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Il Bandito ed il Campione

Quando ho deciso di volermi proporre ad un editore, per intraprendere la strada della pubblicazione, la prima difficoltà è stata selezionare una storia adeguata: non volevo nulla di troppo complesso od articolato, pensavo ad un volume leggero che potesse fungere da presentazione per me ed introduzione all’ambientazione. Il mio obiettivo non è quello di creare una saga incentrata su un unico argomento o su un singolo gruppo di personaggi, desidero piuttosto presentare la storia, l’evoluzione e la fine di un mondo seguendo i passi di coloro che, in vari luoghi ed in diverse epoche, ne hanno definito il destino.

Trattandosi di un’ambientazione quanto meno colorita, per poter rimanere fedele all’idea di introduzione, ho pensato di dedicare questo primo *cof*ro *cof*man *cof*zo a vicende riguardanti la stirpe più simile alla razza umana. Pur non avendo velleità di ammantare la narrazione di alcuna reale attinenza storica, ho cercato di creare una struttura sociale e culturale realistica (o per lo meno credibile senza ricorrere ad eccessiva sospensione dell’incredulità), cercando di dare un punto di vista “umano” e quindi più abbordabile ad un mondo molto al di fuori degli schemi della logica e della realtà di tutti i giorni.

Una volta stabilito di usare gli “umani” come chaperon, scegliere l’evento da narrare è stata una naturale conseguenza: in un popolo tanto dipendente dalla religiosità nulla poteva aver maggior rilevanza del periodo di passaggio dal politeismo al monoteismo. La zona geografica mi era chiara ed anche gli eventi nel loro svolgersi generale, non avevo che da definire le cose più nel dettaglio e delineare i protagonisti. Incrociando appunti, time-line, mappe, logica e ragion pura sono giunto ad una società di montanari non troppo dissimile da quelle risalenti alla tarda età del bronzo; tra loro è nata una piccola mandria di coprotagonisti, spalle e comparse capeggiata dai due protagonisti della vicenda: Ureach e Leyhod.

Nella costruzione di questi due personaggi ho cercato di rendere palpabili le loro similitudini, poiché parte di un piccolo gruppo di comunità sorte in una valle molto isolata dovevano partire da un background comune, ed allo stesso tempo di rendere ben chiare le differenze. Ureach, granitico nella propria moralità e dotato di una fede adamantina, contrapposto a Leyhod, uno zelota della sopravvivenza e disposto ad ogni astuzia pur di raggiungere gli obiettivi che si prefigge. Due individui legati da uno scopo comune ma diversi come l’alba ed il tramonto.

Avevo appena dato le ultime pennellate ad Ureach, il valente Campione di Arhim Eritz e mi accingevo a far altrettanto con lo scapestrato Leyhod quando il destino ci ha messo lo zampino e mi sono trovato ad ascoltare la canzone di de Gregori “Il Bandito e il Campione”. Un secondo più tardi stavo lavorando di cesello per far si che Leyhod fosse “Bandito” quanto Ureach era “Campione”, una piccola soddisfazione per il mio io infantile, un modesto omaggio alla splendida canzone di de Gregori ed una nota di colore per un personaggio che ha tutta la mia simpatia.

Stay Tuned.

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  1. 1 giugno 2012 alle 12:17

    Bellissima canzone, ha fatto da colonna sonora ad alcune mie decisioni.
    Ti ho già detto che vorrei conoscere il Bandito e il Campione della tua storia?

    • 1 giugno 2012 alle 12:22

      Bellissima, si. Rientra nel numero delle canzoni che non ascolto molto di frequente ma per le quali spesso interrompo quel che sto facendo per meglio dedicarmi all’ascolto.

      Mi auguro di poterteli presentare il prima possibile. Sono più o meno a metà … quindi dovrei aver concluso per la fine dell’anno. Vanno aggiunti i tempi della revisione e poi quelli per costringere qualche editore a pubblicare il tutto.

  2. Mihaela
    2 giugno 2012 alle 20:17

    Di là vado OT. 🙂
    Non è tanto il perdersi in chiacchiere -meglio arrivare al torsolo subito- quanto la capacità di non farsi scrupoli per raggiungere i propri obiettivi.
    Oltretutto e da un bel po’ di tempo che non leggo un fantasy (?) e i post mi hanno incuriosita parecchio.

    • 2 giugno 2012 alle 20:36

      “Determinato al di là di ogni limite morale” è una delle note che ho preso quando stavo abbozzando il personaggio di Leyhod.
      Spero di riuscire a renderlo a parole così come l’ho immaginato, perché è uno dei personaggi che preferisco tra tutti quelli presenti nella storia.

      Sono lieto che i post ti abbiano incuriosita, è senza dubbio una prima conferma di come i miei piccini stiano crescendo sani e forti. Mi auguro che oltre alla curiosità ci sarà la soddisfazione quando avrò finito.

      Ancora un piccolo sforzo e sarò a metà strada.

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