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Cowbird – Lo strano caso della porta chiusa

Questa mattina, grazie ad un caso fortuito, me la sono spassata alquanto osservando degli ignari passanti.
La cosa mi ha divertito a sufficienza da ispirare una sua cronaca (romanzata ma fedele), di cui inserisco si seguito un breve estratto, e che potrete trovare completa su Cowbird.

[…]

La porta in questione (che potete ammirare grazie alla magnifica foto messa a disposizione da Mr. Smartphone) è dotata di tre caratteristiche peculiari:

1. La targhetta “SPINGERE” posta all’altezza della maniglia.
2. Una targetta rossa con la dicitura “APRIPORTA” che si trova all’altezza dello sguardo di un individuo di media altezza.
3. Un curioso pulsante rosso, appena sotto la targhetta di cui sopra.

[…]

I più non davano alcuna considerazione ad alcuno dei tre dettagli sovradescritti, con il risultato di spiaccicarsi come mosche contro il il vetro; la loro successiva reazione era in genere afferrare il maniglione e scuotere con forza (immagino per abbattere il nemico che aveva osato aggredirli così vilmente).

Una minoranza adocchiava il cartello “spingere” e si faceva precedere da una mano appoggiandola sulla maniglia, il gesto veniva ovviamente compiuto senza nemmeno rallentare il passo. Una spinta vigorosa e … il braccio si piegava sotto la spinta del corpo portandoli a cozzare contro il vetro in modo non molto diverso dai precedenti.

Ricordo in particolare alcuni casi che mi sono costati diversi minuti di distrazione, tra il tempo speso ad osservarli e la successiva necessità di incanalare ogni mia energia nel tentativo di non ridere.

*** *** *** Il Rinunciatario *** *** ***

Arriva alla porta senza considerare alcun genere di targhetta e la trova inamovibile, si guarda quindi intorno con aria perplessa e sorride nel momento in cui localizza la targhetta “spingere”.
Punta una mano e spinge … nessun effetto.
Afferra la maniglia con entrambe le mani e spinge … nessun effetto.
Sospira, si guarda intorno con aria imbarazzata e si stringe nelle spalle.
“Mi sono sbagliato” con il tono di chi si senta in colpa e voglia chiedere scusa.
Si gira e torna verso l’interno, rimuginando sul modo migliore per dire alla moglie che non potrà rientrare a casa, che sarà costretto a rimanere nella Casa di Ospitalità a tempo indeterminato, perchè una porta ha stabilito il suo fato e non gli permette più di uscire.

[…]

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