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Archive for gennaio 2013

Appuntamenti…

28 gennaio 2013 8 commenti

Ebbene, eccomi qui, di ritorno dal mio appuntamento in Autofficina per il tagliando…

Di questi tempi “appuntamento” è un termine dal significato molto aleatorio e, per causa di un qualche oscuro malefizio, non me ne va dritto uno nemmeno ad accenderci un cero alla marijuana in onore di tutti i Santi (grunge) del paradiso. Non ci credete? E va bene, vediamo un po’ come sono andati i miei ultimi… appuntamenti.

Correva il dì 22 gennaio, ero di strada per la biblioteca quando ho ricevuto una telefonata dalla palestra. La segretaria, molto gentile come sempre, mi ha fatto sapere che l’appuntamento preso per quella sera sarebbe saltato a causa di un piccolo intoppo tecnico. Poco male, ho pensato, sarei passato comunque ad allenarmi e lo avremmo spostato a qualche altro giorno.
Visto che avevo il cellulare in mano e che non ricordavo esattamente l’ora del mio appuntamento con il medico, ho pensato di telefonare alla sua segretaria:

– Pronto, buon giorno, sono Tale’s Teller, ho un appuntamento con il dott. Scrocchiaossa per lunedì 4 febbraio ma non ricordo esattamente l’orario, potrebbe confermarmelo? Undici e mezza o mezzogiorno?
* Certo, controllo subito, mi dia un secondo.



* Senta, non mi risultano appuntamenti a suo nome per il 4 febbraio, può essere un giorno diverso?

Ora, dovete sapere che per avere un appuntamento con il dott. Scrocchiaossa è necessario prenotarsi con TRE mesi di anticipo ed è un’impresa titanica. Ho provato a chiamare tutto ottobre senza successo (perdendo così l’appuntamento a gennaio) e quindi, quando a novembre sono riuscito a prendere la linea, preso dall’entusiasmo, ho anche gridato “Europa Europa”. Sentire parlare di un problema mi ha fatto rizzare i capelli in testa, ma tantè…

– Non credo, ho scelto quel giorno perché sarò in zona quel giorno. Però tutto è possibile.
* Guardi, mi faccia controllare tutto il mese, la richiamo appena ho finito.

Mi richiama dopo una decina di minuti.

* Mi spiace, non risulta nessuna prenotazione a suo nome, è sicuro che fosse proprio per febbraio?
– Guardi, potrei sbagliare l’anno, forse era per il 2014, ma sul mese non ho dubbi.
* Non mi risulta da nessuna parte, però ho trovato un posto libero per il 12 alle 13:30, va bene lo stesso?

Eh, certo, chiamo con quattro mesi di anticipo per poi avere un appuntamento ad cazzum in una data ed in un orario che mi fanno schifo alla schifezza.

– Se non c’è alternativa…
* Purtroppo no.

Ma in fondo perché lamentarsi? Ogni volta che vedo Scrocchiaossa gli mollo solo 65 euro, per una cifra così esigua non credi di avere il diritto di replica… o sì?

Veniamo ad oggi.
Come sempre avevo qualche dubbio sull’orario, non ricordavo se l’appuntamento fosse alle 14:30 od alle quindici; poco male anche in questo caso, avevo con me il netbook ed un libro, pronto per ogni evenienza. Quando arrivo la segretaria non c’è, un venditore con dei pantaloni rubati a Tiger Wood sotto effetto di stupefacenti mi manda dal responsabile dell’officina… che mi guarda con un misto tra sorpresa, incertezza, orrore e senso di colpa. Sento la carogna che mi si arrampica sulla schiena.

* Buon giorno, mi dica.
– Buon giorno a lei. Ho un appuntamento per il tagliando.
* Sì, certo, a che nome.
– Tale’s Teller
* Hum… che auto?
– Una Prius.
* Si ricorda la targa?

Abbello, se non ti risulta nemmeno quella cosa pensi di chiedermi ancora? Calco dei denti o DNA?

– Guardi non me la ricordo.
* Andiamo a vedere.

Trotterelliamo sotto la pioggia, arriviamo all’auto, legge la targa e poi mi dice (anzi, ci dice, visto che con me c’era anche la Tata Teller).

* Bene, allora io la porto in officina, se voi volete aspettare in sala d’aspetto io controllo la scheda lavoro e preparo il preventivo.
– Maccerto.

Faccio appena in tempo ad accendere il netbook e l’uomo riappare con una faccia funerea.

* Posso parlare con uno di voi?

Mio dio, non mi lasci sulle spine la prego. Me lo dica chiaro e tondo, la mia piccola ha speranze di salvezza?

– Mi dica.
* Ci dev’essere stato un errore, l’appuntamento è alle 15:30.

Oh beh, temevo peggio, ci sarà solo un’oretta in più da aspettare, poco mal…

* … nella filiale di Udine.
– No, aspetti, in che senso?
* L’appuntamento è stato preso con quell’officina, non con la nostra. Può essere che ci sia stato un errore, forse vi siete capiti male.
– Beh, possibile. La signorina mi ha chiesto esplicitamente se preferissi la filiale di Udine ed io, altrettanto esplicitamente, le ho detto di no.
* E’ sicuro?
– Vediamo, considerando che per arrivare qui ci metto venti minuti e per arrivare ad Udine ce ne vogliono quarantacinque; considerando che oggi avevo anche un altro appuntamento qui dietro l’angolo… beh, sì, direi che sono abbastanza sicuro.

Morale della favola? Appuntamento il 7 febbraio alle 8:15 di mattina e mi terranno la macchina per mezza giornata perché devono fare una serie di lavori apocalittici (ma, per fortuna, gratuiti visto che fanno parte di un richiamo da parte della Toyota).

Siete ancora sicuri che stessi esagerando? Ecco…
E considerate che questi sono solo gli ultimi tre esempi, è dall’inizio dell’anno che gli appuntamenti non funzionano MAI al primo tentativo e mi incasinano l’agenda.

Stay Tuned.

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E tu… niente!

28 gennaio 2013 22 commenti

Sapevate che tra i miei cantucci creativi preferiti c’è una biblioteca? Beh, ora lo sapete quindi cercate di tenerlo a mente ché prima o poi v’interrogo. Mi piacerebbe potervi dire che si tratta di un’antico palazzo medioevale con anguste sale studio ricavate nei luoghi più strani e pittoreschi, ma se la parola “biblioteca” vi ha rimandato ad immagini mentali del Nome della Rosa o della Normale di Pisa, mi duole comunicarvi che siete andati fuori bersaglio. E’ un palazzo nuovo, senza anima e con poca attrattiva, ma molto pulito, luminoso, caldo e soprattutto un eccellente servizio per la consultazione ed il prestito dei volumi. Non sempre è silenzioso come una biblioteca dovrebbe essere, a volte viene invaso da piccole bande di ragazzini che, con la scusa di studiare insieme, si dedicano a dei buffi tentativi d’approccio romantico o si scambiano delle balle assurde sulle loro acrobazie sessuali. Poco male, ho sempre con me musica e cuffie.

Ma torniamo all’eccellente servizio di consultazione e prestito dei volumi. La suddivisione per argomenti ed autori è chiara e semplice, esiste un computer per la consultazione del catalogo e c’è un buon numero di addetti ai lavori sempre disponibili a fare da ciceroni di quel tempio di carta. Fino a quando si rimane all’interno della biblioteca si può consultare qualsiasi numero di volumi, è possibile costruire dei veri fortini e disseminare testi su decine di banchi; il gioco finisce nel momento in cui si desidera portarne qualcuno a casa, perché in questo secondo caso il limite scende drasticamente a tre. Più che sufficiente per chi si stia procurando qualche cosa da leggere, ma non per tutti è così…

Qualche giorno fa me ne stavo placidamente sprofondato nella scrittura, cullato dalla musica, quando ho percepito una presenza alle mie spalle. Nell’abbassarsi del volume tra una canzone e l’altra ho sentito distintamente due voci, si trattava di una delle bibliotecarie e di una signora con una strana vocetta stridula. Non è stata curiosità, parola di lupetto, ma ho chiaramente sentito che la sconosciuta stava cercando dei testi di consultazione per un qualche argomento tecnico tanto specifico quanto astruso. Per privacy (e comodità) mi riferirò ad esso come: “Filologia romantica per gli sverzillatori di precisione.” Su consiglio della bibliotecaria la signora ha raccolto una mezza dozzina di libri, libercoli e manuali e si è costruita il suo fortino sul banco accanto al mio.

Fin qui nulla di strano, ho visto fare ricerche ben più audaci della Filologia romantica per gli sverzillatori di precisione, ma come in ogni evento che valga la pena di essere narrato si è presentato lui: il personaggio inatteso. Di principio era solo un riflesso alla finestra, un’ombra intenta a girovagare tra gli scaffali apparentemente senza meta, gradualmente si è accostato alla ricercatrice e ci ha scambiato qualche parola.

Da quanto ha detto lui ho capito che:
1. Era l’infelice accompagnatore della ricercatrice;
2. Si stava trifolando le pigne nell’attesa;
3. Ci teneva a sapere quanto tempo le ci sarebbe voluto per finire.
Da quanto detto da lei ho capito che:
1. Non gliene fregava nulla dell’infelicità di lui;
2. Non gliene fregava nulla della noia di lui;
3. Non aveva idea dei tempi, si organizzasse come voleva.

La timida proposta del “torno a prenderti quando hai finito” è stata seppellita dall’occhiataccia “provaci e per cena mangi stufato di veleno per topi” ed è divenuta un più servile “cercherò qualche cosa da leggere”. Giunto a quel punto della vicenda la concentrazione aveva abbandonato la scrittura ed era divenuta apprensione per quell’ometto alto alto e magro magro che aveva ripreso a vagare tra gli scaffali alla ricerca di qualche cosa con cui risollevare la sua sorte raminga. C’è voluta almeno una mezz’ora prima dello scoccare della fatidica scintilla, poi si è messo tranquillo su una poltroncina a leggere…

Il destino la pensava diversamente. Doveva a malapena aver letto la prima pagina quando la Ricercatrice si è levata come un temporale estivo ed ha imperversato attraverso il corridoio carica di una solida pioggia di libri, con ciò che ne è seguito…

– Basta, andiamo.
* Hai finito? Bene.
– Finito? Non ho nemmeno cominciato, ma porto a casa i libri e continuo lì.
” Va bene, cara.
– Ecco, io prendo questi tre, tu prendi questi.

L’uomo si è guardato le mani, ora ingombre di una pila di tre volumi ciascuna.

* Sì, va bene. Allora prendo anche questo, così finisco di legg…

– No, non puoi! Ne puoi prendere solo tre per volta.

L’uomo ha guardato nuovamente le mani occupate dai sei libri mollatigli in groppa dalla moglie (?). Lei deve aver letto il dubbio del suo sguardo ed è corsa ai ripari.

– Lo prenderai un’altra volta… io avrò bisogno di altri due libri, così quando vieni a cambiarmeli puoi prendere anche questo.

Ero pronto, avrei difeso quell’uomo fornendogli qualsiasi alibi, finanche adducendo fatti di chiara origine aliena…

* Ve bene, cara.

Ok, sei nato vittima, te la meriti… adieu.

Stay Tuned.

Autori Fantasy: Stan Nicholls

26 gennaio 2013 4 commenti

Maras-Dantia (Centrasia)
Eccoci qui, io e voi riuniti per la prima puntata di questa meravigliUosa rubrica riguardo i così detti Autori Fantasy.
Poiché si tratta di un primo passo non mi limiterò a parlare del buon Nicholls e della sua illustre opera, intendo ritagliarmi anche qualche angolino dove divagare per potervi dare qualche delucidazione riguardo i criteri di analisi che ho scelto di usare.

Per prima cosa credo sia importante sapere su quali opere il commento sia stato basato, nel caso di Nicholls – Vedi Wikipedia – ho letto la trilogia che l’ha reso famoso: “Orchi”, formata da “I guardiani dei lampi”, “Le legioni del tuono” ed “I guerrieri della tempesta”. [Edizioni Mondadori – Traduzione di Riccardo Valla]. Una saga imperniata su protagonisti insoliti, gli Orchi appunto, che nell’immaginario Fantasy classico hanno sempre svolto il compito di antagonisti o, ancor peggio, di carne da macello al servizio di qualche oscuro signore del male. Di contro gli umani ricoprono il ruolo dei malvagi conquistatori che mettono a rischio gli equilibri di un intero mondo a causa della loro espansione incontrollata e del loro eccessivo sfruttamento delle risorse naturali.

Come ogni buon lettore di Fantasy sa, ogni diversa ambientazione propone la propria interpretazione di quelle che abitualmente sono le caratteristiche chiavi della letteratura fantastica: divinità, magia, religione, creature mitologiche, razze diverse da quella umana etc… siete curiosi di quale sia la versione di Nicholls riguardo a tutto ciò? Mi auguro di sì, perché sto per parlarvene:

Maras-Dantia (chiamato Centrasia dagli umani) è un crogiolo di razze e creature: nani, elfi, gnomi, goblin, orchi, centauri e troll sono solo un esempio della varietà delle razze pensanti, a cui vanno aggiunti numerosi incroci ed un piccolo serraglio di bestie come draghi, arpie ed ippogrifi. Si tratta di un mondo decadente, sempre più invaso dai ghiacci eterni che scendono dal nord a causa dell’incrinarsi dell’equilibrio delle energie magiche, gravemente compromesso dall’abuso dell’uomo che ha turbato l’ordine naturale delle cose.
Si suppone che ogni razza antica (ovvero tutte tranne gli umani) veneri le proprie divinità, di questo insieme vengono presentate quelle orchesche (il quadrilatero) ed i due diversi credo umani, l’uno monoteista (Uni) e l’altro politeista (Mani), si tratta di divinità presenti solo per nome che, ai fini della storia, potrebbero anche essere solo un’illusione dei loro fedeli.
La magia è prerogativa delle razze antiche ed ognuna di esse, fatta esclusione per gli orchi, possiede qualche particolare dote legata ai flussi magici:  i folletti sono dei piromanti, i nani chiaroveggenti, etc… tutti, ovviamente, risentono del calo della magia causato dagli umani e proprio per questo hanno della capacità molto ridotte. Nella saga compaiono alcune eccezioni a questa regola, come le tre streghe sorelle Adpar, Jennesta e Sanara ed un non meglio definito gruppo di maghi a cui si deve la creazione delle guardie magiche di una città.
E gli orchi? Loro sono combattenti fatti e finiti, da quando escono dall’uovo non fanno altro che prepararsi alla guerra e proprio per questo le loro orde e le loro bande da guerra sono organizzate con una rigida gerarchia militare e gestite con inflessibile disciplina…

Con i presupposti abbiamo finito, veniamo ai fatti.
L’idea di inversione dei ruoli e di un racconto dal punto di vista dei più classici tra gli antagonisti del Fantasy sarebbe potuta essere gradevole, ma è stata ridotta ad una mera questione di nomi. Gli orchi di Nicholls, sono forti, agguerriti e calvi, ma a parte questo si comportano come il tipico gruppo di eroi umani. Non si tratta di una storia diversa, ma della stessa storia raccontata con i nomi invertiti per poter sembrare diversa.
La multirazzialità è ridotta ad una semplice cornice usata per rendere meno monotono il succedersi di incontri e scontri da cui gli orchi usciranno sempre e comunque vincitori. L’argomento di almeno 18 dei 23 capitoli del secondo libro è infatti un qualche genere di combattimento/rissa/duello dall’esito già scritto le cui uniche variazioni sono il colore della pelle, la forma delle orecchie e la generale fisicità degli sfortunati avversari di Stryke e della sua banda. All’inizio del primo volume la banda conta trenta elementi, alla fine del terzo sono ridotti a ventitre, sette caduti – di cui uno per sacrificio, uno per idiozia ed uno per malattia – contro numerose centinaia di vittime mietute come se niente fosse.
I Figli del Lupo – questo il nome della banda – sono capaci di penetrare da soli all’interno di regni ostili, recuperare i manufatti che cercano e di cui nemmeno conoscono la posizione specifica, ed uscire senza subire nulla più di qualche ferita superficiale. Se vi sembra esagerato è perché non avete ascoltato con sufficiente attenzione i commenti dell’ufficiale medico, il buon vecchio Alfray, in almeno un paio di occasioni, dichiara che… hanno avuto fortuna. Visto? A tutto c’è una spiegazione logica, malfidenti.
A dar spessore alla trama ci sono anche una strega tirannica con forte propensione per l’uccisione ingiustificata dei propri luogotenenti, un delirante capo di culto umano deciso allo sterminio di tutti i subumani, un gruppo di cacciatori di taglie senza scrupoli, gli strani sogni profetici di Stryke, degli artefatti da cui dipende il destino del mondo ed una serie di coincidenze in grado di far impallidire anche i lettori di Harmony.

La qualità della scrittura? Dozzinale, con qualche rarissima immagine azzeccata e fin troppo spesso uguale a se stessa e saldamente poggiata su un solido substrato di luoghi comuni. I personaggi? Piatti e senza mordente, distinguibili l’uno dall’altro solo grazie ad una manciata di caratteristiche distintive pericolosamente tendenti allo stereotipo. L’intreccio? Una partita a di Street Fighter – Round One, Orchi Vs. Goblins. Ready? Fight! – tenuta a malapena insieme dal principio della cerca di gruppo. Credibilità e coerenza? Anche nell’inventare un mondo a suo uso e consumo Nicholls riesce a contraddirsi: dipinge gli orchi come combattenti onorevoli e di incredibile disciplina, e poi li fa agire secondo un preciso principio di convenienza ed usa come siparietto comico le zuffe verbali (e non) dei due secondi ufficiali che il capitano è spesso costretto a dividere.

Tirando le somme si tratta di una letturina anonima adeguata (forse) per ragazzini assuefatti alla PlayStation che l’autore cerca di spacciare per storie da adulti inserendo in apertura del primo libro una scena di sesso. Nel mio candore mi ero illuso si trattasse del tentativo di lanciare un autore-ragazzino per arrivare ad un nuovo Eragon, ma a quanto ho letto su Wikipedia Nicholls aveva cinquanta anni suonati quando ha partorito ‘sta minchiata. Gli affibbio un punteggio di due su cinque solo perché al peggio non c’è mai fine e l’uno mi serve per scribacchini ancor peggiori.

Siamo arrivati alla fine della recensione, ma prima di salutarvi ho ancora una  sorpresa per voi. Con l’aiuto dei miei insostituibili aiutanti Naive la Tenerona e Finicky il Caustico metterò in scena per voi la versione romanzata di alcuni eventi salienti della Saga. A voi distinguere le battute dell’una da quelle dell’altro.  Ready? Fight!

– La prima battaglia è finita, gli orchi hanno distrutto un insediamento umano e recuperato l’oggetto richiesto dalla Regina Jennesta. Hanno anche trovato una gran quantità di Pellucida, una droga da figli dei fiori.
“Hai visto che carini gli orchi? Hanno ucciso tutti tutti, ma non il neonato. Lui lo hanno risparmiato.”
“Eh già. Abbandonare un neonato lungo una strada maestra nella speranza che chi lo trova preferisca allevarlo piuttosto che mangiarlo è un vero atto di clemenza.”
“Però c’è una cosa che non capisco. La Regina Jennesta non mi sembra molto paziente, allora perché gli orchi invece che tornare subito da lei si fermano a fumare Pellucida in quel boschetto?”
“Perché sono disciplinati.”

– Sulla via del ritorno gli orchi vengono aggrediti da un gruppo di goblin e l’oggetto viene rubato.
“Finicky, perché gli orchi vanno da soli verso il reame dei Goblin? Non potevano mandare un messaggio alla Regina per chiedere aiuto?”
“La regina avrebbe ucciso il messaggero e poi si sarebbe anche vendicata su di loro per aver perso l’oggetto.”
“Perché?”
“Per mantenere la disciplina.”

– Guardando l’audace mappa del continente.
“Finicky, ho trovato la penisola di Ruffet’s ma non riesco a trovare la città di Ruffets View, dov’è?”
“Nella mappa non c’è.”
“Ma ci sono tanti, tantissimi nomi diversi di posti che non vengono nominati, in quel posto è ambientata metà del terzo libro… come mai non l’ha messa?”
“…”

– Stryke ed i suoi si sono rifugiati a Ruffets View, una città di umani politeisti (Mani). Sanno che alle loro calcagna c’è l’esercito di Jennesta (Regina malvagia, nemica acerrima degli Uni, servita da un’orda di orchi, alleata a molte comunità Mani e che fa largo uso di mercenari) e subito dietro a lei un esercito di umani monoteisti (Uni) nemici giurati dei Mani e di qualsiasi subumano, tranne i nani che vengono usati come mercenari. A sorpresa gli Uni arrivano per primi e mettono sotto assedia la città.
“Accipuffolina, sta arrivando un altro esercito, chissà chi sarà.”
“Mani, un sacco di orchi e dei contingenti di nani mercenari. Non ci sono molti dubbi.”
“Mani! Gente venuta in soccorso di Ruffets View per salvarla dagli Uni. Evviva!”
“Suvvia, non essere sciocca, Naive. Mani, nani mercenari e tanti, tanti orchi. Chi ha un esercito così?”
“Shh, non mi distrarre, sto guardando Stryke che guida una carica fuori dalla città per unirsi al nuovo esercito di alleati.”
“…”

– Dopo la battaglia e – sorpresa! – aver scoperto che il misterioso esercito di alleati era quello di Jennesta, Stryke ed i suoi fuggono. Com’è, come non è le reliquie si attivano e loro si trovano teletrasportati sui ghiacciai, dove trovano il palazzo di Illex e lì restano imprigionati. Il giorno successivo, mentre cercano di fuggire, scoprono che il palazzo è stato attaccato dall’esercito di Jennesta.
“Finicky, io non capisco, come ha fatto Jennesta ad arrivare in un solo giorno. Illex è quassù al nord mentre la penisola di Ruffets è a metà del continente e Ruffets View è… ah già, Ruffets View non è segnata sulla mappa.”
“Comoda dimenticanza… ma dalla descrizione della fuga di Stryke e dei suoi la città doveva essere a più di una giornata di cavallo a sud della foresta di Drogan, più a sud della baia di Calyparr.”
“Allora questo continente deve proprio essere piccolo. Jennesta e l’esercito ne percorrono metà in meno di un giorno.”
“Oppure…”
“Oppure?”
“Nicholls è un incompetente.”

Stay Tuned.

Orchi-te.

25 gennaio 2013 2 commenti

Sono alle battute finali di “Orchi” la – ma tu pensa che strano – trilogia di Stan Nicholls.
Un simile capolavoro merita di diventare la cerimonia di apertura della mia rubrica sugli autori Fantasy, perché chi ben comincia…

Ne riparleremo nei prossimi giorni, il tempo di completare la lettura, lasciarmi travolgere dall’invettiva e trovare la miglior forma per potervi esprimere le mie ben poco lusinghiere impressioni a riguardo.

Stay Tuned.

A volte ritornano…

23 gennaio 2013 8 commenti

La mia ultima trasferta tergestina è stata un piatto vincente a base di lavoro, spassoamici ed un buffo fatterello. Lunedì mattina, ero da poco arrivato in quel di Trieste quando ho ricevuto un messaggio da mio fratello.

Vado ad aprire casa Pasticcio! 🙂

In rapida successione ho sperimentato incredulità, perplessità, ilarità e crisi respiratoria da eccesso di risa. Quando mi sono ripreso avevo le lacrime agli occhi ed ero riuscito, in modo alquanto piacevole, a perdere i dieci minuti d’anticipo che avevo sul mio primo appuntamento di lavoro. Finite le faccende serie ho provato a telefonare al fratello per poter avere conferma dei miei sospetti riguardo al senso del messaggio; non ha risposto. Poi è toccato a lui chiamare ed a me non sentire il cellulare e così via per tutto il resto della giornata fin alle sei del pomeriggio… perché quando il tempismo ti abbandona, non ha mezze misure.

Ebbene sì, la signora Pasticcio si è chiusa fuori di casa un’altra volta… ha fatto le cose in grande ed ha chiuso dentro sia le sue chiavi che quelle del marito eppure, come abitudine familiare, aveva con sé quelle dell’auto. Continuo a chiedermi perché riservino questo diverso trattamento alle loro chiavi, dimenticano sempre quelle di cui noi abbiamo una copia, mannaggialloro.
Oltre a narrare i punti salienti della vicenda il fratello mi ha confidato che, nel momento in cui si è trovato davanti la signora pasticcio è venuto a conoscenza del motivo della di lei visita, si è visto scorrere davanti agli occhi il contenuto del mio post. Come se questo non bastasse ha descritto la donna che aveva dinnanzi come imbarazzata, consapevole del ridicolo di cui si era resa vittima, una donna sconfitta…

Chissà, forse da oggi in poi farà un po’ più di attenzione prima di uscire di casa.

Stay Tuned.

Latitanza…

19 gennaio 2013 4 commenti

Sì, è vero, negli ultimi tempi sono stato un po’ latitante… però ho la giustificazione scritta!

O, per lo meno, ho un sacco di materiale scritto e mi appello al vostro buon cuore per considerarlo una valida giustificazione alla mia assenza.
Le vacanze avevano compromesso il mio ritmo di scrittura così, quando negli ultimi tempi le parole hanno ricominciato a scorrere, ho preferito dedicarmi a loro e di riflesso ho trascurato il blog. Scrivo, quando non scrivo leggo od ossigeno il sangue con l’esercizio fisico. La ricetta sembra funzionare, ho completato la quinta parte del Primo Re ed attaccato con la sesta e, soprattutto, sono discretamente soddisfatto della qualità di quel che ho creato.

Tornando a noi ed al blog, le mie ultime letture mi hanno suggerito la malsana idea di redigere una piccola rubrica incentrata sugli autori di Fantasy – famosi o meno – con particolare attenzione per quelli tra loro che hanno prodotto saghe, trilogie, pentalogie, storie seriali incentrate su un personaggio/mondo. Simpatici signori come Tolkien, Eddings, Martin, Sapkowski, Nicholls e simili…
Non ho intenzione di pormi degli obbiettivi in fatto di tempo e di conseguenza non faccio promesse a riguardo, ma prima o poi, quando meno ve lo aspetterete…

Stay Tuned.

Conosco i miei polli e loro, a quanto pare, si conoscono l’un l’altro.

11 gennaio 2013 2 commenti

Quest’oggi mi sono avventurato lungo l’ultimo tratto della quinta parte del Primo Re e sono arrivato al punto di svolta in cui ricompaiono dei personaggi incontrati (ed apparentemente dimenticati) all’inizio della prima parte. Per festeggiare l’evento ho spedito un sms ad un piccolo gruppo di amici e revisori:

Sono lieto di comunicarvi che l’orco è comparso ed ha pronunciato le sue prime parole! Ora tocca a Leyhod.

Poco più tardi è arrivata la prima risposta, quella della Tata Teller:

eUUiUa!

Ispirato da tanta maestria dialettica sono tornato alla scrittura. Dopo qualche minuto il cellulare ha dato nuovi segni di vita ed è arrivata la risposta di Alessandro:

Bene! Adesso Tata Teller sarà contenta.

Non sono adorabili?

Stay Tuned.

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