Se telefonando…

10 gennaio 2018 2 commenti

Se telefonando

Ti stavo pensando.
Stavo per chiamarti.
Ti stavo scrivendo un messaggio.

Tutti ce lo siamo sentito dire almeno una volta e almeno una volta l’abbiamo detto. Tutti abbiamo fatto finta di crederci e tutti abbiamo ricevuto la stessa cortesia. A qualcuno è successo davvero e qualcuno ha l’abilità mistica di chiamare segandoti sistematicamente il messaggio che stavi scrivendo… ma nella maggior parte dei casi sono balle, lo sappiamo noi e lo sanno anche tutti gli altri.

Però è vero che appena oltre i confini delle persone con cui abbiamo una frequentazione più o meno assidua si entra nella zona del crepuscolo dei pensieri ricorrenti; persone che ci piacciono abbastanza da non cadere nel dimenticatoio degli ‘ah già, mi ricordo, chissà che fine ha fatto‘, ma con cui condividiamo troppo poco per superare l’inerzia del ‘ma sì dai, la prossima volta‘. Capita di vederli e sentirli – quando succede ci piace pure – ma poi il tempo scorre e tutto sommato non ne sentiamo troppo la mancanza, salvo quando la coscienza ci pungola o le congiunzioni astrali favorevoli non organizzano un incontro.

Avete capito di cosa parlo, vero? Ecco, il soggetto di questa raffinata imago d’umane verità è il blog…
Ci ho pensato spesso, ogni volta mi sono ripromesso di scrivere un post e puntualmente ho trovato una scusa perfetta per non farlo. Non che mi mancassero le idee, anzi, in alcuni casi le idee erano così belle che sarebbe stato un peccato scriverle con così poco tempo a disposizione, meglio un’altra volta, con più calma, per fare le cose per bene.

Dopo l’ennesimo procrastinare, ho scelto la giornata di oggi come termine perentorio per porre fine alla pigrizia dilagante e per cercare di recuperare almeno in parte le buone abitudini che da un anno a questa parte sono andate quasi completamente perdute. Questo è il primo passo, spero non sia anche l’ultimo. E dopo questa perla di saggezza torno a scervellarmi sullo schema delle scene del prossimo racconto… già, perché durante la mia assenza ne ho scritto più d’uno e non aggiungo altro perché potrebbero proprio essere loro l’argomento dei prossimi post.

Stay Tuned.

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Incongruenze.

Sorridiamo del trasognato candore con cui i bambini parlano di Babbo Natale e poi eccoci qui a credere nell’anno nuovo.

Stay Tuned.

Buon Natale.

Buon Natale
Ammettetelo, pensavate che quest’anno non avrei assolto ai miei sacri doveri ben augurali? E invece eccomi qui, nonostante la mia deplorevole inerzia bloggosa… perché le tradizioni vanno rispettate.

A presto (o tardi) rivederci e spassatevela più che potete.

Stay Tuned.

La Cattiveria del Giorno: “Moda da cani.”

La Cattiveria del Giorno
Non sono un animale da vetrine.
La sola idea di ciondolare lungo la strada fermandomi ogni tre passi per fissare l’ennesima variante della stessa boiata mi urta i nervi, ma a volte non si tratta di scelta: è la vetrina a saltarti addosso.

Canotto.jpgSono fashion come la mamma

Vedo, guardo, fisso, stranisco.
La cosa positiva è che il cane non capisce ed è franco dall’imbarazzo, ma fossi in lui avvierei le pratiche per ottenere l’emancipazione. E non si tratta solo del cattivo gusto del cappottino – quello era il più sobrio della vetrina – ma soprattutto della malsana abitudine di usare parole come madre e figlio nel riferirsi al legame tra un essere umano e un animale.

Stay Tuned.

Pronti ai blocchi di partenza.

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E’ successo di nuovo, l’anno non fa in tempo a finire che subito ne arriva uno nuovo a sostituirlo e tutto ricomincia. Dico io, se nella settimana abbiamo messo la domenica, perché non possiamo creare un periodo di transizione tra un anno e l’altro? Avrei anche già un bel nome: “Infra XX-XY” dove XX e XY sono le ultime due cifre dell’anno concluso e di quello che deve cominciare.

Insomma, checché ne dica il mondo, sappiate che nel mio blog oggi è il primo giorno di Infra 16-17, periodo durante il quale noi civette definiamo le linee portanti dei nostri programmi per l’anno in arrivo. Non buoni propositi, quelli li lasciamo agli umani, direi più una lista di obiettivi da lasciar fluire nel mosaico fluido del tempo; per essere ragionevolmente sicure di portarli a termine, senza privarci del piacere della sorpresa riguardo a quando accadrà.

Per esempio, nei primi giorni del 2017 preparerò le lettere di presentazione per la seconda tornata di invii a case editrici e agenzie letterarie. Il tempo di attesa per le risposte non è ancora scaduto e non scadrà prima di marzo/aprile, ma preferisco portarmi avanti e correre il rischio di dover scegliere tra più proposte che passare la vita a inviare il manoscritto una volta ogni sei mesi e poi aspettare, aspettare, aspettare…

A proposti, ad oggi ho ricevuto tre risposte, due positive con relativa proposta di pubblicazione digitale su due diverse piattaforme e una negativa per non attinenza alle linee editoriali gestite dall’agenzia. Non quello che speravo, ma nemmeno troppo male tutto sommato.

Insomma, un bilancio positivo per il 2016 e l’obiettivo di rendere il 2017 migliore del suo fratello maggiore. Auguro lo stesso a tutti voi.

Stay Tuned.

Buon Natale.

24 dicembre 2016 2 commenti

Buon Natale

Eccoci qui, anche quest’anno assediati dalle feste, dagli auguri e dalla necessità di apparire allegri e ben disposti anche quando il nostro ideale di socievolezza è il pesce pietra. Siete pronti per festeggiare con amici e parenti? Avete messo al sicuro il fegato per preservarlo dai danni di pranzi pantagruelici? E i regali? Come siete messi con i regali? Vi siete ricordati di tutti? Anche di quel cuginetto/a di terzo grado di cui non avevate mai sentito parlare prima di questa mattina a colazione? Perché se aveste bisogno di ispirazione per un dono dell’ultimo minuto, ho giustappunto quello che fa per voi. Non solo un oggetto di svago, ma qualcosa che lasci un’impronta e formi il carattere fin dalla più tenera età.

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Perché anche i bimbi possano coltivare i loro piccoli interessi…

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… e avere occasione di costruire una sana socialità.

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Vestitini alla moda, adatti anche ai caratteri più irruenti…

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… e perché no, anche un aiuto concreto per farli giungere preparati al primo confronto con il mondo del lavoro.

In luogo dei soliti auguri triti e ritriti, permettetemi di concludere con qualcosa di completamente diverso. Una raffinata miscellanea tra citazione, massima ed esortazione:

Non chiedere ciò che Babbo Natale può fare per te, chiediti ciò che tu puoi fare per Babbo Natale!

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Stay Tuned.

 

 

 

C’era una volta in posta.

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Questa mattina sono stato in posta.
Anche il ventotto novembre sono stato in posta.
Oggi c’era poca gente, la fila scorreva e tutti erano tranquilli.
Il ventotto novembre tutte le sedie erano occupate, cera gente in piedi e il numero di sportelli operativi non era sufficiente a smaltire la calca. Pochi erano tranquilli.

Mi sono diretto al tavolino più vicino accanto al quale c’erano una ragazza di colore, che scartabellava dei documenti e controllava il cellulare; una signora che fissava il tabellone dei turni con aria arcigna e – ora sì, ora no – una donna che andava e veniva attraverso la sala, come uno squalo mannaro. Per non far mancare il mio contributo a quel clima gioioso, ho dato il buon giorno. La ragazza ha alzato lo sguardo e ha risposto con un cenno della testa, l’osservatrice ha borbottato qualcosa tra i denti e la squala ha continuato a squalare… evidentemente la mancanza di ferite sanguinanti non mi rendeva appetibile ai suoi occhi.

Mentre dirimevo il filo di Arianna delle buste da spedire e la ragazza quello dei documenti da compilare, l’osservatrice ci allietava con un sottofondo di commenti a denti stretti, sbuffi e scambi di commenti indispettiti con la squala, quando il suo girovagare la portava a tiro.
Dopo qualche minuto, e qualche numero, la ragazza è giunta alla conclusione di non avere tutti i documenti necessari e con un certo scoramento ha reimbustato il suo plico. Poi, quasi timidamente, mi ha detto che doveva andare e mi ha chiesto se volessi il suo numero. Da ottanta a settanta, certo che lo volevo! L’ho molto ringraziata e salutata, ho constatato che stavano servendo il numero sessantotto e senza farmene accorgere ho scoperto che l’osservatrice aveva il settantaquattro.

Due minuti di attesa, due lunghissimi minuti di attesa infilzato dagli sguardi delle due signore ed è arrivato il mio turno. Mentre ero allo sportello alle mie spalle si sbuffava.

Eh… certo che avrebbe potuto darlo a te, che stavi aspettando.
* Eh sì. Mah!

La mia mancanze di reazione le ha portate a ripetere una seconda volta e poi una terza, con tono via via più alto. Che il soggetto del loro biasimo fossi io o la ragazza, volevano essere certe di avermi reso edotto del crimine di lesa maestà di cui era state rese vittime. Io mi sono limitato a girarmi e a sorridere, uscendo ho ripetuto il buon giorno, senza miglior fortuna della volta precedente.

Chissà se mai si chiederanno perché la ragazza abbia deciso di proporre a me il suo biglietto e chissà quali mai potranno essere le loro ipotesi in tal senso… chissà se mai prenderanno in considerazione che l’istinto l’abbia portata a scegliere l’unica persona che non si stesse crogiolando nell’insoddisfazione.

Stay Tuned.

 

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