Cosa ne pensate?
Si parla di Giovanni “Rottamatore” Allevi, il famigerato pianista.
Voi cosa ne pensate di questo articolo ANSA.IT?
E’ una celebrazione del suo “genio” artistico o un’ironica presa per i fondelli?
Stay Tuned.
Categorie: Domande
Etichette: ANSA.IT, Giovanni Allevi, Musica
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Tale’s Teller
Stanco di accumulare idee, personaggi e storie, senza mai fermarle su carta; ho deciso di dedicar loro più tempo e più spazio imbarcandomi in un progetto editoriale.
Parole come "scrittore" o "romanzo" mi sembrano ancora troppo impegnative e distanti, ma ci sto lavorando.
Stay Tuned
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ma allevi, dicono che sia un puro prodotto di marketing e che alcune cose dichiarate prima della sua fama (concerti a niu iork ecc) siano state inventate di sana pianta.
Già, tra le altre.
Io attendo con pazienza un commento … ^_*
io ho commentato
Oui, ma tu sei stata quieta e moderata.
Se l’esca funzionerà vedrai che commento esplosivo che ne verrà fuori ^_*
Ecco, ora puoi vedere cosa intendevo dire con: “attendo con pazienza un commento” ^_*
Ma tu mi vuoi male… Io ormai ho una certa età, e spererei di vivere il più serenamente possibile.
Una volta ero più combattivo, ora mi sono reso conto che il Parruccone non merita lo spreco del mio tempo e delle mie energie, quindi sarò il più breve possibile.
La notizia ANSA che riporti è assolutamente in linea con il sensazionalismo di moda oggi. Allevi non rottama proprio nulla, è solo aria fritta.
Come ben dice Perennemente Sloggata, Allevi è un prodotto costruito a tavolino e montato da un grosso ufficio stampa alle sue spalle. Tutti i concerti alla Carnegie Hall, oppure al prestigioso Blue Note (il tempio del jazz newyorkese) sono stati a pagamento. Negli Stati Uniti funziona così, se pago posso andare anche io a suonare alla Carnegie Hall (in realtà Allevi ha suonato non nella sala principale, ma nella equivalente dei “ridotti” dei nostri teatri lirici, la Weill Recital Hall); per quanto riguarda i concerti a Londra, siccome i biglietti erano quasi tutti invenduti, li davano gratis per le strade per chiamare gente.
Dal punto di vista musicale sarebbe ingiusto dire che Allevi sia uno zero. In realtà ha un abbastanza decoroso stile a metà tra il minimal e il neo-romantico, insomma scrive canzoni per pianoforte, e ora pure per orchestra (queste sì, scritte male). Dopo le critiche da parte di ambienti accademici si è pure cimentato con qualche forma tradizionale (la sonata, il genere concertante, il concerto solista), senza però avere un reale confronto con cosa sono diventati questi generi oggi, e sui problemi del linguaggio musicale odierno (lui che vorrebbe rinnovarlo).
Come esecutore è un modesto strumentista, lo si ascolti quando non suona le sue musiche, ad esempio la trascrizione di Franz Liszt della morte d’Isotta dal “Tristano e Isotta” di Wagner (http://www.youtube.com/watch?v=p2F3Zsp5CdQ), imbarazzante: senza fraseggio, legato, gusto, chiarezza nell’articolazione, etc, etc, etc… (inoltre esegue pure le semplificazioni, gli “oppure”, non la parte originale di Liszt).
Gli aspetti fastidiosi del fenomeno sono molti:
1) La “tronfiaggine” e gli sproloqui molto, troppo postmoderni del Parruccone, stereotipo del ragazzo con la testa tra le nuvole e del genio strambo (Allevi è del ’70, ha 42 anni).
2) La confusione che si fa con le parole: che cosa significa “musica classica” (nulla, molto meglio sarebbe usare il termine “forte”, come consiglia Quirino Principe)? Allevi fa musica classica, oppure è pop spacciato per altro? E anche se facesse musica classica, è veramente innovativo, oppure si vende per tale? Usando uno stile facilone e orecchiabile, e decisamente furbo?
3) Il problema più grosso: l’ignoranza musicale dell’italiano medio. Se ci fosse un minimo di alfabetizzazione musicale di base molti prenderebbero a pedate questo cialtrone.
Parentesi storica: questa mancanza è frutto della sconsiderata politica antimusicale dei nostri governi fino dagli albori dell’unità d’Italia (celebre la frase di Francesco De Sanctis, primo Ministro della pubblica istruzione:” basta con le discipline per educande, BASTA CON LA MUSICA!”), e della cultura italiana in genere (anche Croce, Gramsci e Gentile hanno totalmente sottostimato la musica), di tradizione hegeliana o neo-hegeliana. Noi abbiamo avuto anche l’unico partito comunista che non ha sostenuto la musica (Gramsci non fu marxista ortodosso, ma essenzialmente un gentiliano alla rovescia). Non ultima la presenza delle Chiesa cattolica, assolutamente mortifera, che nel recente passato ha dato il colpo di grazia alla musica, al latino, e di conseguenza anche al greco (tanto per puntualizzare: Hobbes nel suo “Leviatano” consigliava al monarca assoluto di non fare studiare il greco e il latino, i classici, tutte attività che fanno usare il cervello, quindi sovversive).
4) L’evidente frattura che si è creata tra pubblico e vere sperimentazioni musicali, molto più attente al lato astratto, spesso ideologico (basti ricordare Nono e Pollini che andavano in giro per le fabbriche a suonare musiche per pianoforte e nastro magnetico, perché la musica d’arte deve essere proletaria) e dimentiche totalmente di quella che Hofmannsthal (poeta austriaco), e con di lui Furtwängler (sommo direttore d’orchestra), chiamavano Gemeinschaft, cioè il rapporto organico e vivente con il pubblico, il senso forte e originario della comunità, l’arte come manifestazione dello spirito di un popolo.
In questo buco di astrazioni, ignoranza e cecità nella pianificazione della didattica musicale si inserisce il fenomeno Allevi e la fumosità che lo contraddistingue.
Capito cosa intendevo?
capito sì! mi inquino ai vostri piedi, con devozione.
Ti adoro, sul serio! Come le dici tu le cose, scorrono che è una meraviglia.
Solo, per piacere, ricordati che la tua è proprio un’invettiva *_*
<3
Hahahahaha!
Ma dai, non è proprio un’invettiva, è una disamina critica. Anzi, mi sono molto trattenuto, gli ho dato del cialtrone solo una volta.
“Disamina critica” si, mi piace.
Ok.
Alessandro sei impegnato nel prossimo futuro?
Hahahaha!
Ahahahahah, no, in questo periodo sono abbastanza libero
Tale’s Teller è un po’ un disgraziato, è andato a toccare consapevolmente un argomento dove sono sensibile. Non potevo non rispondere argomentando.
“un po’ disgraziato” che caro.
Affare fatto.
Argometa pure, non c’è problema.
E io che non sapevo neanche chi fosse Allevi. Sì intendo dire, ogni tanto vedo il cartellone di un suo concerto, ma poco mi interessa. A mio marito invece piace un tale che si chiama Ludovico Einaudi: abbiamo una bio su di lui? No perché così mi diverto anche io.
Invece tu ti sei ripreso?
Baci
G.
Io riconfermo la mia ignoranza in merito, non ho idea di chi sia Ludovico Einaudi.
Ripreso è una parola un po’ forte … diciamo che sto un po’ meglio di ieri. Continuo a tossire (ed ogni colpo di tosse è una pugnalata alla gola) avere difficoltà a deglutire e tutta la serie di annessi e connessi (ma quasi senza febbre).
Baci baci.
A questo punto su Einaudi attendiamo un commento da Alessandro
Tu riguardati!
Oui, attendiamo che il nostro esperto si esprima.
Io sto vegetando in casa ricoperto di numerosi strati di pile. Una vera piaga o.o
Tu? Risolto del tutto con la febbre?
Non ho molto da dire su Einaudi. Fa un genere di musica simile a quello di Allevi (minimalista), ma è molto più onesto e tranquillo. Non rompe le scatole in giro.
Purtroppo sì, me ne sarei stata sotto le coperte anche oggi!
Hahahah. Guarda, avrei fatto a cambio volentieri.
Tu a letto con la febbricina ed io sano e salvo in giro per biblioteca e palestra.