di cui uno per sacrificio, uno per idiozia ed uno per malattia – contro numerose centinaia di vittime mietute come se niente fosse.
I Figli del Lupo – questo il nome della banda – sono capaci di penetrare da soli all’interno di regni ostili, recuperare i manufatti che cercano e di cui nemmeno conoscono la posizione specifica, ed uscire senza subire nulla più di qualche ferita superficiale. Se vi sembra esagerato è perché non avete ascoltato con sufficiente attenzione i commenti dell’ufficiale medico, il buon vecchio Alfray, in almeno un paio di occasioni, dichiara che… hanno avuto fortuna. Visto? A tutto c’è una spiegazione logica, malfidenti.
A dar spessore alla trama ci sono anche una strega tirannica con forte propensione per l’uccisione ingiustificata dei propri luogotenenti, un delirante capo di culto umano deciso allo sterminio di tutti i subumani, un gruppo di cacciatori di taglie senza scrupoli, gli strani sogni profetici di Stryke, degli artefatti da cui dipende il destino del mondo ed una serie di coincidenze in grado di far impallidire anche i lettori di Harmony.

La qualità della scrittura? Dozzinale, con qualche rarissima immagine azzeccata e fin troppo spesso uguale a se stessa e saldamente poggiata su un solido substrato di luoghi comuni. I personaggi? Piatti e senza mordente, distinguibili l’uno dall’altro solo grazie ad una manciata di caratteristiche distintive pericolosamente tendenti allo stereotipo. L’intreccio? Una partita a di Street Fighter – Round One, Orchi Vs. Goblins. Ready? Fight! – tenuta a malapena insieme dal principio della cerca di gruppo. Credibilità e coerenza? Anche nell’inventare un mondo a suo uso e consumo Nicholls riesce a contraddirsi: dipinge gli orchi come combattenti onorevoli e di incredibile disciplina, e poi li fa agire secondo un preciso principio di convenienza ed usa come siparietto comico le zuffe verbali (e non) dei due secondi ufficiali che il capitano è spesso costretto a dividere.

Tirando le somme si tratta di una letturina anonima adeguata (forse) per ragazzini assuefatti alla PlayStation che l’autore cerca di spacciare per storie da adulti inserendo in apertura del primo libro una scena di sesso. Nel mio candore mi ero illuso si trattasse del tentativo di lanciare un autore-ragazzino per arrivare ad un nuovo Eragon, ma a quanto ho letto su Wikipedia Nicholls aveva cinquanta anni suonati quando ha partorito ‘sta minchiata. Gli affibbio un punteggio di due su cinque solo perché al peggio non c’è mai fine e l’uno mi serve per scribacchini ancor peggiori.

Siamo arrivati alla fine della recensione, ma prima di salutarvi ho ancora una  sorpresa per voi. Con l’aiuto dei miei insostituibili aiutanti Naive la Tenerona e Finicky il Caustico metterò in scena per voi la versione romanzata di alcuni eventi salienti della Saga. A voi distinguere le battute dell’una da quelle dell’altro.  Ready? Fight!

– La prima battaglia è finita, gli orchi hanno distrutto un insediamento umano e recuperato l’oggetto richiesto dalla Regina Jennesta. Hanno anche trovato una gran quantità di Pellucida, una droga da figli dei fiori.
“Hai visto che carini gli orchi? Hanno ucciso tutti tutti, ma non il neonato. Lui lo hanno risparmiato.”
“Eh già. Abbandonare un neonato lungo una strada maestra nella speranza che chi lo trova preferisca allevarlo piuttosto che mangiarlo è un vero atto di clemenza.”
“Però c’è una cosa che non capisco. La Regina Jennesta non mi sembra molto paziente, allora perché gli orchi invece che tornare subito da lei si fermano a fumare Pellucida in quel boschetto?”
“Perché sono disciplinati.”

– Sulla via del ritorno gli orchi vengono aggrediti da un gruppo di goblin e l’oggetto viene rubato.
“Finicky, perché gli orchi vanno da soli verso il reame dei Goblin? Non potevano mandare un messaggio alla Regina per chiedere aiuto?”
“La regina avrebbe ucciso il messaggero e poi si sarebbe anche vendicata su di loro per aver perso l’oggetto.”
“Perché?”
“Per mantenere la disciplina.”

– Guardando l’audace mappa del continente.
“Finicky, ho trovato la penisola di Ruffet’s ma non riesco a trovare la città di Ruffets View, dov’è?”
“Nella mappa non c’è.”
“Ma ci sono tanti, tantissimi nomi diversi di posti che non vengono nominati, in quel posto è ambientata metà del terzo libro… come mai non l’ha messa?”
“…”

– Stryke ed i suoi si sono rifugiati a Ruffets View, una città di umani politeisti (Mani). Sanno che alle loro calcagna c’è l’esercito di Jennesta (Regina malvagia, nemica acerrima degli Uni, servita da un’orda di orchi, alleata a molte comunità Mani e che fa largo uso di mercenari) e subito dietro a lei un esercito di umani monoteisti (Uni) nemici giurati dei Mani e di qualsiasi subumano, tranne i nani che vengono usati come mercenari. A sorpresa gli Uni arrivano per primi e mettono sotto assedia la città.
“Accipuffolina, sta arrivando un altro esercito, chissà chi sarà.”
“Mani, un sacco di orchi e dei contingenti di nani mercenari. Non ci sono molti dubbi.”
“Mani! Gente venuta in soccorso di Ruffets View per salvarla dagli Uni. Evviva!”
“Suvvia, non essere sciocca, Naive. Mani, nani mercenari e tanti, tanti orchi. Chi ha un esercito così?”
“Shh, non mi distrarre, sto guardando Stryke che guida una carica fuori dalla città per unirsi al nuovo esercito di alleati.”
“…”

– Dopo la battaglia e – sorpresa! – aver scoperto che il misterioso esercito di alleati era quello di Jennesta, Stryke ed i suoi fuggono. Com’è, come non è le reliquie si attivano e loro si trovano teletrasportati sui ghiacciai, dove trovano il palazzo di Illex e lì restano imprigionati. Il giorno successivo, mentre cercano di fuggire, scoprono che il palazzo è stato attaccato dall’esercito di Jennesta.
“Finicky, io non capisco, come ha fatto Jennesta ad arrivare in un solo giorno. Illex è quassù al nord mentre la penisola di Ruffets è a metà del continente e Ruffets View è… ah già, Ruffets View non è segnata sulla mappa.”
“Comoda dimenticanza… ma dalla descrizione della fuga di Stryke e dei suoi la città doveva essere a più di una giornata di cavallo a sud della foresta di Drogan, più a sud della baia di Calyparr.”
“Allora questo continente deve proprio essere piccolo. Jennesta e l’esercito ne percorrono metà in meno di un giorno.”
“Oppure…”
“Oppure?”
“Nicholls è un incompetente.”

Stay Tuned.

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  1. Alessandro
    26 gennaio 2013 alle 23:00

    Insomma una bella porcata… Peccato, l’idea dei protagonisti orchi poteva essere sfruttata meglio. Nota di cronaca: il traduttore, Riccardo Valla, uno dei grossi nomi della fantascienza italiana (traduttore anche di Tolkien e molto altro), è morto proprio qualche giorno fa a Torino, stroncato da un infarto durante una passeggiata.

    • 26 gennaio 2013 alle 23:05

      Resto in tema con un: ‘orco giuda… mi spiace, per quanto i libri non mi siano piaciuti non avevo nulla contro di lui.

      L’idea o meglio, quella che credevo essere l’idea, non sarebbe stata male, peccato per la realizzazione urenda. Bisognerà attendere che sia qualcun altro a dare voce ai poveri orchi…

  2. 27 gennaio 2013 alle 04:00

    Ecco, ti pareva che non c’era la fregatura, con l’originalità che è solo una crosta in superficie.
    L’ho capito dalla mappa uguale a quella nei libri del Signore degli Anelli! Però pure fatta peggio, a quel che leggo 😀
    Oh, l’ho detto ironicamente.. ci tengo a precisarlo, vista l’ora che ho fatto… potrei non essere del tutto lucida.
    Comunque mi fido poco dei fantasy venuti dopo Tolkien, forse sono prevenuta, ma una volta che sei segnata da un grande in giovanissima età, non puoi fare a meno di pensare che poi non ci si può inventare molto di meglio… Non ho letto però le Cronache di Narnia, e forse quello varrebbe la pena.
    Anche io stasera ho avuto gli orchi qui, o gli umani a seconda delle inversioni dei ruoli…
    Chissà perché quando vai a stabilirti di passaggio in una città (Genova nel nostro caso), ad amici e parenti viene l’idea di farsi giri turistici in loco prima che tu te ne vada altrove.. Oggi abbiamo intrattenuto la cugina di Alessio con fidanzato. Per fortuna all’acquario di Genova ci sono andati da soli (sai che due scatole).
    Ciao Narratore

    • 27 gennaio 2013 alle 12:22

      Quella mappa almeno è stata sfocata dalla fotografia, quella che c’era nel primo volume era illeggibile anche dal vivo. Pensa quanto ne han curata la pubblicazione. o.o

      Il fantasy prima o dopo Tolkien non mi fa molta differenza, la letteratura fantastica esisteva ben prima di lui ed in fondo non ho mai trovato così epocale la produzione del buon vecchio R.R.
      Gradevole, originale per l’epoca ma molto più fiabesca di quanto sia necessario nel fantastico che preferisco.

      Dal punto di vista di stile di scrittura Tolkien è di certo superiore a Sapovski (di cui parlerò prossimamente) ma per quel che riguarda i contenuti ed il clima generale del mondo e del racconto trovo che il polacco vinca.

      Oh beh, trovo che amici e parenti abbiano capito tutto della praticità del viaggiare con campi base organizzati. Lo farei anch’io molto volentieri. Capisco però che essere dal lato che viene invaso risulta un po’ più complesso.

      Buona giornata Riservata Divinità.

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